“Quando mi ha detto che voleva che le mettessi dello smalto nero sulle unghie delle mani per coprire quella striscia verticale – ha scritto Jean nel post che è stato condiviso migliaia di volte e ripreso da tutta la stampa locale – ho subito capito che c’era qualcosa che non andava. In altri centri le avevano detto che poteva essere dovuto a mancanza di calcio, qualcosa di ereditario o che si trattava semplicemente di un ematoma dovuto a una botta. Ma non mi convinceva. Così le ho consigliato di rivolgersi a un medico“.  La donna non ha perso altro tempo e si è sottoposta ad una serie di analisi, fino alla diagnosi: si trattava di un melanoma in stato avanzato e che si era già diffuso ai linfonodi.

“Anche se molto probabilmente i cambiamenti o gli strani segni che possono comparire sulle vostre unghie non sono nulla di cui preoccuparsi – ha continuato l’estetista -, bisogna sempre prestarci attenzione. Tenete d’occhio le dita dei vostri cari più anziani e di quelli che non sono in grado di notare certi tipi di cambiamenti. La diagnosi precoce può fare la differenza”. In questo modo, ha potuto salvare la vita alla sua cliente, che ha immediatamente cominciato le cure. Al quotidiano inglese The Sun, Walayat Hussain, portavoce della British Association of Dermatologist, ha anche sottolineato come “il melanoma subunguale sia una forma abbastanza rara di melanoma caratterizzata dalla presenza di una striscia isolata e pigmentata che attraversa l’unghia e, sebbene esistano anche altre cause per spiegare tale pigmentazione, la sua presenza su una sola unghia può essere un segnale da non sottovalutare e vale sicuramente la pena farsi controllare da un medico”.

Il melanoma è la quinta neoplasia maligna più comune nel Regno Unito con oltre 13.000 casi diagnosticati nel 2011 e la sua incidenza è in rapido aumento. Nel Regno Unito esiste una certa variabilità nella pratica clinica, in particolare per quanto riguarda l’utilizzo della dermoscopia e della fotografia, l’accessibilità alla biopsia del linfonodo sentinella, il dosaggio della vitamina D, le informazioni ai pazienti, le strategie di follow-up incluso l’utilizzo routinario di imaging. Gruppi di pazienti hanno riportato che ricevono informazioni inadeguate sulle possibili opzioni terapeutiche.

Ogni anno nel nostro paese 9000 persone ricevono la diagnosi di melanoma. Il melanoma tumore della pelle nasce dalle cellule che si adoperano a formare il pigmento, può nascere o direttamente sulla pelle oppure da un neo preesistente, ed è questo il motivo per cui teniamo sotto controllo i nei, sia per cogliere quelli di tipo potenzialmente pericolosi ma anche per cogliere melanoma nella sua fase iniziale che può essere confuso con un normale neo. Il neo con caratteristiche inconfondibili: asimmetria, bordi irregolari, e colore disomogenea con dimensione aumento, è un segnale che deve farci preoccupare.

In casi dubbi il demonologo sottopone il paziente ad un epi luminescenza, un occhio elettronico molto preciso. Questa pratica due obiettivi fondamentali, la prima a ridurre le asportazioni inutili, individuare le vere zone d’asportare, inoltre c’è anche la parte di software che permette di archiviare tante immagini e poter controllare oggettivamente nel tempo.

La terapia del melanoma in primo luogo chirurgica, ma la rimozione di un neo sospetto non deve preoccupare, può fare tranquillamente un intervento ambulatoriale in anestesia locale. Mediamente la zona d’asportare è il doppio della superficie del neo, l’importante trasportare il neo fino in profondità.