Streaming Gratis MotoGp Gran Premio Misano Rojadirecta

MotoGPMisano 2017 Video Streaming. Grazie a Sky e Tv8 possiamo vedere in diretta tv e streaming online la 14a prova del mondiale di MotoGP 2017. Si corre il Gran Premio di Misano sul bellissimo circuito di Misano. Di seguito le ultimo notizie sulla griglia di partenza e dove vedere partenza e gara del GP di San Marino 2017 in diretta streaming gratis.

Febbre rossa a Misano. Quella di Danilo Petrucci, che dopo una notte insonne per l’influenza sorprende anche sé stesso con il miglior tempo della prima giornata di prove sulla Desmo17 del team Pramac, bruciando per 5 millesimi Maverick Viñales e la Yamaha orfana di Valentino Rossi. «Se continua così, la prendo tutti i mercoledì la febbre» scherza il gorilla di Terni, che oggi punta alla pole. «Quest’anno m’è scappata diverse volte, farla qui in casa sarebbe il massimo».

Ma il vero obiettivo rosso è la vittoria domani, in un GP che previsto bagnato e con il rischio flag-to-flag, con la nuova procedura (rientro dentro al box per il cambio moto) provata ieri dopo la sessione pomeridiana con un po’ di problemi. «La pit-lane qui è stretta, si rischia di finire contro il muretto» afferma Andrea Dovizioso, che s’è fatto sentire anche in safety commission e che per altro ha pure sbagliato box, entrando in quello del compagno Jorge Lorenzo…

In pista però il leader del Mondiale e pilota del momento non ha sbagliato quasi nulla, chiudendo con il terzo tempo a 63 millesimi da Petrucci nonostante il feeling molto diverso rispetto all’ottimo test di qualche settimana fa. «La pioggia di giovedì ha tolto grip e le sensazioni non sono buone, ma è così per tutti e i tempi sono buoni anche se destinati a dover scendere parecchio – racconta il forlivese -.

Abbiamo dovuto rivedere il set-up e ripartire quasi daccapo, ma siamo stati bravi a trovare subito una buona velocità».  Non solo lui, visto che la Ducati piazza le sue quattro moto ufficiali (compresa quella del collaudatore Michele Pirro, ottimo 7° davanti a Jorge Lorenzo del quale è pure coach) nei primi otto posti. «Sono contento di avere altri piloti con la Ducati che vanno forte. Vuol dire che stiamo facendo un bel lavoro di sviluppo e che la moto è competitiva.

E sono dati da sfruttare ed è solo positivo per me» dice il Dovi, che però non si fida assolutamente della Honda (tre in top 5) e soprattutto di Marc Marquez, velocissimo sull’umido mattutino e 5° alla fine a 2 decimi con una caduta. «Le Honda si sono nascoste, hanno lavorato in funzione della gara. Bisogna migliorare, ma ci sono molte aree su cui lavorare. L’importante sarà partire nelle prime due file» conclude il forlivese, unico ducatista a non aver utilizzato la carena alata che non sta aiutando troppo Lorenzo.

Botta e risposta

«Non è stata una gran giornata. Nei test ero stato molto competitivo, ora invece faccio fatica ad essere veloce e a fermare la moto» ammette il maiorchino, staccato dalla vetta di 4 decimi. Più o meno la lamentela di Andrea Iannone, nono con la Suzuki («le sensazioni non sono buone, ma non siamo mai stati così vicini ai primi») e mandato a quel paese da Marquez per un contatto alla fine delle prove, durante le prove di partenza. «Si vede che era gasato per essere entrato in top ten, ma non è il momento di giocare: devo pensare al Mondiale» lo sega lo spagnolo. «Pensavo stesse partendo così ho rallentato senza frenare tanto, invece ha aspettato un po’ troppo e l’ho appena toccato. Sai quante volte succede… Una cosa normalissima» replica l’abruzzese.

Neppure i nuvoloni che incupiscono il cielo di Misano (e le previsioni di una gara bagnata) tolgono la luce che brilla negli occhi di Andrea Dovizioso e degli uomini Ducati. Una luce nuova. Mai vista in questo papà trentenne che s’è trasformato in serial winner, quasi dimenticata per il popolo rosso, che non provava certe sensazioni da tanti anni. Per ritrovare un Desmo pilota vincitore di quattro gare in una stagione bisogna tornare al 2009, con Casey Stoner. E dal 2008, l’annata post-mondiale (primo e unico della storia di Borgo Panigale in MotoGP), un ducatista non era in testa al campionato a sole sei gare dalla fine. Non solo. Il forlivese è il primo italiano su una moto italiana ad arrivare alla gara di casa in testa alla top class dai tempi di Gianfranco Bonera. Imola 1974, moto-ere geologiche fa. E se domenica centrasse un altro successo (sarebbe il terzo consecutivo) diventerebbe il primo dopo Valentino Rossi a conquistare tutte e due le gare italiane (Mugello e Misano) nella stessa stagione. Numeri che mettono i brividi. Come le sensazioni che Dovizioso e la Ducati stanno vivendo dopo un inizio di stagione difficile.
«Già il viaggio da casa a qui è stato molto piacevole… un viaggio da leader del Mondiale – sorride Andrea alla vigilia del GP romagnolo che si corre a una sessantina di chilometri dalla sua Forlimpopoli -. E’ una sensazione nuova, molto bella che ce la stiamo godendo. Dobbiamo farlo, perché anche la pressione e le aspettative aumentano. La gente ti ferma per una foto e ti dice: “oh, bisogna portare a casa il Mondiale”. Come se fosse cosa fatta. Invece è ancora lunga».

Sei gare, tutte da correre al massimo per portare a casa il massimo. Senza calcoli. Così almeno assicura il nuovo Andrea, quello definito «un Dovi 2.0» dal direttore sportivo rosso Paolo Ciabatti. «Non esiste avere il braccino, guai a pensare al campionato. Correrò come a Silverstone». Per vincere. Anche perché “l’appetito vien mangiando” è un classico intramontabile e molto meno banale di quello che si pensi. «Quando inizi a vincere non sei mai appagato – afferma il romagnolo -. E’ una droga, ne vuoi sempre di più. E l’obiettivo non è vincere una gara, è un altro…». Ovviamente il Mondiale. Quello che Dovizioso ha vinto nel 2004 in 125 e che nessun italiano che non sia Valentino Rossi ha vinto in MotoGP.
«Logico parlare del campionato, ma non dobbiamo pensare a questa gara come decisiva – analizza freddamente, ovvero alla vecchia maniera, Andrea, che a 6 gare dalla fine ha 9 punti di vantaggio su Marquez e 13 su Vinales -. E’ un gran premio come gli altri di un campionato molto combattuto e aperto. Sono tornato in testa, ma solo due gare fa sembrava che Marc fosse in fuga. Lo stesso pilota che prima dell’estate sembrava fuori dai giochi. No, il Mondiale può cambiare direzione di gara in gara, è ancora tutto imprevedibile». Compreso il ruolo che potrà giocare l’assenza di Valentino.
«Impossibile dire se sia un vantaggio o uno svantaggio, dipende come vanno le gare – dice il ducatista -. Di sicuro è una grossa mancanza e mi spiace per lui che perde la gara di casa e che era in lotta per il titolo. Come è vero che avere un contendente in meno è meglio. Ma restano Marquez, Vinales e pure Pedrosa. E saranno fortissimi sino alla fine».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.