Terremoto ad Amatrice, scossa 4.2 avvertita anche nella capitale

Continua a tremare la Terra in Italia e nello specifico nel centro Italia che negli ultimi anni è stato davvero protagonista di innumerevoli catastrofi naturali. Nella giornata di ieri, si è registrata una scossa di terremoto di magnitudo 4.2 vicino ad Amatrice e nel Reatino, ma è stata avvertita anche nel capoluogo Sabino così come in altri e numerosi comuni di Marche e Abruzzo. La scossa di terremoto nello specifico è stata registrata 34 minuti dopo la mezzanotte del 4 dicembre e come abbiamo già anticipato, si è registrata vicino ad Amatrice anche se è stata avvertita In molti comuni vicini soprattutto nei piani alti delle abitazioni della capitale e in particolare a Roma Nord. Secondo quanto riferito dall’ Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia la scossa in questione si sarebbe originata a circa 8 km di profondità con epicentro a 3 km da Amatrice, 9 da Campotosto in provincia di L’Aquila, a 15 da Cortino in provincia di Teramo, a 16 da Arquata del Tronto in provincia di Ascoli Piceno ed infine a 56 chilometri da Terni.

Intervenuta sulla vicenda La sismologa Lucia Margheriti dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia la quale ha dichiarato che il terremoto ricade nell’area interessata dalla sequenza del 24 agosto 2013 e aggiunge che in quell’aria purtroppo si continua a registrare un numero di terremoti Superiore rispetto a quello rilevato in precedenza. L’esperta, Inoltre, ha aggiunto che purtroppo tutta la zona risulta essere ancora attiva e che la sequenza non si considera finita. Fortunatamente, la scossa non ha causato danni essendo avvenuta ad una profondità di 8 km. “E’ stata una scossa forte, molto, la più forte quest’anno dopo quella del 18 gennaio. Inevitabile essere preoccupati. No, non risultano danni, anche perché non c’è più nulla da distruggere. Ma quello che spaventa è che queste scosse fanno riaffiorare di nuovo tutta quella paura che qui si cerca in ogni modo di dimenticare“, è questo quanto dichiarato il Sindaco Sergio Pirozzi, che nel corso della notte ha contattato le frazioni più vicine ma anche quelle più vicine.

“Sono in realtà piscologici i danni che fanno queste scosse continua il sindaco – la gente che è nelle casette prefabbricate non è nemmeno uscita, mentre la paura più angosciante l’hanno paradossalmente avuta i pochi che abitano nelle case in muratura scampate alla tragedia del 2016. Ma tutti, in questi momenti, corriamo il rischio di cadere nello sconforto perché sembra che non possiamo avere il diritto di dimenticare quei giorni. Una scossa così, come quella che abbiamo appena sentito, risveglia nel cervello qualcosa che invece si vorrebbe rimuovere”, ha aggiunto ancora il Sindaco.

Purtroppo l’evento sismico è stato avvertito soprattutto dalle famiglie che alloggiano nelle Soluzioni abitative di emergenza allestite nei villaggi dei comuni già colpiti dal terremoto dello scorso anno. Nella giornata di ieri ci sono state 15 repliche, per fortuna tutte di lieve intensità, e tutte localizzate tra le province di Rieti, Ascoli Piceno, L’Aquila, Perugia e Macerata.

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