Terrorismo, fermato un marocchino di 29 anni a Torino: stava preparando un attentato

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È stato arrestato nella giornata di ieri dai carabinieri del Ros di Torino un uomo, El Aoual Mouner un marocchino di 29 anni, il quale pare stesse progettando un attentato in Italia e si era infiltrato in una famiglia torinese che per 9 anni lo aveva ospitato senza mai sospettare che fosse un affiliato dell’Isis. Il marocchino è risultato coinvolto nelle attività di indagine per la prevenzione e il contrasto del fenomeno dei cosiddetti foreign fighters e lone Wolves, che nel mese di settembre del 2016 era stato individuato come residente in Italia. Adesso il 29enne marocchino dovrà rispondere dell’accusa di terrorismo, istigazione a delinquere e apologia di reato perché su Facebook, dove era registrato con il nickname Salah Deen, aveva condiviso immagini di propaganda jihadista e nello specifico inneggiava anche i recenti attentati commessi in Germania, Svezia e Francia.

Secondo quanto riferito dalle forze dell’ordine, pare che su una chat l’uomo avesse esternato anche la volontà di pianificare un attentato in Italia e per questo motivo era alla ricerca di complici.“Sta svolgendo un’opera di proselitismo e incitamento ad azioni violente e letali”, scrive il giudice, e “per intenti e personalità presenta un altissimo rischio di passare all’esecuzione di tali gravi atti di violenza”, ha dichiarato il giudice Il marocchino era anche uno tra gli amministratori di un canale chat telematico sui social network Zello, denominato lo stato del califfato islamico; con il nickname ‘ibn dawala7‘, che sta a significare il figlio dello Stato ovvero dello Stato islamico, il 29enne  affermava di essere il portavoce della organizzazione terroristica e di aver giurato fedeltà al suo emiro Abu Bakr Baghdadi e per questo motivo scriveva: “Evviva Abu Bakr Al Baghdadi, io giuro fedeltà a lui in tutte le situazioni.E’ lui il mio Califfo, perché se lo è meritato. Io ho girato fedeltà a lui con tutto me stesso”. 

Per tutte queste ragioni l’uomo, arrestato dai carabinieri del Raggruppamento operativo speciale a Torino, è stato definito dal giudice per le indagini preliminari nell’ordinanza di custodia cautelare un soggetto estremamente pericoloso. Il provvedimento, sottolinea la Procura di Torino, “scaturisce dagli elementi raccolti nell’ambito delle attività condotte dal Ros dei Carabinieri nell’ambito di una indagine coordinata dalla Procura della Repubblica torinese”. In rete il marocchino diffondeva consigli indirizzati dall’Isis ai cosiddetti “lupi solitari” e ai “foreign terrorist fighters”, ed inoltre pubblicava materiale su tecniche di combattimento, di assassinio, di depistaggio dei controlli delle forze di polizia e sui comportamenti da tenere nei Paesi occidentali per diventare “invisibili. Dalle Indagini è anche emerso che il marocchino in rete condivideva manuale di combattimento e di propaganda jihadista ed anche un video nel quale viene mostrato al nuovo jihadista, come uccidere i miscredenti con i coltelli, come avvicinarli e sorprenderli e come fabbricare esplosivi rudimentali.

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