I soldati italiani verso la missione in Niger

I militari italiani dovranno addestrare le forze del Niger nel contrastare il traffico di migranti e il terrorismo, come avviene in Iraq e in Afghanistan. L’intervento italiano sarà inquadrato nella più ampia operazione euro-africana varata al vertice di Celle Saint Claud dal presidente francese Emmanuel Macron ma che non ha ancora raggiunto i 423 milioni di euro di finanziamenti necessari. Del resto l’operazione nasce all’insegna di un’ambiguità frutto in parte della retorica sulle “missioni di pace” e in parte dell’imminente scadenza elettorale.

“Per questo, una parte delle forze in Iraq verrà dispiegata nei prossimi mesi in Niger, è questa la proposta che il governo farà al Parlamento”. La base francese negli anni ’30 ospitava un fortino della Legione Straniera ed è stata riaperta nel 2015 con la costruzione di una pista d’atterraggio per ospitare 200 soldati di Parigi e un centinaio di nigerini. Secondo fonti confermate dal governo, fino al mese di giugno il contingente italiano dovrebbe essere comporto da 120 militari, per poi salire fino a 470, non impiegati però contemporaneamente.

Anzi, la presenza di militari “infedeli” sul suolo islamico rischia di attirare i jihadisti che potrebbero colpire le forze italiane con attentati, attacchi con razzi e mortai alla base Madama e con mine e ordigni stradali disseminati sulle piste battute dai veicoli italiani. Contestualmente, nel decreto sarà prevista una riduzione del contingente schierato in Iraq nella coalizione contro l’Isis, che ad oggi prevede l’impiego di 1.500 militari, 420 mezzi terrestri e 17 aerei. All’Italia, inoltre, potrebbe toccare il pattugliamento della zona al confine con la Libia, bloccando così i trafficanti che cercano di raggiungere il Paese nord africano.

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