Sentenza shock a Milano: matrimonio finito non è colpa della moglie “è posseduta dal demonio”

Il marito domanda che l’addebito della separazione sia posto a carico della moglie per l’«ossessione religiosa» scatenatale dal 2007 da «devastanti comportamenti compulsivi» ascrivibili «a possessione demoniaca». Il Tribunale negli atti trova «tutte testimonianze che convergono nel confermare comportamenti parossistici della signora», «eventi singolari», «fenomeni inspiegabili» anche «da un clinico medico» che ha sottoposto la donna a «una accurata valutazione psichiatrica». Tuttavia i giudici scrivono che «la separazione non può essere addebitata alla moglie perché difetta il requisito della imputabilità soggettiva di questi comportamenti» nei quali non esprime una volontà, ma nemmeno simula, e neppure è pazza: «Non agisce consapevolmente», ma «altrettanto chiaramente ella è “agìta”». La storia raccontata dal Corriere della Sera arriva da Milano. “Il diavolo esiste davvero”, scrivono sul noto quotidiano nazionale. Ed entra, dunque, anche in Tribunale. Ma come leggere la sentenza? IntelligoNews lo ha chiesto all’esorcista Padre Giacobbe Elia

Il fatto che una persona possa essere posseduta arriva in Tribunale. Il Corriere della Sera scrive che “il Diavolo esiste davvero”: che effetto le fa leggere queste parole? Una sentenza dove si scrive “una persona non agisce”, ma “è agita”?
“Il fatto che il Diavolo esista penso sia chiaro, non ci sono dubbi al di là dei tribunali. Per quanto mi riguarda anni fa, in tempi anche difficili perché non c’era nessuna attenzione a questo problema, vi fu una sentenza favorevole per la causa di nullità di matrimonio per un ragazzo. Una persona che era stata indotta al matrimonio con questi mezzi magici. Fu una battaglia lunga, un paio di anni di perizie e alla fine il tribunale si pronunciò in questo senso”.
Leggiamo che la donna aveva “improvvisi irrigidimenti” e “convulsioni corporee”, nonostante “l’esile corporatura riusciva a lanciare con una sola mano una panca contro l’altare”. Comportamenti che indicano che cosa?
“Il Vangelo parla di queste persone come energumeni. Esprimono una forza sproporzionata al loro stato fisico. Mi ricordo un caso, dove mi vennero a chiamare. C’era una ragazza di una corporatura esile, alta poco meno di un metro e cinquanta che buttò a terra dodici uomini. Io andai, la presi per mano e venne tranquillamente con me. Tutto questo non obbedisce a leggi psichiatriche. Una persona che avesse avuto disturbi psichici avrebbe reagito in maniera diversa”.
La sentenza dice che la separazione “non può essere addebitata alla moglie” per l’assenza del “requisito dell’imputabilità soggettiva”. Dunque una persona posseduta perde la sua soggettività?
“Su questo voglio fare una puntualizzazione per completare, non in senso negativo. La perdita della soggettività nel senso della responsabilità non è assoluta. Può essere episodica, settoriale. Riguardare cioè un aspetto della persona. Nella letteratura ci sono diversi casi provati di questi comportamenti dove a volte tutti gli artifici operati dai maghi non sempre hanno avuto un esito positivo. Dio lascia spesso alla libertà del singolo la capacità di autodeterminarsi. Tuttavia noi facciamo l’esperienza continua, anche nella nostra vita sociale di tutti i giorni, che la nostra autodeterminazione non è giusta. Noi crediamo di essere in democrazia, di poterci autodeterminare. In realtà viviamo anni di dittatura, dove la nostra autodeterminazione è offesa e mortificata”.
Dopo una simile sentenza chi sostiene ancora oggi che il Diavolo e la possessione non esistono potrà cambiare opinione, avrà qualche dubbio in più?
“Noi sappiamo benissimo che c’è una relazione strettisima tra legge e morale dove spesso quello che dice la legge diventa morale. Pensiamo all’aborto, sappiamo che è un omicidio. Nella mente dei più il fatto che sia diventato legale ha destituito di fondamento la gravità dell’atto. Questo aiuta a comprendere il fenomeno. Non dimentichiamoci, come disse Charles Pierre Baudelaire, che la più grande astuzia del diavolo è nel farci credere che non esiste…”.
La demonologia, anche se fa parte della teologia dogmatica, come l’angelologia, resta purtroppo una disciplina mai insegnata o solo studiata da pochi interessati. Non so se questo faccia parte di un tremendo scherzo del Maligno stesso che vuole restare nascosto. Tuttavia questa disciplina ha in realtà un suo statuto epistemologico che è quello di indagare sulla realtà del male e la sua azione nel mondo. Il demonio è da sempre presente nell’insegnamento biblico e magisteriale della Chiesa. Nella liturgia battesimale c’è l’esplicita e consapevole rinuncia a satana, al principe di questo mondo. L’oggetto di questa disciplina è dunque la presenza e l’azione diabolica, la sua fenomenologia e tutto ciò che è affine alle credenze sataniche come tanti nuovi movimenti religiosi. La finalità di tale disciplina non è quella di terrorizzare il lettore o creare fantasie nascoste, ma solamente quello di conoscere la realtà demoniaca che molte volte si manifesta nell’esoterismo e nell’occultismo. I mezzi con cui questa disciplina si accosta al mysterium diaboli sono quelli stessi della teologia che dall’ascolto della fede comprende e valuta nell’intelligenza del giudizio e del trattato i dati che ha raccolto. In questo modo è possibile fornire quelle che sono le griglie concettuali ed ermeneutiche per accostarsi alla vastità epistemologica della demonologia. Il merito enorme e lodevole di questo testo è la capacità pratica di Simone Iuliano a descrivere seppur nella brevità di un manuale l’essenza, la natura e la manifestazione del diavolo in una prospettiva ampia e realistica. Questo manuale vuole essere un prontuario, una possibilità a chi soffre a causa del maligno e molte volte dell’incomprensione e dell’isolamento e avere così le armi per conoscere e difendersi dalle astute tattiche dell’avversario. I contenuti affrontati si sviluppano partendo da quella che potremmo definire teoria sul diavolo: indagare cioè sulla sua esistenza creaturale e angelica e sulle manifestazioni ordinarie e straordinarie nella storia dell’umanità. Inerente a questo tema si snoda il percorso di riflessione difficoltoso e ampio sulla magia, sui malefici, sulla stregoneria e sul malocchio, nonché sugli operatori dell’occulto e maghi, tenendo presente la storia e l’antropologia, ma anche la teologia stessa nei pronunciamenti magisteriali. Dopo questa prima parte Iuliano indaga sulla realtà delle presenze malefiche, distinte dai fantasmi, lo spiritismo e il vasto mondo dell’occultismo non solo nelle sue origini ma nella sua attuale conformazione nel satanismo, massoneria, Wicca e varie discipline esoteriche. In questa parte l’autore indaga anche sui principi di molte discipline olistiche, l’uso improprio dei cristiani dello yoga e di principi orientali e di New Age che aprono la porta all’azione del maligno. È molto importante maturare un sano discernimento e non accogliere supinamente teorie che non sono conformi all’insegnamento evangelico. Successivamente nell’ultima parte del testo sono affrontati temi notevoli e difficili riguardanti la superstizione, l’astrologia, la pratica dei tatuaggi e l’inferno. Infine il testo si conclude con domande di curiosità e di approfondimento sul demonio che possono aiutare il lettore a comprendere ancora meglio l’entità del male e del demonio. Iuliano in questo testo ha saputo fornire ai lettori uno strumento prezioso e adeguato, che apre uno scenario purtroppo ancora poco conosciuto, considerato quasi un tabù nella formazione teologica stessa. Grati all’autore che con brevi pennellate ha saputo regalare  ai lettori di ogni età e di ogni cultura un quadro meraviglioso che, benchè raffiguri la realtà demonologica, fa emergere in filigrana la vittoria di Dio sul male e sul mondo. Grati a Simone Iuliano, augurando una fruttuosa diffusione.

Credi al diavolo?

Questa domanda è posta in modo provocatorio ovviamente, perché vuole porre il lettore di fronte a una verità di fede: si crede unicamente in Dio ma indirettamente anche all’esistenza del diavolo. L’uomo d’oggi non crede nel demonio, o se ci crede, lo fa in maniera errata o comunque non esatta. Nel suo testo Introduzione al cristianesimo il teologo Ratzinger aveva affermato che oggi non si tratta di credere “aggiornandosi” e adattando il linguaggio a-religioso, ma è necessario riappropriarsi in maniera nuova e fondata di tutte le verità in cui crediamo2 . Di fronte all’incertezza e alla problematicità del presente l’uomo ha bisogno di ritornare a fondare la sua certezza sulle realtà di fede. «La paroletta “credo” implica un’opzione fondamentale nei confronti della realtà in quanto tale; non indica l’accertamento di questo o quello, bensì un’impostazione di fondo, un modo fondamentale di rapportarsi all’essere, all’esistenza , alla propria persona»3. Sia nel Simbolo degli apostoli che nel Credo nicenocostantinopolitano si afferma Dio come “creatore del cielo e della terra” e nel secondo si aggiunge “delle cose visibili e invisibili”. Ciò indica che tutta la creazione proviene da Dio, e quindi anche gli angeli4 . Il diavolo è una creatura angelica decaduta per il peccato. Nella mentalità moderna si tende a concepire la realtà del male in maniera astratta e a-personale, senza mai davvero approfondire cosa sia e come operi. Altri credono che per demonio si possa far riferimento a persone che hanno commesso terribili ingiustizie. Di fronte al male l’uomo cerca sempre di muoversi attraverso due posizioni opposte: la via dell’acquietamento o quella della ribellione. La prima cerca in qualche modo di arginare il male pensando semplicemente alla sua provvisorietà (“il bene vincerà”; “alla fine tutto si aggiusterà”) senza lottare, mentre la seconda è la lotta contro il male che degenera nelle ideologie che accumulano crimini per liberare. La risposta cristiana che viene dalla Sacra Scrittura ci ricorda che il male esiste ed opera ed è manovrato dal diavolo, ma che l’uomo è libero di fronte a lui e capace di scegliere5 . Nell’udienza generale del 15 novembre 1972 Paolo VI nella catechesi pubblica illustrò il problema del male e la sua origine diabolica. In questo incontro il pontefice delineò, riprendendole alla luce dell’età moderna, ciò che la Chiesa ha sempre professato sulla realtà demoniaca. «Il male non è più soltanto una deficienza, ma un’efficienza, un essere vivo, spirituale, pervertito e pervertitore. Terribile realtà. Misteriosa e paurosa»6 . Il pontefice con coraggio ricordò ai fedeli come il diavolo “semini errori” come alteratore dell’equilibrio psichico e morale dell’uomo perché è dotato di intelligenza e volontà eterna come angelo. Questa per molti è una dura realtà che è meglio negare; eppure non basta negare, per rendere le cose, cosi come ci farebbe comodo. Il demonio esiste e in questo momento sa che state leggendo queste righe. Anzi vi dirò di più. L’esistenza del demonio è negata da molti cristiani, da molti preti, da molti vescovi, da alcuni cardinali. Questa è una triste verità che dimostra come la tattica principale del maligno stia vincendo, su chi, dovrebbe farsi testimone del messaggio di Gesù. Lui stesso infatti, ci rivela l’esistenza del demonio, ci avverte e ci allarma sulla sua potenza in questo mondo, di cui satana è principe dominatore. Già! Satana è il principe di questo mondo, tale affermazione è proferita proprio da Gesù, il quale ricordandolo come Suo avversario, lo definisce: “Principe di questo mondo”.
Come agisce il diavolo?
Quali sono le forme della sua azione? Alcuni, pensano di capire l’azione diabolica con metodi umani, cioè che provengono dall’adopero di tecniche mediche e scientifiche ovvero gli studi psicanalitici e psichiatrici (o magari nelle esperienze spiritistiche, quest’ultime attualmente tanto diffuse nel mondo), una forma di spiegazione o compensazione sufficiente a definire qualcosa su cui vige il mistero e la paura. Eppure questo non serve a nulla, nè spiega, nè chiarisce eventi o azioni di cui tratteremo più avanti. Iniziamo col dire che non ogni peccato, come molti credono, viene dal demonio. Non tutto è attribuibile direttamente all’azione diabolica. E’ senza dubbio però, che il vivere lontani da Dio, o il negare la stessa esistenza del maligno, significa metterlo in condizione di operare come meglio crede e desidera. Quando si parla del diavolo, si parla di una materia piena di nebbia e di tenebra, quella stessa tenebra che circonda da sempre il demonio. Tuttavia resta ovvio, come molti (specie tra i cristiani) si chiedano giustamente: 1)Come agisce il demonio o meglio ancora, come si svolge l’azione diabolica nel mondo? 2)Quali sono i mezzi di difesa contro un pericolo tanto insidioso? Iniziamo col rispondere alla prima domanda, dicendo che i segni del maligno appaiono evidenti proprio nel mondo. Evidente, infatti, appare la sua presenza da alcuni eventi precisi. L’azione diabolica appare ovvia, lì dove la negazione di Dio è radicale, sottile e assurda; lì dove si afferma l’ignoranza, la menzogna contro la verità evidente, lì dove l’amore è sostituito dall’egoismo freddo e crudele, lì dove il Vangelo è visto come un documento storico prontamente messo in discussione o smentito. Noi sappiamo, come dice l’evangelista Giovanni, che siamo nati da Dio, mentre tutto il mondo è sottomesso al maligno (cfr. 1Gv 5,198). Un fronte di battaglia, ogni giorno più forte, è quello che ci presenta “il mondo”, non considerato più come la creazione in sé, ma, piuttosto, come quell’insieme di criteri, scopi, idee, valori, etc., che vengono valorizzati e adottati secondo i dominatori che si vanno imponendo attraverso i mezzi di comunicazione sociale e per mezzo di qualsiasi altro sistema che ci voglia imporre idee, comportamenti, atteggiamenti, che ci inducono al peccato e all’allontanamento da Dio e dalle sue leggi. Dio non pretende che diamo colpa agli spiriti del male per ogni problema che ci si presenti; ma vuole che dobbiamo, piuttosto, scoprire, volta per volta le cause di ogni situazione per trovare una soluzione adeguata. Cosi come, infatti, non servirà a nulla attribuire ogni “difficoltà” al demonio se egli non ne è la causa, cosi non potremo nemmeno trovare una soluzione e liberarci dal male con altri mezzi se non quelli conosciuti, appunto, come oggetto delle “attenzioni” diaboliche.

La tentazione

Non si può dire che ogni peccato sia causato direttamente dall’intervento del diavolo. A volte, infatti, alcuni peccati e tentazioni, sono causati solo da un’opera indirettamente voluta dal maligno. E’ necessario chiedere il dono del discernimento per distinguere una tentazione dall’altra e scoprirne le origini. Molti per sentirsi migliori, preferiscono enfatizzare l’influsso diabolico, questo però è molto dannoso. Ci sono tentazioni che sono provocate direttamente dal demonio. Ricordiamo, per esempio, quelle di Gesù nel deserto. Le tentazioni provocate dal maligno possono essere riconosciute per la loro sottigliezza, per l’astuzia con cui vengono indotte, per la loro forza e insistenza, oltre che per il modo improvviso e violento con cui generalmente si presentano. Un autore illustre fa un esempio che può esserci utile: Prendiamo come esempio una tentazione d’ira. Se ci troviamo a doverci fermare perché un semaforo segnala il rosso ed una macchina ci tampona, la nostra prima reazione sarà, generalmente, quella di arrabbiarci. Si tratta di un impulso “normale”. Supponiamo, invece, che uscendo di casa, incontriamo la nostra vicina che a sua volta sta uscendo e all’improvviso avvertiamo un impulso di ira nei suoi confronti e il desiderio di aggredirla e magari, addirittura colpirla, senza che questa ci abbia fatto nulla. Per il resto della giornata, poi, ci sentiamo irritabili, scattiamo facilmente e ci sentiamo pronti a incollerirci per il più futile motivo. La tentazione di aggredire quella persona può essere stata opera di uno spirito cattivo il cui scopo principale, in realtà, era quello di metterci in stato di “malessere” per tutto il giorno. Se avessimo saputo riconoscere la tentazione come opera di uno spirito maligno, e l’avessimo trattata come tale, avremmo salvato la giornata. Un’altra circostanza nella quale si può discernere l’opera del maligno è data dalle tentazioni operate sul carattere di una persona, nella quale una tentazione insorge all’improvviso con un repentino attacco di collera, pur essendo, quella persona, solitamente di carattere mite ed affabile. Questo può accadere anche per fattori psicologici profondi che si cominciano a concentrare in effetti imprevedibili ma, a parte ciò, si potrebbe pensare ad una tentazione causata precisamente da uno spirito cattivo. Se poi questa tentazione persiste o peggiorasse, sarà bene cercare una persona che sia adatta per parlarne. Soprattutto, comunque, confidiamo nell’amore del Signore che: «non permetterà che siate tentato oltre le vostre forze, ma con la tentazione vi darà anche la via d’ uscita e la forza per sopportarla» (1Cor 1O,13). E’ sbagliato ritenere, infatti, che il demonio non abbia alcuna influenza su di noi. Il nostro combattimento, dunque, deve dispiegarsi su fronti diversi che qui sotto vedremo.

I nostri desideri carnali

L’azione interna del maligno è anche quella di colpire prima di tutto i sensi della vista, dell’udito e del tatto. Uno si può sentire in preda delle proprie passioni eccitate dall’azione malefica del demonio. «Uno si sente, quasi a suo dispetto, invaso da fantasie importune, noiose, che persistono nonostante i vigorosi sforzi di cacciarle via; si trova in preda a fremiti d’ira, ad angosce di disperazione»9 e tutto questo avviene per azione del diavolo sempre in modo violento e difficile da spiegare con cause naturali. Noi tutti, ci troviamo nella condizione di dover combattere i desideri della carne che contrastano quelli dello spirito, così come siamo avvertiti da San Paolo nella sua Lettera ai Romani, scrive “Sappiamo infatti che la legge è spirituale, Mentre io sono di carne, venduto come Schiavo del peccato. Io non riesco a capire neppure ciò che faccio: Infatti, non quello che voglio io faccio, ma quello che detesto. Ora, se faccio quello che non voglio, io riconosco che la legge è buona; quindi non sono più io a farlo, ma il peccato che abita in me. Io so infatti, che in me, cioè nella mia carne, non abita il bene; c’è in me il desiderio del bene, ma non la capacità di attuarlo; infatti io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio. Ora, se faccio quello che non voglio, non sono più io a farlo, ma il peccato che abita in me. Io trovo dunque in me questa legge: quando voglio fare il bene il male è accanto a me. Infatti, acconsento nel mio intimo alla legge di Dio, ma nelle mia membra vedo un’ altra legge, che muove guerra alla legge della mia mente e mi rende schiavo della legge del peccato che è nelle mie membra” (Rm 7, 14-23). “Vigilate e pregate per non cadere in tentazione” (Mt 26,41). Altre “cadute” sono frutto della nostra carenza di autodisciplina; spesso ci dimentichiamo che la vita cristiana non è facile ed esige una “crocefissione dei nostri vizi e concupiscenze”, come avverte San Paolo. Oggi, sfortunatamente, si sta disprezzando tutto quello che può essere disciplina e lotta e si va facendo apologia di una vita moralmente e materialmente sregolata o sfrenata come fonte di liberazione interiore ed esteriore. Di fatto, ci si è procurata una tremenda schiavitù che domina milioni di persone e specialmente i giovani. E’ assolutamente necessario rileggere con particolare attenzione la Sacra Scrittura e gli insegnamenti del magistero della Chiesa per riconoscere che, senza una lotta decisa, non potremmo raggiungere alcuna vittoria. La grazia di Dio, che è comunque assolutamente necessaria, non è sufficiente; San Paolo dice, giustamente, che devono insieme concorrere “la Grazia di Dio e la mia collaborazione”.

Oppressione diabolica

Attualmente, nella demonologia, si fa distinzione tra oppressione e possessione diabolica. Per oppressione si intende l’influsso del demonio su di una certa area comportamentale o spirituale di una persona. L’oppressione è paragonabile agli effetti dell’invasione di un esercito che tende a conquistare solo una parte di una città che si è posta come obbiettivo. Quando una persona subisce attacchi impulsivi ed opprimenti, in un aspetto del suo comportamento personale, per desiderio assolutamente irrefrenabile di droga, alcool, etc., può darsi che sia il caso di una forma di oppressione. Ma quali sono i segnali o i sintomi che possono indicare che una persona sia oppressa dal demonio ed abbia necessità di una preghiera di liberazione? Si presenta un elemento di impulso, quasi violento, che non viene rivelato immediatamente. Casi di questo genere sono relativamente frequenti e possono comprendere diversi campi come l’alcool, il sesso, tendenze suicide, omicide… Occorre tenere presente, però, che si è parlato di impulsi che si manifestano in modo repentino e con una intensità di spinta quasi costruttiva, irrefrenabile, che afferrano la persona e la vorrebbero costringere a compiere determinate azioni. Si tratta, con una certa evidenza, di una situazione molto più grave di una “semplice” tentazione o della inclinazione negativa che si possa avere acquisito per una o più cattive abitudini. E’ frequente che la persona che chiede una preghiera di liberazione sappia che il suo problema è di origine diabolica e lo dica esplicitamente. Tuttavia, dato che anche in questo caso, si può essere facilmente ingannati, non si può procedere con leggerezza e superficialità; è indispensabile, dunque, essere prudenti e discernere, alla luce dello Spirito Santo quale sia la situazione reale, caso per caso. Quando si prega per una persona, per la sua guarigione interiore e si costata che questa preghiera non produce alcun effetto, ebbene, questa può essere una indicazione che occorre, piuttosto, una preghiera di liberazione. La reazione delle persone e la loro situazione interiore dopo la preghiera possono dare orientamenti molto utili per casi che si presentano come “speciali”. Coloro che sono pratici nel campo dell’opera del demonio, sanno che, ordinariamente il maligno cerca di convincere la persona tormentata che la sua condizione è irrimediabile e che la persona stessa non è oggetto dell’amore di Dio ma, piuttosto addirittura di malevolenza. Certe condizioni di “stranezza” comportamentale o anche spirituale possono essere causate, per esempio, anche da banali carenze di serotonina o scompensi ormonali. Possono essere influenzate da un “peccato segreto” che tormenta la persona interiormente o, più semplicemente, da forme acute di stress. Una situazione di oppressione può essere il risultato dell’ accumularsi di odio nel tempo oppure di paure provocate da  mancanze di amore in epoche diverse della vita. Di fronte ad una situazione di questo genere, se il medico o la propria guida spirituale usassero metodi non appropriati, non si avrà alcun miglioramento e tanto meno guarigione. Anzi, tutto l’insieme potrà ulteriormente aggravarsi. Se ci si trovasse di fronte ad un caso in cui c’è solo una carenza di serotonina, non servirà a nulla la sola psichiatria; se occorre, invece, i medicinali avranno un effetto benefico. Se ci fosse una mancanza di amore, sappiamo che questo non può essere sostituito da alcun “surrogato”. Se il demonio si accanisse nell’oppressione, non verrebbe scacciato né dall’elettrochoc e nemmeno da consigli o pie esortazioni. Per tutto questo, si vede come possa essere utile l’intervento integrato tra medico e guida spirituale oltre al dono del discernimento per conoscere bene la realtà con la quale si ha a che fare, e le modalità di intervento caso per caso.
La possessione diabolica 10 Il fenomeno della possessione si distingue nei seguenti gradi: -la possessione diabolica di primo grado Talvolta, misteriosamente, il demonio può invadere la psiche di un essere umano, prendendo il controllo del suo corpo e della sua intenzionalità. Il fenomeno dura, finchè non è annullato dall’esorcismo, o per periodi stabiliti a priori. In questo grado di possessione il demonio è latente, si limita ad alterare gli atteggiamenti del posseduto, le sue reazioni al sacro, gli istilla sentimenti di disperazione e depressione. -la possessione diabolica di secondo grado Questa possessione è più evidente: si manifestano cambi di voce, fenomeni preternaturali quali la glossolalia, la levitazione, la pirocinesi (potere di incendiare gli oggetti a distanza), si scopre, inoltre, che l’acqua santa produce piaghe nel corpo del posseduto, che di per sè manifesta chiaramente di avere un’altra personalità. In genere per possessione diabolica si intende questa situazione intermedia. -la possessione diabolica di terzo grado A questo grado, lo spirito maligno (o più spiriti) hanno preso un dominio tale della persona, da alterare orribilmente persino i suoi tratti somatici (che divengono veramente raccapriccianti!), il suo odore, la sua temperatura. Questo è il caso più arduo, e occorrono di solito numerosi esorcismi per la liberazione definitiva. In effetti, la differenza tra le ultime tre gradazioni è solo una sottigliezza, perchè molte volte la persona passa da una fase all’altra con mutamenti quasi impercettibili.
La vessazione Esso è fenomeno rarissimo, di portata spirituale comunque minore a quanto seguirà. La vessazione è la vera e propria aggressione fisica da parte dei demoni. Molti Santi ne sono oggetto (pensiamo a Padre Pio!); il diavolo, incapace di tentare efficacemente l’uomo di Dio, lo solleva da terra, lo sfregia, lo malmena, lo sbatte contro le pareti, finchè Dio non interrompe la sua opera distruggente. Qui l’azione di Satana si fa più vicina all’unità psicosomatica umana: il demonio introduce nella mente colpita, pensieri di disperazione e odio, muove (dall’esterno) la vittima ad azioni involontarie e autodistruttive, sacrileghe e innaturali, la 30 tormenta con visioni spaventose e fenomeni preternaturali raccapriccianti. E’ tuttavia un’azione intermittente, cioè la persona ha momenti di tregua.
La soggezione diabolica Legame di soggezione a satana fatto con un patto nel quale la persona accetta su di sè la signoria del demonio. Si può fare con una firma scritta col proprio sangue prelevato dal corpo con una siringa; con un battesimo col sangue, sempre del proprio corpo, versato sul capo con l’accettazione a sette sataniche attraverso ritualità appropriate, come messe nere o riti simili.

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