Terracina shock, Nonno muore annegato per salvare i tre nipoti

E’ accaduto nelle acque adiacenti Foce Sisto a Terracina: l’uomo si è gettato in acqua per soccorrere i tre ragazzini in difficoltà per il mare mosso. Salvi i bambini; grave una donna che tentato di aiutare l’anziano

I tre bambini stavano giocando in acqua, ma a causa della risacca e della corrente non riuscivano a tornare a riva.

Scattato l’allarme alla sala operativa dell’ufficio circondariale marittimo di Terracina per i tre bambini in mare, è subito intervenuta sul posto per i soccorsi la Guardia Costiera, via nave e via terra, insieme ai sanitari del 118 con due ambulanze ed un elicottero. L’episodio è accaduto intorno alle 17 alla foce del fiume Sisto. I tre adulti, però, si sono trovati a loro volta in difficoltà a causa delle condizioni del mare. Per il 73enne, purtroppo, non c’è stato nulla da fare.

Nell’ambito della veloce sequela che ha portato alla tragedia, sono stati soccorsi e quindi trasportati al pronto soccorso una 65enne, nonna di un altro dei bambini in acqua, elitrasportata in gravi condizioni al “Goretti” di Latina, e un 44enne cubano, ricoverato al “Fiorini”, ma le cui condizioni non destano comunque preoccupazione. Una terza persona è stata soccorsa e si trova in ospedale a Terracina per accertamenti, ma non è in pericolo.

Nei momenti concitati del salvataggio è stato attivato il numero di emergenza 1530 che segnalava la presenza di bambini in difficoltà in mare. Alcune persone della spiaggia si sono buttate in acqua per soccorrerli.

Non deve averci pensato nemmeno un istante, li ha visti in pericolo ed è entrato in acqua, in barba al mare agitato e alla corrente: il suo unico pensiero era di portare in salvo i tre bambini in difficoltà. Per fortuna loro sono tornati a riva sani e salvi, ma Spartaco Ometto, 73 anni romano, purtroppo non ce l’ha fatta nonostante i tentativi di rianimarlo dei sanitari del 118. Soccorsi febbrili anche per R.B. di circa set- tant’anni che si è lanciata in mare e adesso si trova ricoverata in prognosi riservata nell’ospedale di Latina dove è arrivata a bordo dell’eliambulanza.

Quando hanno capito la situazione delicata si sono tuffati anche un cubano 44enne e il bagnino di un lido più avanti che sono riusciti a recuperare i bambini e a riportarli a riva, non riuscendo, però, a raggiungere i due adulti nel frattempo già trascinati dalla corrente. La tragedia si è consumata ieri poco dopo le 16, nel tratto di spiaggia libera accanto l’Interna- tional Camping, vicino il canale Sisto, lungo la Strada Provinciale San Felice Circeo. Un normale pomeriggio d’estate, con i bimbi che fanno la spola tra l’acqua e la sabbia e gli adulti che li sorvegliano. Ma ieri il mare non era calmo, fin dalla mattina c’erano state onde spumose e la risacca capace di prenderti alla sprovvista.

Probabilmente è quello che è accaduto ai tre bambini, tutti sugli otto anni, che a un certo punto devono aver avuto problemi a uscire dall’acqua, dettaglio che non è sfuggito all’occhio del 73enne (sembrerebbe nonno di uno dei ragazzini) che è entrato in mare in loro aiuto. Lo stesso pensiero che ha avuto la vicina d’ombrellone, che ha seguito le mosse dell’altro ed è entrata in acqua. Questione di pochi attimi ed entrambi gli adulti devono essersi trovati in difficoltà, incapaci loro, adesso, a riconquistare la riva. Nel frattempo anche qualche altro bagnante ha partecipato ai soccorsi, tra cui il cubano e il bagnino che sono riusciti a salvare i ragazzini, portati a riva e in buone condizioni.

Sul posto sono arrivati i militari della Capitaneria di Porto allertati da una richiesta di soccorso al 1530, personale di terra e sulla motovedetta, e adesso gli uomini del comandante Alessandro Poerio stanno ricostruendo l’effettiva dinamica della tragedia. Spartaco Ometto è stato recuperato e portato a riva quando le sue condizioni sarebbero state già disperate e non ce l’ha fatta nonostante i soccorsi dei sanitari, mentre la signora è stata soccorsa e portata al “Fiorini” dove nel frattempo era atterrata l’eliambulanza che l’ha trasportata a Latina. Ha avuto bisogno delle cure del “Fiorini” anche il ragazzo cubano, tenuto in ospedale sotto osservazione. Un vero dramma che ripropone anche annose questioni: i tratti di spiaggia libera dove non c’è il servizio di soccorso e salvataggio e il numero striminzito dei mezzi di soccorso sul territorio nonostante l’emergenza estiva.

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