Strage del Gargano, niente funerali pubblici per il boss: lo strazio della moglie di Luigi

, con queste parole il ministro dell’Interno Marco Minniti ha sintetizzato come lo Stato reagirà alla sfida mafiosa lanciata lo scorso 9 agosto nei pressi della vecchia stazione ferroviaria di San Marco in Lamis, in provincia di Foggia in cui sono state ammazzate 4 persone, ovvero il presunto boss Mario Luciano Romito di 50 anni, il cognato che gli faceva da autista Matteo De Palma di 44 anni, due fratelli contadini uccisi perché testimoni inconsapevoli dell’eccidio e si tratterebbe di Luigi e Aurelio Luciani, rispettivamente di 47 e 43 anni. Questi ultimi erano due grandi lavoratori, contadini gli altri tempi 43 anni il primo e 47 il secondo, i quali amavano la terra.

Un amore che tramandavano di generazioni in generazioni che la mattina del 9 agosto scorso avevano gli attrezzi del mestiere a bordo del loro fiorino bianco per una giornata iniziata all’alba nei campi e terminata poche ore dopo, a distanza dalla vecchia stazione di San Marco in Lamis, quando sono stati ammazzati perché testimoni scomodi da un commando armato che ha ucciso nell’agguato il boss Mario Luciano Romito e il cognato che si trovava con lui Matteo De Palma.

Nel giorno dei funerali don Pietro Giacobbe ovvero il parroco della Chiesa Santissima Annunziata ha invitato tutti ad andare avanti e nello specifico nel corso del rito funebre a dichiarato: “Ci chiediamo perché è successo a noi. Io non ho risposte. Dio non ha risposte, o forse non vuole rispondere”. Nel corso della mattinata di ieri si è celebrato il rito funebre anche per Romito e De Palma in forma strettamente privata, per il divieto di funerali pubblici imposto dal questore di Foggia Mario Della Cioppa; l’obiettivo dei killer era il boss di Manfredonia, ammazzato con due fucilate alla nuca e la stessa sorte è toccata al cognato raggiunto alla nuca con un colpo di pistola.

Strazianti le parole della vedova di Luigi Luciani, Anna una psicologa e professoressa in una scuola media del paese da quale durante il rito funebre ha dichiarato: “Sono morti da innocenti, non si può morire così. La sola colpa di mio marito è stata quella di andare a lavorare e di spaccarsi la schiena tutte le mattine. La settimana scorsa io e Luigi stavamo organizzando la festa per il primo compleanno di nostro figlio; oggi, invece, mi ritrovo a dover scegliere la bara per mio marito. Non si può morire da innocenti, non si può morire così”. Poi la stessa ha aggiunto: “Come faccio a metabolizzare un lutto così violento? Come faccio a spiegare ai miei figli quanto accaduto al loro papino. Un’intera famiglia è distrutta. Mia cognata è distrutta. Ad ottobre darà alla luce la bambina che non conoscerà mai il padre”.

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