Torino shock, Sedute spiritiche e stupri donne incinte dopo i riti

Un sedicente mago di 69 anni e due suoi complici sono stati arrestati a Torino grazie alla denuncia di una ragazza che aveva subito violenze quando era ancora minorenne. Si indaga per capire quante persone siano state vittime di abusi.

Alcune donne sarebbero rimaste incinte in occasione dei riti purificatori orchestrati da Paolo Meraglia, il santone di 69 anni arrestato il 7 marzo a Torino per stupro di gruppo con altri due uomini. Emerge dagli atti dell’inchiesta. «Sono una vittima di questo raggiro» è quanto afferma la madre del fidanzato oggi 22enne da unaragazza stuprata dal santone. La giovane, all’epoca dei fatti minorenne, aveva iniziato a frequentare l’abitazione dell’uomo accompagnata dalla madre del fidanzato. La donna sostiene di avere subito a sua volta numerose violenze durante quelli che venivano definiti riti di purificazione. La signora è indagata a piede libero e ha già reso ampie dichiarazioni.

E’ quanto è accaduto per mesi, a partire da settembre 2015, in una mansarda della zona occidentale della città e in un appartamento di Mirafiori Nord. I carabinieri di Torino hanno arrestato tre uomini accusati di aver violentato una ragazza minorenne durante riti satanici. Il sedicente ” mago“, originario di Gioia del Colle, aveva convinto l’adolescente di essere vittima di forti negatività e di aver bisogno di sottoporsi a riti di purificazione attraverso rapporti sessuali. Altre persone sono indagate per aver partecipato agli stupri.

E’ stata la 17enne a trovare il coraggio di raccontare tutto ai genitori, che hanno così sporto denuncia facendo scattare le indagini dei poliziotti.

IL SOCIOLOGO “Penso ci sia un’attenzione eccessiva, talora perfino pericolosa per la liberta’ religiosa, verso vere o presunte malefatte delle sette, mentre le statistiche dimostrano che il vero problema e’ costituito dal mondo opaco dei maghi a pagamento, a cui in Italia si rivolgono piu’ o meno regolarmente otto milioni di persone”. Il sospetto è che le donne che acconsentivano ai rapporti sessuali siano state vittime di ricatti riguardanti la diffusione dei filmati che le vedevano protagoniste. All’interno dell’abitazione del santone è stato sequestrato diverso materiale informatico e non è esclusa anche l’esistenza di video delle “sedute curative“.

La vittima, anche se assoggettata psicologicamente al volere del sedicente mago, è riuscita a farsi forza e a denunciare. Oltre a quello audiovisivo sono stati requisiti oggetti di magia (carte, libri, collane, polveri, intrugli, ciondoli) e anche sessuali, che venivano utilizzati nel corso dei rapporti. Le indagini, coordinate dai pm Marco Sanini e Fabiola D’Errico, sono partite grazie alla denuncia della studentessa, che si è rivolta al Centro Antiviolenza del Comune.

“All’inizio mi fidavo. Pensavo potesse aiutarmi. Poi si è trasformato in incubo”, ha raccontato la studentessa che si è rivolta al Centro Antiviolenza del Comune per denunciare i suoi aguzzini. La giovane ragazza aveva iniziato a frequentare la casa del mago nel mese di settembre del 2015, poi con il passare del tempo era stata tenuto sotto ricatto con la minaccia di diffusione dei filmati che erano stati girati durante i rapporti sessuali; ebbene si, dalle indagine è emerso che il santone fosse solito filmare le orge, tutte catalogate in due hard disk, ritrovati dalle forze dell’ordine nel corso delle perquisizioni. In quest video compaiono diverse donne, che nei prossimi giorni verranno ascoltate dagli inquirenti e bisognerà capire se almeno loro erano consenzienti o se erano vittime di questo raggiro così come la 17enne in questione.

Sono stati sequestrati anche un “Manuale pratico di magia”, “L’Oracolo di Paracelso” e alcuni manoscritti con formule lette durante i riti. “Per eliminare le negatività dobbiamo fare un rito”, diceva il santone alle vittime, prima di convincerle a spogliarsi e prestarsi ai rapporti sessuali, e come abbiamo anticipato, per irretirle il santone avrebbe usato anche sostanze che indebolivano e confondevano come medicinali o stupefacenti. “Ora dovremo capire se i rapporti sessuali che si vedono sono stati consenzienti oppure no, se vi erano minorenni oppure no. E’ un’indagine complessa che continua”, è questo quanto al capo della squadra mobile Marco Martino.

Spiace per gli adoratori piemontesi di Belzebù, ma la notizia secondo la quale Torino sarebbe la capitale del satanismo italico è una balla, dovuta al goliarda dannunziano, e sedicente demonologo, Gianluigi Marianini, che cinquantanni fa cominciò a spandere in varie interviste la fola che la capitale sabauda contasse «quarantamila satanisti». Avrà avuto i suoi contatti all’anagrafe. Tuttavia, trattandosi di ciarlatanerie, ogni smentita scientifica nulla può, e l’odore di zolfo resta.

Sarà stato quell’acre aroma ad aver spinto un personaggio come Paolo Meraglia a fare fagotto dalla provincia pugliese, Gioia del Colle per la precisione, e tentare fortuna come vice di Lucifero all’ombra della Mole, anche se per attirare le sue prede il ruolo del Maligno veniva occultato, dato che l’uomo si spacciava per intermediario del Dio infinitamente buono, millantando collegamenti con il potere dei suoi “santi angeli”. Ieri Meraglia, 69 anni, è
stato arrestato a Torino assieme ai suoi complici, tra cui un pensionato di 73 anni dal ben poco infernale nome di Biagi- no Viotti, e un ragazzo di 19 anni.

SEDUTE «CURATIVE»
L’accusa per il diabolico, anzi patetico (in fondo il diavolo è una cosa seria) trio è di stupro di gruppo nei confronti di una studentessa oggi diciassettenne, ma intrappolata nei riti di porno magia da quando ne aveva 15. A completare l’ameno quadretto, il ragazzo arrestato è il fidanzato della vittima, e la madre di lui, mentre si compivano le violenze, assisteva, badando a non interrompere la catena medianica, e quella degli abusi.

La povera ragazza, aveva diagnosticato il “maestro” (questo appellativo, che oggi viene appioppato a cani e porci, ci ha sempre insospettito, e abbiamo un’ulteriore conferma della sua perniciosità), era vittima di “forti negatività”, curabili solo, guarda caso, attraverso “sedute curative” a carattere pesantemente sessuale. Come mai la ragazza fosse caduta nelle grinfie del santone, inerme e quasi abbandonata dalla famiglia, e solo dopo anni abbia raccontato le violenze ai genitori, è questione sconcertante che chiariranno nei dettagli gli inquirenti, ma di cui la causa più importante è nota, ed è un mezzo tristemente ricorrente in casi di abuso: il ricatto.

La ragazza infatti sarebbe stata ripresa in vari video e, se avesse parlato, il nobile mediatore angelico che voleva “curarla” violandola, li avrebbe diffusi.
Uscendo per un attimo da questo squallore criminale, non possiamo evitare di spendere qualche sorpresa parola sul fatto che la pagliacciata che serviva a coprire il delitto sia avvenuta non in una provincia arretrata e superstiziosa, ma in una città civilissima e razionalista come Torino.

MAESTRO E VESTALI
Non vorremmo essere indelicati a usare il registro dell’ironia su un fatto del genere, ma i mezzi che venivano impiegati per “curare” la ragazza ricordano più gli sketch di Aldo, Giovanni e Giacomo che fanno ibarbari, che non le circonvenzioni soprannaturali e angosciose di un horror di Roman Polanski. Il santone Me- raglia invocava le potenze ultraterrene con parole sgangherate come queste: «Amor, amator, amides, ideodania- ch, amor, plaior, amitor!». Non siamo lontanissimi da Pdor figlio di Kmer della tribù
di Ishtar del trio comico. A dare una verniciata di autorevolezza biblica, ci infilava anche un «Adonai», che è uno dei
nomi ebraici per indicare il Signore. Tali anatemi avevano del resto una loro balorda logica nella mascherata in cui ciascuno aveva un ruolo, allo scopo di nascondere che, in realtà, si commettevano violenze sessuali. Ecco così che gli stupri di gruppo avvenivano su una “vestale”. Meraglia, l’abbiamo detto, era il “maestro”. I suoi complici erano “catalizzatori”. Le donne che partecipavano più o meno attivamente (non solo la madre del fidanzato della vittima, gli inquirenti parlano del coinvolgimento di una ventina d’altre donne) erano le “ancelle”.

TAROCCHIE ANGELI
Un ripugnante gioco di ruolo imperniato sulla suggestione della seduta spiritica, completato dall’uso di tarocchi, libri di magia teorica e pratica, l’I Ching (il libro dei mutamenti dell’antico taoismo cinese) che chissà cosa diavolo (è il caso di dirlo) c’entri con l’invocazione agli angeli e ad Adonai. Forse Meraglia pensava come fanno certi, confusi in questioni di religione, che per non sbagliare si tengo – no buone tutte le divinità, dallo scarabeo egizio in su. Se sarà giudicato colpevole, gli auguriamo di inchinarsi anche davanti a un altarino in una cella.

Sui fenomeni paranormali nelle sedute spiritiche

Dimostrato con la Scrittura che l’anima non è affatto uno spirito incarnato, e che quando la persona muore essa lascia la superficie della terra per andarsene o in cielo o all’inferno a seconda che era  salvata o perduta, vogliamo parlare di quei fenomeni strani e prodigiosi che avvengono nelle sedute spiritiche e che sono attribuiti agli spiriti dei defunti che evocati dai medium si presentano manifestandosi in tante maniere e comunicando questa o quell’altra cosa ai presenti.

E’ da tenere presente che la presenza del medium è indispensabile nelle sedute spiritiche perché gli spiriti possano manifestarsi e comunicare i loro messaggi perché è detto che il medium è considerato un mezzo intermedio tra gli spiriti e gli uomini perché egli possiede un perispirito migliore di quello dei comuni mortali che si mette in contatto con il perispirito dello spirito invocato. Ma in che cosa consistono queste manifestazioni materiali? Nel movimento di oggetti provocato a distanza dal medium; nel sollevamento dal suolo di oggetti o persone; nell’emissione di una materia fluida dalla bocca del medium, materia che assume quasi sempre la forma di mani, faccia ecc. (ectoplasma); nell’essere presenti simultaneamente in due posti diversi (bilocazione); nella scrittura automatica; e nell’apparizione di fiori nella stanza chiusa, ed in altre manifestazioni.

Ora, quando si sente parlare di queste cose, soprattutto di tavoli che si alzano, o di oggetti che si spostano, e così via, tanti pensano subito alla frode, ad un trucco inventato dal medium per fare credere che nella stanza sono presenti degli spiriti; è innegabile che in alcuni casi il tutto sia frutto di trucchi che vengono puntualmente smascherati. Ma rimane il fatto che in alcuni casi queste manifestazioni non si possono attribuire alla furbizia del medium, e quindi a qualche marchingegno inventato, ma solo ai demoni, perché esse avvengono per opera dei demoni e nient’altro.

Con questo vogliamo dire che noi credenti non dobbiamo pensare affatto che quelle cose siano uno scherzo di cattivo gusto operato dal medium per fare credere la presenza degli spiriti e guadagnare così soldi; perché in effetti la Scrittura ci insegna che i ministri di Satana sotto la guida di spiriti maligni e con la loro assistenza possono fare accadere delle cose strabilianti come appunto queste cose descritte poco sopra. Non dimentichiamoci dei magi d’Egitto che si opposero a Mosè ed Aaronne; essi riuscirono ad imitare alcuni prodigi di Dio infatti riuscirono a mutare i loro bastoni in serpenti secondo che è scritto: “E i magi d’Egitto fecero anch’essi lo stesso, con le loro arti occulte.

Ognun d’essi gettò il suo bastone, e i bastoni diventaron serpenti…” (Esodo 7:11-12); riuscirono a mutare l’acqua in sangue secondo che è scritto: “E i magi d’Egitto fecero lo stesso con le loro arti occulte” (Esodo 7:22), e a fare salire le rane secondo che è scritto: “E i magi fecero lo stesso con le loro arti occulte e fecero salire le rane sul paese d’Egitto” (Esodo 8:7). Come avrebbero potuto fare quelle cose quei magi senza l’intervento dei demoni? Perciò tenete bene a mente che i medium assistiti dai demoni possono compiere dei gesti e fare accadere cose di cui la mente umana non può dare una spiegazione logica o scientifica appunto perché si tratta di manifestazioni che hanno come autori gli spiriti malvagi. Per tornare quindi a quelle strane manifestazioni (quelle che l’uomo non può dimostrare che sono frodi umane) che avvengono nelle cosiddette sedute spiritiche, esse vanno attribuite tutte, dalla prima all’ultima, agli spiriti malvagi comandati dal diavolo.

E che dire poi di quando appaiono spiriti e parlano con una voce somigliante a quella dei defunti invocati? Diciamo che dato che non possono essere le anime dei defunti per il motivo sopra spiegato, essi sono spiriti maligni che riescono ad imitare la voce dei defunti da far sembrare vero di essere loro stessi. E che dire del fatto che talvolta è stato comprovato che questi spiriti hanno detto delle cose del passato o del presente della persona che hanno lasciato stupefatto chi li ha fatti evocare? Non c’è niente da meravigliarsi; gli spiriti malvagi vedono quello che fanno gli uomini, conoscono la loro identità e possono in determinati casi rivelare queste cose. Ricordatevi a tale proposito che gli spiriti che Gesù cacciava sapevano che egli era il Cristo (cfr. Luca 4:41); che quello spirito pitone che possedeva quella serva indovina a Filippi sapeva che Paolo e i suoi collaboratori erano servi di Dio (cfr. Atti 16:17); e che quello spirito malvagio che fece violenza ai figli di Sceva, capo sacerdote, sapeva chi erano Gesù e Paolo infatti disse loro: “Gesù, lo conosco, e Paolo so chi è; ma voi chi siete?” (Atti 19:15).

L’evocazione dello spirito di Samuele incoraggia lo spiritismo?

A questo punto qualcuno dirà: ‘Se i morti non possono comunicare con i vivi perché si trovano o in cielo o all’inferno come mai Samuele parlò con Saul quando questi lo fece evocare da quella 9 donna di En-Dor?’ In quel caso, fu perché Dio lo permise; esclusivamente dunque per volere di Dio. Ma ricordiamo che per quel gesto Saul fu fatto morire dal Signore secondo che è scritto: “Così morì Saul… anche perchè aveva interrogato e consultato quelli che evocano gli spiriti, mentre non avea consultato l’Eterno. E l’Eterno lo fece morire….” (1 Cronache 10:13,14). Come potete vedere, coloro che consultano gli evocatori di spiriti, che oggi si chiamano medium, secondo il giudizio di Dio sono degni di morte. Ma perché sono degni di morte? Perché si rivolgono ai morti anziché rivolgersi all’Iddio vivente.

La Scrittura è chiara a tale riguardo e non lascia dubbi di nessun genere: essa dice: “Non si trovi in mezzo a te… chi consulti gli spiriti… poiché chiunque fa queste cose è in abominio all’Eterno…Tu sarai integro verso l’Eterno, l’Iddio tuo; perché quelle nazioni, del cui paese tu vai ad impossessarti, danno ascolto ai pronosticatori e agl’indovini; ma, quanto a te, l’Eterno, il tuo Dio, ha disposto altrimenti” (Deuteronomio 18:10,11,12-14). Quindi il consultare gli spiriti è un atto abominevole nel cospetto di Dio al pari della relazione carnale con una bestia o della relazione carnale di un uomo con un altro uomo, che secondo la legge è degno di morte. Notate che Dio disse al suo popolo che per esso aveva disposto altrimenti; che significa? Che mentre gli altri popoli consultavano i morti a pro dei vivi, Dio aveva stabilito che il suo popolo consultasse Lui per mezzo dei profeti che lui avrebbe suscitato in mezzo ad esso.

E difatti sotto l’Antico Patto troviamo esempi di uomini che hanno consultato Dio tramite i profeti; ricordiamo Giosafat e Jehoram quando andarono a consultare l’Eterno per mezzo di Eliseo (cfr. 2 Re 4:6-12); Giosafat ed Achab quando consultarono Dio per mezzo del profeta Micaiah (cfr. 1 Re 22:5,7-9); il residuo di Gerusalemme quando consultò Dio per mezzo del profeta Geremia (cfr. Geremia 42:1- 22); Geroboamo quando mandò a consultare Dio per mezzo del profeta Ahija (cfr. 1 Re 14:1-4), ed altri casi. Questo è quello che Dio voleva: che gli uomini consultassero Lui. Ancora oggi, è giusto consultare Dio, il quale è pronto a rispondere a chi lo consulta. Fratelli, abbiate fede nella parola di Dio che dice: “Invocami e io ti risponderò, e t’annunzierò cose grandi e impenetrabili, che tu non conosci” (Geremia 33:3). Essa è una parola uscita dalla bocca di Dio ed è verace; chi vi scrive ha sperimentato la fedeltà di questa promessa diverse volte.

A questo punto però è bene precisare che le rivelazioni che si chiedono a Dio devono essere rivelazioni di cui uno sente necessità; cioè di cui sente nel cuore un desiderio così grande che si sente spinto per lo Spirito di chiederle a Dio. Taluni possono sentire per lo Spirito di consultare Dio affinché gli dica che ministerio vuole che essi esercitino, o dove devono andare a predicare, o chi devono sposare, o dove trovare alcune cose che loro hanno perduto e così via. Tutto ciò rientra nella normalità, in altre parole non c’è assolutamente nulla di strano nel sentire dire ad un fratello di avere consultato Dio per fargli sapere una di queste cose qui sopra esposte e che Dio gli ha risposto; ripeto nulla di strano. Il nostro Dio è il rivelatore dei segreti ancora oggi; non ha smesso di rivelarli, come invece taluni reputano che abbia fatto, perché lui ha detto che non muta e la Scrittura dice che “il segreto dell’Eterno è per quelli che lo temono” (Salmo 25:14).

Certo in seno al popolo di Dio non è comune sentire tali testimonianze; ma pure esse ci sono e portano a glorificare Dio quando le si sentono perché si riconosce in questo uno dei segni dell’immutabilità del nostro Dio. Dove sono e come stanno i nostri cari Vorrei dire ora qualche parola a riguardo del motivo principale per cui le persone vanno alle sedute spiritiche. La maggiore parte delle persone si domandano dove siano i loro cari morti, e se stiano bene o male.

Questo avviene anche nei credenti a proposito dei loro familiari quando questi durante la loro vita dopo essere stati ripetutamente evangelizzati non davano segni di ravvedimento, ma che in fin di vita si pensa abbiano potuto pentirsi ed invocare il Signore per la salvezza della loro anima. E’ chiaro il motivo; il dolore della perdita è grande e il credente vorrebbe sapere se almeno i suoi cari sono col Signore, perché questo lo consolerebbe grandemente. Ma questo dolore nel non credente lo porta a consultare gli spiritisti perché questi assicurano di mettere i viventi in contatto con i morti; e così vanno a queste riunioni dove vengono ingannati da ogni sorta di apparizione e di manifestazione fatte passare per segni tangibili che il defunto evocato è lì presente.

E’ male consultare questi ministri di Satana, perché essi in questa maniera riescono a fare riporre alle persone la fiducia nelle loro arti occulte, e a renderle schiave di esse, e 10 a far loro credere ogni sorta di menzogne. In questa maniera la persona che va alle sedute spiritiche si contamina perché è scritto: “Non vi rivolgete agli spiriti, nè agli indovini; non li consultate, per non contaminarvi per mezzo loro” (Levitico 19:31). Nel credente invece il dolore per la perdita di un familiare di cui non si sa se è stato salvato dal Signore perché quando è morto era da solo, lo porta ad invocare Dio talvolta e a chiedergli non di metterlo in contatto con lui per sapere dove si trova e come sta, ma di farglielo vedere se si trova in cielo o di dirglielo semplicemente senza farglielo vedere.

In questo comportamento non c’è nulla di male; vogliamo dire con questo che se un credente formula una tale domanda a Dio, non si contamina, come farebbe invece se andasse a consultare gli evocatori di spiriti, perché egli consulta il Vivente, il Santo, e il Verace. Certo è che se Dio ha salvato in fin di vita quella persona e vuole esaudire la richiesta del credente, gli farà sapere in qualche maniera che egli si trova in cielo, nella gloria. Ma può accadere pure che non glielo voglia rivelare quantunque egli sia in cielo; tutto ciò dipende da Dio.

Naturalmente Dio può anche fare vedere l’anima del defunto di cui si vuole sapere se è stato salvato o meno, mentre questa è nel tormento delle fiamme dell’Ades o rivelargli che è andato perduto nel caso questi sia morto impenitente, come anche può tenere nascosta la cosa. Anche qui tutto dipende da Dio. Un altra ragione per cui le persone vanno a consultare gli spiriti è per sapere dai trapassati come è fatto l’altro mondo, o come è fatto il paradiso o come è fatto l’inferno; anche in questo caso essi fanno male e oltre a ciò rimangono ingannati dagli spiriti maligni che gli dicono che l’inferno e il paradiso sono concetti umani e non dei luoghi reali dell’oltretomba. La cosa migliore per sapere come sono l’inferno e il paradiso è quella di leggere la Bibbia. Nel caso poi un credente dopo avere letto del paradiso, decida di consultare Dio per farglielo vedere, egli non fa nulla di male. Certo, anche in questo caso se Dio vorrà otterrà la richiesta esaudita, altrimenti si deve accontentare di vederlo il giorno in cui morirà.

Invocazioni spiritiche, ammennicoli magici, lettura delle carte, manuali di “magia pratica” e rituali purificatori per allontanare la negatività, con l’aiuto di sostanze medicinali o stupefacenti, tarocchi ed appelli ad Adonai, il Signore in ebraico. Sedute curative che sfociavano in stupro, anche di gruppo, con più di una ventina di vittime, narcotizzate, violentate, filmate e ricattate. È successo a Torino, in una mansarda del quartiere San Donato e in un appartamento del quartiere Mirafiori, allestiti per ospitare cerimonie «curative» popolate di “vestali”, “apostoli”, “ancelle” e “catalizzatori”, i personaggi di questa messinscena esoterica che ora, alla luce dell’inchiesta condotta dalla squadra mobile della città, appaiono come i protagonisti e le vittime di una vera e propria struttura criminale. Le violenze sarebbero durate alcuni anni, fino ad oggi, quando una delle vittime, una studentessa diciassettenne, ha trovato il coraggio di raccontare tutto ai genitori e si è poi presentata al Centro anti-violenza del Comune di Torino, che ha sporto denuncia. La squadra mobile cittadina ha arrestato tre persone: il sedicente santone, il 69enne Paolo Meraglia, ex professore in istituti superiori, originario di Gioia Del Colle, in provincia di Bari; il suo complice Biagino Viotti, 74 anni, che avrebbe messo a disposizione la mansarda; e l’ex fidanzato della vittima, un ventenne torinese, la cui madre figura tra gli indagati. «Amor, amator, amides, ideodaniach, amor, plaior, amitor! Per il potere di questi santi angeli io indosso questa potente missione» è un passaggio dell’invocazione – da ripetersi secondo l’indicazione, – acquisita agli atti dell’inchiesta. Poi, un contorno di armamentari magici, amuleti, pendoli, manoscritti e testi di cartomanzia ed esoterismo con titoli come “Oracolo di Paracelso”, “Manuale pratico di Magia” e “Grande libro della Magia”. Questo pot-pourri di riferimenti occulti e suggestioni da magia nera, ora sequestrato dagli inquirenti, faceva parte della scenografia costruita da Meraglia per soggiogare le donne, plagiate e convinte di essere possedute da “negatività“ che poteva essere allontanata soltanto attraverso rituali e rapporti sessuali con il “maestro“, con “gli apostoli“ o altri personaggi. La ragazza, la cui denuncia ha fatto calare il sipario sulla messinscena di Meraglia, aveva iniziato a prendere parte alle sedute da quando aveva 15 anni, insieme al fidanzato ed alla madre di lui. «All’inizio mi fidavo. Pensavo potesse aiutarmi. Poi si è trasformato in un incubo, non ce la facevo più», ha raccontato la vittima. Il sedicente “maestro“ di magia nera aveva convinto la giovane, secondo quello che appare come il copione abituale, di avere bisogno di sottoporsi a riti purificatori, che consistevano in rapporti sessuali, spesso sotto l’effetto di sostanze narcotizzanti «che indebolivano e confondevano, come medicinali o stupefacenti, che aggravano il quadro probatorio», ha spiegato il capo della squadra mobile torinese Marco Martino. L’inchiesta, coordinata dai pm Marco Sanini e Fabiola D’Errico, ha inoltre portato all’iscrizione nel registro della Procura di vari indagati. Gli inquirenti avrebbero trovato centinaia di filmati, conservati nel pc di Meraglia, raffiguranti rapporti con una ventina di vittime. Saranno necessarie settimane di indagini per stabilire ruoli e responsabilità nella vicenda. Tra i reati ipotizzati c’è anche la condotta estorsiva: il “maestro” e i suoi complici avrebbero infatti minacciato le vittime di divulgare i filmati se queste avessero rifiutato di continuare a sottoporsi alle violenze.

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