Sesso con una alunna di 15 anni, professoressa condannata a 2 anni

Sesso con un’alunna di soli 15 anni, è questa l’accusa nei confronti di una professoressa di 36 anni di Grosseto, la quale è stata condannata a 2 anni, anche se la pena sembra essere stata sospesa almeno per il momento. Il giudice dell‘udienza preliminare Sergio Compagnucci ha accolto le conclusioni di colpevolezza della Procura, ma nel contempo ha mitigato la pena rispetto alla richiesta iniziale del sostituto procuratore Alessandro Leopizzi; inizialmente la professoressa trentaseienne, era stata condannata a 6 anni ma con la riduzione di un terzo prevista dalla scelta del rito, era scesa a 4 anni e poco più, ma nel corso dell’ultima udienza l’accusa era riuscita a provare che  i rapporti sessuali ritenuti provati sarebbero stati più di uno.

Presente in aula l’avvocato della professoressa trentaseienne ovvero l’ avvocato Dario Carmine Procentese di Napoli, il quale al termine della stessa ha dichiarato di sentirsi soddisfatto della sentenza e nello specifico ha dichiarato: “Poiché il codice prevede per reati di questo genere una pena che va dai 5 ai 10 anni, se il giudice è sceso fino a 2 anni significa che è stata riconosciuta la minima offensività. E comunque faremo appello una volta che saranno depositate le motivazioni: io ho chiesto l’assoluzione completa della mia assistita”. L’avvocato della professoressa ha descritto il rapporto tra l’insegnante e l’alunna come un rapporto di amicizia, un rapporto d’affetto che sarebbe stato frainteso ed ancora sembra che nel corso dell’udienza, l’avvocato abbia presentato delle relazioni degli assistenti sociali i quali evidenziano due episodi di autolesionismo della ragazzina.

“Ma quali palpeggiamenti e rapporti sessuali è stato solo affetto. Un bacio, una carezza forse li avrà dati ma assolutamente senza alcuna finalità sessuale. Per questo in appello chiederò la piena assoluzione. La mia assistita è soltanto colpevole di avere una certa idea dell’insegnamento secondo cui i ragazzi, se lo richiedono, vanno aiutati anche oltre l’orario scolastico”, ha replicato l’avvocato Dario Carmine Procentese. Il caso piuttosto imbarazzante era emerso lo scorso anno in seguito alla segnalazione della preside dell’istituto alla quale i genitori  della 15enne si erano rivolti chiedendo aiuto, in quanto i loro tentativi di far cessare la relazione della figlia con la professoressa si erano ritenuti del tutto inutili. In quell’occasione la preside dell’Istituto si era rivolta ai carabinieri che avevano convocato i genitori, raccogliendo le loro dichiarazioni ed alcune fotografie, avviando così le indagini.

“La mia assistita ha, sbagliando forse, offerto la sua disponibilità nei confronti di una adolescente in difficoltà. Lo ha fatto da sorella maggiore, dandole anche il numero di cellulare, per aiutarla nello studio. Sono stati atteggiamenti fraintesi dalla ragazzina, che ha capito tutt’altra cosa”, ha continuato l’avvocato che ha smentito l’esistenza di una storia tra la sua assistita e la 15enne.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.