Sesto Fiorentino, Capannone in fiamme muore 35enne somalo: “Dateci un altro posto”, protestano i rifugiati

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Grave incendio si è verificato nella serata di mercoledì nell’ex mobilificio Aizzone di Via Avogadro all’Osmannoro, occupato nel mese di dicembre del 2014 da un gruppo di migranti, i quali adesso protestano perché chiedono una nuova occupazione. Purtroppo nel rogo è morto un uomo, Alì Muse 44enne somalo, il quale si trovava in quello che era il dormitorio per tanti migranti dal 2014; altre tre persone sono rimaste intossicate dal fuoco, ma fortunatamente non si contano altre vittime o feriti. “Alì Muse è morto per colpa dello Stato“, è questo quanto si legge in uno striscione che nella giornata di ieri ha aperto un corteo formato da un centinaio di migranti, che prima hanno protestato sotto il palazzo della Prefettura di Firenze e poi nel cortile di Palazzo Strozzi, dove i richiedenti asilo hanno tentato di occupare la mostra emergenza profughi di Ai Weiwei, dove sono state apposte le opere dell’artista cinese dissidente. Tornando al rogo ed al dramma vissuto dai migranti ospiti dell’ex capannone Aiazzone, sembra che nella struttura fossero presenti circa 80 extracomunitari per lo più di origine somala; secondo quanto riferito dagli investigatori, sembra che le fiamme si siano sprigionate a causa di una scintilla in seguito al tentativo da parte degli occupati di scaldarsi con una stufa oppure per un corto circuito.

Come abbiamo già riferito, nell’incendio è purtroppo deceduto un uomo, le cui condizioni di salute erano apparse sin da subito molto gravi; gli operatori sanitari che lo hanno soccorso hanno tentato di rianimarlo a lungo, ma a nulla sono valsi i tentativi, perché l’uomo è morto ancora prima di giungere in ospedale. Secondo quanto riferito da un testimone, sembra che Alì Muse fosse uscito in un primo momento e poi rientrato all’interno del capannone per recuperare i documenti, ma purtroppo per lui questa decisione è stata quella che gli ha costato la vita. Altri tre stranieri sono stati accompagnati in ospedale perché rimasti intossicati dal fumo nerissimo e tossico che ha letteralmente invaso il locale in pochi minuti. Intervenuti sul luogo diverse ambulanze oltre che una decina di mezzi antincendio per tentare di domare e spegnere nel più breve tempo possibile le fiamme. Sin da subito si è tentato di sistemare i migranti in altre strutture, visto le temperature rigide e sotto lo zero, operazioni alle quali hanno partecipato, oltre alle forze dell’ordine, anche il sindaco di Sesto Fiorentino Lorenzo Falchi.

Vi portiamo in alcune strutture protette per trascorrere la notte. E’ freddo e stare qui è pericoloso“, hanno proposto alcuni volontari agli extracomunitari che però si sono rifiutati di abbandonare, rispondendo “Abbiamo i nostri cari, non vogliamo dividerci e bisogna recuperare le nostre cose”. A quel punto, sono state allestite delle tende, e sono stati distribuiti cibi e bevande calde. La situazione non sembra essere cambiata nella giornata di ieri, visto che i migranti non si sono allontanati un attimo dalle tende, ed i soccorsi hanno provveduto a distribuire coperte, bevande calde.

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