Sclerosi multipla fermata con una nuova terapia d’urto, l’autotrapianto staminali

Oggi torniamo a parlare di una malattia importante quale la sclerosi multipla, una malattia degenerativa che purtroppo colpisce sempre più persone in tutto il mondo. La novità degli ultimi giorni, riguarda una cura molto aggressiva che sembra essere in grado di resettare il sistema immunitario di pazienti affetti da gravi forme di sclerosi multipla, una terapia capace di congelare la malattia fermandone il peggioramento per circa 5 anni. In cosa consiste lo studio? Secondo quanto riferito da Paolo Muraro dell’Imperial College di Londra, sembra che nel corso dello studio siano state prelevate le staminali nel midollo osseo del paziente per poi uccidere con alte dosi di chemio il sistema immunitario degli stessi ed a quel punto hanno re-iniettato le staminali nei pazienti. I risultati di questo interessante studio sono stati poi pubblicati sulla rivista Jama Neurology. 

Tale studio è stato condotto da due studiosi italiani dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi di Firenze e dell’Imperial college di Londra che ha analizzato i dati di 281 pazienti affetti da sclerosi multipla e sottoposti ad autotrapianto di cellule staminali del sangue tra il 1995 ed il 2006 in 15 centri di 13 paesi, e seguiti dopo la procedura per una media di circa 7 anni. Lo studio, ha sortito questi effetti, ovvero ha mostrato che nel 46% dei pazienti, selezionati per una malattia molto aggressiva e scarsamente sensibile alle terapie somministrate, si assisteva ad un arresto della progressione della disabilità a 5 anni dal trapianto e in una minore percentuale di pazienti, anche un miglioramento dei sintomi. La procedura sopra descritta corrisponde all’autotrapianto, una tecnica utilizzata da oltre 30 anni per il trattamento di alcuni tumori del sangue e del sistema linfatico, è questo quanto dichiarato da Riccardo Saccardi, l’ematologo dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi di Firenze, che tra l’altro ha coordinato il versante trapiantologico dello studio.

 “La procedura consiste nel prelievo di cellule staminali del sangue mediante una chemioterapia e la somministrazione di farmaci che fanno uscire le cellule staminali dal midollo osseo per andare nel sangue. Il paziente viene quindi sottoposto a una chemioterapia ad alte dosi che ha il compito di distruggere il sistema immunitario difettoso; subito dopo le sue cellule staminali vengono reinfuse per via endovenosa come una normale trasfusione. Il sistema immunitario si rigenera a partire da queste cellule, senza il difetto che causava gli attacchi della malattia”, ha aggiunto ancora Riccardo Saccardi, l’ematologo dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi di Firenze. Per chi non lo sapesse, la sclerosi multipla è purtroppo una malattia autoimmune caratterizzata dal malfunzionamento delle difese del corpo che progressivamente attaccano e danneggiano il sistema nervoso del paziente; ad oggi la malattia viene trattata con dei farmaci che non curano ma hanno sostanzialmente la funzione di tenere a bada il sistema immunitario che nei soggetti affetti dalla malattia è in tilt.

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