Streaming Milan – Spal Diretta Live Tv Gratis Info Orario Serie A Rojadirecta

La partita Milan – Spal   inizierà alle ore 20:45, è l’anticipo della Quinta giornata di serie A.  Come Vedere Milan – Spal Streaming Gratis è possibile per tutti oggi Mercoledi 20 Settembre alle ore 18:00 grazie a Mediaset e Sky che trasmetteranno la partita su Sky Super Calcio, Sky Sport 1 e Sky Calcio 1, anche in HD (alta definizione), e su Premium Sport e Premium Sport HD.

Benevento – Roma è la quinta giornata del campionato di Serie A.  Alle ore 20:45  il match tra Milan – Spal. Si gioca per la Serie A  edizione 2017-18. streaming gratis per gli abbonati con Sky Go e Premium Play, app alle quali possiamo accedere con laptop, computer, smartphone e tablet.

Come possibili alternative dove vedere Milan – Spal, ci sarebbero, in via non del tutto ufficiale, Video YouTubeFacebook LiveStream e Periscope. Il raccoglitore internet di links online gratuiti Rojadirecta non è più da considerarsi valido, perchè dichiarato illegale in Italia già da un bel po’ di tempo.  La gara che si giocherà domani alle ore 18:00 potrà essere seguita in tv come al solito sui dispositivi di Sky e Premium,oppure collegando il proprio personal computer alla tv con il cavo HDMI grazie al servizio in streaming delle due emittenti, Sky Go e Premium Play. Tuttavia, per vedere in streaming gratis Milan – Spal senza pagare bisogna andare su Rojadirecta oppure siti alternativi ad esso se non funziona: sono però siti pirata illegali, e non possiamo fare altro che sconsigliarne la fruizione.

Sono bastate due gare a Lucas Biglia per prendere in mano non solo il gioco del Milan, ma il Milan stesso. Sì, è vero, l’argentino ha già disputato tre gare da titolare (più lo spezzone finale col Cagliari), ma il debutto dal primo minuto, a Roma contro la “sua” ex Lazio, è una gara che fa poco testo, nel senso che il Milan quella partita non l’ha giocata. I rossoneri sono stati schiacciati da una Lazio che – Montella dixit – ha dato delle sberle che hanno probabilmente fatto bene a tutto l’ambiente. Biglia in quella partita è stato fischiato dall’inizio alla fine e ha forse sofferto più di altri. Ma il regista ha messo subito da parte il grigio pomeriggio romano e con il passaggio dal 4-3-3 al 3-5-2 è diventato ancora più centrale nella manovra della squadra.

MACINA CHILOMETRI

Biglia, prendendo in esame l’ultima gara, quella con l’Udinese, è il calciatore che ha giocato più palloni (110), ne ha recuperati 5 (più di tutti) perdendone solo 1 e ha corso per 11,7 km. Un dato, quest’ultimo, se vogliamo più sorprendete dei precedenti perché l’argentino è stato il giocatore rossonero che ha corso di più, pure del maratoneta Kessie (10,9 km). A dimostrazione che quanto da lui dichiarato due settimane fa ha basi solide su cui poggiarsi: «Mi dà fastidio leggere o sentire che sono soggetto a infortuni. Negli ultimi anni ne ho avuti solo tre a livello muscolare e ho sempre recuperato rapidamente». Frase arrivata un mese dopo il ko muscolare al bicipite femorale della coscia sinistra rimediato l’8 agosto che l’ha tolto dai giochi per 20 giorni. Anche all’Olimpico, fra l’altro, Biglia è stato il giocatore in campo con più metri percorsi: 12.027.

IL 21 GIUSTO

L’impressione è che se Biglia starà bene e non avrà particolari necessità di riposare, Montella raramente farà a meno di lui, soprattutto in questa fase iniziale in cui il Milan, composto da molti giocatori nuovi, deve diventare una squadra e assimilare al meglio i movimenti del 3-5-2. Sistema in cui presto emergerà anche la qualità di Bonucci nella fase di impostazione, ma ora è fondamentale per il Milan appoggiarsi alle sapienti trame di Biglia. Un vero regista per un Diavolo che dal 2012, una volta perso Pirlo, non ha più avuto un geometra puro in mezzo al campo. In quella posizione, infatti, gli allenatori hanno quasi sempre privilegiato un mediano di posizione, vedi Van Bommel, Ambrosini o De Jong, con il solo Montolivo che ha cercato di dettare i tempi non essendo però un vero play alla Pirlo. O alla Biglia, che ha infatti ha scelto come numero il 21 che fu del centrocampista bresciano.

Il Milan dopo quasi 50 anni ritrova la Spal in quel di San Siro. L’ultimo match tra le due squadre in Serie A vide in gol diversi grandi dell’epoca: si giocò il 21 gennaio 1968 e i rossoneri di Rocco si imposero per 3-2 con reti di Sormani, Rivera e Prati, mentre una rete della Spal fu siglata da Bigon che si sarebbe poi trasferito in rossonero nel 1971. Il Milan vinse dunque con le reti di un centrocampista offensivo come Rivera, un attaccante esterno come Prati e un centravanti come Sormani; un “tridente” che questa sera, a suo modo, Montella riproporrà visto che i rossoneri dovrebbero giocare con il 3-4-2-1 con Suso e Calhanoglu a supporto di André Silva, titolare annunciato dopo i 90 minuti trascorsi in panchina con l’Udinese: «André Silva è l’unica certezza che ho – ha spiegato Montella -. Ho apprezzato molto che il ragazzo, nonostante non sia entrato, sia andato a fine gara con i compagni a festeggiare la vittoria sotto la Curva. Cosa mi aspetto da lui? Deve pensare più al gol, avere più rabbia: diciamo che deve inzaghiarsi».

DOPPIO BALLOTTAGGIO

André Silva – 5 gol in Europa League – alla prima da titolare in A, Kalinic, reduce dalla doppietta ai friulani, in panchina: «Sono pochi i giocatori al mondo che possono non fare turnover e io soprattutto agli attaccanti chiedo molto, ho bisogno di freschezza mentale e fisica». Detto di Calhanoglu (per Bonaventura), ballottaggio a destra fra Abate e Calabria e in difesa fra Musacchio e Zapata. Out Montolivo per un affaticamento muscolare.

Amici? Ma quali amici… Stasera a San Siro ci sarà una sorta di rimpatriata, perché Milan-Spal è Montella contro Semplici, ovvero l’ex allenatore della Fiorentina contro l’ex allenatore della Primavera viola quando i due erano entrambi a Firenze, ma anche l’ennesimo ritorno a Milano di Borriello e Paloschi, due che sono cresciuti a Milanello senza riuscire a sfondare del tutto.

STIMA RECIPROCA

Montella e Semplici si sono incrociati a Firenze nel biennio 2012-14: «Ho un rapporto splendido con Leonardo, è un amico – ha raccontato ieri Montella -. Veniva spesso a vedere gli allenamenti e ci confrontavamo. Sono contento di ritrovarlo in A, gli faccio i complimenti per come gioca la sua Spal, una squadra vera, organizzata». Semplici a Milano c’è già stato dieci giorni fa, perdendo 2-0 contro l’Inter, ma uscendo dal campo tra gli applausi. Ma contro l’amico Montella, gli stimoli saranno ancora di più: «Il Milan è una squadra forte e ha un bravo allenatore che conosco bene. Dobbiamo essere consci dei valori in campo, abbiamo il budget minore dell’intero campionato, ma io sono convinto che possiamo salvarci e a Milano cercheremo di fare punti».

LA VOLTA BUONA?

Semplici, però, non scenderà in campo. Lì toccherà a Borriello – 75 partite e 21 reti in rossonero -, autore di un solo gol da ex, proprio a San Siro con la maglia della Roma, rete che decise il match del 18 dicembre 2010 e che scatenò i tifosi del Milan contro di lui vista l’accesa esultanza. Borriello ha affrontato il Milan 15 volte, vincendo 5 gare, pareggiandone 4 e perdendone 6. Ruolino peggiore, invece, per Paloschi – 4 reti in 9 gare da rossonero nel 2007-08 con il fantastico esordio col Siena il 10 febbraio 2008, in gol dopo 20 secondi -, mai a segno da ex e mai vincente in 10 incroci: per lui 4 pareggi e 6 sconfitte. Semplici lo schiererà o gli preferirà Antenucci? In campo dovrebbe esserci anche Salamon, meteora a Milanello senza mai esordire in gare ufficiali.

La circostanza evidentemente è ritenuta merite- I vole di uno strappo alla regola. E’ raro che un allenatore assegni apertamente una maglia in vigilia, e Vincenzo Montella è fra i tecnici più integralisti: molto difficile che gli salti un bottone dalla giacca quando si parla di formazione del giorno dopo. Soprattutto in attacco. Stavolta invece il nome è venuto fuori e non è stato annacquato dai «vedremo» o «devo valutare». No, il responso, a domanda diretta, è stato secco e inequivocabile: «A oggi (ieri, ndr) l’unica certezza che

IL NUMERO

la media voto stagionale di Silva. Fra coppa e Serie A ha giocato 6 gare per un totale di 342’

ho è André Silva». Un allenatore che lancia un suo giocatore ventiquattrore prima può significare diverse cose. Per esempio che quel giocatore ha bisogno di sentire fiducia, e se questa arriva pubblicamente fa ancora più effetto. O magari può anche essere una risposta a coloro – non sono stati pochi – che nelle ultime settimane hanno criticato il tecnico rossonero per la gestione del portoghese, giudicata troppo esigua. Montella peraltro è sempre stato molto chiaro in merito: André ha bisogno di ambientarsi, soprattutto in campionato, e in secondo luogo – ma altrettanto importante – occorre portare più o meno sullo stesso livello tutti gli attaccanti. E Kalinic, che co

munque stasera dovrebbe far coppia con André come a Vienna, era obiettivamente quello più indietro.
RABBIA II calendario comunque corre in soccorso e azzera i potenziali imbarazzi. La scorsa settimana il Milan ha giocato ogni tre giorni, questa anche e la prossima pure. Ci sarà spazio per tutti a prescindere dal rendimento della gara precedente.
Di certo in attacco le poche caselle vuote che restavano si stanno riempiendo. Kalinic ha messo a segno i primi gol rossoneri e stasera Silva, è chiamato a sbloccarsi in campionato, dove parte per la prima volta titolare dopo essere stato il bello di Coppa. Uomo da oltreconfine: cinque gol in Europa League e uno in nazionale. Zero invece in Serie A, dove il tempo trascorso in campo non

l’ha owiamente agevolato: una sola presenza, per 29 minuti complessivi. C’è ancora da lavorarci su, se Montella anche ieri ha chiarito che cosa si aspetta da André: «Essere più cinico significa che deve avere più rabbia da gol, in questo senso deve ancora crescere. Se dovrebbe “montellizzarsi”? Può essere, o magari “inzaghiarsi”». Sebbene il neologismo sia un tantino cacofonico, a Milanello non potrebbe esistere paragone più chiaro: Pippo continua a essere un esempio per tutti in termini di fame e alla porta.

SERENITÀ Di certo il cammino e l’utilizzo di André in campionato per il momento non rispecchiano le potenzialità del portoghese, che sono altissime in rapporto all’età. Una serata da protagonista anche in campionato lo aiuterebbe a consegnarsi nelle mani di Montella, che comunque ne apprezza l’approccio e la serenità d’animo: «Anche se domenica ha fatto panchina è andato a esultare con i tifosi, è una vittoria che ha sentito anche sua». Ma non manca un ammonimento generale: «La competitività interna è qualcosa da accettare, prima i giocatori lo capiscono e meglio è». Visto che il modello di riferimento è Inzaghi, uno che le statistiche era abituato a dominarle, André continuerà a far parlare i numeri. Quelli attuali parlano di 5 gol in 6 partite, uno ogni 68 minuti. f Non gli resta che ascoltare i consigli del suo allenatore: basta inzaghiarsi.

Col alla mano, Montella si è ritrovato improvvisamente in mano una formidabile artiglieria. Si è trascorsa un’estate a chiedersi che attacco avrebbe avuto a disposizione il tecnico rossonero e tra colpi di scena e clamorose conferme, ecco che finalmente, proprio sul fil di lana, il reparto è stato completato con l’arrivo di Nikola Kalinic, che si è andato ad aggiungere a Patrick Cutrone, promosso dalla Primavera, e Andrè Silva, uno dei primi “colpi” per evitare che il prezzo potesse salire ancora. Per i tifosi, che a lungo avevano sognato Morata, poi Aubameyang e infine Belotti, c’è stato bisogno di un po’ di tempo per abituarsi all’idea che invece il superbig non sarebbe arrivato. E’ stato invece piuttosto rapido rendersi conto che quelli presi non erano poi così male e che se magari non c’era nell’organico rossonero il bomber da trenta gol a stagione, comunque c’era un gruppo capace di essere competitivo, a livello realizzativo, con tutti i migliori attacchi del campionato.

l’almanacco

Diceva Galliani, che adesso non è più al Milan ma che qualcosa di calcio ne capiva, che per valutare un attaccante c’è un unico modo: leggere l’almanacco Panini. Adesso magari si va invece su transfermarkt, ma il concetto è lo stesso: un attaccante si valuta dai gol. Punto. Che giochi bene, che sia utile per la squadra, che sappia tenerla alta o bassa, che pressi, che ritorni, questi sono tutti dettagli. Conta quanti gol ha segnato. E al Milan siamo in presenza, chi più chi meno, di gente che ha grande confidenza con la rete avversaria.

I numeri

In questa prima parte della stagione, sicuramente “drogata” dal valore non eccezionale degli avversari affrontati in Europa League, qualificazioni comprese), il Milan ha segnato a raffica. E sono gol che arrivano nella quasi totalità dagli attaccanti. Andrè Silva ne ha realizzati quattro (uno ogni 68 minuti giocati); Cutrone è a quota quattro (uno ogni 105 minuti) e infine Kalinic, sulla carta il titolare ma arrivato troppo tardi per cominciare la stagione da titolare, due (uno ogni 97 minuti). Non c’è bisogno di essere laureati in matematica per capire che gli attaccanti segnano, in media, uno ogni 90 minuti. Ovvero un gol ogni volta che il Milan scende in campo. Considerato che, se non faranno stupidaggini, i rossoneri potrebbe tranquillamente arrivare a disputare tra un minimo di 50 e un massimo di 60 partite, ben si capisce quali siano le potenzialità del reparto. Senza contare che anche Suso (al momento quattro gol) e Borini (uno ) potrebbero dare il loro contributo.

Armonia

Uno degli aspetti importanti è anche l’armonia che regna all’interno dell’attacco. Basta leggere le parole di Cutrone per capire quanto siano tutti affiatati e sospinti da un obiettivo comune: riportare in alto il Milan. «Il mister crede molto in me, Kalinic e André Silva. Entrambi sono molto forti. A Kalinic vorrei rubare il fatto che aiuta tanto la squadra, ad André Silva invece la tecnica. Abbiamo tante partite e avremo tutti spazio. Kalinic mi ha impressionato tanto: sa far gol e aiuta la squadra. Spero di farmi aiutare da lui»

Suso ed il Milan sono ad un passo dalla firma del nuovo contratto che legherà lo spagnolo al club rossonero fino al 30 giugno 2022. L’incontro andato in scena ieri pomeriggio a Casa Milan tra il direttore sportivo rossonero Massimiliano Mirabelli e l’agente dell’attaccante spagnolo, Alessandro Lucci, è servito a definire gli ultimi dettagli dell’accordo che porterà Suso a guadagnare 3 milioni di euro all’anno, facendolo diventare uno dei giocatori più pagati della rosa rossonera. Una notizia, quella della totale sintonia tra club e agente, che potrà certamente far sorridere Suso, apparso un po’ irritato nel corso della sfida contro l’Udinese per non esser riuscito a trovare immediatamente il feeling con la posizione da seconda punta dietro Kalinic. Ci vorrà un po’ di tempo prima che ci riesca, visto che non gioca con costanza in quel ruolo dal semestre passato al Genoa agli ordini di Gasperini, ovvero due anni e mezzo fa.

Nuova chance

Ma Vincenzo Montella, salvo ripensamenti nella rifinitura di oggi pomeriggio che seguirà la conferenza stampa in programma alle 12.30 a Milanello, dovrebbe dargli nuovamente fiducia dal primo minuto, anche se gli potrebbe cambiare il partner d’attacco, visto che André Silva è stato “preservato” proprio per la sfida con la Spal per un tandem tutto iberico che dovrà portare nuovamente gol e punti alla squadra rossonera, mentre Kalinic – che ha giocato dall’inizio sia domenica sia giovedì scorso in Europa League – si dovrebbe accomodare in panchina. E chissà che oltre ai punti, anche Suso possa tornare a sorridere visto che, ora, manca solo la chiamata finale per recarsi a Casa Milan per firmare il prolungamento del contratto con il club di via Aldo Rossi, visto che quello attualmente in vigore scadrà nel 2019.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.