Incidente in moto contro un fuoristrada, morto Cristiano Lucchinelli, figlio di Marco. Dramma per l’ex pilota

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Dramma per Marco Lucchinelli, ex pilota motociclistico campione del mondo nel 1981 nella classe 500 su Suzuki, visto che il figlio 36enne Cristiano Lucchinelli è morto nella giornata di martedì in un incidente stradale a Poggio piccolo di Castel Guelfo, in provincia di Bologna. Soltanto un mese fa Marco Lucchinelli diventava leggenda e adesso si trova invece a vivere una vera tragedia.

Il giovane  si trovava in sella alla sua moto martedì sera intorno alle ore 19:30, e stava viaggiando verso Castel Guelfo quando all’improvviso si è scontrato con un fuoristrada di grossa cilindrata Range Rover, che stava provenendo dalla direzione opposta ed aveva iniziato la manovra di svolta a sinistra in via dell’Industria,  nella zona industriale di Poggio piccolo;  purtroppo l’impatto è stato molto forte tanto che è stato richiesto l’intervento dell’elisoccorso e dei vigili del fuoco, ma purtroppo per il motociclista che ha finito la sua corsa contro la recinzione di uno dei tanti stabilimenti del sito, non c’è stato nulla da fare.

Il conducente del Suv risulta indagato per omicidio stradale;  le cause dell’incidente sono ancora in corso di valutazione da parte dei carabinieri che stanno tentando da molte ore di ricostruire la dinamica del sinistro e da quanto si apprende, da una prima ricostruzione pare che il conducente del Suv, ovvero un 48enne italiano, non avrebbe dato la precedenza alla moto di Lucchinelli nello svoltare a sinistra su via dell’Industria.

Cristiano Lucchinelli abitava insieme al padre Marco, alla madre Paola e alla sorella in una casa della Valsellustra una località pedecollinare del comune di Casalfiumanese, in provincia di Bologna; assieme al padre, ex campione mondiale e attuale commentatore televisivo per le reti Sky e Alex pilota Fausto Ricci, gestiva la Lucchinelli experience rivolta a motociclisti professionisti e amatoriali con una corsi di guida sulla strada e per la sicurezza.

Cristiano aveva ereditato dal padre Marco la passione per le moto, per la velocità e anche per gli eccessi tanto che ambedue erano stati trovati con cocaina e Marco aveva sperimentato anche la dura vita del carcere.Solo poche ore fa il padre Marco che aveva partecipato al Festival di Sanremo, aveva postato una foto ricordo con il piccolo che risale a molti anni fa;  Marco campione in sella alla Suzuki nel 1981 è stato arrestato 10 anni dopo per possesso di cocaina condannato anche a 5 anni e 4 mesi di carcere un problema condiviso con il figlio Cristiano e qual è stato fermato due volte dalla polizia e trovato in possesso di cocaina. Come già detto, l’uomo alla guida del Suv un 48 in italiano è stato denunciato per omicidio stradale perché pare non abbia dato la precedenza alla moto, adesso il quarantottenne sarà sottoposto ad esami per vedere se era sotto l’effetto di alcool o droga e ancora non si sa, invece, se verrà effettuata una autopsia sul corpo di Cristiano.

Rimarcare la pericolosità della circolazione stradale, potrebbe apparire addirittura banale, quando purtroppo, ormai giornalmente, le fonti d’informazione ci propongono una sequenza drammatica e inarrestabile di episodi a causa dei quali altre vittime, indipendentemente dall’età e dal sesso, alimentano il già penoso bilancio di feriti, morti e invalidi per incidenti stradali.
II panorama è allarmante e richiede soluzioni efficaci la cui individuazione impegna diversi enti istituzionali, tra i quali il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, con iniziative di sensibilizzazione e con provvedimenti legislativi che, come si vedrà in seguito, stabiliscono interazioni anche con norme specifiche di salute e sicurezza durante il lavoro.
Dobbiamo tutti essere consapevoli della serietà del problema che, troppo spesso, è provocato da irresponsabilità, distrazione, superficialità, imperizia ed impegnarci seriamente al rispetto delle regole (il Codice della Strada – i comportamenti di prudenza…).
Rispettare le regole, per chi è impegnato alla guida di autovetture, durante un viaggio o comunque uno spostamento in auto, costituisce un atto di responsabilità e buon senso.
Rispettare le regole, per chi è impegnato alla guida, durante lo svolgimento del proprio lavoro è anche un obbligo previsto dalla normativa in materia di salute e sicurezza del lavoro.
Con riferimento all’obbligo normativo previsto all’art. 36 del D.Lgs. n. 81/2008, l’obiettivo di questo opuscolo, nell’ambito delle azioni di prevenzione degli infortuni sul lavoro e sui rischi della circolazione stradale, è di sensibilizzare tutti coloro che in ragione del proprio lavoro, si trovano più o meno spesso alla guida di un autoveicolo.

Il “superman” alla guida

Molti individui, mentre sono alla guida di un autoveicolo, ritengono di avere la padronanza per gestire qualsiasi insidia ricorrente nella circolazione stradale, e assumono comportamenti che risultano invece contrari a quelli dettati dalla sicurezza, nonostante quest’ultima sia considerata come nostro bisogno fondamentale.
Il superman che c’è in ognuno di noi, non è un buon consigliere di comportamento, perché lui pensa che gli incidenti sono rari e soprattutto capitano agli “altri”.
… mentre, negli incidenti stradali è proprio tra questi “altri” che ritroviamo tanti
“SUPERMAN”.

Una riflessione responsabile
Pensa alla tua incolumità e alla tua sicurezza; concediti una pausa per riflettere attentamente… Hai analizzato i dati sugli incidenti stradali che si verificano in Italia?
Sapevi già che il maggior numero di incidenti, morti e feriti, avviene sulle strade urbane (in città), proprio dove ci sentiamo più sicuri e, nella stragrande maggioranza dei casi, non allacciamo le cinture di sicurezza?

A quale riflessione ti porta sapere che:
■ La principale causa di incidente stradale è da imputare ai comportamenti scorretti di guida del conducente!
■ Tali comportamenti rendono inutili i risultati della ricerca tecnologica e l’impegno istituzionale per migliorare la sicurezza della circolazione.
■ Il regolare uso delle cinture di sicurezza allacciate, può dimezzare il numero dei decessi e drasticamente quello dei feriti!
■ Anche a te sarà capitato di pensare e di accusare i camion quali responsabili di incidenti. Il sabato e la domenica, quando i camion non circolano, sono i giorni più pericolosi, con un numero di morti decisamente superiore rispetto agli altri giorni della settimana.
Si è convinti che nebbia, pioggia e strade ghiacciate siano il maggior pericolo per la circolazione; osserviamo invece che giugno, luglio ed agosto registrano un maggior numero di vittime di dicembre, gennaio, febbraio e marzo.
5 Il conducente responsabile
Chi è il conducente responsabile?
E’ colui che rispetta le regole mentre guida e:
■ Nell’ambito di ciò che è lecito ed autorizzato, ha la capacità di riconoscere negli altri la scarsa padronanza dell’automezzo, l’insufficiente conoscenza delle regole stradali, gli errori di guida.
■ E’ sempre pronto a sviluppare un’azione di difesa attraverso una guida attenta che gli consente di prevedere in tempo il pericolo.
■ Automaticamente, ma coscientemente e costantemente, applica nella guida un atteggiamento difensivo (non aggressivo) che stimola reazioni e comportamenti appropriati alle situazioni di pericolo.

Le norme di circolazione
La conoscenza ed il rispetto del Codice della strada costituiscono un obbligo per ogni patentato impegnato alla guida, a prescindere dalla propria mansione lavorativa. Quello che ci preme evidenziare è che negli ultimi anni, in particolare dalla seconda metà del 2003, abbiamo assistito ad un continuo inasprimento delle sanzioni, non solo in Italia, ma in tutti i paesi della Comunità Europea.
Questi provvedimenti, attuati per contrastare l’elevata incidentalità della circolazione stradale, si prefiggono di ridurre drasticamente le vittime della strada.
Tra i provvedimenti più gravi previsti dal codice della strada ci sono: la sospensione, il ritiro o la revoca della patente di guida.
Se viene sospesa o revocata la patente di guida:
■ Chi guida per esigenze private, può utilizzare i mezzi pubblici.
■ Chi lavora con l’auto, invece, può essere ahimè!, sospeso anche dal lavoro, oltre a subire le sanzioni previste a suo carico, sia dal Codice della strada che per il mancato rispetto dell’art. 20, comma 2 del D.Lgs. n. 81/2008.
Come già detto, tra gli obblighi di chi guida un autoveicolo c’è quello di rispettare il codice della strada, pertanto tutti devono essere a conoscenza del contenuto dello stesso.
In ogni caso, per gli aspetti più direttamente legati a quelle situazioni che possono incidere negativamente anche sul rapporto lavorativo, si ribadisce l’opportunità di tenersi informati ed aggiornati su quelle norme di circolazione che regolano in particolare:
■ La decurtazione dei punti della patente.
■ Il ritiro, la sospenzione e la revoca della patente (guida con patente scaduta, inidoneità all’esame di revisione, circolazione sulla corsia di emergenza in autostrada…).
■ La guida sotto l’effetto dell’alcool o sostanze stupefacenti e psicotrope.
■ L’omissione di soccorso.
■ Il mancato rispetto della segnaletica: orizzontale, verticale e semaforica.
■ Il regolare utilizzo dei dispositivi di protezione retro-riflettenti ad alta visibilità, durante una sosta.

Limiti di velocita e spazio di arresto
A seguire si riportano i limiti di velocità che è necessario rispettare sulle diverse tipologie di strada per non incorrere nelle sanzioni previste dal codice della strada (decurtazione dei punti della patente, revoca della stessa e/o fermo del veicolo).
Durante la guida, in base alla velocità e al tipo di pavimentazione stradale che stai percorrendo, altro aspetto importante da considerare, è quello di mantenere, rispetto all’autoveicolo che ti precede, uno spazio sufficiente per fermarti. Pensa allo spazio di arresto (spazio di reazione più spazio di frenata).

Principali cause degli incidenti stradali
Consideriamo in modo analitico le principali cause che determinano gli incidenti stradali, prevedendo informazioni e consigli idonei per una guida, che attraverso la prevenzione, possa aiutarti a fare tuoi i principi del “Conducente responsabile”.
I fattori di rischio, ovvero le cause che provocano gli incidenti di guida, seppur numerosi, sono sostanzialmente riconducibili a tre principali elementi:
7.1 Fattore umano/conducente
■ Mancata osservanza delle norme di circolazione.
■ Stato psicofisico alterato che, condiziona il comportamento.
■ Errore per incapacità, disattenzione, imprevisto.
Automezzo
■ Manutenzione e controlli.
■ Regolazioni.
Strada e condizioni ambientali
■ Aderenza.
■ Visibilità.
■ Traffico.
■ Condizioni atmosferiche.

Comportamento e stato psicofisico
Lo stato psicofisico di una persona è alla base deN’origine dei comportamenti. Le ragioni del suo equilibrio, ovvero i motivi della sua mutabilità, si ritrovano nelle “abitudini quotidiane”, che possono influenzare il nostro modo di comportarci. Le abitudini, quando non sono appropriate, assumono particolare importanza per una “Guida Sicura” e, quindi, possono e debbono essere corrette, stante la gravità delle conseguenze che provocano.
Quando sei alla guida di un autoveicolo, devi porti nella condizione di prevenire i pericoli (o fattori di rischio)
Ricordare che:
Un’alimentazione impropria
… consumando un pasto “mordi e fuggi” a base di patatine fritte, sandwich…
L’affaticamento della vista
… causato dalla tensione alla guida o dalle condizioni ambientali…
L’affaticamento fisico
… conseguente agli stress del quotidiano che, spesso, ci sottopone a ritmi di vita troppo intensi…

La distrazione
La distrazione rappresenta, tra i rischi della circolazione, la causa più ricorrente.
Essere efficiente aiuta a rimanere concentrato nella guida. La concentrazione permette una prontezza di reazione e di disporre anche di pochi attimi in più, che sono poi quelli che ci consentono di evitare un ostacolo o un pericolo improvviso, evitandone le conseguenze.
Tempo di reazione
■ Il tempo di reazione, ovvero il tempo necessario a trasformare una percezione in movimento, in una persona in condizioni psicofisiche efficienti, è mediamente, pari a 7/10 di secondo.
■ Ricordati che ad una velocità di 100 km/h si percorrono 27,7 metri in un secondo.
Grafico dello spazio necessario per fermare un autoveicolo, con frenata a ruote bloccate, modulata e con ABS.

Prevenire… Come?
Ecco alcuni consigli utili durante l’impegno alla guida per prevenire l’affaticamento e la distrazione:
■ Interrompi la guida per alcuni minuti ogni due ore.
■ Approfittando magari, della necessità di carburante od altro “prevedi di effettuare delle brevi pause”.
■ Per non accusare colpi di sonno, mantieni costantemente nell’abitacolo una temperatura fresca, che aiuta a rimanere svegli. E comunque, se ti senti particolarmente affaticato evita di guidare.
■ Scarica la tensione da concentrazione, rilassa il sistema nervoso e riattiva le articolazioni anche per evitare l’accumulo di acido lattico. Basta fare qualche semplice esercizio fisico:
– una breve camminata
– alcuni piegamenti sulle ginocchia
– alcune rotazioni delle braccia
– alcune rotazioni della testa, prima in un verso e poi nell’altro.
■ Evita di distrarti durante il viaggio.
Ricordati che l’uso delle cuffie auricolari è vietato per ascoltare musica. Per sintonizzare le stazioni radio, utilizza i momenti di sosta, avendo comunque cura di mantenere l’audio ad un basso volume. Mantenere l’audio elevato, oltre al pericolo di “distrazione”, comporta anche una riduzione della capacità uditiva che può causarti delle limitazioni importanti ai fini della sicurezza durante la guida, quali:
– non sentire tempestivamente i segnali acustici degli altri veicoli e dei mezzi di soccorso.
– non riconoscere, udendole, le prime avvisaglie di possibili anomalie meccaniche.

«Stella Fortuna», cantava Marco Lucchinelli a Sanremo nel 1982, lui che l’anno precedente si era laureato campione nel Motomondiale in classe 500 e prendeva la vita come veniva, a macinare chilometri non solo in sella a una moto per mettere gli scarichi davanti agli altri piloti ma anche, e con più gusto, a inseguire la gnocca e i guai. O forse erano loro a inseguirlo, lui che oggi fa il commentatore tv del Mondiale.
Però Cavallo Pazzo, sigarette (anche modificate), capelli lunghi e orecchino, ha sempre deciso di non lamentarsi. Una vita a 300 all’ora che tuttavia una sera ti obbliga alla frenata, a scendere e fare i conti con quella Fortuna che è andata a farsi un giro da un’altra parte, abere undrink con qualcun altro. A Lucchi- nelli è successo martedì, quando verso le 20 è squillato il telefono: suo figlio aveva avuto un incidente poco lontano da casa e non ce l’aveva fatta.
Èmortopro- prio in moto,
Cristiano, 36 anni, il primogenito di Marco: era in sella alla sua MV Agusta nella zona industriale di Poggio Piccolo, frazione di Castel Guelfo (a due passi da Bologna), quando si è scontrato con una Range Rover che proveniva dal lato opposto e stava svoltando a sinistra: non si sa ancora se gli abbia tagliato la strada per fretta, per imprudenza o per distrazione, di sicuro ha preso in pieno il giovane.
Cristiano è stato sbalzato contro la recinzione di uno degli stabilimenti della zona e ha sbattuto contro un muretto. L’arrivo dei soccorsi è stato immediato, è stato
fatto atterrare anche l’elisoc- corso perché subito le condizioni sono apparse gravissime: ma non c’è stato nulla da fare. L’autista del suv poi stato denunciato per omicidio stradale perché secondo i primi accertamenti dei carabinieri non avrebbe dato la precedenza alla moto.
Cristiano, che avrebbe compiuto 37 anni la prossima settimana, abitava insieme al padre Marco, alla madre Paola e alla sorella Rebecca. Ironia di quella maledetta Fortuna che quando
decide di lasciarti lo fa sul serio, insieme al padre e all’expilota del mondiale Fausto Ricci gestiva la “Lucchinelli Experience”, un’apprezzata scuola aperta tre anni fa che organizza corsi di guida sicura in strada, corsi in pista sia per motociclisti professionisti che amatoriali e anche corsi di motocross.
Non una rigida accademia ma un “ritrovo” dove tutti si sentono in famiglia, con la giornata che dall’asfalto dei tracciati finisce nel paddock per una grigliata
preparata dallo stesso Cristiano.
E proprio per domani, tramite la sua pagina Face- book, Cristiano ricordava l’appuntamento al Circuito Tazio Nuvolari di Cervesina (Pavia) per un corso avanzato di guida turistica, sia in pista sia attraverso il territorio anche per degustare i prodotti locali e vini «ma con moderazione», avvisava, lui che in passato aveva vissuto anche momenti turbolenti.
Proprio come il padre, arrestato nel 1991 per una storia
di cocaina e presunti legami (poi del tutto esclusi) con i narcotrafficanti peruviani, anche Cristiano era finito nei guai dopo che nel 2012 era stato trovato con due chili di marijuana, portati in macchina dall’aeroporto di Malpensa fino all’Emilia e qui arrestato dalla Finanza. «È una cosa che non doveva fare, se aveva voglia di fumare poteva fare diversamente: pagherà quel che c’è da pagare, certo che due chili sono tanti», dichiarò Marco smentendo quanti sostenevano che il figlio fosse stato beccato con la coca, «Cristiano è un bravo ragazzo e io gli voglio ancora più bene. Io per lui ci sarà sempre».
Ieri Lucky ha postato su Facebook una foto degli Anni 80 che lo ritrae nel paddock con il motorino e il piccolo Cristiano braccio. Senza bisogno di aggiungere parole, lui che con la lingua è sempre stato tagliente come con l’acceleratore. «Ora Cris insegnerà agli angeli ad andare in moto», commentano gli amici.

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