Terrorismo, arrestato dalla polizia di Crotone un 29enne iracheno: faceva propaganda per il Daesh

Proseguono le operazioni antiterrorismo da parte delle forze dell’ordine nel nostro Paese e proprio nella giornata di ieri un richiedente asilo iracheno di 29 anni è stato arrestato dalla polizia, per terrorismo.  Si tratterebbe di Hussein Abs Hamir,  un giovane di 29 anni che secondo le indagini avrebbe fatto propaganda per l’Isis istigando alcuni inquilini del centro Sprar di Crotone ad entrare a far parte del sedicente stato islamico ed a compiere atti violenti.

Le indagini, che hanno portato all’arresto del ventinovenne, sono coordinate dalla Dda di Catanzaro diretta da Nicola Gratteri e sono state condotte dai poliziotti della Digos di Crotone;  secondo quanto riferito dagli inquirenti, l’iracheno considerato dagli investigatori una persona piuttosto violenta è accusato di associazione con finalità di terrorismo internazionale e istigazione a delinquere. 

“Dal 2008 girava per l’Europa, passando da Norvegia e Germania per cercare asilo politico,fino a giungere in provincia di Crotone. Non possiamo dire sefosse un lupo solitario, ma incontrava altre persone in provincia di Crotone ed aveva contatti con tanti iracheni. Loabbiamo fermato per evitare che potesse accadere altro”,  è questo quanto dichiarato dal procuratore capo di Catanzaro Gratteri il quale ha anche spiegato  i particolari dell’indagine che ha portato all’arresto del cittadino iracheno, il quale come già abbiamo detto, risulta indagato perché accusato di terrorismo.

Sul telefono cellulare dell’iracheno pare siano state trovate fotografie della questura di Crotone e di alcuni funzionari di polizia, è questo quanto riferito dagli inquirenti e investigatori; inoltre l’uomo alcuni mesi fa pare abbia fatto un viaggio a Roma per testare il livello di allarme che poteva creare, ovvero per accertare se fosse tutto sotto controllo e se sarebbe stato fermato dalla polizia nel corso del viaggio.  Dalle indagini è ancora emerso che sul suo profilo Facebook  esultava inneggiando allo jihad,  mentre postava filmati che esaltano gli attentati terroristici eseguiti da affilati in tutto il mondo, compreso quello compiuto a Manchester lo scorso 22 maggio che ha provocato 23 morti e 122 feriti.

Il ventinovenne pare avesse chiesto asilo in Italia, come rifugiato politico da un paese in guerra ma in realtà la sua missione era un’altra, ovvero quella di reclutare potenziali combattenti.“Non c’è bisogno di andare in Iraq o in Siria per fare la jihad. Si può anche rimanere in Italia per redimere gli infedeli, ai quali va tagliata la gola”,  è questo quanto avrebbe riferito il richiedente asilo nel corso di una conversazione intercettata con la sorella. “L’operazione delle forze di sicurezza italiane rappresenta “un successo investigativo molto importante che fa seguito a un lungo lavoro di indagine condotto con grande professionalità”, ha dichiarato il ministro dell’Interno Marco Minniti nel congratularsi con il capo della polizia, Franco Gabrielli.

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