Taglio del ticket all’orizzonte, la proposta del Ministro Lorenzin “Valgono 3 miliardi su 113”

Rivoluzione all’orizzonte per il sistema dei ticket sanitari, è questa la novità annunciata dalla Ministra della Salute Beatrice Lorenzin, nel corso di un’intervista condotta nei giorni scorsi e mandata in onda su La7. Il ticket sanitario è conosciuto da tutti per essere una tassa introdotta nel 1982, che il cittadino paga in cambio di determinate prestazioni sanitarie fornite dallo Stato ed attualmente riguardano le prestazioni specialistiche comprendenti visite, esami strumentali e analisi di laboratorio, ma anche le prestazioni di pronto soccorso, le cure termali e le prestazioni farmaceutiche, solo nelle regioni che hanno autonomamente deciso di introdurli.

La revisione del sistema dei ticket sanitari, era una delle questioni più spinose contenute dal Patto per la Salute siglato nel 2014, e non a caso è ancora sul tavolo ben lontana da una soluzione, ma oggi torna d’attualità grazie al Ministro Lorenzin che, come anticipato, ha annunciato per la prossima settimana una convocazione per le Regioni, proprio a tal scopo.

Il Ministro Lorenzin, nel corso dell’intervista ha ribadito che i ticket incidono per 3 miliardi di euro sui 113 del Fondo Sanitario Nazionale, motivo per il quale potrebbero anche essere aboliti, agendo sulla spending review; dunque, una delle ipotesi portate avanti dal Ministro è quella che prevede una trasformazione del ticket in una forma più proporzionale al reddito ed il superamento delle forti differenze esistenti tra una regione e l’altra in riferimento alle cifre pagate dai cittadini, talvolta davvero spropositate. Facendo un esempio concreto, in Val D’Aosta i cittadini spendono in media 50 euro l’anno, mentre in Sicilia la cifra pare si riduca di un quinto. “Potremmo sgravare le famiglie con figli numerosi o le persone che perdono il lavoro andando incontro alle sacche di povertà”, ha dichiarato il ministro. “I ticket valgono circa 3 dei 113 miliardi del fondo sanitario. I 3 miliardi incassati potrebbero essere vincolati ad essere spesi per le fasce più deboli della società come anziani e donne”, ha aggiunto il Ministro.

 Se da una parte, dunque, all’orizzonte sembrano esserci importanti cambiamenti per la questione ticket, dall’altra rimane il problema delle liste d’attesa, che al giorno d’oggi purtroppo sta davvero delineando una disparità tra il Nord ed il Sud Italia. A tal riguardo, il Ministro Lorenzin, ha tenuto a precisare che il Governo sta tentando di fronteggiare anche questo problema, seppur con grande lentezza. “Il modello migliore è stato quello emiliano, dove si è riusciti a eliminare le liste di attesa, in Emilia Romagna sono molto avanti. Ho detto alle Regioni di prendere questo come modello e di applicarlo e ho letto che il Lazio vorrebbe farlo e ne sono contenta, perché è una regione che ha grandi problemi sulle liste di attesa”, ha concluso il Ministro. Intanto, alcuni dati parlano chiaro, mettendo in evidenza che sono sempre meno i cittadini che utilizzano il Servizio sanitario e molti pazienti hanno preferito spostarsi nel privato dove non vi sono lunghe liste di attesa e dove talvolta spendono la stessa cifra o addirittura risparmiano rispetto al costo del ticket.

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