Ti piace il cioccolato? La colpa potrebbe essere dei geni, lo dice la scienza

Siete dei grandi golosi di cioccolato o patatine fritte? Se la risposta è si, la colpa potrebbe essere della genetica. E’ questo quanto sostenuto da un team internazionale di ricercatori guidati da Silvia Berciano della Tufts University di Boston e dell’Universidad Autonoma de Madrid, in uno studio presentato in questi giorni al meeting annuale dell’American Society for Nutrition in corso a Chicago. “La maggior parte delle persone fatica a modificare le proprie abitudini alimentari, anche contro il proprio interesse, perché i nostri gusti alimentari incidono sulla nostra capacità di riuscire a variare la dieta”, sottolinea Berciano. “Il nostro è il primo studio che descrive come i geni possano condizionare il consumo di cibo e le preferenze alimentari in un gruppo di persone sane”.

I ricercatori, nello specifico, sembra abbiano analizzato i genomi di 818 uomini e donne di origini europea, raccogliendo poi informazioni sulla loro dieta attraverso un questionario; ebbene, gli scienziati sembra abbiano scoperto diverse associazioni significative, ovvero un elevato consumo di cioccolato sembra essere associato ad alcune forme particolari del gene recettore dell’ossitocina, mentre un gene associato all’obesità sembra giochi un ruolo nel consumo di verdure e fibre. Per questa ricerca, effettuata dalla Universidad Autonoma de Madrid, sono stati analizzati i genomi di 818 persone di origine europea, a ci è stato chiesto di descrivere le abitudini alimentari in un questionario. Nell’analisi del Dna sono stati scelti 38 aree specifiche precedentemente associate a caratteristiche psicologiche come l’ansia o la ricerca di novità.

“La maggior parte delle persone non riesce a modificare le proprie abitudini in fatto di dieta.Questo è il primo studio che descrive come i geni possono condizionare le preferenze alimentari in un gruppo di persone sane. Queste informazioni potrebbero aprire la strada a interventi personalizzati, oltre a far conoscere meglio i fattori che condizionano i comportamenti alimentari”, è questo quanto dichiarato dagli esperti. Già altri studi in precedenza avevano dimostrato una correlazione fra gusti e geni e nello specifico due presentati nel settembre del 2014 alla conferenza annullate dell’European Society of Human Genetics da Nicola Piratsu e Antonietta Robino, ricercatori dell’Università e dell’IRCCS Burlo Garofalo di Trieste, avevano scoperto come i geni coinvolti nella determinazione dei gusti e delle preferenze alimentari aprissero la strada a vere e proprie diete genetiche personalizzate efficaci e non solo per perdere peso, ma anche per tenere alla larga malattie come tumori, depressione e ipertensione.

Secondo i ricercatori queste scoperte potevano permettere di migliorare significativamente i trattamenti basati su interventi nutrizionali. Il prossimo obiettivo dei ricercatori è quello di allargare il campione di indagine anche ad altri gruppi di persone, con caratteristiche diverse, per capire ancora meglio le potenzialità di questo approccio e le possibili applicazioni in ambito medico.

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