Torna l’aviaria in Italia: individuato virus in un allevamento di Mira, 20 mila tacchini da abbattere

0

E’ allarme aviaria in Italia e dopo un primo caso segnalato ad inizio mese relativo al ritrovamento di un’anatra selvatica ritrovata morta a Grado in provincia di Gorizia, la quale era risultata positiva al virus H5N8, nei giorni scorsi l’Organizzazione mondiale per la salute animale e l’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie hanno segnalato la presenza di un vero e proprio focolaio in un allevamento di pollame a Giare di Mira, in provincia di Venezia, dove pare siano a rischio epidemia circa 20.500 tacchini, di cui solo seimila pare siano risultati infetti e 600 invece sono orti a causa del virus. Secondo quanto emerso, pare che nei giorni scorsi il sindaco di Mira Alvise Maniero pare abbia firmato l’ordinanza per l’abbattimento di 2 mila tacchini per contenere l’epidemia, che altrimenti potrebbe diffondersi molto rapidamente tra gli animali.

“Il 21 gennaio 2017 è stato confermato dal Centro di Referenza Nazionale per l’Influenza Aviaria e la Malattia di Newcastle (CRN) dell’IZSVe una positività per un virus influenzale tipo A sottotipo H5N8 HPAI in campioni prelevati da un allevamento industriale di tacchini da ingrasso nella provincia di Venezia. Il 23 gennaio 2017 il CRN ha caratterizzato il virus come Influenza Aviaria ad alta patogenicità. I prelievi sono stati effettuati a seguito di un aumento della mortalità. Questo è il primo focolaio nel pollame domestico“, è questo quanto sostanzialmente si legge in una nota diramata nel tardo pomeriggio di lunedì 23 gennaio, ovvero ieri, dalla Rete di sorveglianza epidemiologica del Veneto. Il comune di Mira e nello specifico il sindaco pare abbia firmato un’ordinanza che convalida il sequestro delle strutture di allevamento e di tutti i tacchini allevati, disponendo nel contempo l’immediato abbattimento in loco, la distruzione di carcasse di tutti i materiali o rifiuti contaminati come mangime, lettiere o letame. Con la stessa ordinanza è stata anche disposta la pulizia e disinfezione dei locali e dei veicoli utilizzati per il trasporto degli animali.

Il Comune, dunque, ha ordinato di uccidere tutti i tacchini ed eliminare le carcasse e quanto potrebbe essere contaminato: mangime, lettiere o letame. Nel contempo, sembra essere arrivata la rassicurazione da parte degli esperti dell’azienda sanitaria sul fatto che non vi è alcun pericolo per la salute dei cittadini, dato che questo virus non sembra essere trasmissibile dagli animali agli essere umani.“Chiedo ai Paesi di vigilare attentamente sui focolai di influenza aviaria nel pollame e sui casi che riguardano le persone e possano essere associati ad essi”, ha dichiarato la direttrice generale dell’Organizzazione mondiale della Sanità Margaret Chan, che proprio da lunedì è in allerta massima a causa della rapida diffusione di focolai di influenza aviaria. Il focolaio veneto è il primo focolaio nel pollame domestico in Italia da quando è ripartita la nuova epidemia.

La malattia

L’Influenza aviaria (IA) è un’infezione virale estremamente contagiosa causata da virus appartenenti alla famiglia Orthomyxoviridae, genere Influenzavirus A. I virus dell’influenza A, possono essere classificati in sottotipi in base alle caratteristiche antigeniche, distinguendo 16 differenti sottotipi di Emoagglutinina (HA) (H1-H16) e nove di Neuraminidasi (NA) (N1-N9). Virtualmente dai volatili è possibile isolare tutte le combinazioni di HA e NA. In natura i volatili selvatici, soprattutto quelli acquatici ed in particolare i volatili acquatici appartenenti all’ordine degli Anseriformes e Charadriformes, rappresentano il principale serbatoio dei virus influenzali A. I virus dell’influenza aviaria possono essere classificati in due distinti gruppi in base alla forma clinica che provocano negli uccelli domestici. Si distinguono virus influenzali aviari ad alta patogenicità (HPAI), che possono causare una forma acuta generalizzata ad elevata mortalità e virus che provocano una malattia molto meno grave, definita influenza aviaria a bassa patogenicità (LPAI). Quest’ultima consiste in una lieve patologia respiratoria, depressione e calo dell’ovodeposizione, ma in caso di infezioni concomitanti o per condizioni ambientali sfavorevoli, si possono evidenziare forme cliniche più gravi. Tra le specie allevate il tacchino ha manifestato una maggiore sensibilità alla patologia. In natura i virus influenzali sono presenti nella forma a bassa patogenicità, ma si è osservato come virus dei sottotipi H5 e H7 possano, in determinate condizioni, passare da virus a “bassa patogenicità” a virus ad “alta patogenicità”. La trasmissione della malattia tra gli animali è di tipo orizzontale tramite ingestione e/o inalazione di materiale infetto. Le modalità di trasmissione comprendono sia il contatto diretto, tra gli uccelli infetti e quelli sensibili, sia il contatto indiretto: via aerosol o attraverso l’esposizione a materiali contaminati dal virus. Dato che i soggetti infetti possono eliminare grosse quantità di virus con le feci, la diffusione è ottenuta facilmente per mezzo di qualsiasi materiale contaminato da materiale fecale, ad esempio mangime, acqua, attrezzature, personale, fornitori, mezzi di trasporto, insetti, ecc. Nelle aree indenni da influenza, l’introduzione primaria si verifica attraverso il contatto diretto o indiretto con specie selvatiche che eliminano il virus oppure con le movimentazioni dell’uomo e delle attrezzature provenienti da aree infette e dai mercati di animali vivi. Nelle aree in cui l’infezione è endemica la diffusione dell’infezione è da ricondurre principalmente a contatti indiretti tramite personale (veterinari, tecnici aziendali, squadre di carico e di vaccinazione, familiari), veicoli e attrezzature. Nelle aree con alte densità di allevamenti avicoli (DPPA), come quelle del nord Italia, la diffusione dell’infezione, se non opportunamente controllata, è molto rapida ed è favorita da contatti crociati tra aziende funzionalmente collegate principalmente da automezzi di servizio.

Rispondi o Commenta