Seu, muore bambina di 2 anni in Puglia, secondo caso in pochi giorni

Seu, muore bimba di due anni: rafforzati i controlli sui prodotti alimentari „Era ricoverata all’ospedale pediatrico Giovanni XXIII perché affetta dalla Seu, sindrome emolitico-uremica. L’Osservatorio Epidemiologico Pugliese ha rafforzato ulteriormente i controlli, in particolare su prodotti come gelati o di derivazione lattiero-caseari

È morta all’ospedale Giovanni XXIII di Bari, una bambina di 2 anni per un’ infezione da Seu, sindrome emolitico uremica. Si tratterebbe del secondo caso di infezione in pochi giorni in Puglia dopo quelle della bambina di francese di soli 18 mesi la quale si trovava in vacanza in Salento con la famiglia e la quale sembra essere stata ricoverata nello stesso ospedale e le cui condizioni di salute sarebbero in leggero miglioramento.

Ad oggi sono circa 16 i casi di Seu in Puglia e 14 hanno riguardato bambini di età inferiore ai 36 mesi. La bambina deceduta aveva soltanto 2 anni ed era di Corato in provincia di Bari, ma pare sia arrivata in ospedale dalla tarda serata del 23 agosto già in gravi condizioni, subito è stata sottoposta a dialisi e ricoverata nel reparto di terapia intensiva ma con il passare delle ore le sue condizioni già piuttosto compromesse sono peggiorate, fino a condurre alla morte.

Al momento non si hanno notizie certe sull’ origine dell’ infezione per questo motivo è stata attivata la segnalazione all’Osservatorio epidemiologico regionale, ma inizialmente l’ipotesi era che l’infezione potesse essere stata contratta tramite il batterio del formaggio fresco fatto con il latte non adeguatamente pastorizzato, ma gli accertamenti effettuati dall’Osservatorio tramite Asl e Arpa si stanno indirizzando verso dei prodotti alimentari di diversa natura come verdura, carne, frutta e prodotti lattiero caseari. Nel mirino però pare ci sia il latte crudo che potrebbe essere stato utilizzato nella preparazione di alcuni formaggi freschi; per latte crudo si intende un latte non pastorizzato o non trattato con un processo di sterilizzazione oppure in alternativa termico in grado di garantire l’assenza di batteri.

Il bilancio dei bambini colpito da questa grave infezione sale a 5 e la Seu ha spinto la regione ad intensificare i controlli nei territori dove si sono verificati casi e il monitoraggio della situazione attraverso l’Osservatorio epidemiologico.Come già riferito, migliorano le condizioni di salute del bambino francese di 18 mesi ricoverato la scorsa domenica nell’ ospedale Giovanni XXIII  per un’ infezione da seu dopo un soggiorno in una masseria di Copertino in provincia di Lecce. Anche in questo caso l’Osservatorio epidemiologico regionale ha avviato accertamenti su alcuni prodotti alimentari che potrebbero aver provocato l’infezione.

La Regione Puglia ha fatto scattare l’allerta negli ospedali pugliesi e ai pediatri al personale del pronto soccorso è stato chiesto di segnalare tempestivamente l’arrivo di altri casi di Seu anche sospetti. La Seu, sindrome emolitico uremica è una malattia rara che effettua degli esiti mortali e pare colpisca soprattutto anziani e bambini nei primi anni di vita. Nel 90% dei casi è una complicanza di un’ infezione intestinale batterica provocata dai ceppi di Escherichia coli e trasmessa per via alimentare o oro-fecale.

Che cos’è la Sindrome Emolitico Uremica?
La Sindrome Emolitico-Uremica (SEU) è una malattia molto rara caratterizzata da anemia, ridotto numero di piastrine (piastrinopenia) ed insufficienza renale acuta. Colpisce in modo diverso bambini e adulti. Nei bambini – pur essendo comunque rara – è la causa più importante di insufficienza renale acuta, guarisce nella maggioranza dei casi e in genere non lascia conseguenze a distanza. Negli adulti invece è molto più rara: si calcola che in Europa abbia un’incidenza di 1 caso su 100.000 persone (un nuovo caso all’anno ogni 100.000 abitanti). Nell’adulto è una malattia molto grave e può essere fatale. Coloro che sopravvivono, in molti casi, non guariscono del tutto e rischiano di aver bisogno della dialisi per sempre.
Qual è la causa?
La malattia ha origine da un ispessimento della parete dei piccoli vasi (capillari ed arteriole) con rigonfiamento e distacco delle cellule che le ricoprono, le cellule endoteliali; questi piccoli vasi arteriosi vengono poi ostruiti da trombi di piastrine. Si pensa che la malattia sia dovuta ad un’alterata funzione delle cellule endoteliali che vengono danneggiate da sostanze prodotte da batteri.
Nella maggior parte dei casi si ha infatti una infezione gastrointestinale provocata da un batterio. I batteri più spesso coinvolti sono l’Escherichia Coli, o la Shigella Dysenteriae. I germi penetrati nell’organismo tramite l’ingestione di acque o alimenti contaminati (in genere carne poco cotta o latticini), si localizzano a livello della mucosa dell’intestino, invadono le cellule epiteliali, moltiplicandosi e distruggendole.
I germi che producono verotossine danneggiano inoltre i vasi della mucosa intestinale causando la colite emorragica. Quando la tossina entra nella circolazione sanguigna, può raggiungere organi come il rene e il cervello e provocare lesioni che portano ai sintomi della SEU. Le lesioni renali tendono ad essere differenti in base all’età dei pazienti. Nei bambini al di sotto dei due anni, vengono interessati soprattutto i corpuscoli responsabili del funzionamento dei reni, i glomeruli. Nei bambini più grandi e negli adulti il danno glomerulare è più vario, mentre sono presenti soprattutto danni alle arterie e arteriole renali, che si possono chiudere impedendo la circolazione del sangue. I globuli rossi sono costretti a passare all’interno di capillari dal diametro ristretto a causa della formazione di questi trombi e si danneggiano.
Come si manifesta?
La diagnosi si basa sul riscontro di anemia, ridotto numero di piastrine ed insufficienza renale. Se si prende una goccia di sangue, la si stende come un velo sottile su un vetrino e la si esamina al microscopio, si riconoscono molti globuli rossi danneggiati, frammentati. Dunque l’anemia non è una conseguenza di un danno del midollo osseo (l’apparato dove si producono le cellule del sangue), ma di una distruzione meccanica dei globuli rossi – il termine preciso è emolisi – quando passano nei capillari arteriosi danneggiati. Stanchezza e pallore sono le manifestazioni più comuni dell’anemia.
La forma tipica di SEU, quasi sempre preceduta da diarrea, è più frequente nei bambini, con lieve prevalenza del sesso femminile, specie in quelli più grandi. Più casi possono talvolta verificarsi nella stessa famiglia: questo è più frequente nel corso di epidemie. La malattia è più frequente nella razza bianca. La forma tipica è più comune nei mesi caldi ed è preceduta da disturbi intestinali quali nausea, vomito, dolori addominali e diarrea acquosa.
Nei casi più gravi la diarrea può essere accompagnata dalla perdita di sangue con le feci. Le perdite gastrointestinali di liquidi possono provocare un collasso e un peggioramento acuto della funzione renale. I sintomi renali sono rappresentati dalla riduzione del volume delle urine e del riscontro di sangue nelle stesse; possono durare tanto a lungo da richiedere la dialisi, cioè il rene artificiale per sostenere il paziente fino a che la malattia non guarisce.
La concomitanza di sintomi neurologici ha pure un significato sfavorevole e può essere dovuta a lesioni a danno dei piccoli vasi arteriosi nel cervello. I sintomi possono variare dalla sonnolenza alla confusione, fino alle crisi convulsive e al coma e, in genere, scompaiono con la guarigione della malattia. Alcune varianti sono caratterizzate da un decorso insolito. Tra queste si distinguono le forme “severe” con colite emorragica, rapida insorgenza di insufficienza renale e ipertensione grave, e le forme nelle quali non c’è diarrea nelle fasi iniziali e l’insufficienza renale si manifesta spesso in modo progressivo ed in parallelo con la comparsa delle manifestazioni neurologiche. Ci sono forme di SEU che colpiscono più membri della stessa famiglia, magari a distanza di tempo gli uni dagli altri, cosa che fa pensare ad una predisposizione genetica ad ammalarsi piuttosto che ad una comune esposizione ad uguali fattori scatenanti.
C’è una forma di SEU associata a gravidanza che si manifesta in genere vicino al termine ed è una complicanza assai pericolosa anche se, nella maggior parte dei casi, guarisce anticipando il parto. La SEU può anche essere provocata da farmaci, può essere associata alla presenza di un tumore o all’infezione da virus dell’AIDS. Ci sono infine rarissimi casi di pazienti che hanno forme ricorrenti di SEU: a distanza di mesi o anni da un episodio, hanno delle ricadute della malattia. E’ stato descritto il caso di un giovanotto che si è ammalato quando era bambino e dopo un lungo periodo di benessere ha iniziato ad avere di nuovo numerosi episodi di anemia emolitica e di piastrinopenia, con una cadenza quasi regolare di episodio ogni 1-2 mesi.
Come si cura?
La dialisi permette di superare le fasi acute della malattia perché sostituisce la funzione del rene mentre questo è gravemente danneggiato. Sono state tentate molte terapie con l’obiettivo di interrompere il processo di emolisi e di consumo delle piastrine: sono stati sperimentati il cortisone, l’eparina, la streptochinasi, l’aspirina e la prostaciclina, ma nessuno si è dimostrato capace di migliorare la prognosi ed alcuni anzi si sono dimostrati controproducenti. Alcuni studi recenti hanno suggerito un possibile effetto benefico della vitamina E.
Un maggiore successo è stato ottenuto con l’impiego del plasma fresco, che però non sembra migliorare la prognosi della forma tipica dei bambini.
Gli studi disponibili dimostrano che l’infusione di plasma può forse attenuare le lesioni renali ma non è in grado di influenzare la prognosi e nel contempo può aumentare il rischio di complicanze infettive e di allergie. L’infusione o lo scambio completo del plasma del paziente con plasma di donatore sano (plasmaferesi) sono invece efficaci nelle forme di SEU dell’adulto e nelle forme atipiche e la loro efficacia sembra tanto maggiore quanto più precoce è il trattamento.
Che cosa fa la ricerca?
I progetti dì ricerca in questo campo sono molti e riguardano sia la patogenesi (cioè perché e come ci si ammala di SEU), sia la terapia. Per quando riguarda la patogenesi, la ricerca sta cercando di stabilire che ruolo hanno alcune sostanze presenti nel nostro organismo nel fare da tramite tra le tossine batteriche e il danno all’endotelio Si tratta di alcuni fattori della coagulazione del sangue e di proteine del sistema del complemento. E’ allo studio anche il ruolo di sostanze che favoriscono l’infiammazione note con il nome di citochine.
Sul piano della terapia, si sta tentando di ottimizzare il trattamento del plasma. Questo infatti è in pratica una miscela di tante proteine e sostanze diverse, quella di esse che esercita l’effetto favorevole nella SEU non è stata ancora identificata. Perciò è molto importante cercare di individuarla e stabilirne con precisione il ruolo terapeutico. Si può immaginare che se si riuscisse in questa impresa si potrebbe disporre di un farmaco concentrato e non sarebbe più necessario somministrare grandi quantità di plasma. Approcci completamente nuovi considerano la possibilità di indurre una specie di antidoto contro le verotossine o di impedirne l’ingresso in circolo.

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