Terremoto, nuova scossa di magnitudo 3.5 a Caldarola: il sindaco “Di noi nessuno parla”

La terra continua a tremare in Italia e questa volta la scossa di terremoto di magnitudo 3.3 è stata registrata dall’Ingv di Macerata alle ore 5:44 di ieri mattina nelle Marche e nello specifico a Caldarola, e sembra che la stessa abbia coinvolto i comuni più vicini all’epicentro della scorsa ovvero Caldarola Cessapalombo e Camporotondo di Fiastrone.

I comuni in un raggio di venti chilometri dall’epicentro sono i seguenti: Caldarola, Cessapalombo, Camporotondo di Fiastrone, Belforte del Chienti, Serrapetrona, Fiastra, Acquacanina, Pievebovigliana, San Ginesio, Camerino, Fiordimonte, Sarnano, Muccia, Gualdo, Bolognola, Pieve Torina, San Severino Marche, Tolentino, Colmurano, Ripe San Ginesio, Castelraimondo, Sant’Angelo in Pontano, Gagliole, Urbisaglia, Ussita, Pioraco, Amandola, Loro Piceno, Penna San Giovanni, Serravalle di Chienti e Monte Cavallo.

Sembra che dopo la scossa registrata nella notte tra giovedì e venerdì, anche nella giornata di ieri si sono registrate ulteriori scosse di magnitudo 3.3 e 2.5 che sempre a Caldarola in provincia di Macerata; nello specifico una scossa è stata avvertita alle 17:32 e si sarebbe trattato di una scossa di magnitudo 3.5 sulla scala Richter con epicentro sempre a Caldarola, Cessapalombo, Camporotondo di Fiastrone in provincia di Macerata ad una profondità di 9 km. Poi sempre nella giornata di ieri si sono susseguite altre scosse di magnitudo fra il 2.4 e i 2.2, che hanno avuto però un epicentro vicino Pieve Torina. La più forte scossa di terremoto registrata e quella di magnitudo 3.5 avvertita alle ore 17:32 di ieri a Caldarola, preceduta da due terremoti di magnitudo 3.3 e 2.5 nel corso della mattinata di ieri.

Gli esperti hanno anche registrato movimenti sismici minori tutte intorno ai 2- 3 gradi Richter che hanno interessato tutto il versante che vada fino a uscita da Monte Cavallo, a Fiordimonte da Cessapalombo a Camporotondo di Fiastrone. Fortunatamente non sono stati registrati danni ma una critica o meglio una polemica è stata portata avanti dal sindaco di Caldarola e Luca Giuseppetti, la quale ha dichiarato che purtroppo la gente del posto è esasperata perché da mesi ormai vive tra paura e scoraggiamento per una ricostruzione che è partita ma a lenti piccoli passi.

“Ieri ho dovuto chiamare i carabinieri perché alcune persone non accettavano nemmeno che abbattessimo un albero per il cantiere delle Sae”, ha dichiarato il sindaco il quale comunque ha lanciato una polemica nei confronti dei media che pare si disinteressino di quei borghi e il timore di Giuseppetti è che zero visibilità corrisponda al zero potere ai tavoli in cui si decide il futuro. A tal riguardo il sindaco ha aggiunto: “Con tutto il rispetto, non si può parlare soltanto di Norcia e Amatrice”. “Noi qui, mi scusi l’espressione, siamo con il ‘c… per terrà e se non velocizziamo gli interventi per la rimozione delle macerie, la ripresa dell’economia e il recupero dei beni culturali siamo finiti”, ha concluso il sindaco.

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