Farmaci doppioni, rischio sovradosaggio per 150ml anziani

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I numeri parlano chiaro: sono circa 150mila gli over 75, circa il 15% dei pazienti anziani, che fanno più di una terapia, in trattamento per diabete, ipertensione e iperlipidimia, e a causa dei farmaci doppioni che hanno lo stesso principio attivo.

Le equazioni per la definizione di dosaggio individuale sono particolarmente complesse e non verranno qua ricordate, anche perché l’obiettivo di questa scheda è soltanto quello di fornire al prescrittore dati farmacocinetici con una lettura sintetica e facile, che faccia riferimento ad alcuni dei farmaci più utilizzati, per poter operare una progettazione e ottimizzazione dei regimi posologici, come ulteriore atto terapeutico, in tutte quelle condizioni, fisiologiche o patologiche, che possono modificare lo stato ideale di farmacocinetica, e quindi di efficacia, di un medicamento. Mentre l’assunzione di 3 medicine porterebbe la probabilità di interazioni a 3, l’uso di dieci farmaci porterebbe addirittura a 45 interazioni possibili.

Secondo i dati studiati nel quinto Seminario Nazionale della Società Italiana di Cardiologia Geriatrica, tra i trenta farmaci più prescritti ben 19 interesserebbero l’apparato cardiovascolare tra statine, sartani, ace-inibitori, beta-bloccanti e calcio antagonisti.

Il 60 per cdento dei farmaci sono assunti dagli over 65 anni. Tra i 75 e gli 84, il 55 per cento dei pazienti sono trattati con 5-9 farmaci e il 14 per cento con 10 o più farmaci. “In Italia, gli ultrasessantacinquenni sono oltre il 21% della popolazione totale, e sono destinati a superare il 33% entro 20 anni”. “La duplicazione terapeutica, con casi frequenti di assunzione di Farmaci della stessa classe, nasce da problemi di comunicazione tra medico e paziente e tra piu’ medici che seguono lo stesso paziente”. La scarsa aderenza terapeutica invece è da tempo riconosciuta come un ostacolo sostanziale per raggiungere i risultati migliori. Sulla problematica, spesso sottovalutata, si è espresso il Presidente della Società Italiana di Cardiologia Geriatrica, Alessandro Boccanelli:Il problema principale, per il paziente anziano, è la complessità, per cui, se manca una visione d’insieme, rischia di vedersi prescrivere da 5 specialisti 5 farmaci ciascuno, che spesso confliggono fra loro”.

La soluzione? Ci vuole un cambio di marcia, anche culturale: dobbiamo assistere e informare i cittadini, ma anche formare correttamente la classe medica, che deve essere adeguatamente preparata per affrontare queste sfide. “E’ solo uno dei servizi offerti dalla SICGe Community, il primo progetto nazionale realizzato in partnership con Federanziani dedicato alle patologie cardiovascolari nell’eta’ avanzata” spiega Niccolo’ Marchionni, Direttore del Dipartimento Cardiotoracovascolare di Careggi-Firenze. “La Community offre gratuitamente (accedendo al sito http://community.sicge.it) un’ampia serie di servizi rivolti ai cittadini over-65 e ai loro familiari, e fornisce tutte le informazioni necessarie e i consigli utili per la prevenzione e la cura delle malattie cardiovascolari, e poi ancora la possibilità di usufruire di filmati informativi, e di consultare gli elenchi dei centri di eccellenza“.

La duplicazione terapeutica, con casi frequenti di assunzione di farmaci della stessa classe, nasce da problemi di comunicazione tra medico e paziente e tra più medici che seguono lo stesso paziente. La scarsa aderenza terapeutica invece è da tempo riconosciuta come un ostacolo sostanziale per raggiungere i risultati migliori.

Il problema principale, per il paziente l’anziano, è la complessità, per cui, se manca una visione d’insieme, rischia di vedersi prescrivere da cinque specialisti cinque farmaci ciascuno, che spesso confliggono tra loro.

E’ necessario assistere e informare i cittadini, ma anche formare correttamente la classe medica, che deve essere adeguatamente preparata per affrontare queste sfide. ( Xagena Medicina )

Per progettare un regime posologico razionale,il medico deve ricordare i vari parametri farmacocinetici e deve poter valutare le loro variazioni in determinati tipi di pazienti ( malato o individuo sano che si trova in determinati stati fisiologici, come gravidanza o stati estremi dell’età ).

Per molti farmaci con basso indice terapeutico è necessario misurare certi valori farmacocinetici con un monitoraggio terapeutico dei farmaci, tuttavia non sempre ciò è realizzabile, e per la necessità di intervenire rapidamente con un trattamento farmacologico e per la non completa dotazione di laboratorio di reagenti e per la scarsa specificità delle determinazioni dei farmaci.

Le equazioni per la definizione di dosaggio individuale sono particolarmente complesse e non verranno qua ricordate, anche perché l’obiettivo di questa scheda è soltanto quello di fornire al prescrittore dati farmacocinetici con una lettura sintetica e facile, che faccia riferimento ad alcuni dei farmaci più utilizzati, per poter operare una progettazione e ottimizzazione dei regimi posologici, come ulteriore atto terapeutico, in tutte quelle condizioni, fisiologiche o patologiche, che possono modificare lo stato ideale di farmacocinetica, e quindi di efficacia, di un medicamento.

Per utilizzare i dati forniti, vengono sinteticamente riportati i concetti riguardanti i parametri farmacocinetici fondamentali che definiscono l’attività di un farmaco, e i fattori che possono influenzarli.

1) DISPONIBILITA’ (ORALE) = % della dose che produce effetto farmacologico, cioè la frazione della dose orale che raggiunge il ventricolo sinistro in forma attiva.. Fondamentale per la progettazione dei regimi posologici per dosi ripetute (una Vpuò derivare da una inadeguata formulazione farmaceutica, da epatopatie).
2) ESCREZIONE URINARIA= quantità di farmaco che può essere escreta nelle urine in forma immodificata, espressa come % della dose somministrata (una nefropatia costituisce il principale fattore che può influenzare tale parametro).
3) LEGAME CON LE PROTEINE PLASMATICHE = % del farmaco legato con le proteine plasmatiche alle  che il farmaco raggiunge clinicamente( patologie che producono variazioni del tasso delle proteine plasmatiche, come epatopatie, uremie, influenzano tale parametro).
4) CLEARANCE = capacità di depurazione; in genere costante nell’intervallo di [ ] che si riscontra clinicamente. I principi della clearance dei farmaci sono simili a quelli della fisiologia renale ( variazioni patologiche a carico dei reni o del flusso ematico in tale distretto, o le dimensioni corporee stesse, possono influenzare tale parametro).
5) VOLUME DI DISTRIBUZIONE= espresso in litri/Kg e rappresenta il V di distribuzione totale corporeo allo stato stazionario: pone in relazione la quantità di farmaco presente nell’organismo con la  del farmaco nel sangue o nel plasma ( anche questo dato è influenzato dalle dimensioni corporee).
6) TEMPO DI DIMEZZAMENTO = tempo necessario per l’eliminazione di una metà della quantità di farmaco presente nell’organismo ed è una funzione sia dell’eliminazione sia della distribuzione di un farmaco .
7) CONCENTRAZIONI EFFICACI
8) CONCENTRAZIONI TOSSICHE
In entrambi i casi non è facile disporre di un parametro unico per descrivere le relazioni tra la plasmatica di un farmaco e il suo effetto in quanto dipendente da molteplici fattori , come n° dei recettori, variazioni individuali del n° dei recettori stessi o delle affinità recettoriali, influenza degli stati morbosi e tutti i precedenti parametri esaminati.

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