Torino, gettò il neonato perché era figlio di un altro uomo

Svolta nelle indagini sulla morte del neonato trovato agonizzante in strada in via Turati lo scorso 30 maggio a Settimo Torinese e morto poco dopo il ricovero in ospedale a Torino.
L’esame del dna disposto dalla procura di Ivrea sul corpicino ha confermato che il padre del bimbo non è il convivente della madre che si trova attualmente in carcere alle Vallette di Torino con l’accusa di omicidio aggravato perché ritenuta responsabile della morte del bambino poco dopo averlo messo al mondo.

Una prova quella del dna che mina definitivamente la ragione che la donna aveva addotto come motivo del raptus: una malattia ereditaria che il compagno aveva e che lei aveva paura che fosse trasmessa al bambino. Martedì, intanto, il compagno è stato a lungo interrogato dagli investigatori fornendo una versione dei fatti che è stata definita «credibile», pertanto la sua posizione non muta e resta quindi nell’inchiesta come testimone. Solo ieri l’uomo è stato informato dell’esito degli esami del dna. La donna agli investiga- toriha ammesso di aver partorito da sola in casa in bagno il piccolo ma ha poi detto di non ricordare nulla di cosa è accaduto dopo.

Il piccolo Giovanni era un maschietto di tre chili e 54 centimetri di altezza, è morto all’ospedale infantile Regina Margherita, poco dopo essere arrivato a bordo di una ambulanza del 118 nell’estremo tentativo di salvarlo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.