Come vedere la partita Shakhtar Donetsk Napoli Streaming Gratis Rojadirecta Diretta Live Tv

Ovviamente per seguire lo streaming gratis della partita Shakhtar Donetsk Napoli è preferibile avere un abbonamento Mediaset premium attivo.

Effettuando nuovo abbonamento sia la possibilità di seguire la gara da pc e da smartphone tramite l’applicazione premium play.

Altre soluzioni per seguire il Live streaming tra Shakhtar Donetsk Napoli c’è quella di identificare una pagina Facebook o un canale YouTube che trasmette illegalmente la partita.

Ovviamente il più famoso sito di streaming gratis e rojadirecta, ma purtroppo in Italia è stato oscurato, anche se ci sono molti metodi per raggirare il problema.

Ovviamente basta fare un po’ di ricerca sul Web è dalle 20:45 in poi per cercare un link che trasmette la partita in streaming gratis.

Da quasi tre anni lo Shakhtar si è collocato lontano da Donetsk, dopo il quartiere è stato preso d’assedio per colpa degli scontri tra le milizie filo russe l’esercito ucraino. A questo punto anche tutte le strategie della società, che negli ultimi tempi ha fatto la fortuna del crebbe, necessariamente hanno avuto una mutazione e tutto il crebbe calcistico si trova sempre insieme precarietà che ha costretto il crebbe a vendere i suoi giocatori stranieri di punta. Fino a qualche mese fa, lo Shakhtar scendeva in campo a Leopoli, una piccola cittadina al confine della Bologna distante oltre 1000 km da Donetsk.

Il mister del Napoli Maurizio Sarri riuscire a qualificarsi alla fase di Champions League dopo esser riuscito a sconfiggere il Nizza agli spareggi. In questo avvio di stagione con una media buonissima cinque vittorie su cinque partite tra campionato e coppa. Ultimamente, il Napoli è una delle squadre più in forma d’Italia e d’Europa, infatti quest’anno tutti pensano e si aspettano che dica qualcosa.

Il bello del calcio (ch’è stato Lui) è in quella verticalità ostentata, nella piacevolezza di giocate che pure nelle serate meno abbaglianti riescono ad illuminare, nell’autorevolezza di interpreti che evidentemente l’hanno colpito proprio, lì al cuore, dove Sua Maestà va a parare. «Mertens è incredibile per quello che sta facendo». Il bello del calcio (che resta innanzitutto Lui) è in questa versione seducente – nonostante le pause – del Napoli che trascina Diego Armando Mara- dona oltre l’ennesima frontiera, quella mediatica, e gli fa postare i propri pensierini sciolti su una squadra ch’è la Sua:

«Il Napoli sta giocando benissimo». E’ una mozione d’affetto, più che una dichiarazione stringente; è la dimostrazione – l’ennesima – d’un richiamo della pelle, della testa, di quei sentimenti che adesso inondando il web e i social, rilanciando la sintesi di Diego, evidentemente schierato con quel giovanotto che una volta, neanche tanto tempo fa, disse avrebbe voluto vedere nel suo Napoli degli scudetti. «Mi è piaciuto molto Mertens. E mi sono piaciuti anche Hamsik, Jorginho, Koulibaly, Allan».

NESSUN PRONOSTICO. Gli piace questa dimensione un po’ favolistica, questa classifica che induce all’occhiolino, questa dimostrazione di forza che però non spinge ancora a sbilanciarsi, non decisamente. «Il campionato è appena cominciato, siamo soltanto all’inizio. E però adesso citoccheràpoipar- lare di Champions Le- ague». E’ il Napoli 3.0 che l’ha conquistato, che lo ha trasformato e l’ha convinto a chiacchierare, in un brevissimo video monologo postato sui social, un messaggio diretto per quella Napoli della quale è cittadino onorario e per quel Napoli che andò a salutare di persona, recentemente, a Castel Volturno, e che adesso lo inchioda dinnanzi alla tv, perché ci sono momenti in cui bisogna (necessariamente) esserci: «E io sono anche contento che Milik stia per tornare a giocarsi un posto da titolare».

Questo o quello pari sono e però bisogna cominciare ad indirizzarsi verso una formazione, a lanciarsi su un mercoledì che intriga: è la pura legge del turn-over e forse ci sarà tempo (chi può dirlo?) domenica prossima, nel derby con il Benevento, o magari no, converrà anticipare qualcosa. Si cambia ma mica poi tanto, almeno ad annusare l’aria di Castel Volturno: si scaldano i nove-undicesimi di Bologna (quelli che l’hanno cominciata) e gli altri aspettano di capire, semmai ci riusciranno, dai messaggi subliminali che arriveranno dal campo. Se arriveranno.

AHI, CHIRI- CHES. E’ certo, o dovrebbe esserlo, che nel cuore della difesa si sistemerà dall’inizio Albiol, lasciando che Ciriches stia tranquillo: lussazione alla spalla sinistra, chiaramente già ridotta, quanto basta per ritenerlo fuori dai giochi per la sfida con lo Shakthar (magari non dai convocati), nell’attesa di verificare le risposte future che, essendoci dei precedenti, potrebbero anche indurre ad un intervento. Ma si vedrà. Per il momento, ed era già annunciato, lo spagnolo va a fare il regista davanti a Reina, al suo fianco ci sarà Koulibaly e sulle corsie, si può scommettere, Hysaj e Ghoulam.
INCERTEZZA. Qualche inevitabile riflessione tiene vive le serate di Sarri, che dal «Dall’Ara» ha ricevuto una serie di suggerimenti: ci sono un paio di giocatori meno brillanti del solito – Hamsik, cinque sostituzioni su cinque partite; però anche Jorginho – e dunque scelte da fare il capitano rientra nella schiera degli inamovibili, per convinzioni scolpite nel marmo, e magari Diawara, che ha fisicità e può imbattersi in una partita in cui il campo possa aprirsi più semplicemente, si ritrova con qualche possibilità da presumibile titolare: gli è successo una sola volta, in questa fase iniziale della stagione, a Verona, ma potrebbe capitare di nuovo proprio in Ucraina. E sempre là in mezzo vive l’eterno ballottaggio: Allan o Zielinski? Il brasiliano è in condizione straordinaria, corre per due, chiude e riparte, dà energia e ritmo al settore; però Zielinski s’è appropriato delle partite a modo suo, persino segnando, e comunque è garanzia assoluta: in vantaggio, anche pensando alla sfida di domenica prossima, resta ancora Allan.

TRIDENTE. La tentazione di puntare su Milik è legittima ma la capacità di segnare sempre da parte di Mertens (siamo già a tre) scoraggerebbe chiunque e probabilmente riuscirà a farlo pure con Sani: il belga ha più chance, mentre sembra persino inutile chiedersi chi possa giocare a destra e chi a sinistra, terra di conquista di Callejon (da una parte) e di Insigne (dall’altra). Lo scugnizzo però si porta dentro le fatiche della Nazionale: magari va a finire che ci scappi una staffetta a gara in corso, ma questo lo ispirerà solo la partita.

Sa strappare in pochi metri», era ed è ancora il Sarri-pensiero, che ha più e più volte trovato riscontro nei fatti. E Piotr Zielinski sta facendo vedere dell’altro: s’è ad esempio notato che sa anche (e molto bene) sigillare, e con tanto di ceralacca. Suo infatti il terzo gol al Bologna, quello che ha chiuso definitivamente la contesa. Il polacco che continua a lievitare, nonché spesso incantare, s’è fatto trovare come si suol dire al posto e momento giusti. Azione corale, appoggio di Ghoulam a Callejon (che non ha difettato in generosità), ed a Zielinski è bastato solo spingere col sinistro. Non c’è che dire, un bel finale ad effetto – d’un match decollato sul tardi – che ha deliziato la folta platea di marca partenopea. L’ennesimo e ben preciso segnale da parte d’un piccolo genio che ha ormai capito come rubare la scena. Che sa come spaccare le partite ed anche come chiudere i conti.

LA SVOLTA. Entrato nell’ultima mezzora al posto di Hamisk, non è che poi abbia dovuto dannarsi (come in precedenti circostanze) per meritare il sigillo personale, naturalmente accompagnato da un bel voto alto. Certo, il suo ingresso al Dall’Ara ha contribuito non poco a creare i presupposti per una più efficace penetrazione nelle maglie felsinee, a far uscire il Napoli da quella sorta di pantano, ritrovando concretezza ed incisività (sarà un caso, ma gli azzurri sono passati in vantaggio a quattro minuti dal suo ingresso in campo). Solo una, fatta interamente (a Verona), nei cinque incontri sin qui disputati (preliminari compresi), ma era partito titolare anche contro l’Atalanta, avversaria su cui cui due settimane fa aveva apposto il primo timbro stagionale. E sono perciò due di seguito, ma con diverse modalità, poiché coi bergamaschi era riuscito a sbrogliare una situazione complicata con un gol da cineteca. Dando la stura al ribaltone perfezionato da Mertens e Rog.

LA CRESCITA. Insomma, intraprendente e risolutivo. Ed anche multiuso, tenuto conto c’è sempre più la tendenza, da parte del tecnico, di schierarlo come mezzala sia a destra che a sinistra. Rimpiazzando, quando non figura Ira i titolari, ora Allan ora Hamsik. Cosa si può pretendere di più da un giovane talento (ancora 23) seppur a conoscenza – per i trascorsi empolesi – d’una precisa filosofia di gioco, proiettato in una realtà ben più ingombrante? C’è davvero ben poco da eccepire se si vanno poi a considerare anche i numeri precedenti, quelli che rimandano alle 47 presenze della scorsa stagione, fatta di 2450 minuti in campo, ma anche di 6 gol e 7 assist. Così Sarri all’epoca: «Se continua a crescere come personalità e convinzione dei suoi mezzi, è un potenziale fuoriclasse». E Piotr lo spacca-partite sta continuando a prenderlo alla lettera.

Paulo Fonseca (44 anni) non ha fatto fatica a raccogliere, con puntualità e profitto, la pesante eredità lasciatagli (dopo 12 anni di successi) da Mircea Lucescu che ha conquistato 8 campionati ucraini, 7 Super- coppe e 6 Coppe nazionali. Il tecnico portoghese (da calciatore è stato un difensore) dello Shakhtar Donetsk, ha già anticipato ai media ucraini quali saranno le insidie che la sua squadra dovrà affrontare contro il Napoli. «Il nostro è un girone durissimo ma non abbiamo assolutamente paura, esserci era un nostro obiettivo. Certo, va detto che Shevchenko non ha fatto un grande lavoro nel giorno del sorteggio, visto il gruppo che ci è capitato – ha scherzato Fonseca – ma abbiamo dei calciatori ambiziosi e motivati». Fonseca, al suo primo anno in Ucraina, ha firmato il doble- te (campionato e Coppa d’Ucraina) e aver conquistato l’accesso al girone eliminatorio di Champions lo gratifica parecchio.

Ma il suo cruccio è rappresentato da «Napoli e City che vantano due tra i migliori tecnici al mondo, fanno un calcio spettacolare. Ma rispetto molto anche il Feyenoord, nonostante tutta l’attenzione sia rivolta a inglesi e italiani, loro sono campioni d’Olanda e vanno tenuti in considerazione». Lo Shakhtar? «Il nostro club sa quanto sia difficile partecipare alla Champions con questi avversari, ma vedremo dove possiamo arrivare».

AMBIZIONE. Fonseca ha terminato la carriera da calciatore nel 2005 (a 32 anni) nell’Estrela Amadora e ha iniziato dal settore giovanile di questo club la sua avventura da allenatore. Nella stagione 2012-13 è stato ingaggiato dal Pagos de Ferreira con il quale conquista il terzo posto e il conseguente storico accesso ai play-off di Champions League. Nella stagione successiva Fonesca ha sostituito Vitor Pereira sulla panchina del Porto. Coi Dragoes ha vinto il suo primo trofeo da allenatore, ovvero la Supercoppa contro il Vitória Guimaraes. Il 5 marzo 2014, attardato in campionato, fu esonerato. Nel giugno dello stesso anno, ha fatto nuovamente ritorno al Pagos de Ferreira concludendo con un ottavo posto. Il 2 luglio 2015 Fonseca ha firmato un contratto biennale con il Braga. Ottimi i risultati: quarto posto in campionato e Coppa nazionale strappata al Porto. Il 31 maggio 2016 viene ufficializzato il suo ingaggio dallo Shakhtar (contratto biennale) dove ha iniziato alla grande: il 6 maggio scorso vince il campionato ucraino. E poi bissa il successo sconfiggendo in finale di Coppa d’Ucraina i rivali della Dinamo Kiev.

GIOIELLO. Lo Shakhtar rappresenta un’autentica squadra-gioiello. Ha una struttura ben collaudata come del resto è il suo gioco. Ma ormai c’è l’abitudine a competere a questi livelli. La «stella» è Marlos (29 anni) un centrocampista fondamentale in un team che gioca a memoria con il 4-2-3-1.Il Napoli deve stare comunque attento: in questo momento, come sempre a settembre, le squadre ucraine sono al «top» della forma. Il campionato ha già visto lo svolgimento di 8 giornate. Fonseca è già in testa alla classifica (7 vittorie e una sola sconfitta) con la Dinamo Kiev dietro di due punti con una partita in meno.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.