Taranto, assolto dall’accusa di omicidio dopo 20 anni di carcere: Condannato per una parola fraintesa

Era stato condannato  a 24 anni di reclusione in via definitiva per aver ucciso Lorenzo Fersurella nell’ottobre del 1995 e per aver occultato il cadavere ed oggi dopo aver vissuto vent’anni lontano dalla moglie e dalle due figlie l’uomo è stato assolto dalla Corte d’appello di Catanzaro per non aver commesso il fatto.  Protagonista di questa incredibile vicenda è Angelo Massaro un 51enne di Fragagnano in provincia di  Taranto  che come già abbiamo anticipato dal 15 marzo 1996 ha trascorso la sua vita nelle carceri di Foggia, Carinola, Taranto Melfi e Catanzaro fino a ieri quando la Corte di Appello di Catanzaro lo ha assolto per non aver commesso il fatto; nelle scorse settimane la Corte di Cassazione  sembra aver accolto la richiesta di revisione del processo avanzata dal suo difensore ovvero l’avvocato Salvatore Maggio il quale era riuscito a dimostrare come il suo assistito si trovasse in una località totalmente differente da quella dove scomparve la vittima, depositando anche atti, testimonianze ed anche intercettazioni di un altro procedimento giudiziario.

Tutto era cominciato la sera del 17 ottobre del 1995 quando Angelo Massaro aveva telefonato alla moglie di Lorenzo Fersurella un suo amico che era scomparso una settimana prima e che poi fu ritrovato morto crivellato da colpi;  questa telefonata venne intercettata e soprattutto fraintesa motivo per il quale Massaro vende condannato.  Ma non finisce qui perché l’uomo sarebbe stato condannato anche per via di alcune dichiarazioni rilasciate da un collaboratore di giustizia il quale avrebbe riferito che negli ambienti  malavitosi,  circolasse la voce che Massaro avrebbe ucciso  Fersurella a causa di alcuni contrasti  relativi al mondo dello spaccio della droga. Alla base di tutto ci sarebbe dunque un errore consistente nell’aver visto una T al posto di una S,  e dunque la parola muers  sarebbe stata scambiata con  muert che vuol dire o punto morto,  errore che ha condannato la vita di Angelo Massaro che ha dovuto trascorrere ben vent’anni in carcere lontano dai suoi affetti.  Il caso sembra essere stato riaperto 5 anni fa e soltanto nella giornata di ieri è arrivata la sentenza di revisione della condanna.

L’uomo adesso attraverso il suo legale ha già fatto sapere di essere pronto e chiedere un lauto risarcimento in denaro per i vent’anni trascorsi ingiustamente in carcere, anche se il risarcimento economico non potrei di certo il restituirgli tutti gli anni di vita che gli sono stati sottratti senza aver commesso alcun reato e senza avere comunque nessuna colpa. “Finalmente è emersa una verità, che poi è sempre la verità processuale che vorremmo tutti coincidesse con quella vera. Posso dire con amarezza che c’è una persona che non ha commesso il grave reato per il quale era stato condannato e che solo dopo 21 anni lascia le patrie galere. La giustizia è fatta da uomini e come tali possono sbagliare tutti”, così l’avv. Salvatore Maggio commenta la sentenza.

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