Terremoto, Paura e shock nel centro Italia, Forte scossa di 4.1 nella notte in provincia di Perugia

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Tanta la paura tra la gente del cratere, ormai da mesi alle prese con uno sciame sismico che ha concesso davvero pochi momenti di tregua. La popolazione ha distintamente avvertito il sisma. Il crollo del tetto è avvenuto nella frazione spoletina di Azzano. Ora lo stabile è stato dichiarato inagibile dai Vigili del Fuoco. I comuni più vicini all’epicentro della scossa sono stati Campello sul Clitunno, Castel Ritaldi, Spoleto e Trevi. Le scosse nella zona continuano ma di intensità molto minore. Un forte terremoto rilevato a Spoleto, in provincia di Perugia, dall’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia si è registrato nel corso della notte. Il terremoto è stato localizzato a una profondità di circa 8 chilometri. L’area colpita è caratterizzata da una pericolosità sismica elevata: In epoca storica l’area in questione è stata colpita da terremoti di magnitudo intorno a 5.5.

“Abbiamo sentito una botta secca, per fortuna è durato pochissimo. Sono uscita fuori casa con mio marito ma ero preoccupata perché non vedevo mai scendere mio figlio e la sua famiglia, che abitano al piano di sopra: non riuscivano a scendere perché in mezzo alle scale c’è una libreria che è crollata e gli ostruiva il passaggio”, è questa la testimonianza della Signora Gabriella, la quale abita in un edificio che ha già avuto qualche danno dopo le scosse dei mesi scorsi. Varie le crepe che si sono aperte negli edifici, compresi alcuni recentemente ristrutturati; altre case nella zona, in alcuni casi più vecchie, hanno invece resistito senza problemi alla scossa.“Abbiamo oltre 5.300 richieste di sopralluogo che si sono accumulate nei mesi, ma soltanto due squadre di tecnici rilevatori al lavoro. Sono settimane che sollecitiamo, abbiamo bisogno di personale per evadere le verifiche”, ha dichiarato il Sindaco di Spoleto, Fabrizio Cardarelli.

La nuova forte scossa è stata avvertita fino a Terni e Perugia, oltre che in tutto il comprensorio di Spoleto e Foligno. Alla scossa delle 4.36 ne è seguita una seconda registrata sempre nella notte ed esattamente intorno alle ore 6.35, questa volta di magnitudo 2.5 con epicentro sempre nella stessa aerea e poi ancora un’altra scossa è stata registrata alle ore 7.54, di magnitudo 2,3.Dal sisma di agosto fino alla vigilia di Natale l’Istituto di geofisica e vulcanologia (Ingv) ha registrato 40.500 scosse tra Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, 880 delle quali comprese tra 3 e 4 di magnitudo, 50 di magnitudo tra 4 e 5 e altre 5 scosse di intensità superiore ai 5 gradi Richter.

Crolli, lesioni e l’appello del sindaco: “Mandateci personale tecnico per accelerare sulle verifiche”. Non è ancora definitivo il bilancio dei danni provocati dal terremoto di magnitudo 4. 1 che nella notte tra domenica e lunedì è tornato a far tremare con intensità la terra alla periferia nord di Spoleto. “L’evento sismico – si legge nel sito dell’Istituto nazionale geofisica e vulcanologia – c avvenuto in una zona prossima a quella della sequenza iniziata il 24 agosto in Italia centrale, ma su una struttura diversi», spostata di circa 30 km a ovest di questa. A seguitodella scossa delle4,36, fino alle 11 (di ieri, ndr) sono stare registrate 12 repliche, il più forte di magnitudo 2.5 avvenuto alle ore 6.35”. L’epicentro a otto chilometri di profondità c stato localizzato in zona Palazzaccio a una manciata di chilometri da Azzano, la frazione più colpita dalla scossa dove ieri a fronte di sei case controllate dai tecnici, quattro sono risultate inagibili. Qui alcuni minuti dopo le 4.36 è crollato il tetto di un’abitazione senza fortunatamente ferire la proprietaria cinquantenne, che ha avuto il tempo di mettersi in sicurezza, mentre dall’altra porzione di stabile è stato necessario trasferire un’anziana residente.

Nel piccolo centro sono subito scattati i sopralluoghi con le squadre di pompieri c uomini dei carabinieri intervenuti nel cuore della notte per le prime verifiche e la rimozione di parti pericolanti, come i comignoli. Ad Azzano oltre al crollo del tetto si sono moltiplicate le lesioni, come quelle lasciate dalla scossa di magnitudo 4.1 a casa di Cinzia, mamma di un bimbo di dieci anni: “Ho crepe a croce nella camera da letto del piano terra – spiega – e di sopra la situazione è anche peggiore, il terremoto ha rovesciato credenza e libreria, ma ha anche fatto saltare le mattonelle del bagno”. Ad aver riportato danni è almeno un immobile di Palazzaccio, località a due passi dall’epicentro: “Non ho sentito l’ondulazione – racconta Andrea, residente trentenne – ma solo una botta, come un’esplosione e ho visto i muri della camera spostarsi.[showhide]

I Io delle crepe che i vigili del fuoco stanno controllando, ma dormiremo fuori”. La ventina di pompieri in servizio con sei mezzi ha compiuto anche un accurato sopralluogo all’interno del castello di San Giacomo, dove si è registrato un crollo limitato in prossimità di due appartamenti già gravati da precedente ordinanza. Il bilancio delle inagibilità non è ancora definitivo, anche perché sono almeno un centinaio le richieste di verifiche raccolte dalla centrale operativa dei vigili del fuoco. Nella tarda mattinata di ieri il sindaco Fabrizio Cardarelli ha stabilito. d’accordo col personale della protezione civile, di allestire a titolo precauzionale come dormitorio la palestra del Palatenda. già utilizzata dopo il 30 ottobre. Poi, però, a tarda sera, essendosi presentata una trentina di persone, le stesse sono state sistemate negli alberghi o ospitate da familiari. “Abbiamo rilevato danni significativi nelle frazioni di Azzano e Palazzaccio – dice Cardarelli – e c’e una casa inagibile a San Brizio. dove la famiglia è stata sgomberata”. Poi l’appello: “Credo che la situazione di Spoleto sia stata presa un po’ sottogamba perché – va avanti il sindaco – sono mesi che stiamo chiedendo una disponibilità maggiore di personale specializzato per evadere oltre 5.300 richieste di sopralluogo accumulate” e a cui se ne aggiungeranno altre dopo la nuova scossa, l’ermo restando che occorrerà compiere la ricognizione delle scuole la cui riapertura programmata è al momento fissata per il 9 gennaio.

Sembra non avere fine il terremoto nel centro Italia. Dal primo gennaio sono state 32 le scosse avvertite nella zona. La prima è arrivata già a mezzanotte e venti di Capodanno: di magnitudo 2.7. Ovviamente i festeggiamenti del Capodanno non hanno fermato lo sciame: la scossa precedente era arrivata appena mezz’ora prima, a mezzanotte meno dieci, di magnitudo 2.2. E il fenomeno sembra accelerare. Sono suite una ventina le scosse tra il primo e il 2 gennaio: la più forte di magnitudo 4.1. Erano le 4,36. un’ora dopo rispetto al sisma del 24 agosto, di magnitudo 6.0, pressoché la stessa di quella del 6 aprile 2009 dell’ Aquila che si registrò alle 3.32 il sisma di magnitudo 6.3. L’altra notte l’epicentro è arrivato tra Trevi e Spoleto. Profondità (ipocentro): quasi tredici chilometri (più si va giù, maggiore è l’area interessata in superficie ma minori gli effetti: ad Aceumoli fu di 8 chilometri, all’ Aquila fu di due). Una ventina di altre scosse ha colpito poi la zona, oltre la metà delle quali nella provincia di Perugia, tutte comprese tra 2.0e 2.5gradi.

► PERUGIA “Se i soldi stanziati non basteranno, ci saranno ulteriori finanziamenti per assicurare negli stessi termini i diritti di tutti”. Lo assicura in un’intervista a La Stampa il commissario straordinario per la ricostruzione Vasco Emuli. “Oggi abbiamo a disposizione oltre4.5 miliardi, di cui 3.5 per i privati e il resto per opere pubbliche. Ma ci tengo a dire una cosa: lo Stato – come ha detto l’ex presidente Renzi, ha ribadito C ìentiloni e ha ricordato Mattarclla – ha assicurato una ricostruzione piena”, assicura. Sono in via di realizzazione, racconta Errani. opere di urbanizzazione e le casette per chi ha subito danni gravi. Stiamo anche lavorando per allestire aree temporanee per attività commerciali. Per le casette del terremoto del 24 agosto avevamo dato una scadenza di sette mesi e sarà pienamente rispettata. Per il terremoto del 30 ottobre, stiamo realizzando adesso il fabbisogno”. Inoltre “già si può fare il recupero dei danni lievi di abitazioni private e imprese, e sta per uscire un’ordinanza per il recupero di tutti i danni delle imprese. Poi. altra grande priorità sono le scuole Tutto si farà nella legalità c trasparenza coadiuvati da Anac e dalla struttura di missione Antimafia presieduta da Tronca”. Per Errani “sono in corso le procedure per usare il fondo d’emergenza. E l’Europa ha già detto che le spese per la ricostruzione saranno fuori dal patto di stabilità: una cosa importante che giustamente ha chiesto il governo”. E aggiunge: “Il rapporto con la Commissione euro- peti c’è le e procedure sono in corso di valutazione”. 4
Soccorso alpino e speleologico gli uomini del Sasu da mesi in prima linea hanno smobilitatola base di Norcia.
► NORCIA Si è conclusa nei giorni scorsi la prima fase dell’emergenza per il Soccorso alpino e speleologico Umbria (Sasu). Sono stati 4 mesi di emergenza continua per gli uomini del Sasu, la cui attività, legata al sisma, era già iniziata quel maledetto 24 agosto quando persero la vita in 300 ad Amatrice: in quel caso i tecnici volontari del Sasu sono stali impegnati per un totale di 516 giornale operative, intervenendo fino dalle primissime ore, scavando fra le macerie dei paesi della Valle del Tronto.Grazie a questa tempestività i volontari del Soccorso alpino hanno contribuito a salvare 55 persone vive dalle macerie ed estratto 62 corpi senza vita. Dopo quella scossa il Sasu intervenne anche per il terremoto del 26 settembre che colpi Visso c Ussita, questa volta senza vittime ma con molti danni: in quel caso l’intervento ha riguardato principalmente Camerino, alla ricerca, fortunatamente vana, di eventuali vittime sotto le macerie; parallelamente l’attività del Sasu. su richiesta del dipartimento della Protezione civile, è stata anche quella di raggiungere la tante piccole frazione che nelle prime ore risultavano isolate, verificando i danni a persone e cose. Con l’ultima scossa di Norcia, quella del 30 ottobbre, il Sasu è rimasto operativo per ben 53 giorni consecutivi con 456 presenze totali: i volontari hanno contribuito ad estrarre viva a Forca Canapine una donna anziana dalle macerie, con l’aiuto anche dell’clisoccorso 118 Icaro 02. Quotidianamente i tecnici volontari hanno raggiunto Castelluccio di Norcia, il borgo che domina il Pian Grande e che si è svuotato lentamente con ravvicinarsi del freddo.

► NOCERA UMBRA In questi giorni stanno partendo, da varie zone del territorio, container e strutture prefabbricate utilizzate nel post terremoto del 1997. verso Norcia e le località più colpite dagli ultimi eventi sismici. 11 Comune di Nocera Umbra, coadiuvalo dai vigili del fuoco e dal personale del gruppo comunale di Protezione civile, sta lavorando per cercare di contribuire alle numerose richieste di strutture che arrivano dalle zone terremotate. Un container, donato dalla parrocchia di Nocera Umbra, siili» consegnato ai carabinieri di Pieve Torini» poiché la caserma è stata gravemente danneggiata. “Ci stiamo adoperando al massimo – spiega il sindaco Giovanni Bontempi – per venire incontro alle numerose richieste dei Comuni duramente colpiti e nei prossimi giorni farò visita nelle zone terremotate. Tante le iniziative messe in campo per la raccolta di alimenti e beni di prima necessità, molti di questi già consegnati, una risposta importante di tanti cittadini, associazioni e del gruppo comunale protezione civile, molti dei quali stanno operando nelle zone devastate.[/showhide]

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