Suicida a Lavagna: folla di gente ai funerali, Guardia di Finanza: “Siamo stati avvisati dalla madre”

Ieri si sono svolti i funerali del giovane 16enne morto suicida a Lavagna durante una perquisizione perchè aveva dell’hashish con se ed anche all’interno della sua camera. Proprio durante la cerimonia funebre, si è appurato che a fare la segnalazione alla Guardia di Finanza era stata proprio la madre del ragazzino; la donna aveva denunciato il figlio alla Guardia di Finanza come consumatore e le Fiamme gialle erano uscite per un controllo proprio per aiutare la donna che era apparsa disperata. “Le ultime parole sono per te, figlio mio. A raccontare la vicenda anche il generale Renzo Nisi, comandante provinciale della Guardia di Finanza, il quale ha riferito che la donna si sarebbe rivolta a loro dopo tanti tentativi di convincere il figlio di smettere di farsi di spinelli e non sapeva più come fare e per questo motivo ha deciso di rivolgersi agli agenti che hanno organizzato un’operazione e sono andati proprio davanti la scuola, aspettando che il giovane uscisse da scuola. Perdonami per non essere stata capace di colmare quel vuoto che ti portavi dentro da lontano”, sono state queste le prime parole dette dichiarate da Antonella Riccardi, la madre del ragazzo che si è tolto la vita.

“Voglio immaginare che lassù ad accoglierti ci sia la tua prima mamma e come in una staffetta vi passiate il testimone affinché il tuo cuore possa essere colmato in un abbraccio che ti riempia per sempre il cuore. Fai buon viaggio piccolo mio”, ha aggiunto la donna che insieme al marito avevano adottato il ragazzino in Colombia, quando quest’ultimo aveva soltanto un anno. “Vi vogliono far credere che fumare una canna sia normale, che faticare a parlarsi sia normale, che andare sempre oltre sia normale. Qualcuno vuol soffocarvi. Non c’è colpa né giudizio nell’imponderabile e dall’imponderabile non può che scaturire linfa buona con ancora più energia per la lotta contro il male”, ha aggiunto la donna, parlando ai tantissimi giovani presenti in chiesa, accorsi per dare l’ultimo saluto all’amico 16enne. Sono state davvero tantissime le persone intervenute al funerale nella basilica di Lavagna; nel corso della cerimonia sulla bara del giovane è stata poggiata una maglia della Virtus Entella con il numero 15, quella che indossava nel settore giovanili del club calcistico ed uno striscione con una frase di Francesco Guccini “Voglio però ricordarti com’eri, pensare che ancora vivi”. 

Intervenuto sulla drammatica vicenda anche lo scrittore Roberto Saviano, in un post su Facebook, nel quale si legge: “Il suicidio del sedicenne di Lavagna trovato in possesso di 10 grammi di hashish ci obbliga a trovare risposta a domande che forse preferiremmo non porci. Domande che io rivolgo a voi: ha più senso tracciare il fumo prima che arrivi nelle mani dei sedicenni o ha più senso punire il sedicenne consumatore? È più accettabile che un sedicenne possa acquistare fumo in un coffee-shop o da spacciatori che hanno anche altro da vendere e soprattutto hanno a che fare con un sottobosco criminale dal quale sarebbe consigliabile tenersi alla larga?”

Grazie per aver ascoltato l’urlo di disperazione di una madre che non poteva accettare di vedere suo figlio perdersi». Già dalle parole dette in chiesa dalla mamma del sedicenne di Lavagna che si è tolto la vita in seguito ad una perquisizione per droga era possibile capire che era stata lei a chiamare la Finanza. Poi la conferma è arrivata dagli stessi finanzieri: «Si è rivolta a noi perchè dopo innumerevoli tentativi di convincere il figlio di smettere di farsi di spinelli non sapeva più cosa fare – racconta il generale Renzo Nisi, comandante provinciale della Guardia di Finanza – Noi abbiamo organizzato un servizio e siamo andati lì».

Quindi c’è stato il tragico epilogo, con il ragazzo che si tolto la vita. «Noi siamo al servizio dei cittadini – conclude l’ufficiale – e capita a volte che siano gli stessi genitori a chiamarci per chiederci aiuto. Abbiamo agito con tutte le cautele del caso, ma è stato un fatto davvero imponderabile».

Ieri, comunque, è stato il giorno del funerale che si è celebrato davanti a una folla di quasi duemila persone, un’intera comunità nella chiesa di Santo Stefano, a Lavagna – nel levante genovese. C’erano i compagni di scuola, i compagni di calcio della squadra in cui il giovane militava, gli amici ed un intero paese che si è stretto intorno alla famiglia per l’ultimo saluto al giovane studente.

A celebrare le esequie Don Andrea Buffoli, parroco della chiesa di Santa Maria Assunta di Ne e assistente spirituale della Virtus Entella che durante la funzione ha sottolineato, rivolto ai tanti giovani presenti, sconvolti dalla tragedia, come la loro stessa partecipazione fosse una testimonianza del «bene che gli avete dato e che da lui avete ricevuto». «Questo amore – ha aggiunto – va custodito».

La mamma poi ha rivolto un invito ai ragazzi, gli amici, i compagni di scuola: «Diventate protagonisti della vostra vita e cercate lo straordinario. Straordinario è mettere giù il cellulare e parlarvi occhi negli occhi. Invece di mandarvi faccine su whatsapp, straordinario è avere il coraggio di dire alla ragazza sei bella invece di nascondersi dietro a frasi preconfezionate».
L’ultimo pensiero però è per lui, il figlio adottivo perso in pochi secondi: «Le ultime parole sono per te, figlio mio. Perdonami per non essere stata capace di colmare quel vuoto che ti portavi dentro da lontano. Voglio immaginare che lassù ad accoglierti ci sia la tua prima mamma e come in una staffetta vi passiate il testimone affinché il tuo cuore possa essere colmato in un abbraccio che ti riempia per sempre il cuore».

La chiesa era stracolma, centinaia le persone arrivate per dare l’ultimo saluto al giovane, molti di loro non hanno trovato posto ed hanno partecipato seguendo la cerimonia dall’esterno, sul sagrato.  Sulle scale uno striscione, sistemato dagli amici: «Nessuno muore sulla terra – la scritta, a spray – finché vive nel cuore di chi resta», sistemato sulla scalinata che porta all’ingresso della chiesa.

La morte del sedicenne, comunque, ha riportato all’attenzione dell’opinione pubblica il discorso della legalizzazione.  «Non possiamo restare sordi alle ragioni con cui perfino il procuratore nazionale antimafia ha espresso il proprio favore alla cannabis legale, come altri magistrati ed esponenti delle forze dell’ordine – spiegano i Radicali – Non possono ignorare le oltre 60 mila firme che come radicali abbiamo depositato alla Camera dei deputati sulla nostra legge di iniziativa popolare Legalizziamo! E soprattutto non possono voltarsi dall’altra parte davanti alle tantissime vite rovinate dalla follia proibizionista».

One comment

  1. Quel povero ragazzo ha posto fine alla sua vita perché la madre lo ha criminalizzato al punto di chiamare la Guardia Finanziaria per un semplice spinello. Ora piange sul sangue che lei stessa ha versato. Lei lo ha “suicidato”!

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