Scappa con l’amante kenyota ma i figli la inseguono e la rapiscono

Davvero incredibile quanto accaduto a Rimini dove una donna di 45 anni pare sia stata rapita mentre si trovava in vacanza in riviera insieme al suo giovane compagno di 11 anni più giovane di lei. Con l’accusa di sequestro di persona aggravata in concorso pare siano stati arrestati 3 persone ovvero un dipendente dell’azienda di famiglia di 49 anni e i suoi figli della donna un 24enne è un sedicenne. La donna sarebbe stata ritrovata in compagnia di un giovane ragazzo, un kenyota di 11 anni più giovane di lei. Secondo una prima ricostruzione fatta dagli inquirenti sembra che la donna sia al centro di una lite familiare molto accesa legato ad alcuni interessi economici riguardanti la conduzione dell’azienda di famiglia con sede nel Milanese. La 45enne insieme al marito è intestataria di una serie di ditte edili. Ma i due coniugi pare siano anche delle vecchie conoscenze delle forze dell’ordine visto che l’uomo è stato sottoposto alla sorveglianza speciale.

La donna sembra che da circa un anno avesse abbandonato il tetto coniugale e nonostante sia rimasta intestataria delle aziende. Proprio da questo momento sarebbero nati i problemi in famiglia sui quali Adesso stanno indagando gli inquirenti. La donna sarebbe stata comunque rapita dai due figli di 24 e 16 anni che già avevano tentato di rapirla lo scorso mese di gennaio ma grazie al suo compagno, questo tentativo era stato sventato. Sono stati i carabinieri di Riccione a scoprire il sequestro e farebbe subito scattata l’operazione nella giornata di sabato in seguito ad una serie di accertamenti effettuati su un mancato pagamento di un albergo, dove aveva soggiornato la coppia.

Nello specifico sembra che i carabinieri avessero visto sfrecciare una Mazda con la portiera posteriore aperta e un uomo aggrappato nel tentativo di entrare nell’abitacolo. La donna imprenditrice era stata caricata con forza dai propri figli circa un’ora prima all’uscita di un hotel di Miramare dove aveva soggiornato insieme al suo amante, il quale nel tentativo di aiutare la donna si era aggrappato alla portiera dell’auto in fuga poi fermata soltanto grazie all’arrivo dei Carabinieri dopo un breve inseguimento.

Quando i carabinieri hanno fermato l’auto hanno notato che la donna era costretta a stare su quella auto senza la sua volontà e quindi hanno capito che la donna era stata sequestrata. Successivamente si è scoperto che a sequestrare la donna erano stati i due figli con l’aiuto di un dipendente dell’azienda di famiglia. L’intento dei figli era semplicemente quella di portare la madre a casa dopo che questa Come già abbiamo riferito aveva lasciato il marito per seguire il nuovo compagno. I due fratelli e il dipendente sono stati Dunque arrestati in flagrante per sequestro di persona.

Sì, insomma, aveva deciso di dare una svolta alla vita e di fare qualcosa di clamoroso, tipo quelle situazioni in cui sei stufo di tutto e hai solo voglia di adrenalina perché ti sembra di soffocare. Ecco, proprio così: lei a 45 anni si era guardata dentro (si dice sempre in questo modo che sembra più fico) e aveva capito che – fanculo il marito e le continue tensioni, i figli e i continui problemi, le aziende e il continuo lavoro – era arrivato il momento di godersi ciò che più la faceva stare bene.

Cioè i soldi dell’impresa edile in provincia di Varese a lei intestata e soprattutto lui, il nuovo amante: un ragazzone di 34 anni originario del Kenya. Così la donna un anno fa ha salutato tutti e – ciao ciao – è scappata con il compagno facendo la bella vita per farla pagare (in tutti i sensi) alla famiglia. Cioè si è regalata vacanze e hotel di lusso con l’africano, quasi sempre in Romagna, dilapidando 200mila euro dai conti aziendali («Due settimane fa erano stati cacciati da un mio residence perché a loro si erano aggiunti 4 giovani, di colore, elegantissimi, con orologi d’oro, che di notte facevano un chiasso infernale», ha raccontato un albergatore).

Quest’ultima volta, però, la donna ha commesso un errore da principiante. Già, se ne è andata dall’hotel Principe di Piemonte di Miramare senza pagare, ma anche senza realizzare che all’arrivo aveva dato, tra i recapiti, quello dell’azienda. Boom. Il resto è facilmente immaginabile. Il titolare dell’albergo ha chiamato il numero in questione per avere il denaro non pagato (500 euro) e dall’altra parte ha risposto un signore all’apparenza gentile e pacato. Il marito. «Non si preoccupi, salderò al più presto il debito. L’importante è che mia moglie stia bene». Ma subito dopo l’uomo – che risulterebbe pregiudicato e sottoposto a sorveglianza speciale – ha deciso che era il momento di intervenire per evitare che la donna continuasse a sperperare il tesoretto. Così ha inviato a Riccione i due figli (uno di 23 anni e l’altro appena di 16) e un dipendente della ditta per recuperare finalmente la donna anche a costo di rapirla. Detto, fatto. Poche ore più tardi una Mazda
bianca con a bordo i tre era parcheggiata davanti al Principe di Piemonte (la coppia aveva in precedenza prenotato via Booking in un altro albergo, ma la titolare ha scoperto che la carta di credito risultava quasi a zero, e ha cancellato la prenotazione).

Pochi attimi ed è scattato il blitz: appena la coppia è uscita dall’hotel, i figli e il dipendente mandati dal marito hanno preso di forza la donna caricandola sulla propria auto, mentre l’amante africano, nel tentativo di aiutarla, si è aggrappato alla portiera posteriore della macchina in fuga, restandoci appeso per 4 km durante i quali, nel frattempo, è pure riuscito a chiamare il 112. Il risultato è stato che una gazzella dei carabinieri ha intercettato e fermato la vettura in viale D’Annunzio dopo un breve inseguimento. E agli agenti si è presentata una scena surreale: gli uomini a bordo si rifiutavano di scendere, la donna invocava aiuto, il ragazzo di colore cercava di salire. Una volta portati tutti i protagonisti in caserma la vicenda si è chiarita: i due fratelli e il dipendente sono stati arrestati in flagrante per sequestro di persona.

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