Tatuaggio shock, infezione letale batterio mangia-carne dopo bagno in mare

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Tatuaggio, fa il bagno e poi muore divorato. Al ragazzo era stato detto di non fare bagni al mare o in piscina prima di 2 settimane. Un divieto chiaro ma che l’uomo non ha seguito. Una volta bagnato è iniziato un processo di sepsi, e la ferita creata non si è più rimarginata, rimanendo profonda e purulenta. Colpa di un un batterio mangiacarne che ha iniziato a divorargli la pelle e contratto nelle acque del Golfo del Messico, come riporta il Daily Mail.

All’inizio ha avuto la febbre con l’area del tatuaggio arrossata, poi una volta aperta la ferita è corso in ospedale ma tardi, dopo alcuni giorni.

Ormai era partito una grave forma di cirrosi nell’uomo, rimasto senza difese immunitarie ed esposto alle infezioni. I focolai di infezione gli hanno preso tutta la gamba fono a quando le sue condizioni si sono aggravate portandolo all’agonia dopo due mesi di cure e terapie anche antibiotiche. La sepsi ha provocato alla fine una serie di collassi e per l’uomo non c’è stato più nulla da fare.

La cura del tattoo nelle ore successive alla sua esecuzione è molto importante: occorre evitare il rischio di contrarre infezioni, con la ferita fresca la pelle è potenzialmente infettabile. Va tenuta pulita ed quattro ore dall’esecuzione è necessario rimuovere la pellicola e lavare accuratamente il tattoo con acqua fresca e sapone neutro. L’asciugamano deve essere pulito e, dopo aver fatto respirare la pelle per qualche minuto, si può mettere uno strato di crema (specifica) su tutta la superficie.

Non sarà più indispensabile ricoprire nuovamente il tatuaggio con la pellicola. Meglio lasciarlo a contatto con l’aria. La sera, prima di andare a dormire, lavatelo e cospargetelo di nuovo di crema.

I giorni successi, quindi dal secondo giorno in poi, dovrete continuare a mettere la crema (uno strato sottile 3 o 4 volte al dì e almeno per 10 giorni. Vedrete la pelle morta seccarsi e fare le crosticine. Avrete evitato così irritazioni e bruciori come i pruriti.

Evitate di esporre il tatuaggio ai raggi solari, alle lampade abbronzanti, all’acqua di mare, alla sabbia e alle piscine ed evitate le saune. Evitate anche di sottoporre la parte interessata a sollecitazioni o a stress, niente sport per un po’. Non utilizzate creme idratanti profumate o creme come il Gentalyn Beta, che serve solo in caso di infezioni, e indossate, direttamente a contatto con il tattoo,. Indossate solo il cotone a contatto con la pelle tatuata.

Tante persone appassionate e tante persone incuriosite da questa arte, magari brave nel disegno, che vogliono approfondire la tecnica e la reale messa in opera di un tatuaggio. Prima di tutto bisogna ricordare che il tatuaggio oltre ad essere una forma d’arte è anche un “business”. Ciò vuol dire che troviamo tanti tatuatori improvvisati che “rovinano” persone e tanti commercianti pronti a venderti il loro prodotto a prezzo scontatissimo che molto spesso è da buttare subito nel cestino.

Un esempio tra tutti: il mercato cinese. Bisogna dire che i cinesi stanno inondando il mercato con prodotti davvero scadenti. E non parliamo di lampadine che potrebbero anche tornar utili, parliamo invece di inchiostri, macchinette ed altri accessori che nel 90% dei casi risultano davvero scadenti se non pericolosi. Basta farsi un giro su eBay o altri siti del genere per ritrovarsi in vendita “KIT FAI DA TE” a prezzi convenienti che includono macchinette da linee e riempimenti, aghi, inchiostri, alimentatori, pelli sintetiche, puntali, stencil ed anche regali! Importante: evitare macchinette di dubbia provenienza. Dalla Cina si possono acquistare magari gli aghi per far pratica, pelle sintetica, inchiostri e puntali .

A parte che gli inchiostri non hanno la dovuta certificazione di conformità e quindi è sconosciuta la provenienza. Possono risultare cancerogeni con tutte le gravi conseguenze del caso. Evitar di commettere l’errore che fanno in molti di iniziare la pratica con macchinette scadenti. Perché? Perché non sono calibrate, sono montate senza un criterio preciso, perché fanno linee tremolanti, perché si danneggiano spesso, perché sono inaffidabili. Comprare sempre una macchinetta decente, fatta apposta per le linee o per le sfumature ma che sia decente. Un marchio conosciuto e magari con qualche apprezzamento. Se si inizia a tatuare con una macchinetta Cinese non si capirà mai chi sbaglia ed il lavoro risulterà pessimo per un principiante.

Dimenticare quindi le macchinette cinesi. Se chi sta leggendo queste righe ha comprato un KIT cinese non deve sentirsi in disagio perché è un problema di molti. Purtroppo chi vuole iniziare a tatuare e fa qualche ricerca nel web per comprare del materiale senza spendere troppo capita spesso in certe offerte. Se è stato acquistato un KIT dalla Cina, si può mantenere tutto il restante materiale (alimentatore forse si o forse no) ma chiudere in un cassetto le macchinette. E’ necessario imparare con macchinette decenti, sia bobine che rotative, bisogna indirizzarsi verso macchinette affidabili. Il tatuaggio va eseguito seriamente e con le macchinette Cinesi si sbaglia subito strada. Qualche marchio “serio” ? Beh, qua non vogliamo far pubblicità … Se qualcuno compra marchi del calibro di Micky Sharpz o Sunskin (per dirne solo due), non può certo sbagliarsi… Per cui, il mercato cinese va benissimo per comprare materiali ed attrezzatura per imparare. Anche per gli alimentatori rimanderemo a prodotti più rinomati (si veda Eikon). Spesso si sente dire che un alimentatore cinese è identico ad un altro perché tutti gli alimentatori vengono fatti in Cina. E’ vero che la maggior parte degli apparati elettronici vengono fatti in Cina .. A qualcuno però faremmo volentieri provare un Eikon EMS 300 Clone con uno originale … La differenza è abissale. Ad ogni modo, per imparare a lavorare bene fin da subito il consiglio essenziale è di comprare materiale di buon fattura. Purtroppo nel mondo del Tattoo il risparmio non ripaga mai.

La pelle sintetica La pelle (gomma) cosiddetta sintetica è lo strumento di lavoro di tutti i principianti. E’ bene infatti iniziare a tatuare solo su quella .. Ad un principiante non venga mai in mente di provare direttamente su pelle umana, a meno che non sia il nonno ultranovantenne che tanto bene vuole al nipote ed in punto di morire voglia regalare il suo corpo (non sarebbe neanche il massimo in fatto di coagulazione sanguigna). Scherzi a parte, provare sempre e solo su pelle sintetica o altro tessuto che non sia direttamente pelle umana. A volte risulta difficile resistere ma invece è molto importante! Quindi, la pelle sintetica ha un colore che ricorda la vera pelle umana, la si trova in commercio in forma pressochè rettangolare, a forma di un volto (adatta principalmente per far pratica con il trucco permanente) o per essere applicata sulle braccia ed ottenere in questo modo un senso più “realistico”. E’ composta da un materiale gommoso ed è un buon punto di partenza, obbligatorio per i principianti. Come su pelle, si applica lo stencil e dopo si inizia a tatuare.

Naturalmente la pelle umana ha una “risposta” molto diversa perché la pelle sintetica non perde sangue, si utilizza in una posizione sempre comoda e soprattutto non si muove come farebbe il cliente. In ogni caso, con le pelle sintetica si riesce a prendere confidenza con la macchinetta ed a capire l’utilizzo e lo spessore dei vari aghi e può tornare utile anche quando si vuole “testare” un disegno prima della messa in opera su pelle umana. La pelle sintetica va trattata fin dall’inizio come se fosse pelle umana ovvero è conveniente metabolizzare da subito la procedura di lavoro per un ambiente sterile ed utilizzare la vasellina quando serve. A proposito di vasellina, quest’ultima su pelle sintetica è particolarmente adatta per ripulirla dall’inchiostro in eccesso. I principianti spesso si ritrovano a tatuare su pelle sintetica ma dopo non riescono ad eliminare l’inchiostro. Provare a pulirla con la vasellina, l’inchiostro viene eliminato rapidamente. Anche per la pelle sintetica il commercio offre diverse qualità, tra le migliori sono quelle “da tavolo”, con il colore tendente al giallo, che hanno una resa migliore grazie alla maggior consistenza della gomma utilizzata. E poi c’è la pelle di “porco” ovvero la cotenna di maiale che si presta piuttosto bene per la pratica di un tatuaggio. Importante che sia “recente” e che venga utilizzata da subito per evitarne la decomposizione!

La scelta di un disegno per il principiante Ta-Dah! Chi sta leggendo questo manuale nella maggior parte dei casi ha fatto ricerche, scritto sui forum, letto articoli ed ha dedotto che tutti, all’inizio, son sempre consigliati da una cosa sola, da un modello: FARE LE LINEE ! FARE LE LINEE DRITTE ! FARE LE LINEE DRITTE ! INIZIARE DALLE LINEE !

Beh, fondamentalmente iniziare a far pratica (su pelle sintetica naturalmente!) partendo da un disegno che ha molte linee non è sbagliato. Si impara a tener ferma la mano ed a capire meglio la macchinetta che si ha tra le mani… Mah …. Non sempre va bene ! Perché? Perché se è vero che un bravo tatuatore sa far tutto è anche vero che un bravo tatuatore, o disegnatore, è portato a fare una cosa piuttosto di un’altra! Vedi ad esempio un grande artista come “Alex De Pase”.

Questo ragazzo fa ritrattistica in maniera davvero eccellente, certi tatuaggi sembrano reali … Ma, chiedi ad esempio ad Alex di farti un tatuaggio molto geometrico tipo un “Polinesiano” ? Cosa ti risponde ? Che non è il suo stile e magari ti indirizza verso un altro artista .. Anyl Gupta è un altro di quelli …Paul Booth etc.. Questo perché ci sono persone che sanno far tutto di tutto, altre meglio uno stile ed altre meglio ancora un altro stile! E’ vero che per far pratica bisogna provar di tutto ed all’inizio non si può certo iniziare con un tatuaggio Beh, fondamentalmente iniziare a far pratica (su pelle sintetica naturalmente!) partendo da un disegno che ha molte linee non è sbagliato. Si impara a tener ferma la mano ed a capire meglio la macchinetta che si ha tra le mani…

Mah …. Non sempre va bene ! Perché? Perché se è vero che un bravo tatuatore sa far tutto è anche vero che un bravo tatuatore, o disegnatore, è portato a fare una cosa piuttosto di un’altra! Vedi ad esempio un grande artista come “Alex De Pase”. Questo ragazzo fa ritrattistica in maniera davvero eccellente, certi tatuaggi sembrano reali … Ma, chiedi ad esempio ad Alex di farti un tatuaggio molto geometrico tipo un “Polinesiano” ? Cosa ti risponde ? Che non è il suo stile e magari ti indirizza verso un altro artista .. Anyl Gupta è un altro di quelli …Paul Booth etc..

Questo perché ci sono persone che sanno far tutto di tutto, altre meglio uno stile ed altre meglio ancora un altro stile! E’ vero che per far pratica bisogna provar di tutto ed all’inizio non si può certo iniziare con un tatuaggio ritrattistico ma è anche vero che le “linee dritte” possono essere anche non specificatamente dritte se non si ama un particolare tipo di disegno. Quello che è importante invece è saper utilizzare al meglio l’ago, aver la giusta pressione per evitare di lacerare la pelle o per non inciderla affatto. Il disegno viene successivamente. Prima si impara la tecnica meglio è. Prima si impara a sfumare e riempire correttamente meglio è.

Le linee debbono risultare ben fatte, delineate, senza andare troppo a fondo e senza risultare troppo flebili. Per cui, è bene prima conoscere le proprie potenzialità ed i gusti e dopo procedere alla scelta del disegno. Non è detto che un bravo tatuatore debba saper far tutto. Anzi, ci son persone che si credono di essere tatuatori ma che tutt’ora stanno rovinando le persone. Bisogna ricordare che è anche importante aver una buona mano nel disegno, chi è NEGATO nel disegno, difficilmente potrà essere bravo a tatuare. Ad ogni modo, si parte sempre da un disegno semplice, con qualche linea e qualche curva … Magari iniziare a fare qualche lettera con linee dritte tipo la “L” o la “T” e dopo passare alla “D” ed alla “B” e dopo ancora scrivere una parola come “FAME” e dopo “ACQUA”. Insomma, l’importante è conoscere la macchinetta, l’ago e l’inchiostro.

L’American academy of dermatology ha stilato le prime linee guida per la manutenzione dei tatoo sempre brillanti, postando anche un video esplicativo su youtube. Un terzo della popolazione americana fra i 18 e i 25 anni e il 40% degli adulti fra i 26 e i 40 anni possiede almeno un tatuaggio. Sono invece circa un milione e mezzo gli italiani tatuati, e i ragazzi tra i 12 e i 18 anni rappresentano il 7,5% del totale, secondo gli ultimi dati dell’Istituto superiore di sanità. I dermatologi statunitensi bocciano l’uso di creme alla vaselina sui disegni, generalmente usate se la pelle si secca troppo. Meglio quelle a base di acqua perché i derivati del petrolio scoloriscono gli inchiostri del decoro. Anche il sole sbiadisce i colori ed è bene usare dei filtro anti UV con un fattore di protezione solare (SPF) di 30 o più. “Applicare sul disegno la protezione solare 15 minuti prima di andare fuori e riapplicare almeno ogni due ore” ricordano gli esperti. Anche le lampade abbronzanti schiariscono alla lunga gli inchiostri, oltre a favorire la comparsa del cancro cutaneo. “In alcune persone, la luce UV può anche reagire con gli inchiostro e provocare una reazione cutanea dolorosa” precisano gli autori. “Quando si considera un nuovo tatuaggio, meglio farlo sulla pelle libera da nei perché il disegno può rendere più difficile diagnosticare i primi segni di cancro della pelle” – proseguono gli specialisti. “Infine – ricordano gli esperti – se la pelle disegnata cambia aspetto, anche a distanza di anni,b meglio rivolgersi ad un medico perché può essere un segnale di una reazione allergica”.

Per poter limitare i rischi, gli esperti dichiarano che è importante controllare l’ambiente che deve essere curato e dove l’igiene deve essere pari a quello dello studio del dentista; gli aghi ed i tubi devono essere usa e getta o sterilizzati in autoclave e dunque in una confezione sigillata; l’inchiostro deve essere nuovo; se qualcosa non va o non convince sarebbe bene cercare un vero professionista. Per evitare infezioni, inoltre, a tatuaggio ultimato è necessario evitare il nuovo o i bagni con acqua calda. Gli esperti sconsigliano assolutamente piercing e tatuaggi per i portatori di vizi valvolari cardiaci, per i soggetti affetti da immunodeficit o patologie croniche, per coloro i quali assumono farmaci antiaggreganti e nei ragazzi con cheloidi ed infine nelle donne in gravidanza.

​Non ci crederete ma ci sono anche persone che portano i bambini di 5 anni a farsi tatuare, oltretutto scegliendo per lui. queste sono state le parole del professore Alberto G. Ugazio:

“Vanno nei centri senza pensare ai rischi”, sottolinea il medico. Allergie all’inchiostro, infezioni, gonfiori: sono solo alcune delle complicazioni che possono insorgere in seguito a un “disegnino” sulla pelle.

Che cos’è un tatuaggio? Per tatuaggio s’intende l’introduzione (microimpianto) di pigmenti coloranti nello strato dermico della pelle mediante speciali aghi e apposite macchine per tatuaggi (definizione secondo l’articolo 3 cpv. 2 dell’ordinanza sugli oggetti che vengono a contatto con il corpo umano). Solitamente i tatuaggi durano per tutta la vita. 2) Cosa contengono i colori per tatuaggi? I colori per tatuaggi sono sostanzialmente costituiti da due componenti: il pigmento colorato e il veicolo. Possono contenere addensanti, conservanti e altre sostanze (additivi).

3) I colori per tatuaggi sono innocui per la salute? Secondo la legge, i colori per tatuaggi, in caso di impiego corretto, non devono mettere in pericolo la salute dei consumatori e delle consumatrici (Ordinanza sugli oggetti che vengono a contatto con il corpo umano, RS 817.023.41, art. 5 cpv. 2). Attualmente, si sa ancora poco su quel che determinati pigmenti colorati e altri additivi contenuti nei colori per tatuaggi possono provocare nell’organismo. Mancano i dati riguardanti gli effetti a lungo termine. Alcune sostanze mostrano però una certa pericolosità. I colori per tatuaggi possono contenere idrocarburi policiclici aromatici (PAH), alcuni dei quali sono cancerogeni. Possono ad esempio contenere anche ammine aromatiche cancerogene (prodotti della dissociazione riduttiva di pigmenti organici o contaminazioni) nonché additivi o metalli pesanti tossici.

4) Quali rischi si corrono nel farsi tatuare? Le punture nello strato mediano della cute provocano una ferita superficiale, che implica un rischio di infezione. Nel peggiore dei casi, se le direttive per una «buona prassi di lavoro» non vengono rispettate, è possibile addirittura che vengano trasmesse malattie infettive quali l’epatite o l’aids. Oltre a ciò, i pigmenti colorati introdotti sottopelle possono provocare allergie. Domande e risposte Tatuaggi 2/4 054.1/2014/00238 \ COO.2101.102.1.274592 \ 206.02.02.05

5) Esiste un elenco di colori inoffensivi per la salute? A causa della mancanza di dati tossicologici, finora non esiste una cosiddetta «lista positiva» comprendente i colori inoffensivi per la salute. Alcuni pigmenti colorati o altri additivi, dei quali è noto che rappresentano un rischio per la salute, sono elencati come sostanze proibite nell’ordinanza sugli oggetti che vengono a contatto con il corpo umano e non possono pertanto essere utilizzati. Ciò nonostante, succede di continuo che tali sostanze proibite vengano rilevate nei colori per tatuaggio impiegati nella pratica.

6) Come è regolamentata l’attività dei tatuatori in Svizzera? Le prescrizioni legali per l’attività dei tatuatori sono regolamentate principalmente nell’ordinanza sugli oggetti che vengono a contatto con il corpo umano (art. 3-9) e nell’ordinanza sui cosmetici (OCos, RS 817.023.31). I colori per tatuaggi devono essere fabbricati e confezionati in modo da garantirne la sterilità fino al primo uso. Gli apparecchi e gli strumenti utilizzati per il tatuaggio devono essere sterili sempreché penetrino nella pelle dei consumatori (art. 7 dell’ordinanza sugli oggetti che vengono a contatto con il corpo umano). Anche se l’infrastruttura degli studi di tatuaggi non è disciplinata dalla legislazione federale, l’Ufficio federale per la sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) ha pubblicato una direttiva per una «buona prassi di lavoro», che è stata elaborata da un gruppo di esperti.

7) I colori per tatuaggi necessitano di un’autorizzazione? I colori per tatuaggi non necessitano di nessuna autorizzazione. La responsabilità per il rispetto dei requisiti legali e la sicurezza dei colori per tatuaggi è, nell’ambito del controllo autonomo, da un lato dei produttori di colori, dall’altro anche degli utilizzatori, vale a dire dei tatuatori.

8) I tatuatori devono seguire una formazione? Finora, la formazione dei tatuatori non è disciplinata né riconosciuta. Lo stesso vale per l’autorizzazione per l’esercizio della loro attività.

9) Chi controlla in Svizzera i colori per tatuaggi? Il controllo del rispetto dei requisiti legali per i colori per tatuaggi è di competenza degli organi esecutivi cantonali, che effettuano regolarmente controlli dei colori usati per i tatuaggi. Nel 2014 l’Associazione dei chimici cantonali svizzeri (ACCS) ha analizzato più di duecento inchiostri per tatuaggi e trucco permanente presenti sul mercato svizzero. Più della metà dei colori impiegati è stata contestata. A seguito delle analisi del 2014 e delle campagne precedenti, è stato formulato un elenco di quei prodotti che sono risultati non essere conformi. Per tali prodotti è stato decretato il divieto di impiego perché 3/4 054.1/2014/00238 \ COO.2101.102.1.274592 \ 206.02.02.05 contengono sostanze vietate. L’elenco dovrebbe essere d’aiuto ai tatuatori nella loro attività quotidiana. Attenzione: l’elenco si basa unicamente sui risultati delle campagne di analisi citate e pertanto non è esaustivo!

10) Come sono regolamentati i tatuaggi nell’UE? Attualmente, in Europa non ci sono prescrizioni armonizzate per i tatuaggi. Solo pochi Paesi hanno una loro legislazione in materia. Una legislazione europea armonizzata è al momento in elaborazione.

11) Dopo i controlli del 2014, quali misure adotta l’USAV? Anche se la Svizzera è tra i Paesi pionieri nello sviluppo di una legislazione in materia di tatuaggi, i risultati degli ultimi controlli hanno evidenziato che molte tatuatrici e molti tatuatori non rispettano a sufficienza le disposizioni sul controllo autonomo e impiegano prodotti che sono, chiaramente e inequivocabilmente, non conformi alle disposizioni legali. Per questo motivo saranno adottate misure più incisive. In collaborazione tra l’USAV, i chimici cantonali e la Direzione generale delle dogane già alla frontiera si eseguono controlli dei colori per tatuaggi. Nell’ambito della prossima revisione dell’ordinanza sulle derrate alimentari e gli oggetti d’uso è previso di sottoporre gli studi di tatuaggi all’obbligo di notifica. Da un lato ciò permetterà alle autorità cantonali di conoscere gli studi, dall’altro sarà possibile effettuare i controlli con una determinata frequenza.

12) Cosa raccomanda l’USAV prima di farsi fare un tatuaggio? Farsi fare un tatuaggio comporta dei rischi per la salute. L’USAV raccomanda agli interessati di informarsi bene prima di tatuarsi. Chi, dopo una profonda riflessione e nonostante i rischi, decide di farsi un tatuaggio, prima dell’intervento dovrebbe consultare un dermatologo per valutare l’eventuale presenza di un elevato rischio di allergie. Nello scegliere uno studio di tatuaggi si deve valutare se questo dia l’impressione di essere ben curato e pulito. Uno studio serio, inoltre, informa sui colori che utilizza e fornisce indicazioni sui provvedimenti da adottare dopo l’intervento. Per ulteriori consigli consultare il promemoria.

13) È possibile cancellare i tatuaggi? Esistono alcune procedure per eliminare completamente i tatuaggi. Tali metodi possono tuttavia comportare dei rischi per la salute quali la formazione di cicatrici, alterazioni della pelle e reazioni allergiche. Inoltre, la rimozione dei tatuaggi con il laser può causare la formazione di prodotti tossici della dissociazione. Tali prodotti della dissociazione, così come pigmenti e additivi, possono restare nell’organismo anche dopo la rimozione del 4/4 054.1/2014/00238 \ COO.2101.102.1.274592 \ 206.02.02.05 tatuaggio. La rimozione chirurgica della zona di pelle interessata comporta un rischio di infezione molto elevato.

14) Anche i disegni cutanei con l’henné rappresentano un rischio per la salute? I cosiddetti pseudo tatuaggi o tatuaggi con l’henné sono tatuaggi temporanei che vengono dipinti sulla pelle. Non sono un’alternativa innocua. Contengono spesso parafenilendiamina (PPD), un noto allergene da contatto che può scatenare forti reazioni allergiche.

Una volta terminato il tatuaggio, questo verrà unto con un sottile strato di crema e sarà avvolto con della pellicola trasparente o altra barriera protettiva, in base all’estensione e alla posizione. Questa protezione dovrà essere tenuta per qualche ora senza essere preventivamente rimossa per alcun motivo. Di norma, non meno di 3 ore e non più di 12, in base alle caratteristiche del lavoro appena tatuato ma sopratutto alla propria comodità nel raggiungere un luogo pulito dove poter dedicare le giuste attenzioni verso il nuovo tatuaggio. Un tatuaggio appena eseguito necessita delle giuste cure affinchè possa guarire bene e rimanere nitido e brillante nel tempo e le giuste attenzioni date alla cura del tatuaggio determineranno come questo rimarra nel tempo una volta guarito. Come prima cosa è bene lavarsi le mani: il tatuaggio è a tutti gli effetti una ferita e in quanto tale potrebbe irritarsi o addirittura infettarsi. Ogni qual volta durante il periodo di guarigione ci si prenderà cura del tatuaggio per lavarlo o idratarlo con la crema consigliata, sarà bene assicurarsi di essersi lavati le mani e di operare in ambiente pulito. Rimuovere la benda di protezione dalla parte tatuata e lavare il tatuaggio, delicatamente solamente con le mani, con acqua calda e sapone intimo. L’acqua calda servirà a rimuvere la superfice grassa composta dall’unguento e dai fluidi corporei fuoriusciti e il sapone neutro aiuterà questo compito senza irritare la pelle tatuata. Il lavaggio può essere effettuato anche con una veloce doccia, facendo opportuna attenzione a non far entrare in contatto shiampi e bagnoschiuma con il tatuaggio. Questi non sono neutri e contengono alcool, coloranti e profumi che farebbero irritare la pelle. Il tatuaggio va asciugato tamponando delicatamente, servendosi di carta compatta da cucina oppure di un sciugamano pulitissimo. Lasciare il tatuaggio ben asciutto all’aria per 10 – 15 minuti prima di aciugarlo nuovamente per poi applicare con la crema consigliata E’ importante che la quantità di crema da applicare sia di uno strato più sottile possibile. Un uso eccessivo non servirà nè a far guarire meglio il tatuaggio nè a proteggerlo, semlicemente soffocherà la pelle ostacolando la guarigione. Inoltre potrebbe provocare un’irritazione causata da un esubero di sostanze grasse contenute nella crema. Disporre quindi uno strato sottilissimo di unguento su tutta la superfice del tatuaggio rimuovendone eventualmente gli eccessi..

Le macchinette Ci sono diversi tipi di macchinette per Tatuaggi . Le “Liner” e le “Shader” sono le macchine più comuni dal punto di vista tecnico realizzativo. Da lato meccanico, esistono macchinette a bobina, macchinette rotative e lineari. Rotativa La macchinetta rotativa fu inventata negli Stati Uniti d’America da Samuel O’Reilly nell’anno 1891, basandosi su un progetto di Thomas Alva Edison del 1876. Le macchinette rotative utilizzano un motore elettrico per azionare l’oscillazione degli aghi. Sono più leggere delle classiche macchinette a bobina in quanto utilizzano un singolo motore ed un telaio che indicativamente pesa la metà rispetto ai telai che si utilizzano per posizionare le bobine con il relativo gruppo di “armature bar”. Le rotative, rispetto alle macchinette a bobine, risultano inoltre più silenziose e con minor vibrazioni, proprio grazie all’utilizzo del singolo motore elettrico. In genere si collegano all’alimentatore con un singolo cavo di tipo RCA che facilità anche la manipolazione della macchinetta in corso d’opera. Le macchinette rotative possono funzionare con gli stessi aghi, puntali, tip e quant’altro utilizzabile con le normali macchinette a bobina. In genere non hanno necessità di calibrazione ed i modelli più recenti ed avanzati hanno la possibilità di regolare la “morbidezza” del tratto tramite apposite viti di regolazione. Funzionano con gli stessi alimentatori, su tensioni che indicativamente variano da 5v. a 8v.

Bobina La macchinetta a “bobine” sono in genere quelle più utilizzate, quelle che emettono il classico “ronzìo” e che normalmente tutti hanno visto ad una convention, su riviste, video etc. Sono composte da un telaio sul quale sono fissate generalmente due bobine, su supporto isolante. All’interno di queste bobine vi è un nucleo centrale avvolto da una serie di avvolgimenti di fili di rame: wraps.

La qualità del magnetismo della macchinetta è dato dalla conducibilità elettrica e dal numero di avvolgimenti che sono presenti in queste bobine. Il condensatore collegato alle bobine migliora l’efficienza elettrica e magnetica della macchinetta. Sul telaio è inoltre presente una molla posteriore alla quale è fissata la barra dell’indotto dove andrà posizionato l’ago. Sopra questa barra è fissata poi la molla anteriore ed elastico “oring” che consentiranno di portare l’energia elettrica alla vite di contatto e mettere quindi in funzionamento la macchinetta. La connessione all’alimentatore viene fatta tramite appositi cavetti a due contatti (clip-cord). Alcuni modelli permettono anche il collegamento con cavetti RCA. La scelta di una macchinetta rotativa o a bobine è data dall’esperienza, dalle abitudini e da tanti altri fattori. Può essere una questione di semplice praticità o di gusto. Tanti tatuatori sono passati alle rotative per poi tornare alle bobine e viceversa. Un’artista fa lavori meravigliosi con entrambe, bisogna provarle per capire. C’è da dire che ai principianti vengono sempre consigliate le macchinette a bobine per “sentire” quando l’ago penetra nella pelle; con le rotative, infatti, non si sente al tatto e all’udito questa rilevante differenza .. Ad ogni modo, se non si prova, non si capirà mai realmente.

Liner & Shader Liner e Shader letteralmente significano “linea” ed “ombreggiatura” e stanno appunto a significare il settaggio predefinito delle macchinette. Le macchinette a bobina in genere vengono tarate una per le linee ed una per le ombreggiature / riempimenti. Esistono poi modelli “ibridi” cioè che riescono ad eseguire tutte le funzionalità con apposite regolazioni su macchinetta. Va comunque ricordato che macchinetta “ibrida” non significa proprio macchinetta “universale”, cioè che fa contemporaneamente linee e sfumatura. L’ibrida ha la caratteristica di poter essere impostata per UNA o per L’ALTRA funzione. Per chi è specialmente agli inizi ad ogni modo è sempre consigliato iniziare con macchinette tarate appositamente per una determinata funzione, questo per evitare confusione e capire meglio singolarmente le tecniche di tatuaggio.

Liner Una macchinetta settata per le linee è generalmente più veloce e funziona tra i 120 ed i 140 Hz. L’ago ha un “colpo” più deciso che permette quindi di tracciare linee decise solitamente in un singolo passaggio. Shader Una macchinetta settata per le sfumature ha una velocità media e funziona tra i 110Hz ed 120hz. L’ago ha un colpo più “morbido” adatto appunto per far penetrare l’inchiostro in modo più delicato consentendo più passaggi nello stesso punto. Riempimento una macchinetta settata per i riempimenti ha una velocità lenta e funziona tra i 100Hz ed 110hz. L’ago ha un colpo ancora più “morbido” adatto appunto per far penetrare l’inchiostro in modo ancora più delicato consentendo più passaggi lenti nello stesso punto.

Come si riconosce una macchinetta da linea o da sfumatura? Basta farci un po’ d’occhio. La macchinetta da linea si riconosce perché ha la barra dell’indotto e la molla anteriore leggermente più corta. Quella da sfumatura (o riempimento), viceversa ha la barra e molla più lunga rispetto alla macchinetta da linea. Calibrazione Macchina a Bobine Naturalmente la macchinetta a bobine per “lavorare” bene deve anche essere ben tarata. Quando si acquista una macchinetta da un produttore rispettabile, normalmente si entra già in possesso di uno strumento già tarato e pronto per l’utilizzo. In ogni caso, durante gli utilizzi, è sempre bene controllare che la macchinetta sia regolata bene per il fine preposto. Dobbiamo quindi verificare l’impostazione ed aggiustare eventuale la taratura. Si veda la foto seguente per osservare ogni singolo elemento montato su una macchinetta a bobine:

La parte più importante del sistema magnetico della macchinetta sono le bobine. Abbiamo già parlato dell’importanza delle bobine (il componente più importante) ma un altro elemento da tenere in assoluta considerazione è la barra dell’indotto ovvero la barra dove andrà fissato l’ago che determinerà linee, sfumature o riempimenti adeguati. Quindi, nel momento in cui si andrà a tarare la macchinetta si andranno a determinare fondalmente: – La lunghezza del “colpo – La compressione della linguetta La lunghezza del colpo è la distanza percorsa dalla barra dell’indotto dal punto più in altro al punto più in basso misurati durante il funzionamento. La compressione della linguetta è l’iterazione e la combinazione degli effetti della forza della linguetta dietro e la velocità di quella davanti. Durante la taratura viene impostata la forza e la velocità della macchinetta. La linguetta posteriore andrà a determinare la forza, quella anteriore andrà a determinare la velocità. Si consideri comunque sempre che è l’iterazione delle due linguette che fa sì che una macchinetta sia correttamente tarata. Sia forza che velocità vengono impostate e modificate andando ad agire su uno dei quattro parametri delle linguette. Questi quattro parametri sono: – La lunghezza di lavoro – La larghezza – Lo spessore L’angolatura (angolo di deflezione) della linguetta.

LINEE-GUIDA PER L’ESECUZIONE DI PROCEDURE DI TATUAGGIO E PIERCING IN CONDIZIONI DI SICUREZZA

Le procedure che implicano l’impiego a fini non terapeutici di aghi e taglienti possono comportare un rischio di trasmissione di infezioni causate da patogeni a trasmissione ematica, oltre che di infezioni cutanee, anche gravi, se non vengono scrupolosamente applicate le misure igieniche e di prevenzione necessarie. In rari casi tali procedure hanno determinato anche infezioni sistemiche gravi. Numerosi sono, in letteratura, i casi di infezione trasmesse a seguito di piercing e tatuaggi. Quest’ultima procedura è stata associata anche ad effetti tossici dovuti alle sostanze utilizzate per la pigmentazione del derma . Valutazione del rischio di infezioni prima del trattamento Dal momento che non è possibile stabilire prima del trattamento chi è portatore di infezioni trasmesse attraverso il sangue, è necessario applicare scrupolosamente le stesse misure per tutti i soggetti. Indicazioni di controllo Le misure da applicare sono relative a 3 categorie: a) norme igieniche generali; b) misure di barriera e precauzioni universali; c) misure di controllo ambientali. E’ indispensabile che: – coloro che effettuano procedure di tatuaggio o di piercing chiedono una specifica autorizzazione all’azienda sanitaria locale competente per territorio che accerti l’esistenza dei necessari standard igienici per l’effettuazione delle procedure; – gli spazi dove vengono effettuate le procedure siano separati dalle sale di attesa e da quelle designate per la pulizia, la sterilizzazione e la disinfezione ad alto livello. Inoltre, deve esistere una separazione netta tra le aree in cui vengono trattati presidi e materiali sporchi e quelle in cui vengono conservati i materiali puliti e sterilizzati. La zona “sporca” deve essere provvista di vasca con acqua calda e fredda per il lavaggio dei materiali; – i materiali che rivestono le pareti debbono essere impermeabili e facilmente lavabili; – gli operatori debbono indossare guanti in lattice sterili monouso in tutte le fasi della procedura, indipendentemente dal rischio di esposizione al sangue; – prima dell’esecuzione delle procedure l’operatore deve effettuare una valutazione dello stato della cute per accertarne l’integrità. In particolare le procedure non debbono essere effettuate su individui con lesioni cutanee o mucose o nel caso di ustioni; – la massima attenzione deve essere posta nella manipolazione di apparecchiature e strumentario utilizzati nell’esercizio dell’attività, soprattutto per quelli che possono diventare pericolosi nel caso di manovre errate; – dopo l’utilizzo i materiali monouso debbono essere eliminati correttamente in accordo con le normative vigenti sullo smaltimento dei rifiuti, per ridurre il rischio di esposizioni accidentali; (L.10.2.89 n.45); – i protocolli di disinfezione ad alto livello e di sterilizzazione debbono essere eseguit i scrupolosamente.

Lavaggio delle mani e misure di barriera Il semplice lavaggio sociale delle mani non è sufficiente: è indispensabile che prima e dopo ogni procedura venga effettuato un lavaggio accurato con antisettico. Il lavaggio delle mani va effettuato sempre indipendentemente dall’impiego di guanti sterili. L’uso di misure protettive quali maschere ed occhiali è indispensabile. E’ opportuno che l’operatore indossi un camice sterile monouso in caso di procedure di tatuaggio. Decontaminazione e disinfezione dello strumentario Gli strumenti debbono essere sottoposti a procedure di sterilizzazione con il calore, o alternativamente a disinfezione ad alto livello. La sterilizzazione a vapore è il metodo di scelta per lo strumentario riutilizzabile (autoclave a 121° C per un minimo di 20 minuti). La sterilizzazione a calore secco deve essere effettuata a 170° C per 2 ore. Nei casi in cui tali procedure non siano applicabili è possibile disinfettare gli strumenti, secondo le caratteristiche costruttive e merceologiche. Il ricorso alla disinfezione chimica ad alto livello deve esser limitato alle situazioni in cui non è possibile applicare la sterilizzazione. I disinfettanti ad alto livello più largamente utilizzati sono ipoclorito di sodio alla concentrazione di 5000 ppm e glutaraldeide al 2%. Il materiale e gli strumenti da sottoporre a sterilizzazione o a disinfezione ad alto livello, debbono essere accuratamente puliti prima dell’esposizione al germicida, seguendo le indicazioni del produttore (dello strumento o dell’apparecchiatura) relative alla compatibilità degli apparecchi con i germicidi chimici. Gli strumenti e le apparecchiature decontaminati con germicidi chimici debbono essere adeguatamente lavati ed asciugati prima del riuso. Nella gestione dei disinfettanti chimici si applicano le norme di sicurezza previste dal D.Lgs. 626/94 e successive integrazioni e modifiche. Decontaminazione degli schizzi di sangue Il sangue in quantità visibile deve essere rimosso e successivamente l’area deve essere decontaminata con germicidi chimici. Quando si verifica uno spandimento consistente l’area contaminata deve essere cosparsa da un germicida solido (dicoloroisocianurato in polvere o granuli) o liquido (composto di cloro) prima della pulizia e successivamente decontaminata con germicida chimico. In entrambi i casi debbono essere indossati i guanti dUrante le procedure di pulizia e decontaminazione. Misure per aghi, taglienti, strumenti e sostanze da utilizzare Gli aghi e gli strumenti taglienti, che perforano la cute o comunque vengono a contatto con superfici cutanee integre o lese e/o con annessi cutanei, debbono essere sempre rigorosamente monouso. Non esistono, infatti, “caratteristiche specifiche” tali da giustificarne un riutilizzo.

Tutti gli altri materiali e strumenti, diversi dagli aghi e taglienti , devono essere sterilizzati, dopo l’uso, con mezzi fisici. Qualora non siano trattabili con il calore, è necessario che essi vengano sottoposti ad un trattamento che garantisca una disinfezione ad alto livello. Nel caso di procedure che implicano l’utilizzo di apparecchiature per tatuaggi (electric tattoo gun) con aghi multipli che penetrano nella cute per portare i pigmenti in profondità, è necessario che: a) la testata sulla quale sono montati gli aghi sia sterilizzata con calore umido; b) gli aghi siano rigorosamente monouso; c) i pigmenti da utilizzare devono essere atossici, sterili e certificati da parte di autorità sanitaria nazionale o estera; d) i contenitori dei pigmenti siano di piccole dimensioni e monouso (un contenitore per ogni soggetto) ed eliminati dopo l’uso su ogni singolo soggetto anche se il contenuto non è stato esaurito; e) il circuito attraverso il quale passano i pigmenti sia sostituito, unitamente al contenitore dopo ogni soggetto. Precauzioni universali Nel caso in cui l’operatore utilizzi pratiche che lo possano mettere a contatto con il sangue debbono essere applicate le precauzioni universali, di cui al D.M. 28 settembre 1990, sia per quanto riguarda gli aspetti connessi al contatto con il sangue, sia per quanto riguarda l’eliminazione dei presidi utilizzati. Tutti gli operatori debbono adottare le misure necessarie a prevenire incidenti causati da aghi, e altri oggetti taglienti utilizzati durante: l’esecuzione delle manovre, la pulizia dello strumentario usato, l’eliminazione di aghi usati e la manipolazione di strumenti taglienti dopo l’esecuzione delle procedure. Per prevenire punture accidentali con aghi, questi non debbono essere rincappucciati, o volontariamente piegati o rotti, o altrimenti manipolati. Dopo l’uso gli aghi e gli altri oggetti taglienti debbono essere riposti, per l’eliminazione, in appositi contenitori resistenti alla puntura. Contenitori resistenti alla puntura debbono essere sistemati in posizione vicina e comoda al posto in cui debbono essere usati. Smaltimento della biancheria e del materiale utilizzato per tamponamento e medicazioni I tamponi di garza ed il cotone idrofilo o qualsiasi altro mezzo (carta monouso) utilizzato per asciugare il sangue fuoriuscito o per esercitare pressione sulla sede della procedura debbono essere eliminati secondo le modalità di seguito riportate. La biancheria sporca deve essere maneggiata quanto meno è possibile, posta in sacchi nel luogo di utilizzo. La biancheria, i tamponi ed altri mezzi eventualmente sporchi di sangue o contaminati da altri liquidi biologici debbono essere posti in sacchi impermeabili, da utilizzare anche per il trasporto. Se si usa acqua calda per il lavaggio, la biancheria contaminata deve essere lavata con idoneo detersivo ad una temperatura superiore a 71° C per 25 minuti.

Indicazioni finali Le indicazioni in precedenza riportate prevedono: – l’adeguata formazione degli operatori che eseguono piercing e tatuaggi su: anatomia ed istologia dell’apparato tegumentale, modalità di trasmissione delle infezioni, igiene, disinfezione e sterilizzazione; – l’esigenza di un rigoroso rispetto, da parte degli operatori, delle indicazioni in precedenza riportate; – l’indispensabilità della diffusione delle raccomandazioni a tutti i contesti in cui vengono eseguite procedure di piercing e tatuaggio; – la necessità di verifica dell’applicazione delle raccomandazioni da parte delle autorità sanitarie; – la promozione di una campagna di educazione sanitaria nelle scuole, sui rischi connessi alle procedure di tatuaggio e piercing. Si richiama, inoltre, l’esigenza di informare gli utenti sul rischio di trasmissione di malattie infettive correlato alle procedure di tatuaggio e di piercing su particolari parti del corpo. A tale scopo è stato elaborato il memorandum allegato. Per limitare le procedure di piercing e tatuaggio in relazione all’età dei soggetti,occorrerà ricorrere a provvedimenti legislativi.

Il tatuaggio, di significati diversi a seconda della cultura di appartenenza o dello stile con cui viene eseguito, è dall’inizio della storia del mondo il risultato di un percorso personale e sociale. Lo scopo di questo lavoro è quello di dimostrare come il tatuaggio, parte integrante del linguaggio sociale ed artistico dell’uomo, abbia compiuto nei secoli un’evoluzione non solo nelle tecniche e negli strumenti, ma anche nella percezione da parte della società, abbracciando direttamente o indirettamente vari ambiti della vita dell’uomo, con il riconoscimento, anche formale, di vera arte nelle sue forme espressive ed interpretative più evolute. E’ esaltante scoprire ed esporre una connessione tra l’espressione tribale del tatuaggio delle popolazioni indigene, sicuramente semplice ma carica di simbologia spirituale, con le forme di “body art” espresse dai tatuaggi di Win Delvoye. E’ invece dolorosa la presa di coscienza della barbarie compiuta con la marchiatura dei prigionieri dei lager nazisti e della follia delirante di quel disegno di morte, che viene però parzialmente attenuata dalla constatazione dell’utilizzo in campo medico del tatuaggio come strumento per migliorare la qualità della vita. il tatuaggio dunque viene esposto come pura espressione della creatività dell’uomo, insito nella sua storia, un elemento che ne accompagnerà sempre, inevitabilmente, il processo evolutivo.

STORIA E ORIGINI DEL TATUAGGIO

Il tatuaggio è antico quanto l’uomo. L’essere umano ha sempre avuto, fin dai tempi più remoti, l’esigenza di esprimersi tramite la decorazione del proprio corpo. Le motivazioni e i significati potevano essere i più svariati ma, era ed è sempre il corpo ad essere utilizzato come mezzo di espressione (come nelle body art e nelle performance). A partire dagli egizi e dagli antichi romani, in ogni luogo si possono ritrovare testimonianze dell’utilizzo del tatuaggio usato per la comunicazione. Scavi Archeologici hanno riportato alla luce resti di uomini e donne tatuati vissuti fino a 6000 anni fa, appartenenti a popolazioni sudamericane, nordamericane, eschimesi, siberiani, cinesi, egiziani e anche italiane. Infatti sulle Alpi italiane nel 1991 vengono ritrovati tatuaggi terapeutici sulla Mummia del Simulan (3300 a.C.) e su quella dell’ uomo di Pazyryk nell’Asia centrale. Nelle società tribali era considerato un modo per abbellire il corpo ed era usato solo da re o nobili,gli egizi li usavano sia nelle cerimonie funebri sia nelle campagne dove i bambini e le donne pù belle venivano tatuati con piccoli cerchi sulle sopracciglia e sul mento, e i celti si tatuavano i simboli delle divinità degli animali in segno di devozione. Ogni culto religioso nei secoli, prima del divieto dell’imperatore Costantino ai cristiani di tatuarsi , aveva come caratteristica quella di riportare sulla propria pelle attraverso delle vere e proprie cerimonie,i simboli della propria religione per marcare la propria identità spirituale. Le sole religioni che non permettono ai fedeli di farsi dei tatuaggi permanenti sono quella ebraica e quella musulmana,che ancora oggi permettono solo alle donne di realizzare sui loro corpi solo tatuaggi temporanei per mezzo dell’henna, in occasioni come la prima notte di nozze.

In Italia i Legionari si tatuavano sul braccio i nome del loro generale o dell’imperatore e la data del loro ingaggio mentre i disertori gli schiavi e i prigionieri venivano marchiati in faccia. Tra i primi cristiani, pellegrini e i copti monofisti nel medioevo c’era l’usanza di tatuarsi con simboli religiosi, a volte rappresentanti i santuari visitati,come quello del Loreto. Nel 313 d.C Costantino ha proibito il tatuaggio sul viso dei cristiani (“deturpava ciò che era stato creato ad immagine di Dio”) e nel 787 d.C viene definitivamente proibito da Papa Adriano I durante il Concilio di Nicea,e questa pratica scomparve per molto tempo dall’Europa. Il tatuaggio venne reintrodotto successivamente alle esplorazioni oceaniche di James Cook , che fecero conoscere gli usi dei tatuaggi dei popoli dell’Oceania e diffusero le tecniche del tatuaggio in tutta l’Europa. Alla fine del XIX secolo l’uso di tatuarsi si diffuse anche fra le classi aristocratiche europee, e tatuati celebri furono Wiston Churcill e lo Zar Nicola II. Infine negli ultimi trenta anni,in seguito a un trattato del criminologo Cesare Lombroso, il tatuaggio fu accumunato solo alle personalità criminali e subì un’ulteriore censura, abolita definitivamente dopo gli anni ’70. A partire dagli anni ’70-’80 il tatuaggio inizia a diffondersi in Italia e uno dei primi studi venne aperto nel 1970 a Milano,mentre il primo a Roma fu aperto nel 1986. La prima convention internazionale italiana di tattoo si tenne a Roma nel 1985,alla quale parteciparono i massimi esponenti mondiali del tatuaggio di allora.

BODY ART CONTEMPORANEA

La body art nasce negli anni ’60-’70 negli Stati Uniti e in Europa, e gli artisti di questa corrente usano il proprio corpo come solo strumento di espressione artistica, a volte spingendolo fino al limite (es. Gina pane,Marina Abramovic). Il precursore di questa corrente artistica è Duchamp,con l’opera “Tonsure”,foto che lo ritrae con la testa rasata sulla parte alta della nuca a forma di stella e con una striscia che la congiunge alla fronte. Alcuni esponenti principali della body art (e della performance) sono Gina pane, Marina Abramovic, Vito Acconci, Herman Nitsch e Orlan. Molte artiste del movimento hanno utilizzato il proprio corpo per sollevare l’argomento della liberazione della donna e per combattere la concezione maschilista del tempo; per esempio Gina pane in una sua performance si rotola sul vetro per denunciare il maschilismo e Orlan si sottopone a varie operazioni di chirurgia plastica cercando di arrivare a una deformazione del volto, filmandole e rendendole pubbliche, entrando volutamente in contrasto con la bellezza conformistica imposta alle donne. In tempi recenti sono stati inseriti nel termine “body art” anche forme artistiche come il body painting, il tatuaggio, i piercing. Da inquadrare come “body art” anche una recente opera di Win Delvoye, artista e tatuatore contemporaneo belga, che ha tatuato l’immagine di una madonna attorniata da simboli rituali sulla schiena del musicista Tim Steiner. La galleria “De Pury & Luxemburg” ha venduto la pelle decorata per 150mila euro a un collezionista dove l’atto di vendita è parte integrante dell’opera. Infatti l’intento di Delvoye era quello di sollevare una discussione, in termini legali e morali, sui limiti della mercificazione dell’arte contemporanea. Il contratto prevede che Tim Steiner sia disponibile a esporre la propria schiena tatuata tre volte all’anno al museo del Louvre. Il giorno della sua morte diventerà definitivamente un’opera d’arte, passando la propria pelle al collezionista.

COME FUNZIONA?

Il dispositivo elettrico manuale utilizzato per eseguire tatuaggi tramite l’introduzione di pigmenti nel derma è composto da bobine elettromagnetiche che determinano un movimento lineare di una barra metallica, al termine della quale sono posti uno o piu aghi che penetrano nella pelle lasciando pigmenti nel derma a una velocità di 50 penetrazioni al secondo per una penetrazione nella pelle di circa 0,5 mm. La prima macchinetta per tatuare venne brevettata dall’americano Thomas Riley nel 1891. Tra i diversi tipi di macchinette quella più usata è quella a bobina; questo tipo di macchinetta è formata da un telaio su cui sono fissate due bobine su un supporto isolante, all’interno delle quali c’è un nucleo centrale. Collegato alle bobine c’è un condensatore di corrente continua che regola il passaggio di corrente attraverso il circuito elettrico nelle bobine. Il condensatore può essere esterno o interno. La qualità del magnetismo della macchinetta è dato dal numero di avvolgimenti (spire) presenti nelle bobine ( più sono numerose più la qualità del magnetismo sarà buona ed efficiente). Le parti più importanti del sistema magnetico della macchinetta sono le bobine, il condensatore e la barra dell’indotto. La barra dell’indotto è la parte in cui verrà poi posizionato l’ago e sopra di essa è fissata la molla anteriore da elastici (oring), che fissano l’ago alla barra dell’indotto e consentono di portare elettricità alla vite di contatto e di mettere cosi in funzione la macchinetta.

IMPRONTA INDELEBILE

Nel 1933 nei territori del Reich vengono costruiti i campi di concentramento, luoghi di detenzione vicino ai grandi centri urbani dove venivano detenuti i prigionieri. Successivamente vennero ampliati e iniziarono a sfruttare il lavoro forzato dei detenuti, usandoli come “macchine industriali” viventi e gratis, e nel 1943 cessarono di usare i campi di concentramento come campi di lavoro e divennero “fabbriche” di morte. Nei territori dell’est europeo vennero invece costruiti con la sola finalità dell’eliminazione fisica di zingari ed ebrei, considerati “sottouomini”. Nei campi di sterminio, o Lager, vennero sterminati 6 milioni e mezzo di ebrei,e solo in quello di Auschwitz ci furono 261.000 morti. Quando i prigionieri arrivavano al campo, venivano spinti nel blocco 26, dove dovevano spogliarsi,li rasavano, li “lavavano” gettandogli acqua bollente e gelata addosso e poi gli venivano consegnate le uniformi a righe. Poi si passava alla registrazione del prigioniero; venivano annotate le generalità del prigioniero e lo si marcava con un numero. Il tatuaggio veniva fatto sull’avambraccio sinistro e veniva eseguito con un “timbro”di metallo con aghi lunghi 1cm; in seguito si tatuavano con una lancetta fissata ad un cannello di legno, somigliante ad una penna per inchiostro. Il tatuaggio era il solo segno di identità del prigioniero,sostituiva il nome e aveva come scopo principale quello di personificare completamente il prigioniero. Era inoltre un chiaro segno di pura offesa, perché per la religione mosaica tatuarsi il corpo era proibito.

LA POESIA RAFFIGURATA

Cosi come il tatuaggio rende visivamente tangibile qualcosa che si vuole esprimere (come valori, ideali e ricordi), così la corrente letteraria del futurismo ha reso tangibile, attraverso la veste grafica dei loro scritti costruiti con uno schema figurativo, i loro messaggi, immediatamente decifrabili prima ancora di addentrarsi nel testo. Il futurismo nasce come movimento politico/culturale e nel 1909 su “Figaro” viene enunciato il manifesto futurista da Tommaso Marinetti. Questo movimento celebra la rottura con il passato, la guerra come sola igiene del mondo e ha un particolare culto della macchina, violenta affermazione di una volontà oggettiva. I caratteri fondamentali del movimento politico sono l’esaltazione della velocità, della modernità, del movimento e del progresso. Nel 1912 esce il manifesto futurista letterario, prima sperimentazione letteraria italiana. Gli artisti che si avvicinarono al futurismo letterario furono attirati dal carattere innovativo e dissacrante del movimento, ma non dalle ideologie, da cui molti, tranne il fondatore Marinetti, si dissociarono. Viene abolito l’uso della punteggiatura, della sintassi e degli aggettivi; il verso è libero, c’è un grande uso di onomatopee e sinestesie e i verbi sono prevalentemente all’infinito per rendere le impressioni in modo immediato. I caratteri più innovativi di questa corrente letteraria furono l’inserimento di simboli matematici nelle poesie e l’uso di vari caratteri tipografici in funzioni espressive. La parola diventa essenziale per se stessa, la poesia un seguito ininterrotto di immagini nuove e la letteratura futurista tenta di fare del testo letterario un oggetto figurativo, iniziando a “disegnare con le parole”, senza preoccuparsi più di essere compresi dal lettore. Come nelle poesie futuriste, anche nel tatuaggio dal messaggio visibile immediato si arrriva, attraverso uno studio dei particolari, alla percezione del messaggio nella sua interezza; oppure non riusciremo a decifrarlo (come le simbologie russe e maori) e il significato profondo rimarrà un mistero, decifrabile solo dal tatuatore e da chi lo porta sulla pelle, come nelle poesie futuriste il significato rimarrà nel poeta.

SHOPENHAUER E L’ARTE

il tatuaggio è arte perché definisce l’etica di una civiltà attraverso l’estetica. Secondo Shopenhauer, l’arte, insieme al suicido e alla morale, è una via di liberazione parziale e temporanea dal dolore. L’arte è conoscenza libera e disinteressata,che si rivolge alle idee,ed ogni arte è liberatrice, poiché il piacere che essa procura è la cessazione del bisogno,attraverso il suo porsi come disinteressata contemplazione. Infatti l’arte rompe la catena dei desideri durante la contemplazione; quando l’uomo non guarda più le cose con occhio sensibile ma guarda l’arte con occhio puro contempla, e smette di desiderare. Appena smette di contemplare ritorna alla quotidianità e quindi al dolore. Tale concetto filosofico, letto in chiave moderna, può essere applicato anche al tatuaggio, che, essendo un’arte, potrebbe rappresentare temporaneamente una via di liberazione dal dolore attraverso la sua contemplazione con occhi puri.

L’ARTE DEL TATUAGGIO IN MEDICINA TATUAGGI PER MONITORARE LA SALUTE I ricercatori della University of Illinois hanno proposto un sistema per tatuare dispositivi elettronici sottocutanei che non interferiscono con la normale attività quotidiana. Sono riusciti a renderli operativi anche in piscine e doccie, e possono essere “indossati” per circa due settimane, il tempo che la pelle si esfogli naturalmente. Il tatuaggio elettronico è in grado di monitorare temperatura, idratazione, stress e altri parametri come lo stato di guarigione delle ferit

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