Sassi da cavalcavia A20: arrestati due 17enni

Gli agenti della polizia stradale poco prima delle ore 3.30 del mattino ha arrestato due diciassettenni. I ragazzi sono stati sorpresi a lanciare sassi da un cavalcavia sull’autostrada Palermo-Messina all’altezza di Milazzo comune in provincia di Messina. L’accusa formulata è tentativo di omicidio. I minorenni avevano già colpito un’auto in transito sul parabrezza con un pezzo di lastra di cemento utilizzata generalmente per la copertura dei canali di scolo delle acque piovane.

L’oggetto pesantissimo ha frantumato il parabrezza, deformato il cofano e sfondato la mascherina anteriore della vettura dove in parte si è conficcato. I detriti prodotti dall’impatto hanno danneggiato altre vetture in transito ma, fortunatamente, nessuno ha riportato lesioni. I due diciassettenni dopo essere stati identificati e interrogati, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, sono stati trasferiti in un centro di prima accoglienza per minori più vicino.

Lancio dei sassi sulle auto in transito, “un fenomeno che non si arresta”. Basta dare un’occhiata ai dati dell’Osservatorio dell’Associazione sostenitori amici polizia stradale (Asaps)per avere un’idea che i massi lanciati dai cavalcavia colpiscono ancora. E nell’ultimo caso nel Milanese è tornato ad uccidere. “Nei primi 8 mesi del 2017 sono stati registrati 63 episodi, 7 avvenuti sulla rete autostradale o raccordi, 56 sulle statali e altre strade. Quattro le persone rimaste ferite. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno – quando i casi furono 58 – c’è stato un aumento di oltre l’8%“, afferma all’Adnkronos Giordano Biserni, presidente dell’Asaps.

Gli episodi che hanno coinvolto minorenni nei primi 8 mesi del 2017 sono stati 18: “spesso sono proprio loro i protagonisti di questi atti frutto della noia e mancanza di rispetto della vita degli altri. Gruppetti di 3-4 ragazzini”, evidenzia Biserni. Per questi casi sono stati fermati o arrestati 30 giovani. Dieci i maggiorenni fermati o arrestati. In tutto il 2016 invece l’Osservatorio ha registrato 85 episodi, di cui 5 sulla rete autostradale o raccordi e 80 sulle statali e altre strade: 4 persone hanno riportato ferite. Sono stati 33 gli episodi con il coinvolgimento di minorenni, nei quali sono stati 48 i ragazzi fermati o arrestati. I maggiorenni fermati o arrestati sono stati invece 13.

Primo caso nell’86 I colpevoli sono tutti giovani e annoiati

Da gennaio sono stati registrati già 63 episodi. Ma il primo caso è del 22 aprile 1986, la vittima si chiamava Maria Jlenia Landriani, aveva due mesi e mezzo. Morì mentre dormiva tra le braccia della madre nell’auto dei genitori sulla provinciale Milano-Lentate sul Seveso centrata da un sasso lanciato dal cavalcavia. Il 24 novembre dello stesso anno il 40enne Giuseppe Capurso finì fuori strada nei pressi di Molfetta dopo essere stato centrato da un sasso sulla A14. Tornò a casa integro. Cinque anni dopo non andò altrettanto bene ai coniugi Domenico Fornale, di 70 anni, e Rosa Perena, 69, morti sull’autostrada del Brennero il 13 febbraio 1991 per i sassi che spaccarono il loro parabrezza.18 aprile 1993: morì un uomo che viaggiava sula A14 all’altezza di Giovinazzo (Bari) e il 29 dicembre toccò a Monica Zanzotti sulla A22, colpita da un masso di 12 chili lanciato da tre ventenni veronesi condannati poi ape- ne tra i 15 e i 16 anni; 18 anni e 4 mesi, invece, per Paolo Bertocco e i fratelli Franco, Paolo e Alessandro Furlan, ritenuti responsabili della morte di Maria Letizia Berdini, uccisa sulla Torino-Piacenza il 27 dicembre 1996. Alla fine hanno scontato in tutto 12 anni. Dal 1998 al 2002 ci sono stati altri 8 casi ma nessuno mortale. L’ennesima vittima arriva il primo giugno 2002, è la 48enne Rosa Miscioscia, morta per le ferite riportate dalla caduta di un oggetto metallico dal cavalcavia lungo la Roma-Napoli. Ci sono ancora dubbi sul fatto che possa essere stato un incidente. Nessun dubbio sull’episodio del 17 dicembre 2003, quando sul raccordo della superstrada Orte-Terni, in Umbria, l’autista di un furgone riporta ferite alle mani e al torace. Il 13 agosto 2005, un masso di 40 chili lanciato dal cavalcavia dell’A1 vicino a Cassino dai due 25enni Gregorio Mattia e Agostino Mastrangeli, centra l’auto su cui viaggiano Natale Giuffrè, il figlio e i suoi due amici. L’uomo muore, cinque persone restano ferite.

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