Dieta Sirt, come attivare i geni della magrezza: la dieta di Pippa Middleton

0

Le diete vanno e vengono. Molte di loro riescono a farvi dimagrire anche a breve termine, ma purtroppo nella stragrande maggioranza a lungo termine risultano quasi tutte fallimentari. La maggior parte delle volte ci si ritrova addirittura con chili in più. Migliaia di persone in tutto il mondo seguono diete diverse in base ai loro stile di vita e loro gusti, meno dell’1% riuscirà a dissipare il peso di troppo per sempre. Ultimamente però, abbiamo esplorato i cibi Sirt, un modo completamente nuovo ed elementari di cibarsi che vi permetterà di dissipare peso, e cosa molto fondamentale, non recuperare i chili perduti.

Intanto non si tratta di qualcosa di improvvisato in quanto questa dieta Sirt è stata messa a punto dai  nutrizionisti Aidan Goggins e Glen Matten. Questo regime dietetico si basa sull’assunzione di determinati cibi che sono in grado di attivare le sirtuine, un gruppo di geni che stimolando il metabolismo fanno bruciare i grassi e quindi perdere peso. In pratica questa dieta fa sì che l’organismo si comporta come se fosse a digiuno e quindi attiva una serie di meccanismi di sopravvivenza per far fronte a tale condizione. Insomma la dieta Sirt evita il digiuno ma produce effetti simili. Nella prima settimana si prevede la perdita di 3,2 chili. Al massimo si consumano 1000 calorie giornaliere e il pasto è a base di un piatto solido e tre succhi verdi. A fine settimana invece le calorie giornaliere vengono portate a millecinquecento e si prevedono due pasti solidi. Si passa quindi alla fase di mantenimento che dura altre due settimane dove si consumano tre pasti più e un succo verde. Ma quali sono i cibi che fanno parte della dieta Sirt?

Pippa Middleton avrebbe testato i benefici concreti di questo regime che non fa patire la fame, mangiando con gusto gli ingredienti della dieta Sirt messa a punto dai medici nutrizionisti Aidan Goggins e Glen Matten. Nulla a che vedere quindi con la Dukan, dieta seguita dalla sorella Kate prima di sposare il principe William.

Si tratta di un regime alimentare basato sull’assunzione di determinati alimenti in grado di attivare le sirtuine, un gruppo di geni chiamati geni della magrezza che stimolano il metabolismo, fanno bruciare i grassi e favoriscono la perdita rapida di peso.

Queste sirtuine spingerebbero l’organismo a comportarsi come se fosse a digiuno. Come spiega il dottor Nicola Sorrentino che ha curato la presentazione del libro «Sirt. La dieta del gene magro» (Longanesi Editore), «Con il digiuno il corpo non riceve il necessario fabbisogno di nutrienti e quindi innesca una serie di cambiamenti sui normali processi di crescita, cercando di sopravvivere. I geni della magrezza preposti alla riparazione e al ringiovanimento delle cellule accelerano la loro attività, attingendo alle riserve di grasso e aumentando la resistenza alle malattie. Lo stesso obiettivo è possibile raggiungerlo senza ridursi alla fame, ovvero mangiando gli alimenti Sirt».

Le sirtuine, oltre a riparare le cellule ne migliorano lo stato generale di salute, trasformandosi da marcatori dimagranti a elisir della longevità.

Come funziona la dieta. Fase 1: durante la prima fase, che dura una settimana, si perdono 3,2 chili. Nei primi tre giorni l’assunzione di calorie deve limitarsi a mille al giorno al massimo, si assumono tre succhi verdi e un pasto solido, il tutto a base di cibi Sirt. Dal giorno 4 al 7 le calorie giornaliere diventano millecinquecento e il menu prevede due succhi verdi e due pasti solidi Sirt.

Fase 2: la seconda fase è di mantenimento e dura 14 giorni. L’obiettivo non sono le calorie, ma si continua a perdere peso. Bisogna consumare tre pasti al giorno bilanciati e ricchi di alimenti Sirt, e un succo verde Sirt.

Secondo il parere degli esperti i chili persi non si riprendono e la dieta può essere seguita al bisogno, quando si sente la necessità di alleggerirsi da un po’ di grasso. E con quei 3 chili in meno già durante la prima settimana può essere una buona soluzione per arrivare in spiaggia in perfetta forma e con il pieno di energie.

DIETA SIRT, COME FUNZIONA E QUALI SONO I MENU CONSIGLIATI

Alimentazione, ecco la dieta Sirt: da due nutrizionisti inglesi arriva la dieta che ha permesso alla cantante Adele di perdere 30 kg in un anno. Un piano alimentare rigoroso che permette di perdere 3 kg a settimana, ecco come funziona e quali sono i cibi concessi.

Chi cerca di perdere peso sa bene che troverà in giro migliaia di diete diverse, alcune venute alla ribalta solo perché di gran moda ma, alla resa dei conti, ben poco efficaci sul lungo periodo. L’ultima è la dieta volumetrica, che punta tutto sul senso di sazietà, cruccio dei primissimi tempi di dieta, ma un regime alimentare dimagrante che è stato approvato da medici e nutrizionisti e che ha riscosso un grande successo è la cosiddetta dieta Sirt. Avrete di certo notato l’importante perdita di peso della cantante Adele, che negli ultimi due anni ha perso ben 68 kg. L’artista si è affidata alla dieta Sirt, messa a punto da Aidan Goggins e Glen Matten, due nutrizionisti inglesi, i quali hanno anche illustrato le loro teorie alimentari in un libro uscito lo scorso marzo. Scopriamo, quindi, come funziona la dieta Sirt e quali sono i menu del piano alimentare.

Dieta Sirt: come funziona?

La dieta Sirt si basa su alcune recenti scoperte in fatto di proteine, specie delle cosiddette sirtuine. Queste proteine, secondo studi approvati dalla comunità scientifica, avrebbero la capacità di incidere sul metabolismo e la possibilità di bruciare i grassi. Inoltre, le sirtuine avrebbero un ruolo chiave negli sbalzi d’umore e nell’invecchiamento. Le sirtuine vanno attivate, dicono gli specialisti, ma come? Con esercizio fisico e digiuni mirati, in primis. Il piano della dieta Sirt prevede un menu che imiti gli effetti del digiuno, per poter attivare le sirtuine e mettere in moto il “gene magro”.

Dieta Sirt: cosa prevede?

I primi 7 giorni della dieta Sirt sono i più difficili, perché si possono assumere al massimo 1.000 calorie al giorno nei primi 3 giorni, poi 1.500 kcal tra il 4° e il 7° giorno. I menu sono a base di frullati e centrifugati di verdure ( i cosiddetti succhi verdi) nei primi 3 giorni, con un solo pasto solido a scelta, sempre però a base di cibi Sirt e preparati secondo le regole prescritte dai due nutrizionisti. Dal quarto giorno, le calorie passano a 1.500 e potete aggiungere un ulteriore pasto solido. Nella prima settimana, la Dieta Sirt permette di perdere poco più di 3 kg.

La seconda fase va dall’8° al 21° giorno e prevede tre parti solidi al giorno, cibi Sirt in abbondanza e un succo verde a base di ortaggi Sirt.

Dieta Sirt: quali sono gli alimenti permessi?

La dieta Sirt permette di consumare l’alimento che più ci manca quando siamo a dieta: la cioccolata! Gli effetti del cacao sull’umore sono ormai comprovati, e nella dieta Sirt si possono mangiare 20 grammi di fondente all’85% ogni giorno. Altri alimenti presenti nella dieta Sirt sono: olio extra vergine di oliva, grano saraceno, cacao, prezzemolo, radicchio e cipolle rosse, vino rosso, peperoncino, cavolo riccio, soia, fragole, capperi, rucola e caffè. Non mancano poi il tofu, la curcuma, i datteri medjoul e il tè matcha.

Dieta Sirt: ricetta del succo verde

Il succo verde ha la capacità di depurare e saziare e sarà il protagonista della prima settimana di piano alimentare. Per prepararlo occorre:

  • 75 g di cavolo riccio
  • 30 g di rucola
  • 5 g di prezzemolo
  • 150 g di sedano verde con le foglie
  • 1/2 mela verde
  • succo di 1/2 limone
  • 1/2 cucchiaino raso di tè matcha

Preparazione

Centrifugare il cavolo riccio, la rucola e il prezzemolo; aggiungere sedano e mela grattugiati; arricchire con mezzo limone spremuto e mezzo cucchiaino di tè matcha. Bere immediatamente per non perdere gli effetti benefici delle verdure e non conservarlo in frigo. Va preparato sempre al momento di consumarlo.

Dieta Sirt: ricette cibi solidi

Com’è ben descritto nel libro, la dieta Sirt prevede determinati alimenti cucinati in modo specifico: ecco alcune ricette.

Pollo con cipolla rossa e cavolo riccio

Ingredienti

  • 120 g petto di pollo
  • 130 g di pomodori
  • 1 peperoncino Bird’s Eye
  • 1 cucchiaio di capperi
  • 5 g di prezzemolo
  • succo di limone
  • 2 cucchiaini di olio extravergine di oliva
  • 2 cucchiaini di curcuma
  • 50 g di cavolo riccio
  • 20 g di cipolla rossa
  • 1 cucchiaino di zenzero fresco
  • 50 g di grano saraceno

Preparazione

  1. Marinare il petto di pollo per 10 minuti con 1/4 di succo di limone, 1 cucchiaino di olio evo e 1 cucchiaino di curcuma in polvere
  2. tagliare a tocchetti 130 g di pomodori, eliminare la parte interna, condirli con il peperoncino, 1 cucchiaio di capperi, 1 cucchiaino di curcuma e uno di olio evo, succo di 1/4 di limone e 5 g di prezzemolo tritato
  3. cuocere il petto di pollo scolato a fuoco vivo per un minuto per lato e metterlo poi in forno per circa 10 minuti, a 220°. Lasciarlo riposare coperto da un foglio d’alluminio
  4. cuocere a vapore per 5 minuti il cavolo riccio tritato, in una padella lasciare soffriggere la cipolla rossa, un cucchiaino di zenzero fresco grattugiato e un cucchiaino di olio evo; aggiungere il cavolo lessato e lasciare insaporire insieme per un minuto sul fuoco
  5. lessare il grano saraceno con la curcuma, scolare e servire con il pollo, i pomodori e il cavolo tritato

Tacchino con cous cous di cavolfiore

Ingredienti

  • 150 g di tacchino
  • 150 g di cime di cavolfiore
  • 40 g di cipolla rossa
  • 1 cucchiaino di zenzero fresco
  • 1 peperoncino Bird’s Eye
  • 1 spicchio di aglio
  • 3 cuchiaini olio extravergine di oliva
  • 2 cucchiaini di curcuma
  • 30 g di pomodori secchi
  • 10 g di prezzemolo
  • salvia essiccata q.b
  • 1 cucchiaio di capperi
  • 1/4 succo di limone fresco

Preparazione

  1. Frullare le cime di cavolfiore crude e poi cuocerle in un cucchiaino di olio evo, l’aglio, la cipolla rossa, il peperoncino, zenzero e un cucchiaino di curcuma, lasciare insaporire per un minuto
  2. aggiungere, a fuoco spento, i pomodori secchi sminuzzati e 5 g di prezzemolo
  3. condire la fetta di tacchino con un cucchiaino di olio evo e la salvia essiccata e cuocerla in un altro cucchiaino di olio evo

una volta pronta, condire con un cucchiaio di capperi, 1/4 di succo di limone, 5 g di prezzemolo e un cucchiaio di acqua e unire il cavolfiore.

L’obesità e il sovrappeso rappresentano uno dei principali problemi di salute pubblica. L’OMS ha coniato nel 2001 il termine “globesity” per sottolineare la grave minaccia causata dall’eccessivo aumento del peso corporeo degli esseri umani nel mondo. Attualmente si stima che in Italia il problema interessi circa il 40 % della popolazione. Oggi il nostro stile di vita è caratterizzato da grande disponibilità di cibo e da una sempre più diffusa sedentarietà che portano a vivere in una situazione di apparente benessere, spesso non corrispondente ad uno stato di salute. L’obiettivo è quindi quello di raggiungere un peso accettabile, riducendo di conseguenza il rischio di sviluppare le patologie correlate all’obesità (diabete, ipertensione, ictus, infarto, ecc.). Per raggiungere questi obiettivi è necessario attuare un cambiamento del proprio stile di vita riducendo l’introito calorico, aumentando il consumo energetico quotidiano e imparando ad accettare noi stessi e il nostro corpo.

CHE COS’E’ L’OBESITÀ? L’obesità è una malattia cronica determinata da un eccesso di massa grassa. Il parametro più semplice, e quindi più utilizzato, per definire il grado di obesità è l’Indice di Massa Corporea (IMC) o Body Mass Index (BMI) che si ricava dal rapporto tra il peso espresso in chilogrammi e l’altezza in metri al quadrato.

Quali rischi per la salute? L’obesità non è un problema estetico: fa ammalare e può uccidere. L’obesità è infatti associata a un aumentato rischio d’insorgenza di diverse patologie: • metaboliche: ipertensione arteriosa, dislipidemia, diabete mellito, sindrome metabolica; • vascolari: ictus cerebrali, infarto del miocardio; • gastrointestinali: reflusso esofageo, colelitiasi, pancreatite, epatopatia; • respiratorie apnee, insufficienze respiratorie; • oncologiche: maggior incidenza di tumori (utero, prostata, colon, pancreas, rene, mammella in postmenopausa) e peggioramento della prognosi; • osteoarticolari: osteoporosi, artrosi, iperuricemia, gotta; • psicologiche: depressione, bassa autostima, problematiche relazionali.

A parità di BMI, i soggetti che accumulano grasso nell’addome e nella parte superiore del corpo, definita obesità androide o a “mela” (figura A) e tipica degli uomini, presentano rischi maggiori di sviluppare le complicanze croniche e acute dell’obesità rispetto a coloro che localizzano il tessuto adiposo principalmente sulle cosce e sui fianchi, definita obesità ginoide o a “pera” (figura b) maggiormente riscontrata nelle donne. Nell’obesità addominale, infatti il grasso si espande tra i visceri, comprimendoli e ostacolando la loro normale e corretta funzionalità. Valori di circonferenza vita > a 88 cm nella donna e a 102 cm nell’uomo sono associati a un aumentato rischio di sviluppare le complicanze dell’obesità.

Perché s’ingrassa? Il peso corporeo rappresenta l’espressione tangibile del “bilancio energetico” tra entrate e uscite caloriche (figura 3). L’energia è introdotta con gli alimenti ed è utilizzata dal corpo sia durante il riposo (per mantenere in funzione i suoi organi, quali cervello, polmoni, cuore, ecc.), sia durante l’attività fisica (per far funzionare i muscoli).

Se s’introduce più energia di quanta se ne consuma (bilancio positivo), l’eccesso si accumula nel corpo sotto forma di grasso, determinando così un aumento di peso. Se invece s’introduce meno energia di quanta se ne consuma (bilancio negativo), il corpo utilizza le sue riserve di grasso per far fronte alle richieste energetiche. Per perdere 1 kg di peso è necessario avere un bilancio energetico negativo di 7000 kcal (es. una restrizione di 500 kcal al giorno permette di perdere 1 kg di grasso in 14 giorni; 500 X 14 giorni = 7000 kcal).

La composizione corporea La nostra massa corporea è divisa in due compartimenti: • MASSA MAGRA (circa l’85% del peso nell’uomo adulto e il 67% nella donna) che comprende i muscoli, gli organi, lo scheletro ed è costituita da proteine, acqua e minerali; • MASSA GRASSA (nell’adulto circa il 15-18% del peso nell’uomo e il 25-28% nella donna) svolge importanti funzioni meccaniche (protezione degli organi, isolamento termico.) e metaboliche (riserva energetica). Dai 40 anni la massa magra va incontro ad un fisiologico declino dovuto alla riduzione della massa muscolare e, in seguito, anche ossea. Il metabolismo basale dell’individuo, cioè la spesa energetica necessaria per il mantenimento delle funzioni vitali indipendentemente dall’attività fisica svolta, è direttamente proporzionale alla massa magra. La diretta conseguenza è di rendere più facilmente positivo il bilancio energetico, con conseguente aumento di peso.

Rispondi o Commenta