Streaming Roma – Udinese Diretta Live tv Info e orario gratis rojadirecta

La partita Roma – Udinese   inizierà alle ore 15:00, è l’anticipo della Sesta giornata di serie A.  Come Vedere Roma – Udinese Streaming Gratis è possibile per tutti oggi Sabato 23 Settembre alle ore 18:00 grazie a Mediaset e Sky che trasmetteranno la partita su Sky Super Calcio, Sky Sport 1 e Sky Calcio 1, anche in HD (alta definizione), e su Premium Sport e Premium Sport HD.

Roma – Udinese è la sesta giornata del campionato di Serie A.  Alle ore 20:45  il match tra Roma – Udinese. Si gioca per la Serie A  edizione 2017-18. streaming gratis per gli abbonati con Sky Go e Premium Play, app alle quali possiamo accedere con laptop, computer, smartphone e tablet.

Come possibili alternative dove vedere Roma – Udinese, ci sarebbero, in via non del tutto ufficiale, Video YouTubeFacebook LiveStream e Periscope. Il raccoglitore internet di links online gratuiti Rojadirecta non è più da considerarsi valido, perchè dichiarato illegale in Italia già da un bel po’ di tempo.  La gara che si giocherà domani alle ore 18:00 potrà essere seguita in tv come al solito sui dispositivi di Sky e Premium,oppure collegando il proprio personal computer alla tv con il cavo HDMI grazie al servizio in streaming delle due emittenti, Sky Go e Premium Play. Tuttavia, per vedere in streaming gratis Roma – Udinese senza pagare bisogna andare su Rojadirecta oppure siti alternativi ad esso se non funziona: sono però siti pirata illegali, e non possiamo fare altro che sconsigliarne la fruizione.

Napoli e Juventus sono apparentemente lontane. Di Francesco, forte del recupero da disputare contro la Sampdoria e dell’impegno odierno contro l’Udinese, è convinto però di risalire: «Possiamo competere, anche se loro sono un po’ più solidi». E poco male se le prime due in classifica hanno due giocatori come Mertens e Dybala in grado di cambiare la partita in un minuto: «Anche noi abbiamo giocatori con qualità notevoli in grado di farci fare il salto di qualità – fa notare l’allenatore – Dzeko può essere uno di questi, con la rabbia e la voglia di lavorare per la squadra che rappresenta il salto di qualità. Però noi crediamo molto nel collettivo e ci siamo basati su questo per costruire la squadra». Sette gol e due vittorie facili contro Verona e Benevento necessitano di una conferma già nel pomeriggio contro i friulani: «Dobbiamo avere lo stesso atteggiamento delle ultime gare. L’Udinese ha valori importanti e un bravo allenatore, sta raccogliendo meno rispetto a quello che ha seminato». Un po’ quello che era accaduto a lui dopo il ko con l’Inter che gli era valso qualche critica di troppo. Di Francesco fa finta di nulla: «Tutto il mondo è paese, succedeva anche a Sassuolo. Non mi piace quando si parte prevenuti, per il resto cerco di farmi scivolare tutto addosso. Mi sento a mio agio qui dentro e fuori». Come lui, ma in campo, c’è Florenzi: «Può essere davvero un jolly, può fare qualunque cosa. Lui ha sempre lo stesso viso, è sempre disponibile. Ho un’idea sul suo ruolo ideale ma non lo dico, altrimenti poi se mi sbaglio…(ride, ndc)». Dando seguito al turnover e alla regola dei cinque cambi, oggi rispetto a Benevento sono pronti a tornare titolari Manolas, Florenzi, De Rossi, Nainggolan e El Shaarawy. Defrel ha un problema alla caviglia sinistra e dovrebbe partire dalla panchina. In avanti, almeno dall’inizio, tridente inedito Perotti-Dzeko-El Shaarawy.

Qui Udinese

Si parla già di fiducia a tempo per Delneri alla guida dell’Udinese, ma lui a poche ore dalla sfida contro la Roma taglia corto. «L’allenatore è sempre in discussione, perché dipende dai risultati – dice -. Nel calcio italiano contano più del gioco, ma bisogna migliorare e dare un apporto maggiore. Il tecnico deve rispondere, è lui il responsabile di quello che accade». E la sfida di Roma è di quelle che non aiutano quando c’è da riportare serenità. «I giallorossi hanno trovato l’assetto, è una squadra che ha cambi importanti e giocatori di spessore, lotta in Champions e in campionato. Noi andiamo a fare la nostra partita, spero che i ragazzi giochino sereni e non sentano pressioni». Anche se la quinta sconfitta in sei giornate potrebbe essere l’ennesimo macigno duro da digerire per i Pozzo.

Ha vissuto momenti peggiori. Adesso che si comincia a vedere la sua Roma a Eusebio Di Francesco interessa soprattutto evitare cali di tensione. Contro l’Udinese può arrivare la terza vittoria di fila, mai nessun allenatore aveva cominciato con i suoi numeri al primo campionato alla guida di una grande. E non si fida dell’Udinese, che ha fatto soffrire il Milan e ha bisogno di punti per evitare la crisi tecnica. La Roma per restare nella scia di Juve e Napoli deve continuare a vincere, punta in alto e il suo allenatore non la ritiene inferiore alle prime della classe. Di Francesco non si nasconde: «Alleno una squadra forte, che può competere con Juventus e Napoli, anche se loro hanno dimostrato di avere in questo momento maggiore solidità, grazie alla continuità con i rispettivi allenatori. Noi invece abbiamo cambiato un insieme di cose, non solo in panchina, però sono convinto che pian piano stiamo recuperando terreno, convinzione e consapevolezza. È questo che secondo me mancava nella squadra e anche nell’ambiente. E queste vittorie ci devono dare ancora maggiore forza. Juve e Napoli sono già consolidate e competitive, noi dobbiamo proseguire il nostro percorso di crescita per avvicinarci sempre più a loro».

PERICOLI. I tre punti contro l’Udinese sono fondamentali per proseguire l’inseguimento, per continuare a crederci: «Questa partita rappresenta un’insidia, dobbiamo avere lo stesso atteggiamento avuto con Verona e Benevento in termini di determinazione, predisposizione e voglia di giocare insieme. Dobbiamo partire con la stessa forza. Davanti abbiamo un avversario con valori importanti rispetto alla classifica, un allenatore che prepara sempre al meglio le partite e oggi come oggi sta raccogliendo meno di quello che ha seminato».
Ancora turn over, ma a un centravanti come Dzeko in questo momento non si può rinunciare. Così come ad Alisson e Kolarov, altri due titolari indiscussi, gli unici sempre presenti dall’inizio: «Anche contro l’Udinese giocheranno tutti e tre. Poi con Qarabag e Milan valuteremo in base alle condizioni, essendoci anche trasferimenti da tenere in considerazione. Adesso però è giusto sfruttare questo loro momento positivo e l’entusiasmo che hanno dimostrato di avere. Il turnover quando arrivano i risultati aiuta. Tutti sono indispensabili per raggiungere un obiettivo importante. Io dal primo giorno ho sempre parlato di collettivo, mai di individualità». Due giocatori per ruolo, nessuno può considerarsi titolare.

Di Francesco tiene sulla corda i suoi uomini e dopo il chiarimento con Dzeko, adesso indica il bosniaco tra i top player del campionato: «Nellacostruzione di questa Roma ci siamo basati più sul collettivo. Secondo me noi abbiamo giocatori importanti con determinate qualità. Dzeko può essere uno di questi, quando ci mette rabbia è fondamentale. I grandi giocatori ti fanno vincere le partite, ma meglio vincerle insieme. È questo che stiamo costmendo».

L’ATTESA. Di Francesco aspetta di poter inserire Karsdorp e Schick, i due acquisti più importanti. Entrambi sono ancora fermi per infortuni muscolari: «L’olandese ha avuto questo problema che ha frenato la sua crescita fisica. Vale perlui come per Schick, è importante allenarli bene prima di metterli in campo, senza fretta. È normale che li vorrei avere subito a disposizione per avere delle valide alternative, perché sono giocatori in cui sia io sia la Roma crediamo moltissimo e su cui è stato investito tanto. Però non sono ancora nella condizione giusta per essere inseriti». Forse sarebbe stato meglio non far fare a Schick quel quarto d’ora contro il Verona, ma c’era grande attesa nei confronti del centravanti ceco. Adesso Di Francesco aspetterà tutto il tempo necessario.

La nuova vita di Bruno Peres. Il brasiliano è cambiato rispetto alla prima stagione in giallorosso, in campo e fuori. Ha capito che può dare molto di più ed è passato a un altro stile di vita. Ha fatto venire i suoi genitori dal Brasile e per stare più comodi ha preso una casa nuova all’Axa, con tanto di piscina. I genitori Dionei e Maria Lucia da Silva hanno raggiunto i due figli Bruno e Murillo Moura a Roma.

La famiglia si è riunita e la sera si ritrovano spesso a cena insieme. Bruno raramente fa tardi. Un’altra vita rispetto alla passata stagione, quando ebbe un incidente con l’auto al centro di Roma nel cuore della notte. Adesso i signori Pe- res sono tornati in Brasile per un periodo di vacanza, ma presto voleranno di nuovo verso Roma.

NUOVA DIETA. Bruno è cambiato fuori dal campo e anche atleticamente. Ha fatto un lavoro di potenziamento muscolare, ha cambiato alimentazione. Prima beveva troppa Coca Cola e mangiava sempre biscotti, adesso beve acqua e mangia verdure. Segue la dieta mediterranea. Il difensore brasiliano è molto resa evangelica anche a Roma con Castan. Spesso si ritrovano a casa di amici a pregare con un pastore che officia la Messa. Alla Roma adesso è molto contento. Ha un ottimo rapporto con Di Francesco, si trova bene con lui, il tecnico lo ha aiutato a migliorarsi.

In questi mesi con il nuovo allenatore ha lavorato molto sulla parte tattica, soprattutto a livello difensivo. Si è irrobustito in palestra. Anche a casa ha uno spazio dover fa potenziamento e si allena anche da solo. Lo ha fatto anche quando era infortunato, ha acquistato un apparecchio negli Stati Uniti che si indossa come un paio di pantaloncini tecnici e che aiuta a potenziare il tono muscolare delle gambe.

Aldair è tornato a vivere a Roma da qualche mese. Ha ripreso a frequentare Trigoria, ogni tanto va a trovare il suo ex compagno Di Francesco e ha una parola buona per i suoi connazionali che giocano nella Roma. Ieri ha aperto la stagione della sua scuola calcio, Alda Roma, al circolo Le Palme sull’Aurelia, giunta al quarto anno. Si diverte a insegnare calcio ai bambini facendoli divertire. Ogni tanto esce la sera con gli altri brasiliani, un Churrasco, una birra e poi a casa. Aldair è un po’ il fratello maggiore per Bruno Peres, Juan Jesus, Alisson, Castan e Gerson, conosce Roma, sa come muoversi. Da qualche mese è molto vicino a Bruno Peres, lo aiuta a migliorare, da grande difensore gli dà qualche consiglio su come migliorare quando attaccano gli avversari.
I PROGRESSI. Aldair è convinto che Bruno Peres possa crescere ancora:

«Quest’anno è migliorato, credo che lui sia sempre stato un ragazzo che ha spinto tanto sulla fascia, ma dall’inizio di questa stagione è più attento alla fase difensiva, spinge un po’ meno, ma questo miglioramento piace all’allenatore. Da qualche mese Bruno è più impostato fisicamente, ha lavorato molto anche da solo, l’ho visto bene, potenziato muscolarmente. Adesso la fase difensiva la sta facendo bene, ha fatto una buona preparazione durante il precampionato, ha giocato alla grande e ha cominciato in modo positivo anche il campionato. Poi, si è infortunato, ma adesso è tornato ai suoi livelli». Aldair ha imparato a conoscerlo: «E’ un bravo ragazzo, vive per il calcio, gli piace giocare, si intristisce quando resta fuori, questo è tipico dei brasiliani. Da qualche mese è più attento alla sua vita privata, ha imparato a come muoversi, anche perchè qui a Roma si viene a sapere tutto. Il suo rendimento è cambiato e questo è un fatto molto positivo».
CONSIGLI. Il grande campione brasiliano è diventato suo amico: «Qualche consiglio glielo dò anche io, gli ricordo che anche Cafu all’inizio non era molto attento alla fase difensiva e poi si è applicato. Questo deve fare anche lui. Credo che Bruno abbia le qualità per diventare un grande difensore, può fare tutta la fascia, anche la fase difensiva, che è fondamentale per un bravo terzino

Dzeko a caccia di Da Costa. L’attaccante bosniaco ha ripreso a segnare, già cinque reti in questo campionato, quattro nelle ultime due partite. Finora ha messo a segno dieci doppiette solo in campionato e una in Europa Le- ague. E’ entrato già nella storia della Roma. E’ tra i grandi bomber giallorossi di sempre ad aver segnato più doppiette. Con quella di Benevento ha agganciato Vincenzo Montella e scavalcato Balbo, Pruz- zo e Volk. Con un’altra raggiunge il grande Da Costa e si avvicina a Delvecchio e Manfredini, al secondo posto di questa speciale classifica. Difficile pensare di poter arrivare al record di Totti, che ha all’attivo nella sua straordinaria carriera 46 doppiette. Un dato

importante per Dzeko, se si considera che ha appena cominciato la sua terza stagione in giallorosso, mentre tutti gli altri campioni del passato vantano una più lunga militanza.
IL RISCATTO. E’ un momento d’oro per il centravanti della Roma, capocannoniere uscente della serie A e preteden- te al trono del gol anche in questo campionato. Un’altra doppietta, la più importante, l’ha messa a segno nella vita privata. All’inizio del mese Edin è diventato papà per la seconda volta. La moglie Amra gli ha regalato il secondo figlio, Dani, nato a Roma, che fa compagnia alla sorellina Una.

PILASTRO. Dzeko è stato bravissimo a dimostrare il suo valore dopo aver incontrato difficoltà nella prima stagione in giallorosso. Nel finale del campionato era finito spesso in panchina con Spalletti, che aveva scelto il tridente leggero con Perotti falso nue- ve. Ma poi nello scorso campionato Dzeko ha conquistato tutti e non è più uscito di squadra. E’ diventato uno dei leader dello spogliatoio, un trascinatore in campo, anche se ogni tanto ha qualche pausa. Fa gol da intenditori, a volte sembra lento e macchinoso, ma è forte di testa, gioca con i due piedi, è difficile portargli via il pallone, è una sponda utilissima per la squadra.

Nella seconda metà degli Anni 90, come racconta la foto qui accanto, sono stati tutti e tre insieme nella Roma di Zeman per un paio d’anni. Una mezz’ala, un esterno d’attacco con i tratti tipici del giovane fenomeno e un regista. E oggi due su tre sono diventati allenatori. Nella foto il primo da sinistra è l’attuale tecnico giallorosso, Eusebio Di Francesco. Quello al centro, invece, fa il ct dell’Italia Under 21 da oltre quattro anni ed è lui a parlare delle possibilità che anche il terzo, l’ex capitano della Roma (a destra), possa un giorno sedersi in panchina nelle vesti di tecnico: «Totti – commenta Gigi Di Biagio – può fare tutto grazie al carisma che ha. Tutto, sì, anche l’allenatore». Sono amici, Di Biagio e Totti, si conoscono da oltre vent’anni e hanno condiviso lo spogliatoio dell’Italia oltre a quello della Roma.

CAMPO E PANCHINA. Il tema, oggi, è quello che parla di Totti impegnato nel corso allenatori. Il ct dell’Under sull’argomento ha un punto di vista di cui si è discusso tante volte, in ambiti diversi: c’è una linea di pensiero secondo la quale è più facile diventare tecnici quando da calciatori si è stati centrocampisti. «Trovo difficile – racconta Di Biagio all’incontro promosso dall’Us Acli a Roma sul tema “fare squadra, agire con lo spirito di gruppo” – che un bomber possa gestire facilmente una squadra, anche se poi ci sono le eccezioni come ad esempio Montella, che è bravissimo…». Per Totti, dopo i primi passi da dirigente, si sta aprendo questa nuova avventura. Di Biagio, da vecchio compagno di campo, si dice sorpreso: «Solo per il fatto che Francesco si stia mettendo in discussione e si stia mostrando curioso di capire il mondo che lo circonda mi sta sorprendendo, perché non è da lui». Poi una rivelazione: «So che negli spogliatoi sposta le pedine sulla lavagna di Di Francesco per capire i movimenti. Per lui questa è nuova una sfida».

PERCORSO. L’ex numero 10 della Roma ha appena iniziato il percorso. «Non so se Totti alla fine potrà davvero fare l’allenatore – chiude Di Biagio – ma so che per il carisma che ha può fare tutto. L’importante è che dovrà capire lui cosa fare da grande». Per vedere Totti in panchina, nel caso, ci sarà tempo. Intanto, però, il vecchio amico di Roma e di Nazionale, ha detto che i presupposti caratteriali ci sono.

AZZURRO. Di Biagio, intanto, si prepara alle prossime due amichevoli della sua Under 21. Gli azzurrini affronteranno l’Ungheria a Budapest (giovedì 5 ottobre) e il Marocco a Ferrara (martedì 10 ottobre) sulla strada dell’Europeo di categoria che l’Italia ospiterà nel 2019, rassegna che metterà in palio anche quattro posti per l’Olimpiade di Tokyo del2020. La sorpresa delle convocazioni di Di Biagio, sempre per restare in ambiti giallorossi, potrebbe essere Marco Tumminello, attaccante classe 1998 che dalla Roma si è trasferito in prestito al Crotone segnando il primo e unico gol della squadra di Nicola mercoledì scorso a Bergamo. Pellegri? Ancora no: «Lo seguiamo da quando aveva 15 anni – dice Di Biagio – ma ora serve di più all’Under 19 per le qualificazioni europee. Più avanti sarà con noi…»

Quattro anni vissuti felicemente in Friuli, addirittura sette (con uno scudetto vinto) nella Capitale. Una fetta importante – se non decisiva – della vita calcistica di Abel Balbo andrà in scena proprio oggi pomeriggio alle 15, allo stadio Olimpico, quando la Roma ospiterà l’Udinese dell’ex Delneri per provare ad allungare la sua serie positiva. E per uno che vive ancora a Roma ma che appena può vola via a Udine, è ovviamente la partita del cuore. «Ma non chiedetemi dove si vive meglio, sono due città troppo differenti tra di loro, ad iniziare dalla dimensione – dice l’ex attaccante argentino – Io mi sono trovato benissimo in entrambi i posti, per me restano due città splendide. Anche se, a modo loro, sono diverse».
E allora, che partita si aspetta di vedere oggi?
«Interessante. Per l’Udinese, è ovvio, non sarà semplice, visto il potenziale che può mettere in campo la Roma. Ma attenzione, non sarà semplice neanche per i giallorossi. L’Udinese l’ho vista contro il Milan, è una squadra quadrata, ostica. Non sarà facile da superare».
La Roma però è in crescita.
«I giallorossi migliorano di gara in gara, le ultime due vittorie aiutano a lavorare con più serenità. C’è da migliorare ancora qualcosa, ma come in tutte le squadre ad inizio stagione».
Di Francesco si sta prendendo qualche rivincita importante rispetto
allo scetticismo iniziale…
«Eusebio si è guadagnato la Roma con i risultati e il lavoro. È un allenatore capace e un ragazzo intelligente, per me è un’ottima scelta. Certo, non avrà l’esperienza che aveva Spal- letti ad alti livelli, ma conosce bene la piazza. E poi nelle prime partite ci sta anche non giocare bene. I giallorossi, però, hanno faticato solo con l’Atletico. Ma stiamo parlando di una squadra che viene da due finali di Champions in 4 anni, non di un club di B. Poi, con Verona e Benevento hanno vinto con la sigaretta in bocca».
Lei che è stato allenato da Ze- man, che differenze nota?
«Per me sono diversi. Nel senso
che lo schema è lo stesso e magari anche alcune indicazioni ai giocatori sono simili. Ma la filosofia è molto più italiana. Di Francesco sa che le partite si possono vincere anche 1-0, non è detto che si debbano per forza segnare 7-8 gol. Sa che le gare vanno gestite, è molto più equilibrato del boemo».
Da bomber, Dzeko può ripetere i risultati della scorsa stagione?
«Edin sta facendo molto bene, anche se l’anno scorso ha fatto qualcosa di straordinario. Ha ripreso da dove aveva finito, sarà ancora fondamentale. Anche perché, per me, un altro centravanti come lui la Roma in rosa non ce l’ha».
Schick, quindi, lo vede più come esterno?
«Al di là del ruolo, Schick è un ragazzino. Con tanto talento, ma ancora giovanissimo. Va gestito senza bruciarlo, avrà bisogno di un anno di ambientamento in una piazza difficile come Roma. Da questo punto di vista, Di Francesco è una garanzia per la sua crescita. Il futuro poi sarà suo, ma non il presente. E non sarebbe neanche giusto caricarlo subito di pressioni e responsabilità».
Quindi, Dzeko può rivincere la classifica dei marcatori?
«Di certo lotterà fino alla fine per il bis, anche se secondo me
il favorito è Mertens: segna tanto, gioca in una squadra perfetta, che produce calcio. Nella corsa, però, ci sono anche leardi, Belotti e non dimenticherei Higuain. Nonostante la falsa partenza del bianconero».
Davanti, invece, l’Udinese si affida a Maxi Lopez…
«Un centravanti di esperienza, anche se secondo me uno che può fare molto bene è Bajic. E poi mi piacciono molto De Paul e Fofana, due giocatori che da Udine presto prenderanno il volo per andare a giocare in qualche grande club».
Che campionato si aspetta dall’Udinese?
«Non faticherà a centrare l’obiettivo salvezza, anche perché in fondo vedo squadre desolanti. Sono deluso da Sassuolo, Verona, Benevento… E comunque Delneri è molto preparato, farà ancora bene».
Per chiudere, chi vincerà il campionato?
«Per me Juventus, Napoli e Roma sono ancora un gradino più avanti delle due milanesi. Che, comunque, si sono avvicinate molto. Di certo, il campionato sarà molto più equilibrato che in passato. Speriamo solo non rivinca la Juventus: 7 titoli di fila non sarebbe una bella pubblicità per il calcio italiano».

La domanda è diretta: Scuffet ha assorbito la botta dopo l’errore con il Torino? Intende concedergli un turno di riposo? Il tecnico dell’Udinese Gigi Delneri risponde testuale: «Vediamo. Non ha assorbito la sconfitta, come nessuno di noi, ma non ho ancora deciso. Il singolo può commettere un errore, l’importante è che sia un errore che fa migliorare». Insomma, se interpretiamo bene le parole dell’allenatore bianconero oggi a difendere la porta dell’Udinese all’Olim- pico non ci sarà Simone Scuffet, ma il 39enne Albano Benjamin Bizzarri. La mancata presa sul destro di Ljajic poi trasformata in gol da Belotti potrebbe costare il posto (momentaneamente?) al giovane portiere friulano. La certezza la si avrà oggi all’annuncio delle formazioni, anche perchè durante la notte Delneri potrebbe anche aver cambiato idea. E perchè un’esclusione oggi, difficilmente non sarebbe replicata poi nel prossimo turno in casa con la Sampdoria.

ERRORI La scelta non è facile. Il patron Gino Pozzo si è preso un rischio affidando la porta a un ragazzo di 21 anni reduce da una stagione in panchina e da un precedente campionato vissuto in B a Como. Già tre anni fa la società avrebbe voluto confermare Simone, fatto esordire in Serie A da Francesco Guido- lin, ma Andrea Stramaccioni si oppose e chiese di lasciargli in rosa Karnezis. Stavolta è stata fatta una scelta diversa, quasi obbligata anche per capire il reale valore del talento Scuffet. All’esordio contro il Chievo Si- mone si è fatto uccellare da Bir-

sa, mercoledì il patatrac contro il Toro. In mezzo la gara senza subire gol contro il Genoa e la convincente prestazione con il Milan.
PRECEDENTE Delneri, che 13 anni fa visse a Roma un’esperienza poco fortunata, arriva

all’Olimpico per la prima volta con l’Udinese. Due anni fa col Verona mandò di traverso l’esordio a Luciano Spalletti (1-1 il risultato finale) : oggi, visto il momento della sua squadra, firmerebbe per un simile risultato.
IN DISCUSSIONE Tre punti in cinque gare, finora in questa stagione, sono un bottino magro e il tecnico dell’Udinese non si nasconde: «Io in discussione? Un allenatore lo è sempre, nel calcio italiano i risultati contano più del gioco. Sappiamo – continua Delneri – che possiamo sbagliare in tanti, ma poi a pagare è sempre uno solo. Io sono sereno perché vedo che la squadra è propositiva e ha futuro. Futuro che non si vedeva, invece, dopo le prime 2 sconfitte di campionato. Io spero solo – conclude l’allenatore – che la squadra giochi serena, senza pressioni e che metta in campo le sue qualità».

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