Si sente male a scuola e viene soccorsa, 18enne stava abortendo per la quarta volta

Davvero incredibile la storia che stiamo per raccontarvi accaduta a Vicenza lo scorso 20 gennaio 2015. La storia che stiamo per raccontarvi ha come protagonista una giovane ragazza, studentessa di 18 anni, la quale si è sentita male mentre si trovava a scuola, poi una volta trasportata in ospedale, è avvenuta la terribile scoperta, ovvero la 18enne stava abortendo per la quarta volta. Il malore accusato dalla giovane 18enne era dovuto alle pasticche, circa una decina che la giovane aveva assunto per interrompere la gravidanza. E’ questo quanto emerso da questa incredibile vicenda, raccontata dal Giornale di Vicenza. Come abbiamo anticipato, la giovane studentessa si era recata come ogni mattina a scuola, ma durante l’orario di lezione, la giovane ha improvvisamente cominciato a stare piuttosto male, tanto che la professoressa preoccupata per le condizioni di salute della 18enne ha preferito chiamare il 118 e dopo poco è giunta un’ambulanza che l’ha trasferita in ospedale, al San Bortolo ed è stato proprio li che i medici hanno effettuato l’incredibile scoperta, ovvero la 18enne stava abortendo per la quarta volta. Incredibile ma vero, i medici hanno riscontrato altre tre interruzioni di gravidanza risalenti ai tempi in cui la stessa era ancora minorenne ed erano avvenute sempre con lo stesso fidanzato il quale dopo l’ultimo episodio, tra l’altro, pare l’avesse lasciata.

La ragazza, scoperto di essere incinta per l’ennesima volta ha assunto una decina di pasticche di un farmaco contro gli spasmi addominali, che se assunto in grandi quantità provoca l’aborto e che viene spesso usato dalle prostitute. Scoperto questo incredibile retroscena, la 18enne è stata curata e nel contempo denunciata e condannata a 15 giorni di reclusione dal tribunale per procurato aborto. Era la quarta volta nel giro di tre anni dai 15 ai 18 anni e per questo motivo, come già anticipato è stata condannata in tribunale per procurato aborto a 15 giorni di reclusione con pena sospesa.

Secondo quanto raccontato dalla 18enne di origini ghanesi ma da anni residente a Vicenza, che all’epoca dei fatti aveva 18 anni, la stessa sarebbe rimasta incinta dopo un rapporto non protetto con il suo fidanzato che le aveva chiesto di abortire, e allora avendo in casa una confezione di Cytotec, ovvero il farmaco che provoca le interruzioni di gravidanza, ne aveva ingerito circa 10 pastiglie sentendosi poi male.

“La donna che accusi circostanze per le quali la prosecuzione della gravidanza, il parto o la maternità comporterebbero un serio pericolo per la sua salute fisica o psichica, in relazione o al suo stato di salute, o alle sue condizioni economiche, o sociali o familiari, o alle circostanze in cui è avvenuto il concepimento, o a previsioni di anomalie o malformazioni del concepito, si rivolge ad un consultorio pubblico” oppure “a una struttura socio-sanitaria a ciò abilitata dalla regione, o a un medico di sua fiducia”, è questo quanto si legge nel testo della legge n 194 del 1978 che disciplina l’interruzione volontaria di gravidanza, possibile entro i primi 90 giorni dal concepimento e sotto determinate condizioni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.