Teramo, trovato impiccato il killer di Ester Pasqualoni dell’oncologa sgozzata

A poco meno di 24 ore dalla morte di Ester Pasqualoni, la dottoressa 53enne uccisa nella giornata di mercoledì a coltellate nel parcheggio dell’ospedale di Sant’Omero in provincia di Teramo, si è conclusa la caccia al killer visto che nella giornata di ieri è stato trovato morto dagli investigatori, il presunto omicida dell’ oncologa.

Si tratterebbe di Enrico Di Luca 69 anni, il quale come già detto è stato ritrovato morto nella giornata di ieri dagli investigatori in un appartamento a Martinsicuro; l’uomo pare si sia impiccato e sarebbe lui, un ex investigatore privato, lo stalker che infastidiva ormai da tempo l’oncologa la quale lo aveva anche denunciato due volte. Secondo quanto riferito dagli investigatori Ester Pasqualoni, avrebbe conosciuto il suo presunto omicida nel 2005 e come già detto, aveva presentato in passato due denunce le quali erano state archiviate. L’omicida dell’ oncologa pare si sia impiccato mercoledì sera nel suo appartamento a Villarosa sul litorale adriatico, vicino alla cittadina in cui risiedeva Martinsicuro.

Le forze dell’ordine avevano ritrovato davanti casa la Peugeot 106 bianca con cui era fuggito dall’ospedale dopo aver ucciso la donna a coltellate; l’uomo sembra riservasse ormai da diversi anni attenzioni insistenti alla donna, che avrebbe segnalato alcuni episodi alle forze dell’ordine senza però ottenere nulla, visto che le sue denunce sono state archiviate per ben due volte. A riferire che la dottoressa aveva presentato due denunce contro il suo stalker, ma che erano state entrambe archiviate è stata subito dopo un’amica della vittima; nello specifico, è stato raccontato che la donna avesse presentato un esposto il 24 gennaio del 2014 al commissariato di Atri, dopo il quale erano stati fatti degli approfondimenti e si era arrivati ad un ammonimento da parte del Questore e al ritiro del porto d’armi del presunto killer, ma purtroppo l’uomo ha continuato a mettere in atto atteggiamenti persecutori nei confronti dell’ oncologa, nonostante i provvedimenti presi.

Sempre in quell’occasione, la donna avrebbe parlato di una relazione di amicizia con l’uomo che sarebbe andata avanti da circa 10 anni nel corso dei quali paesi si è sempre comportato bene, fino alla fine del 2013 quando la donna aveva cominciato a ricevere messaggi insistenti ed era diventata vittima di appostamenti. Subito dopo la denuncia nel mese di gennaio del 2014, la donna pare si sia rivolta alle forze dell’ordine anche nel aprile 2014 quando, mentre camminava a Roseto degli Abruzzi avrebbe chiamato i carabinieri segnalando che il presunto stalker era passato con l’auto e sembrava che la stesse riprendendo. In quell’occasione gli agenti avevano fermato l’uomo e gli avevano sequestrato la telecamera che aveva in macchina e sarebbe stato mandato un fascicolo in Procura, passato poi ad un altro sostituto procuratore che ne avrebbe chiesto l’archiviazione.

Dopo aver appreso la notizia, la donna avrebbe fatto attraverso il suo legale richiesta di accesso agli atti ma nessuna domanda di opposizione all’archiviazione e da quel momento non risulta siano state sporte altre denunce. La mancata protezione della dottoressa ha riaperto inevitabilmente il dibattito sullo stalking e sul femminicidio di cui ne ha parlato nella giornata di ieri, il capo della polizia Franco Gabrielli il quale ha dichiarato: “Questa vicenda per noi è una grande sconfitta.L’imperativo è la sollecitazione a tenere alta l’attenzione su queste vicende. Le vittime devono essere i soggetti primari della nostra attività, soprattutto nei reati di genere”.

Ricercato per24 ore, è stato trovato morto suicida In una casa di Martinsicuro, In provincia di Teramo, l’uomo che avrebbe accoltellato a morte l’oncologa Ester Pasqualoni, di 53 anni, uccisa davanti all’ospedale in cui lavorava. Si chiamava Enrico Di Luca, 69 anni, ex investigatore privato, e si sarebbe strangolato con una fascetta di plastica fino a togliersi il respiro. Il suo corpo è stato trovato in un appartamento di una casa al mare in cui aveva abitato nel passato ma dove sarebbe entrato violando la proprietà, forse usando un vecchio passepartout.

Ester Pasqualoni e il suo presunto omicida si conoscevano dal 2005. Da quanto si apprende da fonti investigative, la donna aveva presentato un esposto, il 24 gennaio 2014, al commissariato di Atri (Teramo). Esposto al quale erano seguiti degli approfondimenti e il
successivo ammonimento, il 30 gennaio dello stesso anno, da parte del Questore. All’uomo, in seguito all’ammonimento, era anche stato ritirato ilporto d’armi.

Da quel gennaio, la donna si era poi nuovamente rivolta alle Forze dell’ordine ad aprile 2014 quando, trovandosi a camminare per Roseto degli Abruzzi, dove risiedeva, aveva chiamato i Carabinieri segnalando che l’uomo era passato con l’auto e sembrava la stesse riprendendo. A quel punto, proprio a fronte dell’esistenza del provvedimento di ammonimento, i Carabinieri avevano fermato l’uomo, sequestrandogli la telecamera che aveva in macchina e mandato un fascicolo in Procura.

Con un filo di voce, ancora sotto shock, Piergiorgio Casaccia, il medico del pronto soccorso di Sant’Omero intervenuto per primo per cercare di salvare la collega, non ha trattenuto la rabbia: «Noi colleghi e amici più stretti sapevamo di un uomo
che perseguitava Ester, la cosa andava avanti da anni e lei ce lo aveva raccontato, sapevamo tutto». L’avvocato Caterina Lono, legale e amica della dottoressa uccisa, ha affondato il colpo: «È una storia di stalking iniziata 4-5 anni fa da una uomo conosciuto casualmente e che in maniera sempre più invadente era arrivato a riprenderla con telecamere anche negli spostamenti privati, con i figli, a scuola». Purtroppo l’esposto, che non era stato perfezionato in denuncia, è stato archiviato.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.