Silvana De Mari shock, ‘Odio gay’, Torino Pride denuncia medico

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Silvana De Mari famoso chirurgo e psicoterapeuta italiano nota per essere anche il secondo scrittore italiano più etto all’estero dopo Camilleri, è finito nei guai nei giorni scorsi dopo aver rilasciato un’intervista alla trasmissione radiofonica La Zanzara di Radio 24, esprimendo la propria opinione intorno al mondo LGBT, e le sue dichiarazioni sembrano aver scatenato una feroce polemica. La De Mari, nel corso dell’intervista pare abbia descritto l’omosessualità come atto non solo contro natura per l’assenza del fine riproduttivo dell’atto sessuale, ma anche fortemente dannoso per la salute soprattutto dell’organismo maschile, dichiarazioni che inevitabilmente hanno dato adito a polemiche, nonostante per il medico non pare essere stata la prima volta in cui si sia lasciata andare a dichiarazioni sulla pericolosità dell’omosessualità maschile, sia da un punto di vista psicologico che clinico.Lo stesso pensiero è stato espresso dal medico sul proprio blog, con un post intitolato “San Paolo is cool” e sostiene sostanzialmente che chiunque oggi manifesti un rifiuto dell’omosessualità viene tacciato di essere omofobi; il post su Facebook è stato considerato violento nei contenuti motivo per il quale la sua community è stata bloccata perchè incitava all’odio.

“L’omosessualità è una condizione drammatica per la condizione anorettale. Il sesso anale causa danni all’organismo. Pensate all’espressione “ti faccio un culo così”. E’ un gesto di violenza e di sottomissione. E’ un gesto che viene sempre fatto nelle iniziazioni sataniche. Non tra quattro sfessati, ma nei piani alti“, scriveva nei giorni scorsi Silvana De Mari. “L’omosessualità non esiste. La sessualità è il modo della biologia per creare le generazioni successive attraverso l’incontro tra gameti femminili e maschili. Se io mi masturbo è autoerotismo non sesso. Dunque i gay sono persone asessuate e omoerotiche. La sessualità è solo tra maschi e femmine, mettere il pene in una donna è sesso”, scriveva ancora il medico che oggi si trova al centro di una grande bufera non solo mediatica. Immediata la reazione della comunità gay alle parole omofobe dell’endoscopista, che ha fatto partire una petizione su Change.org per fare radiare Silvana De Mari dall’albo dei medici.A lanciare la raccolta firma è stata Roberta Amato, ovvero colei da tempo si batte per il diritto all’omofobia.

“Chiediamo la radiazione immediata della dottoressa De Mari dall’Ordine dei Medici di Torino per avere espresso in sede pubblica pareri obsoleti in merito ai rischi della sessualità omosessuale, alla definizione – velata di forti pregiudiziali omofobe – di Gay Bowel Syndrome, per aver ridicolizzato, umiliato, deriso, con la pietà pelosa di chi è in malafede, chi abbia rapporti omosessuali. Per avere lordato anche la sessualità eterosessuale, descrivendo come pericolose pratiche sicure, descrivendole in maniera turpe e paventando lesioni e inesistenti rischi di malattie”, è questo il testo della petizione. 

«I gay? Sono la nuova razza ariana. Vietato parlar male di loro, vietato criticare, vietato esprimere la propria opinione nei loro confronti. Loro vogliono l’omologazione, il pensiero unico». Silvana De Mari, la psicoterapeuta-scrittrice, autore di decine di libri per ragazzi (e di successo) e finita nel mirino dell’Ordine dei medici per le sue opinioni, non sposta di un solo millimetro l’asticella sulle cose che pensa, dice e professa ormai da tempo.

 Dottoressa, lo sa che adesso c’è un procedimento contro di lei per le cose che dice?   «Cosa vuole che me ne importi».

Ma rischia che la caccino, che la cancellino dall’Ordine. Non è pentita, pronta cospargersi il capo di cenere?   «Vede, ci siamo di nuovo. Se non ti adegui al pensiero unico, se sei fuori dal coro. Se dici ciò che pensi sui gay, sulla pedofilia, sei out».

Andiamo con ordine. I gay?   «Vogliono sempre di più. Prima i matrimoni, poi le adozioni. È un contagio».

Che intende dire con contagio?   «Che se in una classe c’è una ragazza bulimica, stia certo che per contagio psicologico nel giro di poco tempo ce ne saranno altre 5 o sei. E con i gay è la stessa identica cosa».

Se li frequenti lo diventi?   «Se non si definisce l’identità sessuale si confonde il tutto».

Cioè bisogna dire ai bambini tu sei questo o quello?   «Guardi: se non è chiaro chi si è, fin da subito, che la differenza è complementarietà, si confondono le idee. Tra i 12 e i 13 anni, tutti sono attratti (ma per amicizia) dallo stesso sesso. Si sperimenta. Poi si sviluppa la sessualità. Che è una sola. Si sta insieme perché diversi e complementari».

E l’omofobia?   «Io sono omofobica. E se lei sta con una donna lo è anche lei che è un uomo. Ovvero: abbiamo fatto una scelta a monte. E proclamarla è un diritto, fa parte del diritto di parola».

Ma che c’entra la religione in queste cose che dice?   «C’entra con il fatto che San Paolo dice che essere omosessuali è una cosa sbagliata. Ma per i nuovi ariani, leggere San Paolo è un sacrilegio. Ecco, io difendo con queste mie esternazioni il diritto di parola, la mia religione e se vuole anche la libertà di stampa».

E la campagna contro l’associazione Mario Mieli?   «Lo sa che diceva quel gentiluomo a cui è intitolata un’associazione che prende soldi dallo Stato? “Noi checche rivoluzionarie sappiamo vedere nel bambino non tanto l’Edipo, o il futuro Edipo, bensì l’essere umano potenzialmente libero. Noi, sì, possiamo amare i bambini. Possiamo desiderarli eroticamente rispondendo alla loro voglia di Eros”. Era un pedofilo. E noi diamo i soldi a gente che ha fatto sue queste idee. Una follia. Contro la quale vale la pena di battersi».

Insomma, lei si sente cavaliere bianco contro la perversione?   «Guardi, io sarò colei che darà una spallata e farà cadere il movimento Lgbt. Ovvio, non io da sola. Con me ci sono migliaia di altre persone».

Ma se l’attaccano da tutte le parti.   «La lobby gay ha anche cercato di imporre al mio editore di non pubblicare più i miei libri per ragazzi. Ma per fortuna non tutti la pensano come quelli».

Non mi dica che ha proseliti?   «No, ho gente normale che la pensa come me. Che mi dice vai avanti. Sono tanti, sebbene abbiano paura ad esporsi. Ma se facciamo sentire tutti insieme il nostro pensiero, la spallata gliela diamo davvero».

C’è una dottoressa, Silvana De Mari, 64enne di origine casertana, psicoretapeuta, chirurgo e scrittrice di successo di libri fantasy, che afferma le seguenti cose: gli omosessuali vivono un dramma, sono da curare e devono essere casti; essere gay è una condizione di violenza e follia, ho visto di persona le spaventose condizioni in cui è
ridotto l’ano costretto a subire la penetrazione (la signora è anche endoscopista dell’apparato digerente, dice); il sesso tra omosex è una cosa lurida; il sesso anale è collegato a pratiche sataniche (e fa l’esempio di Angelina Jolie, che avrebbe esperienza in materia). Ancora: il sesso anale (evidentemente una sua fissazione) provoca malattie, incontinenza fecale e persino il cancro; essere gay è contagioso, se a scuola in una classe ce n’è uno, nel giro di poco tempo ce ne saranno cinque o sei; i gay hanno un tasso di suicidio nettamente superiore rispetto agli altri; i gay sono i nuovi ariani, non si possono criticare; San Paolo dice che essere omosessuali è una cosa sbagliata, e io sono credente; il movimento omosessuale è nato pedofilo e diffonde la pedofilia, c’è una strategia precisa.

Ma non è tutto. Sentite ancora: se siete gay cavoli vostri, non lo voglio sapere, tenetevelo per voi, non fate coming out. Se invece lo avete detto, se mettete il pene nella cavità anale di un altro uomo o permettete al pene di un altro uomo di entrare nella vostra cavità anale, allora ho il diritto di dichiarare la repulsione che mi ispira e di chiedere se vi siete lavati le mani con l’amuchina, altrimenti preferisco non darvi la mano perché si corre il rischio di beccarsi l’escherichia coli. E poi: l’utero in affitto è un crimine; se volete diventare madri ma non siete in grado di amare il corpo di un uomo, lasciate perdere; se volete diventare padri ma il corpo di una donna non vi affascina, non siete in grado di diventare padri. E le lesbiche? Mi preoccupano di meno, dice, anche se c’è da considerare la questione del tumore alla bocca per il cunnilingus.
Ovviamente, sono “idee” che ho qui sintetizzato, per renderle comprensibili. Ma di questo si tratta. Ora, per quanto possa contare, chi scrive non condivide nemmeno mezza parola dei ragionamenti della dottoressa De Mari. E quando l’ho intervistata alla radio, facendo scoppiare il caso, ho cercato di contestare queste strane teorie, fatte passare per verità scientifica. Ma il punto non è questo. Ha o no la signora il diritto di esprimere liberamente i suoi pensieri sui gay, per quanto folli li si possa considerare? Ha o no il diritto di proclamarsi omofoba? C’è o no il diritto all’omofobia, che lei ha rivendicato con forza? Può dire si o no che esiste una lobby gay, senza per questo essere tacciata di odio nei confronti degli omosessuali? E soprattutto:
può la dottoressa De Mari continuare a fare il suo mestiere di medico e di terapeuta avendo posizioni del genere?
La risposta è: si, per quanto ci faccia schifo, la De Mari va difesa da chi vuole portarla al patibolo, bruciarla tra le fiamme, cacciarla dal suo posto di lavoro e magari ridurla in povertà. Esiste infatti una petizione on line per chiedere la radiazione della professionista dall’Ordine dei medici, che ha aperto un procedimento. L’associazionismo gay di mezza Italia pretende che la De Mari scompaia dalla circolazione e non eserciti più, colpevole di aver «ridicolizzzato, umiliato e deriso chi ha rapporti omosessuali».

E poi c’è addirittura chi, come l’associazione Gay- burg, non si accontenta dell’espulsione, ma vuole portarla in tribunale e scucirle dei quattrini, «quantificare il danno che subiscono quei ragazzi che magari arrivano alla depressione e al suicidio». Follie, forse più pericolose di quelle sostenute dal medico De Mari. Ma davvero si può pensare che la dottoressa in questione alimenti l’odio nei confronti dei gay? Ma di che parliamo? Invece di invocare giudici, espulsioni e punizioni, i capi dei gruppi gay dovrebbero affrontarla con le opinioni, non coi manganelli. E lasciare che la De Mari continui a esplorare il buco del sedere dei suoi pazienti, gli unici che possono giudicare se è un buon medico oppure no.

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  1. In una nazione dove in TV, qualsiasi, di Stato, libera o più o meno sottomessa a logiche di potere, se non sei gay, lesbica o minimo con qualche problema comportamentale, non vieni invitato a nesssun programma, nè come commentatore nè come opiniomista, orientatore di coscienze ecc. ci stupiamo se la censura colpisce chi non la pensa come i rom, gli immigrati clandestini, i consumatori di droghe , i giovani che non trovano lavori corrispondenti al loro titolo di studio e quindi “costretti a delinquere”, i politici che, più furbi degli altri rubano e sguazzano nel malaffare, questi guai a toccarli , mai dir loro ladri sfaticati o guardarli male, chi sei tu per giudicarli? Occhio però perchè loro ti giudicano e sei già condannato, IPOCRITI.

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