Sigarette elettroniche a rischio rincari: non fanno meno male delle sigarette

Molto spesso si parla della sigaretta elettronica e si ci si sofferma sul suo reale impatto sulla salute. Questo tipo di sigaretta è un metodo alternativo per tutti coloro che pur non riuscendo a smettere di fumare il tabacco assumono ugualmente nicotina il vero principio attivo che porta alla dipendenza. Il mondo scientifico riguardo si divide spesso riguardo il vero beneficio per chi usa la sigaretta elettronica..

Si prospettano tempi difficili per le sigarette elettroniche, gli svapatori e i produttori di e-cig. Lo Stato italiano ha deciso di tassare anche le e-cig. Era nell’aria, comunque, un balzello su tali dispositivi, poiché il settore è alquanto florido. Per chi fuma sigarette elettroniche e i produttori sarà un problema perché dovranno sopportare costi maggiori. Intanto i commercianti e tanti ‘svapatori’ sono già sul piede di guerra e attaccano la prima firmataria dell’emendamento al decreto fiscale, ossia l’ex sottosegretario Simona Vicari (Ap). L’emendamento prevede la competenza dei Monopoli su un settore che concorre con quello dei classici tabacchi.

Più soldi nelle casse dello Stato

L’emendamento al decreto fiscale sulle sigarette elettroniche prevede che dal prossimo anno entreranno nelle case dello Stato 9,5 milioni di euro in più.

Dal prossimo anno, chi vorrà acquistare e-cig dovrà spendere di più. Il rischio di un ritorno alle classiche ‘bionde’ c’è.

L’emendamento al decreto fiscale non contempla la chiusura dei tanti negozi di sigarette elettroniche, visto che l’Agenzia fiscale fissare norme e prerogative per il mantenimento della licenza e per il rilascio di quelle nuove.

Divieto di vendita online di e-cig

La novità prevede invece il divieto di vendita online. In poche parole, dal 2018 non si potranno più comprare online le e-cig. Tanti siti web, perciò, saranno costretti a chiudere, o comunque mutare la merce in vendita.

I gesti sono gli stessi, l’esperienza sensoriale ugualmente appagante, possono dare dipendenza e attivare gli stessi meccanismi comportamentali: per questo i ragazzi che provano le sigarette elettroniche, anche se non a rischio di fumare, spesso finiscono col passare alle sigarette vere.

Una probabilità che può triplicarsi come hanno dimostrato alcuni studi americani e inglesi, la cui revisione è descritta da Costantino Panza, pediatra dell’Associazione culturale pediatri (Acp), in un articolo pubblicato sui QuaderniAcp. Un recente studio fatto negli Stati Uniti, su una popolazione di 14-30 anni, ha mostrato infatti che per chi usa la sigaretta elettronica, anche saltuariamente c’è una probabilità del 30.4% di iniziare a utilizzare le sigarette, rispetto al 7.9% di chi non le ha mai utilizzate.

«Nel caso dello studio americano il rischio di passare alle sigarette triplica, mentre in quello inglese è aumentato di quattro volte», spiega Panza. Lo svapo, scrive il pediatra, «è un forte predittore del successivo uso della sigaretta, un fattore di rischio indipendente da altri fattori noti come l’abitudine al fumo di amici, familiari, la ricerca di sensazioni emozionanti o il piacere di correre dei rischi».

In Italia, lo svapo è percepito come «esente da danni alla salute dal 53% della popolazione, mentre solo il 17,3% segnala la possibilità di rischi legati alle e-cig – continua Panza – Percentuale che ci mette agli ultimi posti in Europa sulle conoscenze dei possibili rischi, soprattutto per la fascia più vulnerabile della popolazione, gli adolescenti». A questa età la errata consapevolezza sulla salute e la pubblicità potrebbero essere fattori determinanti per l’iniziazione alla sigaretta elettronica.

Ma oltre a marketing e scarsa consapevolezza, ci sono altri elementi che possono facilitare il passaggio dalla sigaretta elettronica a quella vera. L’uso della e-cig di fatto imita quello della sigaretta tradizionale, dalla gestualità della mano all’inalazione nei polmoni ed espirazione, anche con liquidi senza nicotina. «Il passaggio dallo svapo al fumo di sigaretta è un atto che si può definire spontaneo», commenta ancora Costantino Panza. Inoltre «l’aspirazione di aerosol con nicotina può portare ad una forma di dipendenza». Le sigarette elettroniche di seconda generazione riescono infatti a far raggiungere i livelli di nicotina nel sangue in modo simile a quello delle sigarette tradizionali, e indurre livelli di soddisfazione e dipendenza che finiscono col favorire l’assunzione di nicotina in altre modalità, quella appunto delle sigarette.

Il fumo di tabacco è la principale causa evitabile di decessi prematuri. Da alcuni anni la modalità di svapare per assumere la nicotina o i cannabinoidi, per esempio tramite sigarette elettroniche o vaporizzatori, ha suscitato un interesse crescente. Il Monitoraggio Svizzero delle Dipendenze riporta che nel 2016 il 15% della popolazione ha utilizzato almeno una volta la sigaretta elettronica. La prevalenza di questa modalità di assunzione è particolarmente diffusa sotto i 35 anni di età. Sul consumo di cannabis tramite vaporizzatori in Svizzera non ci sono dati disponibili.
I ricercatori si stanno occupando intensamente del tema. Soprattutto le evidenze più recenti indicano che le modalità di consumo senza combustione, e in particolare la sigaretta elettronica, meritano una maggiore attenzione almeno in ambito sanitario: con la vaporizzazione non si sviluppano le sostanze nocive presenti con la combustione di tabacco o cannabis. Le ricerche indicano che con l’utilizzo della sigaretta elettronica e con la vaporizzazione di cannabinoidi vengono causati pericoli in misura minore per i consumatori e per i terzi rispetto al fumare tabacco rispettivamente la miscela di tabacco e cannabinoidi.

La sigaretta elettronica offre la possibilità di ridurre le attuali conseguenze negative per la salute e l’economia nazionale causate dal fumo di tabacco, nel caso di un passaggio di un numero importante di fumatori dal fumo con combustione alla vaporizzazione.

Per un nuovo orientamento nella politica in materia di tabacco
La sigaretta elettronica rappresenta un mezzo efficace per la riduzione dei danni – individuali e sociali – per i consumatori di prodotti del tabacco con combustione. La Federazione dei professionisti delle addiction è quindi favorevole ad un cambiamento di orientamento nella politica e nella prevenzione in materia di prodotti del tabacco. La politica sul tabacco si è orientata finora su obiettivi orientati all’astinenza: questi sono da completare con obiettivi e misure orientati alla riduzione del danno.
‘‘Le persone fumano per la nicotina, ma muoiono per il catrame”: il consumo di nicotina porta rapidamente ad una dipendenza, ma esso non è la causa della mortalità provocata dal consumo di tabacco. Questa è causata principalmente dal fumo che si produce con la combustione e che contiene migliaia di sostanze, tra le quali 69 cancerogene. Con le modalità alternative di consumo della nicotina – per esempio sigaretta elettronica, snus oppure anche gomme alla nicotina – non vi è nessuna combustione. Di conseguenza il consumo di questi prodotti è da considerare meno dannoso per la salute rispetto al consumo di sigarette. In Svizzera, al contrario per esempio dell’Inghilterra, non vi sono attualmente misure volte a discutere e promuovere queste modalità di consumo.

3 commenti

  1. Meno soldi nelle casse dello stato, molti hanno smesso con il fumo di tutti i tipi, non si può fare cassa su una cosa che fa male e può anche uccidere. Da me lo stato non avrà più un euro per il fumo.

  2. Italiano_Incazzato

    E come sempre lo stato Italiano sembra essere un barzelletta. Vuole fare soldi da qualsiasi cosa, siamo proprio ITALIANI! Fa delle campagne per disincentivare il tabagismo, ma tassa le e-cig e tutto il merchandise che gli gira attorno…da ex fumatore (grazie alla e-cig), ringrazio lo stato italiano per aver rimosso una via d’uscita al tabagismo…Va bene, ci saranno i moralisti che mi diranno che è solo questione di forza di volontà e tanti Bla Bla Bla, ma per chi fa davvero fatica, come me, è un aiuto vero…
    Ma tanto che ce frega…dobbiamo solo fare cassa e quindi con le accise sulla benzina, vecchie di cent’anni, la sanità italiana che fa ridere, aggiungiamo ‘sti 9,5 milioni di euro presi sempre da povera gente, invece che legalizzare e regolarizzare la prostituzione o combattere le scommesse illegali…Facciamo ridere lo dico da italiano…
    In fondo l’obiettivo qual’e: rimanere seduti su quella poltrona per 5 anni per portare a casa il vitalizio, il resto…è noia…

  3. La cosa assurda e’ che vogliono tassare anche i prodotti senza nicotina. come se non bastasse hanno detassato i prodotti senza combustione dei loro amici della philip morris. anche i vaporizzatori non hanno combustione ma la proposta di monopolio arrecherebbe danno solo allo svapo.
    monopolizzare?? revocare licenze?? questi sono pazzi.
    non aggiungo altro, a causa di questa proposta di legge rischio di non essere assunto.
    poi dicono che non ce lavoro in italia. lavorando nel settore web potrei ritrovarmi a casa a causa del capriccio di una multinazionale. se chiudono anche i siti ci rovinano.

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