Terremoto Amatrice come all’Aquila, imprenditore ride al telefono pensando agli introiti

Così come accaduto per il terremoto dell’Aquila 7 anni fa, anche per quello del centro Italia del 2016 e pare ci sia stato un imprenditore che a rito della tragedia. Si tratta di Vito Giuseppe Giustino un 65enne di Altamura in provincia di Bari, presidente del cda della società cooperativa internazionale il quale pare sia stato intercettato nella nuova inchiesta della Procura dell’Aquila su presunte mazzette nella ricostruzione pubblica; nello specifico nell’ordinanza il gip ha scritto che l’uomo “ride”.

Per queste motivazioni, l’uomo adesso si trova agli arresti domiciliari e pare annuisca e rida parlando delle future commissioni, in particolare riferendosi ad Amatrice. Emergono nuovi particolari inquietanti dai documenti della nuova inchiesta della Procura dell’Aquila su presunte mazzette nella ricostruzione pubblica.

Riguardo l’intercettazione di cui sopra abbiamo accennato,  Giustino pare si  trovi al telefono con il geometra della sua stessa ditta, Leonardo Santoro anche lui agli arresti domiciliari e nell’ordinanza si legge che quest’ultimo gli racconta quello che ha detto a Lionello Piccinini dipendente della Mibact Abruzzo, a sua volta ai domiciliari dopo il territorio del terremoto di Amatrice. “Se ti posso essere utile, voi fate l’elenco, mo’ dovete fare uno screening dei beni sotto vostra tutela: se vi serve qualcosa per i puntellamenti, via dicendo, noi siamo a disposizione”, racconta Santoro a Giustino, che nel frattempo pare se la rida più volte. “Siamo strutturati, abbiamo una struttura potentissima e abbiamo bisogno di fare qualcosa per tenerci attivi. Abbiamo chiuso un po’ di cantieri e abbiamo diciamo una cinquantina di unità lavorative che non so dove “c…o” mandarle”, ha aggiunto ancora Santoro.

Secondo quanto riferito dal gip, Santoro pare spiegasse al suo datore di lavoro che presso il Mibact era stata creata un’unità di crisi per valutare i danni ai beni architettonici e Giustino sentite le parole del Santoro, avrebbe riso in maniera piuttosto beffarda della nuova situazione venutasi a creare in quanto per l’impresa sarebbe stato motivo di nuovi introiti a maggior ragione del fatto che l’appoggio di Piccinini e Marchetti, funzionari del mibact e inseriti nell’ unità di crisi, non sarebbe venuto meno.

Nelle 183 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice Giuseppe Romano Gargarella, pare che dopo le nuove scosse di terremoto gli imprenditori monitorati abbiamo cercato nuovi incarichi, grazie ai rapporti diretti con i pubblici funzionari.Gli inquirenti grazie a questa nuova indagine hanno fatto luce su un ramificato sistema pianificato ad alcuni funzionari pubblici, che ricoprendo varie funzioni e ruoli nel contesto dell’assegnazione e controllo sulle opere di restauro successive al sistema del 2009, avrebbero gestito agli appalti della ricostruzione post sisma in maniera clienterale. Le società coinvolte pare siano la Lancia Srl, Soalco srl, L’Internazionale società cooperativa, Atec srl, Fracassa Rinaldo srl, Edil Co srl, Ingg. Penzi spa e Atec srl.

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