“Stupro più inaccettabile se commesso da profugo”, è bufera sulle dichiarazione del Presidente Serracchiani

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Hanno destato parecchie polemiche le parole utilizzate dal presidente della Regione Friuli Venezia Giulia per commentare il tentativo di stupro subito martedì scorso da una giovane di Trieste. E’ dunque bufera ormai da diversi giorni su Debora Serracchiani la presidente del Friuli Venezia Giulia che commentando il tentativo di stupro subito da una minore di Trieste da parte di un cittadino iracheno richiedente asilo, ha affermato: “La violenza sessuale è un atto odioso e schifoso sempre, ma risulta socialmente e moralmente ancor più inaccettabile quando è compiuto da chi chiede e ottiene accoglienza nel nostro Paese“. In seguito a queste dichiarazioni, sono stati tanti i commenti da parte di esponenti della politica italiana, i quali hanno condannato questa affermazione e molte critiche sembrano essere arrivate anche dai social.

Il primo a schierarsi contro le dichiarazioni di Debora Serracchiani è stato Francesco LaForgia, presidente dei deputati di Articolo 1- mdp a Montecitorio, il quale ha dichiarato:” Qui non si tratta, solamente, della deriva di un partito, che mi interessa meno. Ma dello scivolamento di un intero paese sul piano della civiltà, innanzitutto nell’uso delle parole. Spero che qualcuno fermi questo delirio”. Come già abbiamo anticipato, le parole pronunciate dal presidente della Regione Friuli Venezia Giulia pare abbiano cominciato a circolare sul web scatenando l’indignazione di molti utenti social e poi le critiche sono anche arrivate da Roberto Saviano che su Facebook ha scritto: “E Matteo Salvini saluta l’ingresso di Debora Serracchiani nella Lega Nord. Spero la candidi lui, perché se la candida ancora il Pd, significa che il Pd è diventato la Lega Nord”.

“Esprimo tutta la mia vicinanza e solidarietà alla ragazza che ha subito un tentativo di stupro la sera del 9 maggio a Trieste. La violenza sessuale è un atto odioso e ripugnante sempre, e il movimento delle donne ha lottato vent’anni proprio perché fosse definito un reato grave contro la persona, ottenendo una legge solo nel 1996”, dichiara in una nota Maria Cecilia Guerra, capogruppo di Articolo 1 – Movimento Democratico e progressista al Senato. ” E’ sbalorditivo dunque che la Presidente Debora Serracchiani abbia bisogno di cercare aggravanti ulteriori ad un fatto che, per sua stessa natura, non può averne alcuna. Che il presunto colpevole sia italiano o straniero non fa e non deve fare alcuna differenza”.

Alcuni consiglieri del Pd del Comune di Milano, Paola Bocci, Natascia Tosoni, David Gentili, Simonetta D’Amico, Sumaya Abdel Qader, Diana De Marchi, Elena Buscemi, Angelica Vasile e Angelo Turco, hanno replicato: “Siamo sconcertati da questa dichiarazione a commento dello stupro avvenuto a Trieste”. Poi nella giornata di giovedì, Serracchiani ha pubblicato un tweet per cercare di spiegare meglio la sua posizione, scrivendo che non esistono stupri di serie A o di Serie B, visto che tutti ugualmente atroci.

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