Sesso in menopausa,cerotto per rapporti ‘intimi’ senza fastidi

La menopausa è una tappa, nella vita delle donne, che spesso porta diverse problematiche, anche afferenti alla sfera dei rapporti ‘intimi’ col partner. Molte donne, infatti lamentano dolori e fastidi sotto le lenzuola e la vita di coppia, per questo, spesse volte va a rotoli. L’avvento della menopausa porta, indubbiamente, dei mutamenti del corpo femminile anche sul versante ormonale. Il ciclo mestruale viene meno e il corpo cambia. Che fare, allora? Un gruppo di ricercatori della Yale School of Medicine ha paragonato gli effetti della terapia ormonale somministrata per via orale con quella transdermica, ossia che fa si basa su un cerotto sulla pelle. Dopo aver intervistato numerose donne in menopausa, mediante un lungo questionario, gli esperti hanno scoperto che il cerotto sulla pelle riduce sensibilmente gli effetti sgraditi della menopausa durante i rapporti ‘intimi’. La cura ormonale orale, invece, sarebbe meno efficace. Gran parte delle donne, grazie al cerotto, avrebbe riscontrato una maggiore lubrificazione e meno dolore durante i rapporti col partner.

Arriva un nuovo cerotto contro la menopausa per risvegliare l’eros. E’ stato presentato uno studio pubblicato su Jama Internal Medicine che spiega come questo cerotto a base di estrogeni, sia più efficace delle tradizionali cure ormonali. Il cerotto infatti continuerebbe a produrre l’estrogeno che il corpo smetterebbe di produrre al termine del periodo della fertilità. Ciò consentirebbe quindi di ravvivare l’attività sessuale anche nel momento in cui rischia di subire un brusco stop a causa del temutissimo calo del desiderio.

LA MENOPAUSA
Con questo termine si indica il periodo della vita della donna in cui cessano le mestruazioni. La caratteristica principale della menopausa è la perdita permanente della funzione principale delle ovaie: esse non producono più follicoli ovarici e di conseguenza nemmeno estrogeni. 
La produzione di follicoli ovarici è destinata ad esaurirsi in ogni donna perché, a differenza degli uomini, il numero di gameti femminili è ben definito già a partire dalla nascita. Tale stato provoca una serie di mutamenti nella donna che riguardano gli aspetti trofici, metabolici, sessuali e psicologici, con una serie di manifestazioni (sintomi) che variano a seconda della persona e possono essere più o meno marcati, ma non tutti sono collegabili alla menopausa in sé, poiché influiscono altri fattori come il contesto familiare e sociale. Benché sia di solito un evento naturale la menopausa può anche essere dovuta all’asportazione chirurgica delle ovaie o dell’utero, a terapie radianti o all’utilizzo di farmaci, come i chemioterapici. Anche il fumo può anticipare questo momento.
IL CEROTTO
La funzione benefica di detto cerotto la spiega Rossella Nappi, responsabile dell’Ambulatorio di endocrinologia ginecologica e della menopausa presso l’Irccs Fondazione San Matteo, Università di Pavia intervistata da Io Donna magazine del Corriere della Sera.
“Il cerotto – spiega – è a base di estradiolo, un estrogeno naturale e bioidentico a quello che il nostro corpo smette di produrre alla fine dell’età fertile. Se il cerotto ha minori contraccolpi sull’eros rispetto alla terapia estrogenica classica è perché, saltando il passaggio dal fegato, non fa salire in modo significativo la proteina epatica legante gli ormoni sessuali (soprattutto androgeni) la cui riduzione è stata messa in relazione con una più bassa libido ed eccitazione sessuale. È importante ricordare – aggiunge l’esperta – che qualunque terapia ormonale in grado di migliorare il benessere della donna in menopausa, ha un impatto positivo sulla sfera sessuale sia diretto perché gli estrogeni favoriscono la lubrificazione vaginale, sia indiretto perché gli ormoni femminili promuovono il buonumore e il piacere nella vita di coppia”.
IL PRECEDENTE
Nei mesi scorsi si era già parlato degli effetti benefici del cerotto al testosterone bioidentico e bioequivalente, cioè esattamente uguale al testosterone prodotto dall’ovaio: per la donna è come se l’ovaio fosse tornato a produrre l’ormone normale. Il testosterone viene ceduto al corpo grazie al cerotto: attraversa la cute e garantisce livelli plasmatici costanti, analogamente a quanto avviene nella donna le cui ovaie funzionino regolarmente. La quantità ceduta quotidianamente è di 300 mcg nelle 24 ore: questo consente di ripristinare i livelli plasmatici fisiologici, cioè tipici della donna le cui ovaie funzionino regolarmente. Il cerotto restituisce quindi alla donna in menopausa chirurgica il testosterone perduto, nella forma biochimica e nella quantità fisiologiche, ossia naturali.

BENESSERE E STILE DI VITA
IL PARERE DELLA GINECOLOGA

La menopausa è considerata ancora un punto di svolta nella vita di una donna. Molte donne temono il sopraggiungere di questo tempo, spesso perché non sanno esattamente cosa le attenda.
Questo momento può diventare anche un’occasione per “fare il punto” e mettere in atto tutte quelle misure di prevenzione che hanno dimostrato di aiutare a vivere a lungo in attività e in buona salute.

CHE COS’E LA MENOPAUSA?
La menopausa corrisponde all’ultimo ciclo mestruale spontaneo.
Bisogna tuttavia tenere in considerazione che:
• le modificazioni dell’organismo che portano alla menopausa si verificano, nella maggior parte delle donne, in modo graduale; • nel periodo di passaggio, detto “PERIMENOPAUSA”, sono comuni cicli irregolari (più lunghi o più brevi rispetto alla norma), con mestruazioni che possono prolungarsi ed essere più intense come flusso di prima;
• il periodo che segue la menopausa, caratterizzato dalla mancanza dei cicli, viene detto “POSTMENOPAUSA”.

QUANDO SI VERIFICA?

La maggior parte delle donne entra in menopausa tra i 45 e i 55 anni (in media a 50 anni).

MENOPAUSA PRECOCE: prima dei 45 anni MENOPAUSA TARDIVA: dopo i 55 anni
Dal momento che viviamo molto più a lungo rispetto al passato, una donna trascorre in media oltre 1/3 della propria vita nella fase postmenopausale.

La menopausa, quindi, è anche il momento in cui diventa particolarmente utile occuparsi di sé e vivere bene, al fine di prevenire i problemi di salute che possono comparire con gli anni (osteoporosi, malattie cardio- vascolari…).

COSA ACCADE?
Le ovaie tendono a produrre sempre meno ormoni femminili (estrogeni e progesterone): quando l’organismo ne produce solo quantitativi molto ridotti, i cicli mestruali si interrompono. Il numero e la gravità dei sintomi sono assai variabili da donna a donna e di natura molto diversa, in quanto la riduzione degli estrogeni influisce su differenti strutture e organi del corpo. Alcuni possono comparire ancora prima della menopausa vera e propria, altri, invece, esordiscono in coincidenza con essa e altri ancora si sviluppano progressivamente nel tempo.

QUALI SONO LE RISPOSTE DELL’ORGANISMO ALLA MANCANZA DI ESTROGENI?
CONSEGUENZE PIÙ IMMEDIATE:
1. SINTOMI VASOMOTORI
• vampate di calore (sensazione improvvisa di caldo con arrossamento al volto e al collo)
• sudorazioni, soprattutto notturne
• disturbi del sonno
• cefalea, palpitazioni
2. SINTOMI PSICOAFFETTIVI
• sbalzi di umore
• stati d’ansia
• irritabilità e nervosismo
• stanchezza

• perdita di energia
• perdita del desiderio sessuale
3. SINTOMI URO-GENITALI
• bruciori
• infezioni
• dolore durante i rapporti sessuali
• le pareti della vagina si assottigliano e, in parallelo, diminuisce la produzione di fluor vaginale.
CONSEGUENZE A MEDIO TERMINE:
1. MODIFICAZIONE DELLA CUTE E DEI CAPELLI
2. MODIFICAZIONI DELLA STRUTTURA CORPOREA E AUMENTO DI PESO
CONSEGUENZE PIÙ TARDIVE:
1. PATOLOGIE CARDIOVASCOLARI
Gli estrogeni esercitano un ruolo positivo sul colesterolo “buono” (HDL-cole- sterolo) e sul sistema dei vasi sanguigni (inducendo una vasodilatazione).
2. OSTEOPOROSI
Patologia caratterizzata da perdita di massa ossea. Una perdita più consistente di massa ossea avviene nei primi anni dopo la menopausa. Gli estrogeni esercitano un ruolo positivo sulle ossa contribuendo a mantenerle solide ed in buono stato.
Fattori di rischio per osteoporosi:
• Età (dopo i 50 anni il rischio di fratture si raddoppia ogni 6 anni; la maggior parte delle fratture avviene dopo i 75 anni)
• Familiarità
• Farmaci (Cortisone,…)
• Menopausa (viene perso l’effetto protettivo degli Estrogeni)
• Peso (donne magre a maggior rischio) #
• Dieta (serve adeguata introduzione di Calcio) #
• Sedentarietà (attività fisica regolare protegge le ossa) #
• Fumo ed alcolici (diminuiscono l’assorbimento di Calcio) #

QUALI ESAMI È CONSIGLIABILE ESEGUIRE?
È opportuno eseguire periodicamente, sempre seguendo l’indicazione del proprio medico o ginecologo, i seguenti esami:

ESAMI EMATOCHIMICI
• emocromo con formula
• glicemia
• azotemia
• creatininemia
• AST/ALT
• Colesterolo totale e frazionato
• Trigliceridi
• Esame urine
• SOF (sangue occulto fecale)
MAMMOGRAFIA
(più ecografia mammaria solo su indicazione)
ECOGRAFIA PELVICA (su indicazione)
PAP-TEST
(su cupola vaginale: ogni tre anni)
DEXA COLONNA
(su indicazione ogni 18-24 mesi)

ALIMENTAZIONE IN MENOPAUSA IL PARERE DELLA DIETISTA

Come in ogni fase della vita, anche in menopausa l’alimentazione riveste un ruolo fondamentale sia nell’attenuare alcuni sintomi, sia nel controllo del peso, dei livelli lipemici, glicemici e pressori.
Quindi adeguate correzioni dietetico-comportamentali possono contribuire ad apportare benefici al nostro organismo anche in menopausa, seguendo alcuni specifici consigli da aggiungere ad un sano stile di vita alimentare, che dovrebbe essere alla base delle scelte alimentari di ogni individuo.

1. INTRODURRE ADEGUATE QUANTITÀ DI CALCIO
Dopo la menopausa aumenta la quantità di Calcio necessaria all’organi- smo e che, sappiamo, è essenziale per irrobustire le ossa e ridurre il rischio di fratture. Nelle donne in età adulta il fabbisogno corrisponde a 800-1000 mg al giorno, mentre in età post-menopausale si consiglia un apporto di Calcio di 1200 mg al giorno (in assenza di terapia con estrogeni). Invece nel caso di terapia con estrogeni il fabbisogno è uguale a quello degli uomini della stessa età: 1000 mg al giorno (fonte: L.A.R.N. – S.I.N.U. 2012).
Possono ridurre l’assorbimento di calcio: un eccessivo consumo di sale, di sostanze nervine (thè e caffè), scarsa attività fisica, mancata esposizione ai raggi solari, assunzione di polifosfati (presenti ad esempio nei salumi e formaggi), fumo, ecc.
Fonti di Calcio:
Semi di sesamo, gomasio (condimento a base di semi di sesamo e piccole quantità di sale), legumi, latte di soia, yogurt di soia, formaggio di soia (fofu), latte scremato, yogurt, formaggi, frutta fresca (in particolare ribes, lamponi, arance, fichi, mirtilli, fragole), frutta a guscio (mandorle, nocciole, noci, pistacchi, ecc.), frutta essiccata (fichi secchi), ortaggi e

verdure soprattutto a foglia verde (rucola, cicoria, bieta, radicchio verde, cime di rapa, cardi, broccoli, cavoli), erbe aromatiche e spezie (salvia, pepe nero, rosmarino, basilico, prezzemolo, menta), alghe (in particolare Hizichi e Ararne), pesce, acqua.

2. VARIARE L’ALIMENTAZIONE CON CEREALI INTEGRALI E LEGUMI

La dieta in menopausa richiede un’adeguata assunzione di cereali, alternando anche quelli integrali.
Alcuni cereali: frumento (grano duro e grano tenero), riso, farro, miglio, kamut, orzo, triticale, teff, spelta, mais, avena, sorgo, quinoa, amaranto, segale.
L’elevato contenuto di fibre presente nei legumi li rende alimenti utili per prevenire dislipidemie lievi,diverticolosi del colon, stitichezza, sovrappeso e obesità, aterosclerosi, diabete e tumori intestinali. I legumi inoltre hanno un elevato potere saziante e un basso apporto calorico e sono tra gli alimenti vegetali più ricchi di Calcio.
Alcuni legumi: ceci, piselli, fagioli (bianchi, neri, borlotti, cannellini, fagioli con l’occhio), lenticchie, lenticchie rosse decorticate, soia gialla, soia verde, soia nera, azuki, fave, lupini, cicerchie, carrube, arachidi (contemplati nella frutta oleosa) e grano saraceno (con caratteristiche nutrizionali simili ai cereali).

3. CONSUMARE LA SOIA E/0 SUOI DERIVATI Spesso si sente parlare delle capacità della soia di alleviare alcuni sintomi fastidiosi (tra cui le vampate di calore e l’ipertensione) grazie ai fifoestrogeni (sostanze naturali simili agli ormoni femminili) in essa contenuti: pertanto è consigliato un consumo giornaliero di piccole quantità di questo legume o dei suoi derivati. Fonti alimentari a base di soia: latte di soia, yogurt di soia, formaggi di soia, (tofu), pasta di soia, pane di soia, farina di soia, germogli di soia, olio di soia, miso (prodotto fermentato aggiunto a zuppe, minestre o altro), ecc.

4. GARANTIRE L’INTROITO DI FIBRE E DI ACIDI GRASSI DELLA SERIE OMEGA 3 Entrambe queste sostanze aiutano a prevenire e curare l’eccesso di colesterolo, l’ipertensione e il diabete di tipo 2 e, grazie alle fibre, anche la stipsi.
Fonti di fibre: prodotti ortofrutticoli (frutta e verdura),cereali integrali, legumi, frutta oleosa. Fonti di acidi grassi della serie Omega 3: olio di semi di lino (spremuto a freddo e acquistato
refrigerato), noci e in genere tutta la frutta a guscio (attenzione alle quantità!), pesce (soprattutto quello azzurro).

5. MODERARE L’ASSUNZIONE DI DOLCI Questi alimenti sono spesso ricchi di grassi saturi, colesterolo (soprattutto quelli confezionati) e grassi idrogenati che alterano il metabolismo lipidico e promuovono l’aterosclerosi. Sarebbe opportuno preparare dolci più genuini fatti in casa, riducendo o sostituendo i classici ingredienti. Ad esempio è possibile sostituire lo zucchero bianco con quello integrale (o altri dolcificanti come miele, malto, sciroppo d’acero, melassa, ecc.), il latte vaccino con il latte di soia, il burro con l’olio, la panna con lo yogurt (anche di soia), la farina raffinata con quella integrale, ecc.

6. ASSUMERE OGNI GIORNO AUMENTI RICCHI DI ANTIOSSIDANTI
Gli antiossidanti rallentano e prevengono l’ossidazione di altre
sostanze e sono in grado di neutralizzare i radicali liberi, oltre che proteggere l’organismo dalla loro azione negativa. Infatti le proprietà anticancerogene di molti alimenti sono legate proprio al prezioso contenuto in antiossidanti.

Fonti di antiossidanti: vegetali di colore verde scuro (cavoli, broccoli, cicoria, ecc.), ortaggi giallo-arancio, semi oleosi (in particolare i semi di zucca),crescione,aglio, cipolla,agrumi (arance,mandarini, limoni,ecc.) e tutti i prodotti ortofrutticoli in generale. Ottima la presenza anche nei germogli, centrifughe vegetali, alghe, aloe, germe di grano, lievito di birra in scaglie.
7. ATTENZIONE ALL’APPORTO CALORICO
Poiché in menopausa si verifica una diminuzione del metabolismo basale, una riduzione della massa magra e un aumento della massa grassa, sarebbe opportuno moderare l’introito calorico giornaliero e cercare di mantenere il proprio peso nei valori consigliati.
Attenzione anche alla circonferenza del girovita che deve essere rilevata in prossimità dell’ombelico (con un semplice metro da sarta). La misurazione non dovrebbe superare la prima soglia ritenuta pericolosa che corrisponde a 80 cm e, ancor più rischiosa, la seconda soglia di 88 cm.
8. RIDURRE IL SALE
L’eccesso di sale costringe i reni ad un superlavoro, favorisce la perdita di Calcio, l’aumento della pressione arteriosa e altri disturbi. Sarebbe quindi opportuno ridurre il consumo di quegli alimenti che ne contengono elevate quantità e non superare la grammatura giornaliera che corrisponde a 3-5 grammi di sale (contro i 12-15 grammi spesso utilizzati). Si raccomanda quindi di aggiungere poco sale agli alimenti (un consiglio potrebbe essere non portare saliere a tavola!) e di sostituirlo con erbe aromatiche e spezie (queste ultime con moderazione perché potrebbero irritare le mucose intestinali).
Alcuni alimenti ricchi di sodio: salumi, formaggi stagionati, cibi in scatola, pane, dadi da cucina, estratti per brodo, salse varie.
9. LIMITARE IL CONSUMO DI ALCOLICI
Le bevande alcoliche forniscono molte calorie ed accentuano le vampate, quindi il loro utilizzo deve essere limitato.
10. EVITARE IL FUMO
Oltre ai danni conosciuti, il fumo incide negativamente sulla densità ossea e altera l’equilibrio ormonale.

11 .COMBATTERE LA VITA SEDENTARIA Un’adeguata attività fisica (meglio se all’aria aperta) è a beneficio dei muscoli, delle ossa e della mente, quindi del benessere psico-fisico di ogni individuo.
12. ESPORSI Al RAGGI SOLARI Garantisce il quantitativo di vitamina D necessario per mantenere in salute le ossa e contribuire alla fissazione del Calcio.

COME RIDURRE LE VAMPATE DI CALORE ATTRAVERSO L’ALIMENTAZIONE?

È possibile provare a combattere le fastidiose vampate di calore attraverso l’utilizzo dei seguenti alimenti o sostanze:
• Legumi (in particolare la soia ed i suoi derivati perché ricchi di isoflavoni)
• Cibi ricchi di vitamina C (agrumi, kiwi, pomodori, prezzemolo, tutte le varietà di cavoli)
• Alimenti con elevate quantità di vitamina E
• Erbe ad alto contenuto di fitoestrogeni naturali (ad esempio la Cimi- cifuga racemosa, il Trifoglio rosso, l’Agnocasto e l’Angelica sinensis)
• Sedano, finocchi e melone
• Segale
• Olio di semi di lino (prima spremitura) o semi di lino
BISOGNA INVECE FARE ATTENZIONE A:
• cibi speziati e piccanti
• caffè
• cioccolato
• bevande calde
• bevande tipo cola
• alcolici

PER CONCLUDERE
Una corretta alimentazione è alla base del benessere e costituisce un efficace modo di prevenzione nei confronti di molte malattie (ipertensione, obesità, patologie cardiache, ritenzione idrica, diabete). Nutrirsi correttamente non significa stare eternamente a dieta, bensì imparare ad alimentarsi in maniera appropriata e ben equilibrata dal punto di vista calorico, della qualità dei cibi e del rispetto di abitudini e gusti personali.
Di seguito riportiamo la Piramide Alimentare, che rappresenta in modo semplice come dovrebbe essere composta la nostra alimentazione quotidiana: queste regole valgono anche in menopausa prestando attenzione alle indicazioni sopra riportate.

SESSUALITÀ E MENOPAUSA IL PARERE DELL’OSTETRICA

Chiariamo, per prima cosa, che il titolo non allude al fatto che esista una sessualità specifica per o nella menopausa: esiste, come vedremo, una sessualità individuale che si modifica in relazione all’evoluzione fisiologica del ciclo vitale di ognuno di noi.

Se parliamo di sessualità, la prima cosa a cui facilmente pensiamo è il rapporto sessuale: in effetti gli aspetti ludico e relazionale di questa funzione naturale sono, nella cultura occidentale, da non_ molto tempo associati all’aspetto riproduttivo. È con Freud che viene eliminata la relazione univoca tra sessualità e riproduzione, grazie alle sue “scoperte” relative all’impulso sessuale infantile come componente determinante nello sviluppo psicoaffettivo in generale ed in modo specifico nelle dinamiche genitoriali e nei conflitti intrapsichici adulti.

Molto è cambiato dalla restrittiva percezione di sessualità, e la definizione elaborata dall’OMS nel 1975 ne è la conferma:
“la sessualità è un bene della persona, che si può vivere anche in coppia, all’interno del proprio progetto di vita, nel rispetto di sé e degli altri”.

Ognuno di noi è dotato di un dono, un bene, chiamato sessualità, la cui espressione è obbligata: ognuno di noi infatti è donna o uomo in tutto quello che pensa, vive, fa ed in modo assolutamente unico e diverso da qualunque altro uomo o donna. La relazione di coppia è una scelta individuale, e non una condizione necessaria all’espressione della sessualità. In questa definizione inoltre è molto chiaro come l’aspetto biologico e riproduttivo della sessualità, nell’uomo, abbia assunto carattere secondario.
Se definiamo “menopausa” il periodo caratterizzato dalla cessazione della funzione riproduttiva, in base a quanto detto prima questo non può coincidere con la “cessazione della sessualità”!

LA RISPOSTA SESSUALE
Attualmente vengono convenzionalmente identificate quattro distinte fasi di risposta allo stimolo sessuale: di eccitamento, di plateau (culmine), di orgasmo e di risoluzione.

All’interno di queste quattro fasi si verificano, sia nell’uomo che nella donna, due tipologie di reazione (di tipo vascolare e di tipo muscolare) che conducono ad un aumento, volontario e non, del tono muscolare sia a livello della pelvi che generalizzato.

Master e Johnson identificano la pelvi come zona focale o zona bersaglio della risposta sessuale, in particolare: il corpo del clitoride, la vagina e l’utero nella donna; il pene, la prostata e le vescicole seminali nell’uomo. In realtà tutto il corpo partecipa attivamente alla risposta.

Le fasi di risposta vengono generalmente precedute dallo stimolo e/o dal desiderio.

Il desiderio sessuale è definibile come una pulsione (come la fame o la sete) in quanto:
• dipende dall’attività di una specifica struttura anatomica del cervello
• dipende da centri distinti che incrementano o inibiscono tale funzione
• è regolata da specifici neurotrasmettifori
• è collegato all’attività di altre zone del cervello e quindi influenzabile dall’esperienza globale della vita
Negli animali tutte le pulsioni sono regolate da un duplice meccanismo di “fuga dal dolore” e “ricerca del piacere”; quella sessuale in realtà sembra essere più correlata al concetto di ricerca di piacere.
Lo stimolo, che può essere di tipo fisico, psicologico, endogeno o esogeno, deve essere abbastanza efficace da dare inizio alla prima fase di risposta, cioè la fase di eccitamento.
Se lo stimolo risulta soggettivamente piacevole, la fase di eccitamento prosegue e viene incrementata fino a passare alla fase successiva, di plateau (culmine); se lo stimolo risulta invece sgradevole o viene interrotto, la fase si può prolungare o risolvere.
Le reazioni genitali sia nell’uomo che nella donna sì manifestano con l’erezione (del pene, del clitoride), e la lubrificazione (del glande, della vagina). Come per l’uomo un rapporto non è possibile In assenza di erezione, per la donna dovrebbe essere rispettata la lubrificazione adeguata delle pareti vaginali, per evitare sensazioni spiacevoli o dolorose e conseguenti contratture della muscolatura perineale.
Generalmente con il passare degli anni la fase di eccitamento tende a richiedere più tempo e attenzione nella gestione dello stimolo. l’orgasmo trova sfogo nelle contrazioni ritmiche degli organi genitali. Sia l’uomo che la donna avvertono la sensazione dell’orgasmo imminente alcuni secondi prima che questo avvenga; se nella donna il piacere è dato dalle contrazioni perineali ed uterine, per l’uomo è la sensazione di passaggio del liquido spermatico il fulcro del piacere.
Il periodo refrattario è definito come periodo successivo all’orgasmo in cui, anche in presenza di uno stimolo o desiderio sessuale, non è possibile iniziare una fase di eccitazione.
Tale periodo ha, solitamente, una durata direttamente proporzionale all’età.

Per concludere il ciclo di risposta sessuale sia nell’uomo che nella don- na e necessario poi includere altre due variabili fondamenti |
• la rielaborazione dell’esperienza
• la disponibilità a provare piacere

La rielaborazione è un processo di interiorizzazione dell’esperienza, che determina il modo in cui il soggetto si pone nei confronti di quella successiva.
La disponibilità a provare piacere è alla base del processo di ricerca del piacere a cui prima si accennava, la mancanza di questa presuppone tutto il ciclo di risposta.

Da uno studio relativamente recente, è emerso come il rapporto sessuale, in tutte le sue espressioni (per cui non solo penetrazione), abbia biologicamente la funzione di mantenere stabile il rapporto di coppia, grazie all’azione specifica di un ormone prodotto durante l’esperienza sessuale (ed in realtà in molte altre occasioni): l’ossitocina.
Da uno studio italiano sulla frequenza dei rapporti in relazione all’età, è invece emerso come le persone in pensione, dedichino mediamente molto più tempo alle attività sessuali, e che abbiano la frequenza più alta riscontrata.
Se pensavate che la menopausa fosse una linea di termine con il piacere e l’esperienza sessuale, gli elementi discussi ci dicono come in realtà possa essere l’inizio di una nuova conoscenza di sé e del partner, quindi… buona ossitocina a tutti!

CONOSCERE E TONIFICARE IL PERINEO IL PARERE DELL’OSTETRICA

Al momento della menopausa il cambiamento ormonale modifica lo stato del perineo. La muscolatura perde la sua naturale tonicità allentandosi progressivamente.
Questa nuova situazione provoca in molte donne quelle tipiche manifestazioni da “insufficienza perineale” che vengono spesso riferite.
Il perineo è una parte importante del nostro organismo, è la parte centrale del nostro corpo, il “cuore periferico”, che ha la responsabilità nel determinare la qualità della vita delle donne. È la sede dell’istinto ed è legato alle principali funzioni neurovegetative: sessualità, riproduzione, evacuazione, respirazione. È la parte del nostro corpo più sconosciuta, nessuno dice che esiste, e cos’è. È quel muscolo attivo che si trova nella parte più bassa del bacino, è il fondo del bacino. Nella donna il perineo circonda la vagina, la vulva e l’ano. Questo muscolo è formato da tre strati muscolari, composti sìa da fibre lisce che da fibre striate, quindi ad azione sia involontaria che volontaria.

SEGNI E SINTOMI CHE POSSONO IDENTIFICARE UNA DISFUNZIONE DEL PERINEO
1. Perdita di urina sotto sforzo (fosse,starnuto, sollevamento pesi)
2. Insoddisfazione sessuale, dolori in vagina durante i rapporti sessuali
3. Sensazione di pesantezza, di instabilità nella zona perineale
4. Difficoltà a mantenere in sede un assorbente interno o il diaframma
5. Fuoriuscita di acqua dalla vagina dopo un bagno
6. Rumori di aria dalla vagina (esempio durante esercizi yoga)
7. Difficoltà a trattenere gas intestinali, feci
8. Emorroidi
9. Stitichezza, nonostante un’alimentazione adeguata e il sufficiente apporto di liquidi.

Queste manifestazioni aumentano in ogni situazione di iperpressione addominale, o anche in situazioni di stanchezza, stazione eretta prolungata, attività fisica,
FATTORI COSTITUZIONALI DA TENER PRESENTI
1. Scarsa qualità dei tessuti connettivali, ernia inguinale od ombelicale, seni cadenti o vene varicose
2. Predisposizione genetica: parenti con incontinenza da sforzo, prolasso
3. Incapacità a contrarre volontariamente i muscoli perineali
4. Ipotrofia muscolatura perineale per il non uso
5. Tosse cronica (asma, allergie e bronchiti)
6. Lavori o sport pesanti
7. Ginnastica addominale senza serrare il perineo
8. Stipsi.
L’età di mezzo è spesso l’epoca della “dichiarazione” dei problemi perineali. In effetti le lesioni potrebbero essersi verificate tempo prima, spesso in occasione di parti o di gravidanze, rimaste inosservate perché compensate parzialmente dalla tonicità della muscolatura. L’abbassamento della tonicità e della resistenza dei tessuti, slatentizza il problema.
CONSIGLI DI PREVENZIONE
• Dopo i 40 anni prendere l’abitudine ad un lavoro perineale quotidiano (coscienza e tonificazione)
• Cogliere tempestivamente i segni di stanchezza e/o di indebolimento, recarsi da esperti per la valutazione
• Evitare situazioni che possono essere disturbanti per il perineo (stili di vita)
• Evitare la stitichezza e i vizi minzionali.
STILI DI VITA DA CORREGGERE
1. Postura eretta e andatura eretta: non premere i piedi a terra ma appoggiarli, calzature adatte.
2. Sollevare oggetti pesanti da terra: piegarsi sulle ginocchia con la schiena diritta, sollevandoci nella stessa direzione, portando l’oggetto al di sopra dell’ombelico vicino al torace.

3. Per qualsiasi attività in piedi: il peso del nostro corpo andrebbe appoggiato sul piede anteriore, con gamba leggermente flessa. L’altra gamba è spostata all’indietro.
4. Trasporto borse della spesa e simili: distribuendo il peso su ambedue le braccia, a braccia distese leggermente all’indietro, questo movimento fa contrarre le scapole e impedisce di incurvare la schiena.
5. Spazzare, lavare, spolverare: fare superfici piccole, muoversi a piccoli passi facendo pressione sulle dita dei piedi, stimolando in questo modo il bacino.
6. Salire le scale: bacino, schiena e addominali collaborano molto meglio se premiamo il piede sul gradino inferiore, per arrivare al gradino successivo e poggiare solo il piede anteriore.
7. Abbigliamento comodo: favorire un abbigliamento che non determini pressione addominale.
8. Urinare e defecare: mai spingendo, assumendo una posizione corretta, sedute sul water con la schiena eretta, piedi appoggiati a terra.

LAVORO PERINEALE QUOTIDIANO: ESERCIZI DI KEGEL
ESERCIZI ISOTONICIE ISOMETRICI:
Rapidi:
• contrarre ii pavimento pelvico velocemente come un battito di mani
• contrarre il pavimento pelvico in questo modo: 2 secondi per la contrazione – 4 secondi per il riposo.
Si impara a controllare il pube coccigeo e ad accrescere la robustezza. Lenti:
contrarre i muscoli perineali chiudendo con forza l’ano, l’introito vaginale, l’uretra. La contrazione va mantenuta per 5 secondi, rilassando al termine senza compiere una spinta, ma lentamente e delicatamente. L’esercizio va ripetuto dopo un periodo di riposo di 10 secondi.
Si aumenta la tenuta muscolare del distretto perineale.

ESERCIZIO DI STRATIFICAZIONE:
Per favorire il riconoscimento degli strati muscolari più profondi.
1. Immagina di avere dentro la vagina un ascensore, che parte dal piano terra e può salire di cinque piani.
2. Fai salire l’ascensore pian piano.
3. Fermati a ogni piano e osserva ciò che percepisci.
4. Comincia dal primo e vai al secondo… Puoi sentire la pressione.
5. Poi dal secondo al terzo: ricordati di respirare.
6. Dal terzo al quarto.
7. Nota la pressione sulla vescica, ora dal quarto al quinto.
8. Ed ora scendi: dal quinto al quarto,
9. Dal quarto al terzo, dal secondo al piano terra.
N.B.
Associare a tutti gli esercizi la respirazione non forzata:
• inspirare gonfiando la pancia
• espirare contraendo contemporaneamente la muscolatura addominale e la muscolatura pelvica.
Quando inizia la menopausa si dovrebbero aumentare tutte queste pratiche e dedicare al lavoro perineale almeno 10 minuti, due volte alla settimana o più, integrando il lavoro nelle mansioni quotidiane.

IL PERINEO RACCONTA:
Spesso il perineo racconta…
della donna, della sua sessualità…
racconta della sua maternità…
racconta di mani e di cuori che l’hanno assistita…
racconta di bambini da allattare e accudire…
racconta di dolori soffocati e di segreti mai svelati…
racconta delle sue passioni e delle sue violazioni…
o semplicemente degli anni che trascorrono…

ASPETTI PSICOLOGICI E RELAZIONALI IL PARERE DELLA PSICOLOGA

Parlare degli aspetti psicologici e relazionali collegati all’evento menopausa, come cessazione del mestruo, significa allargare il campo di riflessione a tutta una fase di vita, quella cosiddetta dell’età di mezzo.
In effetti, attorno ai cinquant’anni la donna si trova ad affrontare molti cambiamenti, che possono rendere meno stabile il suo mondo emotivo:
• la salute, il metabolismo e il corpo cambiano
• i figli crescono e fanno le loro scelte
• la vita di coppia cerca un nuovo equilibrio e una nuova intimità
• i genitori anziani richiedono cure ed attenzione.
Per questo la donna nell’età di mezzo può sentirsi in bilico, nel mezzo di situazioni mutevoli che inducono a riflettere su come essere, su cosa fare, su come impostare il presente in vista del futuro.
E per riuscire in questo”inventario” della propria vita, per ri-significare il senso della propria attuale e futura esistenza, è assai utile avvalersi del confronto con altre donne, per mettere a fuoco meglio le criticità comuni, ma anche i punti di forza, gli aspetti positivi di questa età.

Per vivere pienamente, non a metà!

Restituire il giusto peso a questa fase di vita significa pure affrontare lo stereotipo, il pregiudizio negativo, che la menopausa sia la “porta d’ingresso nella vecchiaia”.
Oggi non è più così: l’aspettativa di vita di una donna è attorno agli 80 anni, e si fa coincidere l’inizio della vecchiaia con i 65/70 anni. Quindi, dal momento in cui il ciclo mestruale cessa, ancora un ventennio almeno intercorre prima di incappare negli acciacchi dell’età. Per questo, sarebbe più opportuno pensare all’età di mezzo come alla “Primavera della seconda metà della vita”.

ASPETTI PSICOLOGICI
Se volessimo conoscere i “sintomi psicologici” della menopausa, il quadro sarebbe facilmente riassumibile: le donne in menopausa possono soffrire, con maggior frequenza rispetto alle donne nelle altre fasi di vita, dei seguenti sintomi:
• ansia
• insonnia, sonno disturbato, risvegli frequenti
• depressione
• facile irritabilità, instabilità dell’umore
• timori nell’affrontare il futuro
• difficoltà nel prendere decisioni
• spossatezza senza una causa precisa
• diminuzione del desiderio sessuale
• pensieri autosvalutanti, perdita di fiducia in sé, sensi di colpa
• perdita di memoria e mancanza di concentrazione
• aumento di peso
• esagerata o diminuita cura del proprio aspetto.

Ma la riflessione va ampliata, precisando che alcuni di questi sintomi possono caratterizzare gli anni in cui cessa il ciclo mestruale, ma poi si attenuano nella maggior parte dei casi.

quadro varia da donna a donna, tanto che alcuni studi statistici rilevano che:
• il 25% delle donne nell’età di mezzo non avverte alcun sintomo
• il 50% risente solo di alcuni sintomi, ma non in maniera gravosa
• solamente il 25% delle donne in questa età avverte in maniera forte uno o più sintomi psicologici.
Ciò ci dimostra che spesso tali disturbi non dipendono esclusivamente da cause ormonali (altrimenti ci sarebbe una maggior somiglianza fra le donne rispetto a come viene vissuta la menopausa), ma dipendono da un intrecciarsi di cause fisiche-organiche e cause psicologiche, collegate al significato che questa fase di vita riveste per la donna, a livello personale, famigliare, ma anche socio-culturale.
Ecco perché in altre culture le donne non avvertono neppure alcuni sintomi anche molto fastidiosi (come le vampate), perché ciò è bilanciato dal vantaggio socio-culturale di raggiungere questa età, in cui la donna può sentirsi finalmente considerata saggia, emancipata, degna di rispetto e autonomia all’interno del proprio clan familiare.
Nella nostra cultura, viceversa, ad aggravare la sintomatologia della donna in menopausa non è solo il cambiamento dei livelli ormonali, ma anche e soprattutto l’approccio nei confronti dell’invecchiamento, considerato come qualcosa di anomalo, da temere e contrastare come un nemico, ad ogni costo.
Se la donna ha il coraggio di accettare questa sfida potrà cogliere la positività di questa fase della vita, portando con sé il suo patrimonio di conoscenza ed esperienza.

Quindi, nell’età di mezzo, più che fare un bilancio fra ciò che si è perso e ciò che rimane, è preferibile riuscire ad “inventariare” tutto ciò di cui si dispone: tutta la saggezza accumulata in cinquantanni di vita e di esperienze. Certo, questa rilettura di sé può portare dolore e rimpianto, ma poi la verifica di ciò che oggi siamo, se assume un ruolo costruttivo, può aiutarci a trovare nuovi scenari, nuovi stimoli in cui trovare una rinnovata vitalità.

Si può essere più forti, quando siamo più consapevoli sia delle nostre paure, che dei nostri limiti, ma anche dei nostri desideri, dei progetti, dei sogni che ci autorizziamo a dire, a immaginare, a perseguire.

Spesso, chiedendo alle donne di trovare gli aspetti positivi che caratterizzano questa fase di vita, emerge come dato incontrastabile, forte, inaspettato, che la donna si sente:
• più saggia
• più libera, capace di sapere cosa vuole e determinata a perseguirlo
• più autentica, meno soggetta a condizionamenti vari
• più consapevole della finitezza della vita
• più capace di cogliere ciò che nella vita ha davvero senso e valore.

ASPETTI RELAZIONALI
Insomma, la donna dell’età di mezzo ha imparato, o sta imparando, a volersi maggiormente bene, cioè ad andare avanti finalmente anche per sé, e non solo per gli altri (compagni, figli, genitori, colleghi, impegni vari).
Ora la donna focalizza che “volersi bene” significa:
• trovare la giusta distanza emotiva e relazionale dai figli, saper separare la propria vita da quella che loro conducono, smetterla di pensarli e rimpiangerli bambini. Un tempo la Psicologia delle Relazioni famigliari parlava della “sindrome del nido vuoto”; oggi un altro rischio che le donne potrebbero incontrare è quello di “nidi sovraffollati”. Il rimedio è essere consapevoli dell’importanza di riappropriarsi del proprio nido, né vuoto né sovraffollato, ma semplicemente il più confortevole possibile.

Rielaborare il legame con i propri genitori, sapendone cogliere gli eventuali errori e limiti: ridimensionare le aspettative rispetto alle figure genitoriali desiderate, idealizzate, pensando ai nostri genitori nella loro realtà, oggettività ed umanità, accettandoli senza più il rancore adolescenziale, con comprensione ma anche con ferme valutazioni critiche. Ciò aiuta ad affermare, con adeguata autostima, la nostra specifica individualità e dignità.
• Ritrovare nuova complicità nei legami affettivi, con il partner, e nelle amicizie, per affrontare con più coraggio l’incognita degli anni che verranno.
• Essere più indulgenti con se stesse: capirsi, conoscersi tanto da poter evitare sbagli successivi. Smetterla di giudicarsi solo con freddezza, ma farlo con amore, provando tenerezza verso noi stesse.

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