Thailandia, italiano arrestato per una battuta in aeroporto: “Non ho mica le bombe”

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Una battuta considerata infelice che sembra avergli procurato di problemi non indifferenti. “Non c’ho mica le bombe“, è questa la battuta detta nella zona del controllo bagagli dell‘Aeroporto di Phuket in Thailandia che è costata ad un pensionato grossetano di 70 anni due giorni di carcere ed un processo di fronte ad un tribunale. Protagonista di questa incredibile vicenda è Giorgio Pasquinucci,  un pensionato grossetano di 70 anni il quale è finito in carcere per un banalissimo scherzo, dove ha trascorso ben 48 ore in condizioni disumane, senza letto e senza servizi igienici, con il neon acceso notte e giorni.

Rilasciato, l’uomo è tornato in Italia dalla vacanza in Thailandia dove era stato insieme al fratello ed un amico, e si trova in albergo, ma per lui la disavventura non è affatto finita perché rischia di essere condannato a cinque anni in carcere. “Avevo già passato il controllo bagagli e una poliziotta mi stava ispezionando lo zaino del computer quando in italiano ho detto Guardi che non c’ho mica le bombe”, ha raccontato Giorgio, una frase pronunciata con leggerezza per sdrammatizzare quegli istanti in cui i passeggeri vengono sottoposti a controlli e perquisizioni.

Dal racconto dell’uomo, sembra che la poliziotta che lo stava controllando parlava soltanto thailandese ed inglese e dunque sembra che l’unica parola capita sia stata “bomba”, che in inglese si dice “bomb” e solo a quel punto, la poliziotta avrebbe lanciato l’allarme richiamando l’attenzione dei colleghi. “Loro le hanno chiesto cosa fosse successo e poi si sono messi a ridere”, ha raccontato ancora Pasquinucci, che però da quel momento ha vissuto un vero incubo perché non solo non hai mai più preso l’aereo per tornare in Italia ma è stato arrestato senza che potesse neanche rendersi conto di quello che gli stava accadendo. “Non mi hanno nemmeno chiesto niente non mi hanno dato la possibilità di spiegare. Nonostante i poliziotti avessero capito che era un tutto un quiproquo, il comandante mi ha arrestato e sbattuto prima nella cella dell’aeroporto e poi nel carcere di Phuket”, ha raccontato ancora Pasquinucci il quale ha raccontato di essere rimasto per due giorni in prigione in una cella senza neanche il letto ed i servizi sanitari con il neon acceso notte e giorno, dormendo per terra ed in un cella dove vi era un buco per terra con una brocca con l’acqua per scaricarlo ed i pasti gli venivano dati attraverso le sbarre.

Pasquinucci ha anche raccontato di aver chiamato subito l’Ambasciata italiana a Bangkok una volta condotto in carcere; allo stesso sembra essere stato assegnato un avvocato d’ufficio con il quale ha comunicato grazie all’aiuto di un agente della polizia turistica di Phuket che parla italiano ed è riuscito ad uscire dal carcere dopo pagamento di una cauzione da 50.000 baht, corrispondenti a poco più di 1.300 euro. Adesso come già anticipato, l’uomo si trova in hotel ma dovrà presentarsi ad un giudice perché accusato di presunto procurato allarme un reato che in Thailandia può costare fino a 5 anni di carcere. L’udienza era stata fissata per lo scorso martedì, ma poi è stata rimandata a lunedì prossimo.

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