Sparatoria Messico, un italiano tra le vittime a Playa del Carmen

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E’ di cinque morti e quindici feriti il bilancio della sparatoria avvenuta in Messico nella discoteca di Playa del Carmen, una nota località turistica dello stato messicano di Quintana Roo, nella penisola dello Yucatan. Purtroppo tra le vittime ci sarebbe anche un italiano, ovvero Daniel Pessina, ed ancora due canadesi, un colombiano ed una donna, è questo quanto dichiarato dal procuratore Miguel Angel Pech Cen; la notizia è stata poi confermata da Rodolfo Del Angel, il quale ha anche aggiunto che fino ad ora tutto indica che è stato soltanto un uomo a sparare davanti alla discoteca, dove si stava svolgendo la festa di chiusura del festival di musica tecno Bpm con cadenza annuale. Stando a quanto è emerso dalle prime ricostruzioni, sembra che un uomo avrebbe fatto irruzione nel club Blue Parrot che stava ospitando il festival musicale Bmp durante il quale si esibiscono circa 150 dj internazionali, cominciando a sparare all’impazzata, uccidendo 5 persone, ovvero tre turisti stranieri ed ancora un uomo della sicurezza ed un organizzatore di un festival canadese.

Sui social sono stati pubblicati video di gente presente nella discoteca, che terrorizzata si è data alla fuga subito dopo la sparatoria, cercando di mettersi al riparo.Riguardo la natura dell’attacco, almeno per il momento gli inquirenti escludono possa trattarsi di terrorismo e dunque bisognerà attendere le prossime ore per cercare di capire il motivo per il quale l’uomo è entrato nella discoteca ed ha cominciato a sparare contro la folla. Nel corso della giornata di ieri, il sindaco della località, Cristina Torres ha detto alla stampa che la polizia avrebbe fermato quattro persone nelle ore seguenti alla sparatoria e si sta seguendo una pista, ovvero quella secondo cui a sparare sarebbe stato un cliente del Blue Parrot, dopo essersi rifiutato di pagare il conto, ma nel contempo non viene escluso che possa esserci anche qualche collegamento con il narcotraffico.

Ho visto una marea umana riversarsi per strada“, ha raccontato Barbara Bottai, 35 anni di Latina, la quale si trovava in un locale sulla strada del Blu Parrot quando ha visto la folla scappare secondo quanto riferito dalla donna, inizialmente pare abbia pensato ad uno tsunami, ma quando qualcuno ha gridato di buttarsi a terra ed ha cominciato ad udire gli spari ha capito che si trattasse di un attacco armato. “Non sono entrati nel locale, hanno sparato contro l’accesso principale da fuori. Nessuno è entrato nella discoteca, sembrava che volessero sparare per uccidere il massimo numero possibile di persone”, ha raccontato Valerie Lee, collaboratrice della rivista britannica Mixmag.La vittima italiana, ovvero Daniel Pessina era uno chef ed aveva pubblicato proprio nei giorni scorsi un annuncio di vendita del ristorante Gusto situato proprio nella località dove è avvenuta la sparatoria.

La festa nel locale a pochi passi dal mare. I ragazzi che ballano. L’uomo armato che entra e spara. A caso, sulla folla. Un eccidio. C’è anche un italiano tra le cinque vittime della sparatoria a Playa del Carmen, in Messico. Lunedì mattina verso le 3 (ora locale) c’è ancora la calca nelle discoteche della costa caraibica: musica alta, cocktail, voglia di divertirsi. Al Blue Parrot, club a ridosso del Golfo, è di scena la decima edizione del Bpm, il festival internazionale che da una settimana ospita i dj di tutto il mondo. A un certo punto si sente uno sparo. Ne segue un altro, poi un altro ancora. Un uomo si è presentato all’entrata, le guardie di sicurezza gli hanno bloccato l’accesso e lui ha aperto il fuoco. I colpi escono a raffica, il killer non smette un secondo, il suo dito è sempre pigiato sul grilletto. «Sembrava che volesse uccidere il maggior numero di gente possibile», commenta chi era presente e ha visto tutto.

I proiettili che vagano all’impazzata uccidono tre body-guards che stanno cercando di proteggere gli spettatori e un’altra persona, una donna perde la vita calpestata: i feriti sono in tutto una quindicina. Tra i morti ci sono due canadesi, un colombiano – addetti alla sicurezza, come detto – una messicana e (appunto) un italiano. Lo conferma anche la Farnesina, secondo fonti locali si tratta diDaniel Pessina, un ragazzo di origini milanesi che in Messico viveva già da tre anni. Sulla sua pagina Face- book, sabato scorso, aveva pubblicato il video di un’altra festa, sempre in discoteca, sempre a Playa del Carmen.

Tra i presenti dilaga il panico. Il dj scozzese Jackmaster, che è in Messico per chiudere la kermesse musicale, si attacca a Twitter: «Qualcuno è entrato nel locale e ha cominciato a sparare, ci sono morti e feriti. Restate nei vostri fottuti alberghi se siete qui per il Bpm». Diretto ma efficace. Qualche ora dopo gli inquirenti fermano tre persone, probabilmente legate all’attacco: ma le bocche dei poliziotti messicani sono cucite «per garantire il successo delle indagini ed evitare fughe di notizie». Tradotto, i dettagli dell’operazione non vengono resi noti.

Quel che si sa è che il procuratore generale dello Stato di Quintana Roo (dove è avvenuta la tragedia) esclude a priori la pista terroristica: stando alle prime ricostruzioni pare che a far scattare la furia omicida dello sparatore sia stato un regolamento di contri tra bande criminali. Forse legate allo spaccio di droga: in Messico, infatti, non è insolito che i vari membri delle gang di strada decidano questioni private a suon di pallottole, anche nei club più gettonati. Lo Yuca- tan, tuttavia, per anni era rimasto Inori dall’ondata di violenza dei cartelli della droga. Playa del Carmen, tra l’altro, è una delle mete turistiche preferite dagli italiani che vanno in vacanza in Messico. Tanto per capirci, più di 10mi- la nostri connazionali sono già andati a vivere stabilmente su quelle spiagge, a girare tra le viuzze del centro è più facile imbattersi in un ristorante italiano che in un venditore di tacos e fino al 2011 veniva addirittura stampato un giornale in italiano (il “Sole
d’Italia”). Si stima che i turisti dello Stivale in visita in quella zona siano, ogni anno, più di 180mila: l’intera popolazione della Valtellina, giusto per avere un’idea. In rete circolano anche diversi video amatoriali che riprendono quanto successo lunedì notte nella discoteca, uno dei locali preferiti (manco a dirlo) dagli stranieri. La pagina del Bpm festival sui social network, in appena una manciata di ore, è stata presa d’assalto da un esercito di giovani che proprio non riescono a capacitarsi. C’è chi lascia un commento, chi una preghiera, chi una frase di condoglianze. Terrorismo o no, narcotraffico o meno, rimane assurdo morire in questo modo e durante una festa.

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