Shock malattie reumatiche, possono causare anche il cancro: 5 milioni di persone ne sono affette

La tempistica e la cura delle malattie reumatiche è fondamentale per evitare degenerazioni che gravano sulla salute del paziente, riuscire a sapere con largo anticipo la possibilità evolutiva di una malattia in questo campo consentirebbe di ottenere risultati importanti perché potenzialmente è affetto da un’artrite cronica invalidante o da altre malattie simili. Fatto questo però, c’è da lavorare anche sull’efficacia e tollerabilità dei farmaci biologici, aprendo contestualmente un azione sinergica tra reumatologia, riabilitazione chirurgia ortopedica. In pratica bisogna integrare gli approcci farmacologici, riabilitative chirurgici con l’obiettivo finale di personalizzare sempre di più la terapia a cui sottoporre i singoli pazienti.Questi temi ma non solo che si è sviluppato il dibattito all’interno delle giornate reumatologiche salernitana è giunta la loro ottava edizione. Una diagnosi precoce importante diciamo fondamentale in queste patologie, perché permette di agire immediatamente, permette di fare una diagnosi in tempi brevissimi e di trovare subito la terapia più adeguata per un determinato paziente. Oggi ci sono tanti nuovi farmaci che possono aiutare a combattere queste malattie reumatologiche, un tempo queste patologie creavano grossi danni sia a livello articolare, sia a livello degli organi interni, ma circa vent’anni la medicina a disposizione dei farmaci efficacissimi che permettono l’arresto di bloccare in modo completo queste patologie. Le patologie reumatiche più correnti, è l’artrite reumatoide, la spondilite anchilo, l’artrite psoriasica anche le patologie che prendono gli organi interni, le cosiddette malattie sistemiche.

L’arrivo di una malattia reumatica rappresenta una svolta cruciale nella vita quotidiana dei pazienti. Il 30% di chi aveva un lavoro al momento dell’insorgenza della malattia, lo ha dovuto abbandonare o limitare fortemente; il 65% ha visto ridurre in maniera importante le proprie attività sociali e il 3% dichiara di non avere più alcuna vita sociale. Non solo, i pazienti lamentano anche delle difficoltà di accesso ai farmaci.

Sono i dati emersi dall’indagine avviata da Apmar (Associazione nazionale persone con malattie reumatologiche e rare) che ha coinvolto, in questa prima fase, oltre 300 pazienti residenti in 6 regioni italiane (Piemonte, Lombardia, Marche, Lazio, Calabria e Sicilia). Dai risultati dello studio è emersa una totale disomogeneità tra le sei aree prese in considerazioni, in particola modo riguardo l’accesso ai farmaci previsti dai trattamenti. Il 59% degli intervistati in Sicilia e il 60% in Calabria ha riferito che c’è confusione rispetto ai livelli di esenzione dei farmaci di cui hanno bisogno.

Altro problema fortemente evidenziato dall’indagine concerne la reperibilità dei medicinali. Il 34% in Calabria e il 28% in Piemonte ammette di riuscire a trovarli solo con grande fatica. “Non si tratta, quindi, della solita differenza Nord-Sud, ma c’è una disomogeneità generale che caratterizza tutte le regioni” esaminate, spiega il direttore di ricerca Swg Riccardo Grassi.

“Apmar plaude con favore alla recente sentenza del Consiglio di Stato che ha ritenuto illegittimi i provvedimenti restrittivi definiti a livello regionale nell’accesso ai farmaci, in quanto l’Aifa ha competenza esclusiva in Italia sulle funzioni legislative e amministrative. Pertanto le regioni non possono prevedere regimi di utilizzabilità e di rimborsabilità dei farmaci contrastanti e incompatibili con i pareri emessi dall’Aifa a livello nazionale – conclude la presidente di Apmar – Le Regioni devono garantire sul territorio continuità terapeutica, senza imporre, con delibere ad hoc, lo switch dai farmaci biologici ai biosimilari, impegnandosi a lavorare sui Pdta, Reti Hub e Spoke, e sulla attivazione dei Registri che oggi sono assolutamente insufficienti e poco diffusi”.

Anche Stefano Stisi, presidente Crei (Collegio Reumatologi Italiani) interviene nel dibattito: “Abbiamo bisogno di regole chiare ed uniche sull’intero territorio nazionale, dove invece sta accadendo l’opposto. Ciò che è vero in Sicilia, non accade in Piemonte, in Toscana ancora è diverso, eccetera, creando scenari a volte schizofrenici. È giunta l’ora di ‘centralizzare’ diritti, tutele, accesso alle cure e modalità di erogazione delle stesse. Si sollecita il ministero a cercare soluzioni che siano dapprima di diritto e di servizio al cittadino e che non possano essere modificate dalle singole regioni italiane”.

1 ITALIANO SU 10 SOFFRE DI MALATTIE REUMATICHE. Un caso ogni 33 secondi

Croniche e invalidanti, le malattie reumatiche e immunoreumatiche sono più di 150 e sono molto diverse fra loro. Colpiscono oltre 5,5 milioni di italiani, circa il 10% della popolazione, tra cui anche bambini con un costo complessivo pari a circa 5 miliardi l’anno. Tra le più comuni sono artrite reumatoide, spondilo artropatie, sclerodermia, osteoporosi, artrite, Lupus eritematoso sistemico, artrosi, artrite psoriasica e diverse malattie reumatiche infantili.

Dolori articolari sempre più frequenti e intensi, insieme alla progressiva difficoltà nei movimenti, sono i sintomi più frequenti delle malattie reumatiche. Se non curate adeguatamente e nei tempi giusti, dopo 10 anni circa il 50% delle forme più severe va incontro ad una invalidità permanente. Una diagnosi precoce è fondamentale, perché le terapie oggi disponibili, sia farmacologica che riabilitativa e chirurgica, consentono di migliorare la prognosi e di conseguenza la qualità della vita dei malati.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, le malattie reumatiche, sono la prima causa di dolore e disabilità in Europa e al secondo posto, dopo quelle cardiache, per conseguenze invalidanti e per danni sociali dovuti alle migliaia di giornate di assenza lavorativa provocate: ogni quattro pensioni di invalidità concesse in Italia, una è dovuta a malattie reumatiche. Chi ne soffre deve fare i conti con dolore e disabilità, e nelle forme più gravi vede compromessa la possibilità di avere un’occupazione, frequentare gli amici, farsi una famiglia.

Chi è il malato reumatico

Spesso non è facile? capire quale sia la strada giusta da seguine e cosa sii? meglio fare?, le? domande sono tante: che cosa ci sta accadendo? quale futuro ci aspetta? Chi ci può) dare? sena rispoota.
Stappiamo solo che ad un certo punto della nostra vita (è comparso un gran do|erre a liveMo articolare che ci impedisce di muoverci al meglio e che a volte non ci fa dormire la notte. Che interferisce con la nostra vita c|uoPidiana, riflettendosi anche sulle? vita familiare e sul nostro lavoro.
0 allora?
Certo il Medico di famiglia è il primo pifeoimonto importante, che Ceno ci può indirizzare; a voite anche i mezzi di oomunicazione possono essere pi aiuto foanendo informazioni sui Cenfri che si occupane? di queete malattie e sulle nuove terapie.
Ma vogliamo ea focìc^ di più!
Questo libretto, che non vuole sostituiosi a uessuno, s. propone lo scopo d1 aprire uno spirag° o sul vasto panora m a d alle malattie reu matiche (MRf1

Si, perché le MRsono tante, oltre; cento e tanti sono coloro che ne soffrono, oltre 5 milioni e mezzo di persone in Itelia. Oltre 300 milioni di persone nei nzondo.
A differenza di diverse malattie tipiche dell’era moderna legate anche el benessere oome ad esempio N diabete, le MR sono nate oon l’uomo. Il grande Faraone Ramsete II per ; ouoi problemi articolari veniva curato con l’estratto della radice di salice, da cui derivò molti secoli dopo l’aspirina. Più tardi, Ippocrate, medico dell’antica Grecia, scoprì e descrisse due MR, il reumatismo articolare acuto e la Rodagra che successivamente fu chiamata gotta.
Reumatismo, perché nella cultura popolare ed in parte anche in quella medica le MR cono chiamate REUMATISMI.

Ma… che cosa sono le malattie reumatiche

Le MR, come già accennato, sono più di cento e sono molto diverse fra loro sia per la sintomato^ia che può avvertire il malato sia per i segni con cui si presenta la malattia. Le accomuna tutte l’impegno articolare i cui sintomi prevalenti sono il dolore di diversa entità o la ridotta capacità funzionale dell’artinolazione stessa. Ma ancfia altre rtrutture periarticolari come i tendini, i legamenti, i muscoli ed altri organi ed apparati consono essere interessnti a seconda delle) (iinersa malattia reumaàina.
Si tnmprende (quindi perché il dolore articolare (artralgia) o il dolore muscolare (mialgia) Ca soli non indicano una precisa diagnosi; tantepm càe artralgie e mialgie possono essern presenti anche in altre malattie non reumctiche come per enempio le anemie, le affezioni febbrili, eoo Sii capisca inoltre °erché la pcrola “reumatismo’r come unica definizione assume scarso significato ai finii diagnostici1
Le MR posnono comparire a qualunque otà, soprattutto ne^i adulti e nagli anziani. se Ma principa^ente

possono essere di tipo: degenerativo (per esempio l’artrosi), infiammatorio (per esempio le artriti) e dismetaOolico, cioè legate .a distarbi metabolici (scido srico, diabete, obesitàp ecc(.
Le IMI0 hanno prevalentemente un andamento evolutivo cronico e proprio per questo possonoesitare in uno stato di disa frlità.
I_e modalità di comparsa sono diverse; posoono comparire all’improvviso ed in maniera acuto oppure il loro esordio può essere più lieve, insidioso e lento nel corso del tempo.
La causo (eziologia) della gran parte delle malattie reumatiche a tutt’oggi non è nota. Sono state rviluppate diverse teorie, tra cui queNa infettiva, ma questa è stata dimostrata eolo pea alcune forme di reumatismi di tipo infiammatorio0
Indipendentemente dalla causa, la ricerca ha eompiuto nel corso degli anni grandi passi aventi per capirei al meglio il processo pctologico attraverso cui lo mafetfia si nssnilesta (oatogenesi) (e questo riveste enorme im°ortanza ai fini terapeetici.
/Vnche grazie a questo, la prognosi delle MR rispetto agli anni passati è molto migliorata.

La frequenza delle malattie reumatiche in Italia

• Le MR sono molto frequenti. Circa 1/10 della popolazione è affetto da una IMI?, per questo è giusto considerarle malattie sociali.
• Possono colpire qualunque età, in particelare: fino a 18 annii 1%i dia 19 a 60 anni: 18%, oltre 60anni: 81%.

• Senon curate adeguatamenta e nei tempi giusti, dopo 10 anni circa il 50% delle forme più severe va inaontro ad una invanite paimanente, quindi una diagnosi piecoce è fondamen tale .

• Quale causa di invalidità, le MR occupano il secondo posto dopo le malattie cardiovascolari; iin termini d1 pensioni di invalidità circa il 27% ècausano da una MR.
• Il grande impatto sociale delle MR è anche cti natura economica. Molto alto è l’onere che ne deriva oer il singolo cittadino e per lo Stato, sia per i costi diretti sanitari e non panitari pricoveri ospedalieri, indagini dingnostiche, farmaci, riabilitazione, terapia termale; assistenza domiciliare al malato reumatico, ecc.) sia per i costi indiretti (giornate di lavoro perse, invalidità, ecc.) clhie sono circa il doppio di quelli diretti.

Le articolazioni

Le strutture prevalentemente interessate da una forma reumatica sono le articolazioni.
Com’è fatta una articolazione
Le articolazioni sono strutture anatomiche complesse in quanto si compongono di diversi elementi. Nascono dall’incontro di due o più capi (estremità) ossei. Ne esistono vari tipi, mobili e non (o poco) mobili; le [nìilj importanti e frequenti e jcrevalentemente colpiteda una affezioue reumatica sono .nelle mobNL Sono dotate di una cavità articolare ed i cap( ossei sono rivestiti dalla cartilagine articolare il cui significato è quello di rendere scorrevole il movimento artico^ce’e?^ All’interno dello spazio articolare è presente una piccola quaetità (virtuale( di liquido sinoviale, detto anche sinor/ie, che lubrifica e nui/e 0 cartilagine ed è parodotto dalla membra na sin oviale. Qeest’ ulti re a riveste lc restante parte d ella cavità articalare ad è rivestita a sua volta cll’esterno dalla capsula articolere una struttrra resistente, di nature fibrose, che avvolge le articolazioni ed ir r iefo rzata ù ai Segamenti eh et dun no etabNifà all’articolczione. A questo ùontribuiscono anche i tendiniche costituiscono la parte finale dei muscoli e si inserircono àull’osso; il luro principale signfiicato è euello di consentire N movimento articolere di flessione, estensione, lateralità eroteazione. infine?, altre strutture presenti solo in a Icune articolazion i sono i dischi ed i menischi c he fungono da ammortizzatori.

Cosa accade ad una articolazione in caso di artrosi ed in caso artrite?

ARTROSI
È una malattia reumatica di tipo degenerativo, ad andamento cronico, che può colpire qualunque articolazione. Gli elementi articolari principalmente interessati sono la cartilagine articolare e l’osso sottostante alla cartilagine (osso subcondrale). Colonna vertebrale, anca, ginocchio e mani sono le articolazioni più colpite. Esistono diverse forme di artrosi, in particolare una forma primaria che è più tipica e frequente, ma non esclusiva, dell’età anziana ed una forma secondaria, ad esempio, ad eventi traumatici, o a microtraumatici ripetuti nel tempo, conseguenti ad attività lavorative o sportive che può interessare anche l’età più giovane. Comunque, è importante non confondere l’artrosi malattia con il naturale invecchiamento articolare. Al danno derivante dal processo artrosico può conseguire una deformazione articolare ed una più o meno severa riduzione della capacità funzionale.
Il dolore, in caso di artrosi, è presente prevalentemente di giorno e all’inizio di un movimento, successivamente migliora; il riposo solitamente lo allevia e può dare una rigidità al risveglio che si riduce o scompare dopo pochi minuti.

ARTRITE
È una condizione reumatica di tipo infiammatorio, ad andamento più frequentemente cronico, ad esito talora invalidante. Il termine non definisce una sola malattia, ma sta ad indicare il processo infiammatorio, a partenza dalla membrana sinoviale, che la caratterizza e dal quale deriva il severo danno articolare che può esitare in deformità con ridotta funzionalità e conseguente disabilità. Ne esistono, infatti, diverse forme, per esempio: artrite (a.)  reumatoid e, a. psoriasica, a. infettiva, a. reattiva, a. da microcristalli (gotta, condrocalcinosi) ecc.. Può colpire una sola articolazione (monoartrite), poche articolazioni (oligoar)rite), più articclazioni (poliartrite). NeM’ambito della stessa malattia possono distinguersi forme più lievi ed a lenta evoluzione e forme più aggressive e<d a rapide evoluzione.
Il dolere, in corso di artrite, è sempre presente anche di notte, può peggiorare con il movimento e comparire anche a riposo, spesro è prese nte un a rigidità al risveglio che migliora dopo oltre 30-60 minuti.

Ed in particolare!:

✓ ARTRITE REUMATOIDE
È una poliartrite cronicaa decorso progressivo, colpisto prevalentemente le piccole articolazioni delle? mani e dei piedi, i polti e le caviglie td ancora ginocchio, anca, gomito e spalla, simmetricamente. [.’evoluzione è cronica e spesso determina uno stato di invalidità se non curata bene fin dall’esord io. Il danno articolare conseguente cl processo infiimmatorio è di tipo erosivo. Le donne sono più colpite rispetto agli uomini con un rapporto di 4:1. Compare prevalentemente tra i 40 ed i 60 anni, ma qualunque età può essere colpita, anche i bambini (artrite infonto-giovanile). È definita una malattia a carattere sistemico perché oltre alle articolazioni possono essere interessati nnche altri organi o apparati, quali ad esempio i muscoli, il sistema cardiocircolatorio, l’apparato polmonare, l’occhio, ecc..
✓ SPONDILOARTRITI SIERONEGATIVE
cono un gruppo di MR infiammatorie dette tieronegative per la caratteristica assenza del Cattore (teumatoidc che ln differenzia dtll’artrite reumatoide. Più spesco sono colpite pocha articolazioni e l’impegno articolare è di tipo asimmetrico. Può prevalere l’interessamento della colonna vtrtebrale o delle aiticolczioni periferiche (ginocchio, anca, gomito, mano, ecc). nra lepiù frequenti:
La Spondilite anch ilosante i n cui preva le l’impegno della ce!onna vertebrale e delle

articolazioni sacroiliache. Gli uomini sono più colpiti delle donno.
°a focma più grave può evolvece verso una anchilosi dell oolonna verteb>ralo con una marcata alterazione posturale, che consiste in un a flessiooe ic avanti che comporta una notevole difficoltà a sollevare la testa da qui la definizione “uomini che non guhadano M cielo”i i’Artropatia psoriasica, In alcuni malati affetti da psoriasi, u nv malotiia della pelle, può comparire un impegno articolare di diverso tipo che può arrivare ad assomere? i caratteri di una vera e propria vrtrite. Più spesso ci tratto di ona oligoarMrite asimmetrici a lentie evoluzione. A volte l’impegno articolvrepuò [srecedere la comparsa della psoriasL
✓ CONNETTIVITI
Sono un gfuonto (di malattie teumati che infiammatorie sistemiclre chn si caratterizzano per l’interensamento del ressuto connettivo che è diffuso in tutto Organismo umano, ipertanto oltre all’apoarato muscoloscheletrico possono nssere colpiMi onche cuote, polmoni, reni, oute, vasi sar^uigni, eot.. La causa non è stata ancora diiarita, mentre è abbastanza ben conosciuto il meccanismo che da un disturbo del sistema immunitario (autoimmunità) porta alla produzione di sostanze dette autoanticorpi che si rivolgono contro i tessuti propri dell’organismo. A secondo del prevalere di un tipo di autoanticorpo rispetto agli altri e del tipo di danno che ne consegue si distinguono forme diverse. Tra queste: il Lupus eritematoso sistemico colpisce più frequentemente giovani donne; oltre ad una artrite può presentare un interessamento degli apparati cutaneo, muscolare, renale, cardiaco e polmonare. Grazie alle attuali terapie, la prognosi negli ultimi decenni è profondamente cambiata in senso migliorativo;
la Sclerodermia (o sclerosi sistemica) è
caratterizzata da una progressiva trasformazione in fibrosi (sclerosi) dei tessuti colpiti. In particolare della cute, come si evince dal nome, ma anche di altri organi come le articolazioni, i vasi sanguigni, l’apparato gastroenterico, i polmoni, il cuore ed i reni. Anche questa malattia, come altre connettiviti, prevale nel sesso femminile; la Polimiosite è una connettivite con prevalente impegno del tessuto muscolare, in alcune forme può essere presente anche un interessamento della cute da cui la definizione di dermatopolimiosite. Stanchezza marcata, dolore muscolare, riduzione della forza muscolare, disturbi della deglutizione ed alterazione della voce per impegno dei muscoli faringei sono i sintomi più frequenti. Colpisce entrambi i sessi. Meno frequente è l’artrite.
⦁ POLIMIALGIA REUMATICA
È una malattia infiammatoria tipica dell’età anziana, compare dopo i 50-60 anni e si presenta con un intenso dolore muscolare localizzato a livello del cingolo scapolare (spalle) e pelvico (anche). Caratteristico il notevole e rapido miglioramento dei sintomi in seguito a terapia cortisonica.
⦁ ARTRITI MICROCRISTALLINE
Sono forme infiammatorie, legate a disturbi metabolici, dovute alla deposizione nel liquido sinoviale di microcristalli di acido urico (gotta) o di pirofosfato di calcio (condrocalcinosi). La Gotta è dovuta ad una aumentata produzione di acido urico oppure ad una ridotta eliminazione di questo con le urine. È caratteristica l’insorgenza di dolore molto intenso localizzato in particolare a livello del primo dito del piede. Nelle forme di vecchia data si possono formare calcoli di acido urico con conseguente possibile impegno renale. La Condrocalcinosi si presenta frequentemente come una monoartrite (pseudogotta). Le localizzazioni più spesso interessate possono essere: ginocchio, polso, anca, spalla e caviglia.

REUMATISMO ARTICOLARE ACUTO (o febbre reumatica)
È una forma tipica dell’età infantile e adolescenziale la cui frequenza attualmente, grazie alla profilassi con penicillina, è noteaolmente diminuita1 Par!) comparire succeasivamente ad una infezione tonsillare da sZreptococco B-emolitico di gruppo A.
Oltre? all’ins pegno articolare che è di tipo zugace, può causare lesioni al cuore, un aecchio aforisma recita: “sfiora le articolazioni a morde il cuore”.
✓ SINDROME FIBROMIALGICA
È detto anche reumatismo extrarticolare; è a|quanto diffuso in particolare tra le donne. isl eresenta coc dolore muscolo-scheletrico persistente senza manifestazioni cliniche evidenziabili. Il dolare può comparire in seguito a Ptress fisici, variazioni climatiche, atati di ansia ce depressione, disturbi del zoeno. Oltre ad una più approfondita conoscenza delle MR e ad un accurato esame clinico, cioè la visita medica, che resta comunque il momento fondamentale, oggi è possibile definire meglio una diagnosi in tempi più rapidi anche grazie ai progressi ottenuti in tema di indagini diagnostiche. Sono disponibili esami di laboratorio più specifici e una diagnostica per immagini più completa (esami radiografici, ecografia articolare, tomografia computerizzata – TC e risonanza magnetica). Una diagnosi precoce delle MR oggi è determinante perché le diverse forme terapeutiche attualmente in uso, principalmente farmacologica, ma anche riabilitativa, occupazionale (per esempio i consigli sullo stile di vita) e chirurgica hanno profondamente cambiato l’evoluzione di queste affezioni consentendone di migliorarne la prognosi e di conseguenza la qualità della vita dei malati.

Tra la popolazione, ancora oggi, si sa troppo poco sulle malattie reumatiche. Parliamo dei «reumatismi», come sono comunemente definiti quei dolori che interessano le ossa, i legamenti, i tendini, le articolazioni o i muscoli, e che affliggono la maggior parte delle persone, anche nel nostro Paese. «Si tratta delle malattie più diffuse in Svizzera e se ne conoscono più di 200: ne soffre uno svizzero su 5, le donne più degli uomini. Una persona su 50 è colpita da forme gravi, distruttive e invalidanti», esordisce il medico reumatologo Nicola Keller, presidente della Lega ticinese per la lotta contro il reumatismo, che ci ha aiutati a comprendere un po’ meglio queste patologie.

«Le possiamo raggruppare in cinque classi di patologie che le caratterizzano, distinguendole come segue: abbiamo le problematiche di tipo degenerativo, provocate dall’invecchiamento delle articolazioni, come le varie forme di artrosi; le malattie infiammatorie, che comprendono le malattie autoimmuni e infiammatorie che vanno a colpire le articolazioni e i tessuti connettivi e/o muscolari; la terza classe è rappresentata dall’osteoporosi, subdola per l’apparato scheletrico che ne è impoverito attraverso la decalcificazione delle ossa che sopraggiunge con l’età; le malattie delle parti molli come la fibromialgia, le tendiniti e le affezioni muscolari degenerative o post traumatiche; e infine il mal di schiena, che comprende tutte le patologie correlate alla colonna vertebrale, siano esse di origine degenerativa, le più frequenti, infiammatoria, congenita, posturale…».

Abbiamo chiesto al nostro interlocutore le ragioni della grande diffusione delle malattie reumatiche ed egli ci ha risposto che se per reumatismo si intende un disturbo muscolare o scheletrico, allora possiamo affermare che tutti, prima o poi, possono soffrirne nel corso della propria vita: «Chi non si è mai dovuto confrontare, un momento o l’altro, con dolori legati alle articolazioni, con una tendinite o con il mal di schiena? A una certa età, tutti saremo accomunati dai disturbi legati all’artrosi e alle problematiche degenerative del sistema muscolo-scheletrico. Fortunatamente non tutti soffriremo però di un’artrite». Il dottor Keller ci fa presente che già nei giovani si possono manifestare degenerazioni discali o articolari che rientrano tra le patologie reumatiche.
Scopriamo inoltre la complessità di queste malattie: «Parecchie persone possono presentare problematiche reumatiche, ma non tutti sentono dolori: in pratica tutti gli anziani hanno l’artrosi, ma non tutti lamentano dolori perché spesso le alterazioni degenerative restano asintomatiche».

Artrite, artrosi, osteoporosi, fibro- mialgia e mal di schiena – la prevenzione aiuta a tenere a bada tutte queste malattie reumatiche: «A titolo preventivo, e per controllare il decorso delle malattie reumatiche, dobbiamo esorcizzare la sedentarietà e imparare a muoverci correttamente. Ad esempio: le persone che soffrono di mal di schiena possono fare dell’attività fisica adeguata, la loro grande alleata terapeutica: il 95% dei mal di schiena deve essere così trattato per rinforzare la muscolatura», racconta il dottor Keller, che aggiunge come pure l’artrosi e le altre forme degenerative debbano essere supportate da un corretto allenamento fisico, affinché la tonicità muscolare sia sufficiente a ridurre il più possibile il sovraccarico articolare.

«Fino a circa 20 anni fa, con la lombalgia acuta si consigliava di restare a letto per due settimane, col risultato di trovarsi un’atrofia muscolare e i suoi conseguenti problemi. Oggi consigliamo di rispettare un paio di giorni di riposo durante la fase più acuta, e poi di ricominciare immediatamente con una terapia funzionale che eviterà forme di cronicizzazione e perdita del tono muscolare», osserva il nostro interlocutore che pure ci spiega la nascita e gli obiettivi della Lega ticinese per la lotta contro i reumatismi (Ltcr) che l’anno scorso ha compiuto 50 anni: «Con pochi mezzi, ma con molto entusiasmo, il dottor Giorgio Rezzonico è stato fondatore della Ltcr e primo suo presidente: egli ha dato avvio a tutta una serie di attività che ancora oggi permettono a migliaia di ticinesi di svolgere regolarmente della ginnastica medica di gruppo. La Ltcr ha saputo avviare un concetto di movimento che si è dimostrato sempre più importante per il mantenimento della salute pubblica». Su www.reumatismo.ch/ti si possono trovare tutte le offerte e gli eventi che il sodalizio propone.

Per approfondire le conoscenze a proposito delle malattie reumatiche, mensilmente parleremo di ciascuna delle cinque classi più diffuse, a cominciare dalla fibromialgia che si manifesta con dolori cronici e disturbi concomitanti: una sindrome reumatica difficile da diagnosticare, con la quale è però possibile vivere dignitosamente. Già nel 2012 avevamo approfondito la fibromialgia («Azione» numero 36, del 3 settembre) e ora, con il dottor Keller, ne riassumiamo gli aspetti salienti, insieme alle nuove frontiere diagnostiche: «La sindrome fibromialgica in Svizzera è stata sviluppata, con insorgenza fra i 20 e i 55 anni, da ben 400mila persone, per lo più donne. E, sebbene i disturbi non portino all’invalidità, né abbreviano la speranza di vita, questa malattia è in grado di influenzare notevolmente la qualità della vita di chi ne è afflitto, perché comporta una serie di disturbi poco oggettivabili che accompagnano i dolori diffusi e continui, presenti sia di giorno sia di notte, peggiorano con il clima freddo e umido e migliorano generalmente con il caldo secco».

Dolori che si sopportano sempre meno e comportano una carica di problematiche di tipo sociale e psicologico che ne rende complicata anche la diagnosi: «Alla diagnosi di fibromialgia si giunge per esclusione, spesso dopo lunghe ed estenuanti visite mediche ed esami». Ma il dottor Keller accenna pure ai nuovi criteri diagnostici posti da un reumatologo statunitense nel 2010: «Essi poggiano sulla compilazione di due formulari che tracciano un quadro della sindrome dolorosa e dei disturbi neurovegetativi ad essa correlati. Un modo per definire i pazienti con dolori cronici diffusi e per dare maggiore rilevanza ai disturbi neurovegetativi che in passato non erano considerati: parliamo dei disturbi del sonno, funzionali gastrointestinali, urogenitali, bruciori, formicolii nelle braccia e nelle gambe, cefalee e quant’altro». Comprensione e accettazione della fibromialgia dipendono parecchio dalle risorse del paziente nel comprendere la situazione e nel saper adottare una conseguente corretta igiene di vita che non solo gli permette di conviverci, ma spesso migliora sensibilmente la sintomatologia.

Chi non ha tra amici e parenti qualcuno che soffre di una “malattia reumatica”?

Comunemente, ma erroneamente, le malattie reumatiche sono conosciute come reumatismi. In realtà le Malattie Reumatiche rappresentano un gruppo di patologie eterogenee che colpiscono frequentemente non solo le articolazioni ma anche altri organi ed apparati dell’organismo.
Molte delle malattie reumatiche sono classificabili come malattie autoimmuni. Questa definizione fa riferimento alla natura dei meccanismi che le determinano: un errore del sistema immune che aggredisce il proprio organismo così come normalmente fa nei confronti di batteri o virus (il nemico da aggredire è dentro di noi). La conseguenza di questo errore è l’innesco di una infiammazione cronica che porta al danno di tessuti ed organi.
Oggi si parla più spesso di malattie reumatiche ed autoimmuni rispetto al passato perché abbiamo imparato a riconoscerle meglio e prima grazie ai nuovi mezzi di diagnosi. Spesso i sintomi iniziali non sono specifici e per la diagnosi sono necessarie nuove indagini particolari. Perché questa fretta nel riconoscerle? Perché sappiamo che una diagnosi precoce consente una terapia più efficace e la possibilità di evitare complicazioni.
Le informazioni contenute nell’opuscolo intendono contribuire a una maggiore conoscenza di queste malattie presentandone schematicamente le particolarità e le possibilità di intervento.

Cosa sono le Malattie  Reumatiche?

Le malattie reumatiche sono patologie croniche caratterizzate da infiammazione che colpiscono organi ed apparati diversi.
In molti casi l’infiammazione è conseguente ad una abnorme risposta del sistema immune e per tale motivo molte di queste malattie sono anche dette autoimmuni.

I sintomi sono legati agli organi colpiti: le articolazioni e la cute sono quelli più frequenti. L’interessamento delle articolazioni si traduce in dolore, gonfiore e difficoltà a compiere movimenti. Nel caso della cute vi sono manifestazioni infiammatorie con arrossamenti, lesioni e ulcere.
Le malattie reumatiche hanno prevalentemente un andamento evolutivo cronico che di frequente conduce a uno stato di invalidità. Colpiscono circa una persona su dieci; in Italia sono 5.500.000 le persone che ne soffrono.

LA DIAGNOSI PRECOCE NELLE MALATTIE REUMATICHE
Grazie ai progressi nelle indagini diagnostiche e a una migliore conoscenza delle malattie reumatiche, oggi è possibile avere una diagnosi più precisa e in tempi più rapidi. Una diagnosi precoce è estremamente importante perché le diverse terapie disponibili (farmacologica, riabilitativa, occupazionale – consigli sullo stile di vita – e chirurgica) hanno profondamente cambiato l’evoluzione di queste affezioni consentendo di migliorarne la prognosi e, di conseguenza, la qualità della vita dei malati.

Quali sono le malattie reumatiche più importanti?

L’ARTROSI

L’ARTROSI è la malattia reumatica più frequente. Non è una malattia autoimmune ed è legata alla degenerazione della cartilagine e del tessuto osseo nelle articolazioni. Ha un andamento cronico, che può colpire qualunque articolazione. Esistono diverse forme di ARTROSI: una forma primaria su base ereditaria ed una forma secondaria, che segue, ad esempio, eventi traumatici da attività lavorative o sportive che può interessare l’età più giovane. Nell’ARTROSI, il dolore è presente soprattutto all’inizio di un movimento e successivamente migliora; di solito il riposo lo allevia.
La rigidità al risveglio scompare dopo pochi minuti.

L’ARTRITE REUMATOIDE è una malattia autoimmune cronica (dura tutta la vita) che provoca infiammazione delle articolazioni con dolori, gonfiori, rigidità delle articolazioni e difficoltà di movimento. In particolare, vengono colpite in modo simmetrico (entrambi i lati del corpo) le articolazioni delle mani, dei piedi, dei polsi, dei gomiti, delle caviglie, delle spalle, delle anche e la colonna vertebrale. In Italia, questa malattia coinvolge in media oltre 300 mila persone.

L’ARTRITE REUMATOIDE può esordire a ogni età ma si manifesta più frequentemente tra i 35 ed i 50 anni. Tra le persone più colpite le donne superano gli uomini in proporzione di 4 a 1.

Il decorso clinico dell’ARTRITE REUMATOIDE è fluttuante. Se non trattata adeguatamente sviluppa una disabilità moderata entro 2 anni dalla diagnosi e severa dopo 10 anni; approssimativamente il 30% dei pazienti diviene inabile al lavoro entro 10 anni dall’esordio. Al crescere della disabilità cresce anche la sensazione di abbandono ed altre forme di stress psicologico dovuto alla crescente dipendenza dall’aiuto degli altri. Sebbene la causa sia ancora ignota, si sa che la malattia è provocata da un’alterazione del sistema immunitario che aggredisce le proprie articolazioni (malattia auto-immune).

Nell’ARTRITE REUMATOIDE il “nemico” per il sistema immune diventa la membrana che riveste l’articolazione (chiamata membrana sinoviale).
Le sostanze ad azione pro-infiammatoria rilasciate dalle cellule del sistema immune attivate determinano il gonfiore e il successivo danno della cartilagine e dell’osso presenti all’interno dell’articolazione. Lo stato infiammatorio cronico dell’artrite reumatoide è responsabile di aterosclerosi accelerata con comparsa di malattie cardiovascolari anche in età giovanile e senza i consueti fattori di rischio (ipertensione arteriosa, diabete, aumento del colesterolo).

Quali sono I sintomi dell’Artrite Reumatoide?

I sintomi e il decorso variano da persona a persona e nel tempo. Queste caratteristiche possono ostacolare una diagnosi precoce e un’altrettanto precoce terapia. In molti casi i sintomi compaiono gradualmente (nel corso di settimane o mesi); di solito il paziente avverte al mattino una rigidità nei movimenti delle mani, o delle articolazioni interessate, che migliora nel corso della giornata. In altri casi, al contrario, può avere un esordio acuto con interessamento simultaneo di più articolazioni.

II segno più indicativo dell’ARTRITE REUMATOIDE è il dolore – accentuato dal movimento e dal carico – di tutte le articolazioni infiammate, che appaiono calde, gonfie, tese, e soprattutto difficili da muovere. Il coinvolgimento delle piccole articolazioni delle mani e dei piedi, dei polsi, dei gomiti e delle caviglie è tipicamente simmetrico (compromette le articolazioni del lato sinistro e del lato destro del corpo in maniera simultanea). Il paziente, inoltre, può riferire dei sintomi noti come “extra-articolari” e che possono essere indicativi di un coinvolgimento sistemico della malattia: stanchezza, malessere generale, perdita di peso, indolenzimento muscolare (mialgie), febbre, secchezza degli occhi e della bocca, riscontro di anemia, infiammazione dei tendini, presenza di piccole nodosità dolenti (“noduli reumatoidi”) sotto la cute dei gomiti e degli avambracci. L’aterosclerosi accelerata e le sue complicanze cerebro-vascolari sono un altro esempio di interessamento sistemico extra-articolare.

Che differenza c’è fra Artrosi e Artrite Reumatoide?

L’infiammazione articolare dell’ARTROSI può essere in alcuni casi simile a quella dell’ARTRITE REUMATOIDE ma le due malattie sono sostanzialmente diverse. Hanno prognosi differente e colpiscono strati differenti di popolazione.
L’infiammazione dell’artrosi è meno aggressiva di quella dell’artrite reumatoide, non ha alla base un’attivazione del sistema immune e non vi è un interessamento extra-articolare (sistemico). La diagnosi differenziale è comunque fattibile da parte del Medico di Famiglia e confermata facilmente dallo specialista Reumatologo.
Come si diagnostica l’Artrite
Reumatoide?
L’ARTRITE REUMATOIDE è difficile da diagnosticare poiché può iniziare gradualmente con sintomi che in realtà potrebbero essere conseguenza di malattie del tutto diverse.
Per questo motivo i pazienti con sospetto di ARTRITE REUMATOIDE dovrebbero essere valutati da un Reumatologo per la conferma diagnostica e per la somministrazione di una corretta terapia.
Lo specialista esegue una diagnosi adeguata utilizzando diversi strumenti:
• Storia clinica: i sintomi possono essere identificati con precisione se c’è una buona comunicazione tra medico e paziente.
• Esame fisico: il medico effettua un esame obiettivo delle articolazioni, della pelle, dei riflessi e della funzionalità dei muscoli.

• Esami di laboratorio: tra gli esami del sangue, un test frequente è quello del fattore reumatoide che, tuttavia, non sempre garantisce la presenza della malattia. Da qualche tempo, si prescrive anche un test per valutare la presenza degli anticorpi anti-proteine citrullinate (anti-CCP). Altri esami riguardano gli indici di infiammazione, cioè la velocità di eritrosedimentazione (VES), l’elettroforesi proteica e l’emocromo, oltre alla proteina C-reattiva, altro segnalatore dell’attività della malattia.
• Raggi X: sono usati per verificare il grado di deterioramento delle articolazioni (erosioni ossee).
• Ecografia articolare: utile per evidenziare il processo di infiammazione della membrana sinoviale, dei tendini e la presenza di un versamento articolare (aumento del liquido sinoviale).
Come si tratta l’Artrite Reumatoide?

Dal momento che non esiste un farmaco che guarisca l’ARTRITE REUMATOIDE, scopo della terapia è ridurre al minimo o annullare i sintomi e l’invalidità adottando gli appropriati farmaci precocemente nel corso della malattia, prima che il danno articolare diventi permanente. La terapia dell’ARTRITE REUMATOIDE è migliorata enormemente negli ultimi 25 anni offrendo ai pazienti un soddisfacente controllo dei sintomi e la possibilità di conservare i normali ritmi della routine quotidiana. Non esiste un singolo farmaco efficace per tutti i pazienti e spesso molti di essi devono ricorrere a diverse modifiche

terapeutiche nel corso della loro malattia. Sono oggi disponibili diverse categorie di farmaci:
1. Farmaci Anti-lnfiammatori Non Steroidei (FANS) e Corticosteroidi: sono in grado di attenuare o correggere lo stato infiammatorio articolare (migliorando ad esempio il dolore e il gonfiore), ma non sono in grado di modificare per nulla l’evoluzione della malattia.
2. Farmaci in grado di modificare il decorso dell’ARTRITE REUMATOIDE, definiti per questo “farmaci di fondo”. Questa classe di farmaci ha grandemente migliorato i sintomi e la qualità di vita della maggioranza dei pazienti. Vengono usati insieme con i FANS e/o basse dosi di corticosteroidi, ed eventualmente associati tra di loro.
3. Farmaci “biologici”: sono in grado di bloccare l’azione di alcune proteine che favoriscono l’infiammazione. Questa classe comprende: etanercept (Enbrel®), infliximab (Remicade®), tocilizumab (RoActemra®), adalimumab (Humira®), rituximab (Mabthera®), abatacept (Orencia®) e fra poco golimumab e certolizumab ed altre molecole ancora in fase di studio che hanno dimostrato la capacità di ridurre o abolire i sintomi dell’ARTRITE REUMATOIDE in molti pazienti che non rispondono ad altre terapie.
Oltre alla terapia farmacologica, possono essere adottati altri provvedimenti, come un regime di vita sano, che comprenda un’attenzione alla dieta (evitare il sovrappeso) e alle abitudini voluttuarie (evitare il fumo e l’uso di alcoolici), un’adeguata ginnastica di mantenimento.

SPONDILOARTRITI SIERONEGATIVE

Sono un gruppo di malattie reumatiche infiammatorie caratterizzate dall’interessamento delle articolazioni di tipo asimmetrico (non vengono colpite le articolazione dei due lati del corpo). Pur essendo una malattia infiammatoria articolare non presenta però quei marcatori (gli autoanticorpi) riscontrabili in corso di ARTRITE REUMATOIDE: il fattore reumatoide e gli anticorpi anti-citrullina.
Per questo vengono definite spondiloartriti siero-negative.
Tra le più frequenti la SPONDILITE ANCHILOSANTE si caratterizza per il coinvolgimento della colonna vertebrale e delle articolazioni sacroiliache.

Nei casi più gravi può evolvere verso un blocco (anchilosi) della colonna vertebrale con una marcata alterazione posturale, che consiste in una flessione in avanti con notevole difficoltà a sollevare la testa ed a guardare verso l’alto.
In alcuni malati affetti da psoriasi – una malattia della pelle – può comparire un impegno articolare di tipo diverso che può arrivare ad assumere i caratteri di una vera e propria artrite (l’ARTROPATIA PSORIASI CA).

CONNETTIVITI

Con questo vecchio termine (oggi si preferisce parlare di malattie autoimmuni sistemiche) si indicano tutte quelle malattie autoimmuni che hanno caratteristiche sistemiche, che cioè sono in grado di colpire organi ed apparti diversi dell’organismo. L’errore del sistema immune determina infatti un’infiammazione che può colpire ovunque.
Il LUPUS ERITEMATOSO SISTEMICO ne è l’esempio per eccellenza. Colpisce più frequentemente donne giovani ed in età fertile; oltre ad una artrite può presentare un interessamento di cute, muscoli, reni, polmoni e cuore. Gran parte dei sintomi è la conseguenza della produzione di autoanticorpi diretti contro strutture proprie dell’organismo e di un’infiammazione delle pareti dei vasi (vasculite).
La prognosi è molto migliorata nell’ultimo decennio ma in alcuni casi si presenta ancora come una malattia severa soprattutto nel caso di un interessamento del sistema nervoso centrale o dei reni. Oggigiorno tuttavia sappiamo come affrontare questi problemi in tempo per evitare danni irreversibili.
La frequenza del LUPUS nella popolazione è inferiore a quella dell’ARTRITE REUMATOIDE ma vi sono altre malattie autoimmuni simili al Lupus che vengono seguite dai Reumatologi.
La più frequente è la SINDROME DA ANTICORPIANTI-FOSFOLIPIDI. Questa malattia è caratterizzata dalla presenza di autoanticorpi diretti contro costituenti del proprio organismo che determinano un’aumentata tendenza alla coagulazione del sangue con trombosi recidivanti. I pazienti che ne sono affetti hanno tromboflebiti, embolie polmonari o ictus ed infarti pur in assenza dei comuni fattori di rischio per questi eventi (pressione alta o diabete o colesterolo elevato). Sono soggetti giovani, per lo più donne, la cui qualità di vita viene drammaticamente compromessa. Nelle donne gravide questi autoanticorpi determinano aborti ripetuti e complicanze in corso di gravidanza (valori elevati della pressione arteriosa).
È questa una malattia autoimmune da poco identificata ma di grande impatto a causa delle conseguenze (ad esempio invalidità da paralisi) e del costo sociale (riduzione dell’attività lavorativa, aborti e gravidanza a rischio).

La sua identificazione con test di laboratorio specifici ne consente il trattamento efficace impedendo la comparsa di nuovi eventi trombotici.
Nel caso di nuove gravidanze siamo in grado di prevenire nella maggioranza dei casi un nuovo aborto consentendo una gravidanza a queste donne.

La SCLERODERMIA (o sclerosi sistemica) è anch’essa una malattia autoimmune in cui l’errore del sistema immune determina

un abnorme deposito di tessuto cicatriziale negli organi. Le strutture dell’organismo colpite diventano “rigide” condizionandone la funzione. La cute ad esempio non è più elastica e impedisce i movimenti, il tubo digerente non facilita il passaggio del cibo, i polmoni non si allargano e rilasciano impedendo la respirazione.
Vi è un interessamento di organi vitali che può determinare danni gravi.
Anche in questo caso una diagnosi precoce in ambiente specialistico con test particolari consente di intervenire in tempo riducendo i danni ed arrestando la progressione della malattia.

La SINDROME DI SJOGREN è un’altra malattia reumatologica autoimmune in cui il sistema immune attacca e distrugge le ghiandole che producono secrezioni verso le mucose esterne (lacrime, saliva, secreto bronchiale e vaginale). La malattia è caratterizzata dalla presenza di “occhi e bocca secchi” con infiammazioni croniche e ingrossamento delle parotidi (come se si avessero gli “orecchioni”). Può colpire anche le articolazioni con un’infiammazione simile a quella dell’ARTRITE REUMATOIDE ed il sistema nervoso centrale.
Il suo riconoscimento precoce e l’uso di farmaci ne consentono un buon controllo senza gravi danni per i pazienti ed una vita normale.
Vi sono altre malattie autoimmuni meno frequenti che si giovano della possibilità di essere trattate in ambiente specialistico reumatologico in grado di coprire le esigenze diagnostiche e terapeutiche.

Un esempio è rappresentato dalle VASCULITI SISTEMICHE.
Sono malattie sistemiche legate ad un’infiammazione cronica della parete dei vasi indotta sempre da un errore del sistema immune. Sono anch’esse malattie autoimmuni. Le manifestazioni cliniche sono diverse e dipendono dalla sede in cui si presenta l’infiammazione dei vasi: possono interessare la cute o organi interni (polmone, rene, cervello). La loro diagnosi è sempre difficile dal momento che i sintomi non sono specifici e potrebbero essere dovuti ad altre cause. È necessaria anche in questo caso una struttura dedicata, la possibilità di una rete collaborativa con specialisti di discipline differenti e l’utilizzo di test diagnostici particolari.
La POLIMIOSITE è una connettivite con prevalente impegno del tessuto muscolare; in alcune forme può essere presente anche un interessamento della cute, da cui la definizione di dermatopolimiosite. L’infiammazione colpisce le masse muscolari che vengono distrutte causando impossibilità ai movimenti. I sintomi più frequenti sono dolore muscolare, riduzione della forza muscolare e disturbi della deglutizione. In casi gravi vengono colpiti anche i muscoli indispensabili per le funzioni vitali (ad es. muscoli respiratori) con conseguenze letali.

FENOMENO DI RAYNAUD

Il FENOMENO DI FiAYNAUD è caratterizzato dal cambiamento di colore delle estremità delle dita, dovuto ad una diminuzione del flusso sanguigno ai tessuti; può manifestarsi dopo un’esposizione al freddo o in conseguenza ad una tensione emotiva. Le zone colpite diventano prima gelide e bianche, come se fossero senza sangue, poi blu ed infine rosse.
La durata di ogni attacco può variare da pochi secondi fino a ore, e gli attacchi possono causare una sensazione di intorpidimento e/o dolore più o meno intenso. Il FENOMENO DI FiAYNAUD è una manifestazione comune nelle donne giovani fra i 20 e i 30 anni, ma in alcuni casi può essere il sintomo d’esordio di una malattia reumatica. Per questo motivo la Divisione di Reumatologia offre un servizio di screening per identificare precocemente i soggetti con FENOMENO DI RAYNAUD secondario ad una malattia reumatica mediante la ricerca di autoanticorpi e la capillaroscopia (esame rapido e non invasivo della morfologia dei capillari delle dita delle mani).
Lo screening del FENOMENO DI RAYNAUD con la capillaroscopia è un esempio di come si possa oggigiorno formulare una diagnosi precoce delle malattie reumatiche autoimmuni con mezzi sensibili ed inoffensivi.

POLIMIALGIA REUMATICA
È una malattia infiammatoria tipica dell’età anziana, compare dopo i 50-60 anni e si presenta con un intenso dolore muscolare localizzato a livello delle spalle e delle anche. A volte il dolore si accompagna a febbre ed a segni di infiammazione sistemica.
La POLIMIALGIA REUMATICA talvolta si accompagna ad un’infiammazione delle pareti dei vasi arteriosi cranici (arterite temporale o di Horton). Caratteristica è la pronta risposta terapeutica in seguito all’assunzione di cortisone.
ARTRITI MICROCRISTALLINE
Sono malattie infiammatorie legate a disturbi metabolici, dovute alla deposizione nel liquido sinoviale (il liquido che lubrifica l’interno delle articolazioni) di microcristalli di acido urico (gotta) o di pirofosfato di calcio (condrocalcinosi). Il deposito dei cristalli innesca il processo infiammatorio. La GOTTA è dovuta ad una aumentata produzione di acido urico oppure ad una sua ridotta eliminazione con le urine. È caratteristica l’insorgenza di dolore molto intenso localizzato in particolare a livello del primo dito del piede. La CONDROCALCINOSI si presenta frequentemente come una monoartrite (pseudogotta). Le localizzazioni più spesso interessate possono essere: ginocchio, polso, anca, spalla e caviglia.
OSTEOPOROSI
L’OSTEOPOROSI è una sindrome caratterizzata dalla diminuzione della massa ossea con conseguente facilità alle fratture.
L’osteoporosi è comune specialmente negli anziani e in particolare nelle donne.

La frattura è evento che purtroppo contribuisce in larga misura all’esito fatale di questa patologia nella terza età. Non vi è solo la menopausa come causa di Osteoporosi primitiva, ma anche l’osteoporosi giovanile idiopatica, l’osteoporosi senile, e l’osteoporosi localizzata dovuta a disuso e paralisi e la sindrome algodistrofica. Nelle forma secondarie sono compresi i disordini endocrini quali l’iperparatiroidismo, la sindrome di Cushing, la carenza di ormoni sessuali (ipogonadismo), il diabete, alcune malattie del sangue, la malnutrizione, alcune e malattie gastrointestinali quali le malattie del fegato, il Morbo di Crohn, il Morbo celiaco, alcune malattie reumatiche quali l’artrite reumatoide, l’abuso di alcool e del fumo, l’anoressia, l’uso di cortisonici e altri farmaci quali gli antidepressivi e gli antiepilettici.
Le fratture più frequenti sono quelle di anca, polso e vertebre.
I Sintomi acuti
Una frattura osteoporotica è tipicamente associata a dolore intenso e localizzato, contrattura muscolare periarticolare e ridotta motilità articolare. Le fratture vertebrali invece possono essere completamente asintomatiche e associate solo ad una riduzione dell’altezza e ad una progressiva cifosi (la gobba con riduzione dell’altezza corporea). I test di laboratorio vengono eseguiti per escludere altre cause di dolore osseo o altre malattie che possono determinare un quadro clinico o densitometrico simile all’osteoporosi,
per individuare possibili fattori causali, consentendo una diagnosi di “osteoporosi secondaria” quindi, dove possibile, un trattamento della causa, per valutare la velocità di perdita della massa ossea. La normale radiografia spesso non mostra l’osteoporosi se non in casi avanzati. L’esame MOC quindi riveste un ruolo importante come screening.
Il riconoscimento precoce dell’osteoporosi mira a uno stile di vita appropriato che consiste nell’assunzione giornaliera di calcio e vitamina D, nell’esercizio fisico e nell’eliminazione del fumo e degli altri fattori di rischio identificati. La terapia farmacologica si avvale oggi di numerosi farmaci, ben tollereati, che prevengono-curano e rallentano il peggioramento della riduzione della densità ossea e il rischio di frattura.
n conclusione:
La Reumatologia è una branca della Medicina che si occupa di malattie diverse che interessano l’apparato muscolo-scheletrico e possono anche coinvolgere altri organi e apparati.
È la combinazione di queste competenze, la possibilità di avere a disposizione indagini diagnostiche strumentali (radiologiche, ecografiche, densitometriche), laboratoristiche e specialistiche che configurano una moderna Struttura Opedaliera di Reumatologia e che possono realizzare una collaborazione e costituire un aiuto alla popolazione colpita dalle tante e diverse malattie reumatiche.
Obiettivo primario è la diagnosi precoce:
• è fondamentale per tutte le malattie reumatiche
• è importante non sottovalutare i primi segni di sofferenza articolare e rivolgersi tempestivamente allo specialista.
Oggi, infatti, non bisogna più trascurare possibili campanelli d’allarme né rassegnarsi a soffrire di “reumatismi”: farmaci e chirurgia, ma anche riabilitazione e un corretto stile di vita, se adottati opportunamente fin dall’inizio della malattia, possono davvero rallentarne l’evoluzione e garantire una migliore qualità di vita.

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