Terremoto, Scossa magnitudo 4 in provincia Foggia: non ci sono notizie di danni

Un evento sismico è stato registrato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia in provincia di Foggia alle ore 6.25 con magnitudo 4.0 a 22 km di profondità.La Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile si è messa in contatto con le strutture locali del Sistema nazionale di protezione civile.Dalle verifiche effettuate, l’evento – con epicentro individuato tra i comuni di Cagnano Varano, Carpino e Ischitella – è risultato avvertito dalla popolazione, ma non sono stati segnalati al momento danni a persone o cose.

Scossa di terremoto, di magnitudo 2.9, alle ore 20.11 di martedì 19 aprile 2017. La scossa, se pur lieve, è stata avvertita distintamente dalla popolazione. Coordinate geografiche (latitudine, longitudine) della scossa di terremoto 42.78, 13.06; profondità delle scosse di terremoto 10 km.

Terremoto in Perù 18 aprile 2017, scossa di magnitudo 6.1 della scala Richter. Alle ore 03:11, sisma di magnitudo 2.4 a San Giovanni del Dosso, in provincia di Mantova.

Considerando anche la grande profondità del movimento sismico, gli abitanti delle coste calabresi non si sono accorti di nulla e il terremoto marino non ha provocato danni a persone o cose.

Come al solito, vi rimandiamo al sito ufficiale dell’INGV per avere in tempo reale tutte le notizie e gli aggiornamenti riguardanti i terremoti del nostro pianeta.

I terremoti, come pure l’attività vulcanica, sono fenomeni naturali che al tempo stesso rappresentano gli effetti e le prove più evidenti della dinamica in atto nel nostro pianeta. A causa degli ingenti danni che possono provocare, essi costituiscono anche un notevole problema sociale, come testimonia il recente terremoto di San Giuliano di Puglia del 2002. L’Italia è un Paese ad alto rischio sismico: oltre il 60% del territorio, di cui il 70% al Sud, è stato interessato da eventi sismici disastrosi. Relativamente all’ultimo secolo, oltre 120.000 sono state le vittime causate dai terremoti e i danni, relativamente agli ultimi 25 anni, sono quantificabili in circa 65 miliardi di Euro (oltre 120.000 miliardi di Lire). Un terremoto, allo stato attuale delle conoscenze, è un fenomeno non prevedibile. La Ricerca Scientifica, se da un lato non è in grado di dire “quando”, può dire “dove” presumibilmente si verificherà un terremoto. Grazie agli studi compiuti negli ultimi anni, non solo sono note le aree sismogeneticamente attive, ma è possibile dare un’indicazione sul “quanto forte potrebbe essere ” il terremoto che, presumibilmente, si verificherà in un’area. Le attuali normative del “buon costruire”, frutto anche della Ricerca Scientifica, contribuiscono non poco alla minimizzazione dei danni.

La corretta opera di divulgazione ed educazione alla conoscenza del fenomeno terremoto e dei suoi effetti, guidata dalla Comunità Scientifica, può fornire gli strumenti adeguati per fronteggiare eventuali emergenze facendo sviluppare, nelle popolazioni residenti in aree esposte a rischio quella “cultura della prevenzione”, che solo in parte è presente nella nostra cultura. Il presente Opuscolo, indirizzato ad un pubblico di “non addetti ai lavori”, si propone di dare risposta alla crescente richiesta locale di corretta informazione sul terremoto che si è avuta a seguito dei recenti fenomeni sismici che hanno interessato il Molise. Esso è stato redatto con l’obiettivo di fornire informazioni per la conoscenza delle cause che generano un terremoto, gli effetti che produce e il comportamento da tenere nel caso che esso si verifichi. Infine, vuole essere un contributo affinché il Cittadino acquisisca la piena consapevolezza di considerare i terremoti fenomeni naturali con i quali è possibile convivere e i cui effetti sono fronteggiabili per minimizzare gli eventuali danni.

Faglie Con il termine generico di faglia (fault) si suole indicare la frattura o una zona di frattura tra due blocchi di roccia, in cui si verifica o si è verificato nel passato il movimento relativo (dislocazione) delle parti adiacenti alla frattura. Il movimento può essere improvviso, oppure di lento scorrimento (creep). Durante un terremoto, la roccia su di un lato della faglia subisce uno spostamento (slip) rispetto alla roccia posta sull’altro lato della faglia. La superficie di faglia può essere orizzontale, verticale o inclinata. Per definire univocamente un piano di faglia è necessario effettuare due misure: direzione e inclinazione. Per un piano inclinato la direzione (strike) è l’angolo tra la sua intersezione con il piano orizzontale e il Nord, mentre l’inclinazione (dip) è l’angolo tra il piano di faglia e il piano orizzontale. Il piano di faglia separa due blocchi che prendono il nome di tetto e letto in funzione della loro posizione rispetto al piano. Secondo la direzione degli spostamenti relativi che avvengono sul piano di faglia, questa potrà essere diretta (normale) o inversa in risposta a sforzi rispettivamente distensivi o compressivi. Se lo spostamento è invece parallelo alla direzione della faglia, essenzialmente sul piano orizzontale, la faglia è detta trascorrente (strike-slip) e si forma in risposta a sforzi di taglio.

Conoscere il terremoto

 CHE COS’È IL TERREMOTO E QUANDO SI VERIFICA? Il terremoto o sisma è un fenomeno naturale. È un improvviso e rapido scuotimento della crosta terrestre. Si verifica quando le onde sismiche da una zona nella profondità della Terra giungono in superficie e si propagano in tutte le direzioni (come quando si lancia un sasso nello stagno). I terremoti, come l’attività vulcanica, sono manifestazioni della continua trasformazione ed evoluzione del pianeta Terra.

 DA COSA È PROVOCATO IL TERREMOTO? Il terremoto è provocato dai movimenti delle zolle in cui è suddiviso l’involucro esterno della terra (litosfera). Le zolle si allontanano si scontrano, scorrono una di fianco all’altra. Quando lo sforzo generato da tali movimenti supera il limite di resistenza delle rocce che costituiscono la crosta terrestre, esse si rompono in profondità lungo superfici chiamate faglie. L’energia accumulata si libera e avviene il terremoto.

 QUANDO AVVENGONO I TERREMOTI? I terremoti possono avvenire in qualunque momento dell’anno, con qualunque tempo atmosferico ed in qualunque ora del giorno o della notte. Questo perché si originano in profondità e sono indipendenti da quello che avviene sulla superficie terrestre.

 IL TERREMOTO SI PUÒ PREVEDERE? E IL MAREMOTO? Il terremoto non si può prevedere se per previsione si intende l’anno, il mese, l’ora, il luogo e la magnitudo di una scossa di terremoto. L’unica previsione possibile è di tipo statistico, basata sulla conoscenza dei terremoti del passato, che ci consente di stabilire quali sono le zone più pericolose del territorio. Il maremoto, invece, può essere previsto una volta che si conosca la posizione e la magnitudo del terremoto che potrebbe averlo generato.

QUANTO DURA UN TERREMOTO? La durata delle oscillazioni avvertite dall’uomo non supera, quasi mai, il minuto ed, in media, le oscillazioni più forti durano poche decine di secondi. La durata di una scossa sismica ottenuta misurando la lunghezza del sismogramma, dove sono registrate anche le oscillazioni non avvertite dall’uomo, può raggiungere invece alcuni minuti.

QUAL È L’EVOLUZIONE NEL TEMPO DEI TERREMOTI? Un terremoto, soprattutto se forte, non si manifesta con una sola scossa ma con una sequenza di scosse. Alla scossa principale generalmente seguono nel tempo scosse di magnitudo sempre più bassa. Quando non è possibile individuare una scossa principale, ma si osservano numerose scosse di entità simile, si parla di sciame sismico che può durare anche mesi.

COME SI MISURA UN TERREMOTO? Il terremoto può essere “misurato” attraverso la registrazione del fenomeno da parte di strumenti scientifici chiamati sismografi oppure basandosi sull’osservazione degli effetti che ha provocato. Per definire la forza di un terremoto vengono utilizzate due scale di misurazione: -la scala Richter, ideata nel 1935 dal sismologo americano Charles Richter, permette di misurare la quantità di energia sprigionata da un terremoto, chiamata “magnitudo”. Per calcolare la magnitudo è necessario ricorrere alle registrazioni della scossa tracciate dai sismografi; -la scala Mercalli, attribuisce l’intensità del terremoto in base all’osservazione dei suoi effetti sull’uomo, sugli edifici e sull’ambiente. È divisa in 12 gradi ed è stata ideata ai primi del ‘900 dal sismologo italiano Giuseppe Mercalli.

GLI EFFETTI DI UN TERREMOTO SONO GLI STESSI OVUNQUE? Lo scuotimento degli edifici, a parità di distanza dall’ipocentro, non è uguale dappertutto, ma dipende dalle condizioni locali del territorio, in particolare dal tipo di terreni in superficie e dall’andamento della morfologia. Dunque anche gli effetti spesso sono assai diversi. In genere, lo scuotimento sarà massimo dove i terreni sono soffici, minore sui terreni rigidi (roccia). Lo scuotimento sarà maggiore anche sulla cima dei rilievi e lungo i bordi delle scarpate e dei versanti ripidi.

SI DEVE PARLARE DI PERICOLO O DI RISCHIO SISMICO? Rischio e pericolo non sono la stessa cosa. Il pericolo è rappresentato da un evento naturale che può colpire una certa zona, mentre il rischio è rappresentato dalle sue conseguenze. Se un terremoto colpisce un’isola deserta questa è sicuramente una situazione pericolosa ma non rischiosa. Per stabilire quale sia il rischio sismico di una zona occorre conoscere: la pericolosità, cioè quante possibilità ci sono che un terremoto di una certa intensità si verifichi proprio in una certa zona ed in un determinato periodo di tempo; la vulnerabilità, cioè quanto gli edifici e le strutture costruiti dall’uomo possono subire danni a causa del terremoto; l’esposizione, cioè quanti e quali sono i beni ed il valore di ciò che può subire danni a causa del terremoto, ad esempio quante persone vivono nella zona e rischiano la loro incolumità ed il valore delle cose che possiedono.

10 SI PUO’ RIDURRE IL RISCHIO SISMICO? Sì. Ridurre il rischio sismico significa ridurre gli effetti che una scossa sismica può determinare sull’uomo, sulle costruzioni e sull’ambiente. Per raggiungere tale risultato è necessario intervenire sulla capacità di resistenza degli edifici, ma anche educare la popolazione ai comportamenti corretti da adottare prima, durante e dopo un terremoto.

L’ ITALIA È UN PAESE A ELEVATO RISCHIO SISMICO? L’Italia, è un Paese ad elevata sismicità, per la frequenza e l’intensità dei terremoti che la interessano, ed ha un patrimonio edilizio vulnerabile poiché vecchio e inoltre il valore inestimabile dei suoi monumenti ed i numerosi luoghi d’arte rendono elevata l’esposizione sismica del suo territorio.

CHE COS’È LA CLASSIFICAZIONE SISMICA? In base alla frequenza ed alla intensità dei terremoti del passato e con tecniche moderne di analisi della pericolosità, tutto il territorio italiano è stato classificato in quattro zone sismiche. La classificazione del territorio è iniziata nel 1909 subito dopo il gravissimo terremoto di Messina e Reggio Calabria del 28 dicembre 1908 ed è stata aggiornata più volte fino all’ultima emanata nel 2003.

 QUALI SONO LE ZONE SISMICHE E COSA INDICANO? Le zone sismiche sono 4: Zona 1 È la zona ritenuta più pericolosa e dove statisticamente possono verificarsi terremoti di forte intensità. Comprende 725 Comuni. Zona 2 Nei Comuni inseriti in questa zona possono verificarsi terremoti di media-forte intensità. Comprende 2.344 Comuni. Zona 3 I Comuni inseriti in questa zona possono essere soggetti a terremoti di mediabassa intensità. Comprende 1.544 Comuni. Zona 4 È la zona considerata meno pericolosa. Comprende 3.488 Comuni.

 COME FACCIO A SAPERE SE IL COMUNE DOVE VIVO SI TROVA IN ZONA SISMICA? Ciascuna Regione ha pubblicato, con un proprio decreto, l’elenco dei Comuni indicando la zona sismica in cui si trovano. Puoi rivolgerti o alla Regione o al Comune oppure cercare nel sito della Protezione Civile in quale zona sia collocato il tuo Comune (www.protezionecivile.it).

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