Sciame sismico in Sicilia: nel catanese scosse superiori a magnitudo 3

Uno sciame sismico di forte intensità è stato registrato nella giornata di eri sul versante sud dell’Etna e pare siano state registrate almeno 60 scosse di terremoto dall’Ingv di Catania, tutte di magnitudo superiore ai 3.0; la scossa di terremoto di maggiore entità è al momento quella di magnitudo 3.5 con ipocentro localizzato nella zona tra Ragalma e Monte San Leo. Sono stati oltre 50 i movimenti sismici registrati dall’Ingv a partire dalle 6.50 del mattino e lo sciame non si può ancora considerare esaurito. Finora sono state cinque le scosse uguali o superiori a magnitudo 3: 3.2 (alle 09.15), 3.0 (09.51), 3.1 (10.44), 3.5 (10.51) e 3.2 (10.59). Sette terremoti hanno avuto una magnitudo compresa tra 2.1 e 2.8.Tutte le scosse di terremoto sono state avvertite dalla popolazione che preoccupata è scesa per le strade e tantissime chiamate sono giunte ai vigili del fuoco.

Non si sa ancora se le scosse di terremoto abbiano provocato danni a cose o persone ma ciò che è certo è che a causa delle forti scosse di terremoto sul versante sud del Vulcano sono state evacuate le scuole a Ragalma, Nicolosi e Bronte in provincia di Catania. La prima scossa è stata registrata alle ore 08.18 ed ha fatto registrare una magnitudo di Ml 2.0 mentre la più intensa si è registrata alle ore 10.51 con magnitudo 3.5.L’attività sismica sull’Etna che sembra in fase di attenuazione è comunque tutt’ora in corso e non risulta accompagnata da anomalie negli altri parametri geofisici monitorati dall’Osservatorio etneo dell’istituto nazionale di Geofisica e vulcanolgia di Catania. “Bisogna comunque considerare che l’Etna è un vulcano attivo e la situazione andrà valutata alla luce di quello che succederà nei prossimi giorni o nelle prossime settimane. “La zona dello sciame sismico odierno è ben conosciuta per eventi di questo genere anche in passato, ed è ben possibile che sia riconducibile al movimento di magma sotto la montagna, che in un futuro non troppo lontano potrebbe portare a fenomeni eruttivi più significativi. Impossibile dire se sarà attività sommitale o addirittura un’eruzione sul fianco“, ha scritto su Facebook il vulcanologo dell’INGV Boris Behncke.

 Al momento possiamo dire soltanto che ad oggi non si riscontra nessuna variazione di altri parametri che faccia ipotizzare una variazione dello scenario attuale”, sottolinea Eugenio Privitera, direttore dell’Osservatorio Etneo dell’Ingv. “Fenomeni come quelli di oggi sull’Etna sono comuni, anche se da qualche anno non vedevano sciame di queste dimensioni. L’ultima volta era accaduto nel 2008”, ha aggiunto ancora Eugenio Prvitera, ovvero il direttore dell’Osservatorio Etneo dell’Ingv. Nonostante l’allerta sia piuttosto alta, non sembra esserci il rischio valanghe, che secondo gli esperti è proprio da escludere che ci siano dei collegamenti tra i terremoti e questa possibilità. Come abbiamo già anticipato, a causa delle forti scosse di terremoto a scopo precauzionale sono state evacuate le scuole a Ragalma, Nicolosi e Bronte nel Catanese.

Catania. Torna tremare l’Etna, scuotendo una faglia solitamente tranquilla, quella del medio versante sudoccidentale. Lo fa con uno sciame sismico intenso, circa 60 terremoti, il maggiore dei quali di magnitudo 3.5, rilevato alle 10.51, che scuote palazzi e anche le persone dei paesi vicini all’ipocentro, nella zona del Comune di Ragalna, non lontano dai Monti Par- mentelli e San Leo. Cinque scosse sopra magnitudo 3.0 e un’altra quindicina comprese tra 21. e 2.8, con ipocentro a una profondità variabile tra 11 e e 14 chilometri, fanno scattare piani precauzionali di prevenzione in alcuni paesi etnei. L’ampiezza del tremore vulcanico, che segnala il movimento di magma nei condotti interni dell’Etna, si mantiene su valori stazionari medio-bassi, tipici degli ultimi mesi. Al momento non ci sono riscontri diretti di un immediato collegamento tra lo sciame sismico e la moderata attività esplosiva presente da settimane dal Nuovo Cratere di Sud-Est, che resta immutata. «Bisogna comunque considerare che l’Etna è un vulcano attivo – sottolinea Eugenio Privitera, direttore dell’Osservatorio Etneo del- l’Ingv – e la situazione andrà valutata alla luce di quello che succederà nei prossimi giorni o nelle prossime settimane. Al momento possiamo dire soltanto che ad oggi non si riscontra nessuna variazione di altri parametri che faccia ipotizzare una variazione dello scenario attuale».
Ad Adrano in molti hanno avvertito le scosse e per ragioni precauzionali il sindaco Pippo Ferrante ha disposto la chiusura di tutte delle scuole cittadine. Prima dell’uscita, intorno alle 11, gli alunni sono stati radunati nei luoghi di raccolta all’aperto delle varie scuole.
A Pedara evacuati tutti i plessi dell’istituto comprensivo Salvatore Casella. Bimbi, ragazzini, insegnanti e personale scolastico e amministrativo hanno lasciato le aule e gli uffici ordinatamente e non sono stati registrati momenti di panico. Subito dopo la scossa più forte evacuate anche le scuole di Brente e Randazzo. Nella medievale cittadina è stato il sindaco, Michele Mangione, a firmare l’ordinanza di evacuazione di tutte le scuole di ogni ordine e grado e così tutti a casa. A Brente, invece, sono stati i dirigenti scolastici a decidere di attuare il piano di protezione civile. Con un’ordinanza, a seguito di controlli eseguiti con gli uffici tecnici, a Ragalna il primo cittadino, Salvatore Chisari, ha dichiarato l’agibilità strutturale dei plessi scolastici siti nel territorio comunale: Istituto Comprensivo “Mongibello – Marconi” e il plesso scolastico “Piano Vite”. “Effettueremo di nuovo una verifica tecnica qualora lo sciame sismici dovesse continuare nelle prossime ore – spiega Chisari -. Ma non c’è alcun motivo di tenere la scuola chiusa, considerato il basso grado d’intensità dei fenomeni sismici.

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