Totò Riina è morto: “Non ci sarà un funerale in chiesa”, assicura La Cei

È morto alle ore 3:37 di giovedì notte nel reparto detenuti dell’ospedale di Parma il boss Totò Riina all’età di 87 anni, compiuti proprio nella giornata di giovedì. Totò Riina era stato operato due volte nelle scorse settimane e dopo l’ultimo intervento era entrato in coma, poi alle ore 3:37 di giovedì si è spento. La procura di Parma pare abbia disposto l’autopsia sulla salma perché secondo quanto riferito dal Procuratore Antonio Al Rustico il decesso è avvenuto in ambiente carcerario e dunque richiede completezza di accertamenti a garanzia di tutti. Totò Riina è morto senza avere un cenno di pentimento, fino alla fine dei suoi giorni non ha voluto chiedere scusa o perdono per il male fatto. I familiari del boss non sono riusciti ad incontrarlo prima che morisse, nonostante ha ricevuto il permesso straordinario dal Ministro della giustizia che aveva autorizzato la visita. Inoltre, per disporre l’autopsia sulla salma il pm di Parma, Umberto Ausiello Ha ipotizzato il reato di omicidio colposo e il fascicolo è a carico di ignoti.

Inoltre, il PM pare abbia informato del procedimento la moglie di Riina Antonina Bagarella e i figli Maria Concetta Giuseppe Lucia e Giovanni in quanto persone offese. “Il portavoce della Cei ha detto con chiarezza che non è ipotizzabile che il funerale di Totò Riina sia pubblico. Per il resto mi auguro che la sua morte non voglia dire un abbassare la guardia rispetto a un problema grosso che evidentemente dietro e accanto a Riina ne ha tantissimi altri. Non ci sarà un funerale pubblico”, sono queste le parole dichiarata dal Monsignor Nunzio Galantino ovvero il segretario generale della CEI a margine di un convegno a Bologna sul tema delle migrazioni.

Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, Boris Giuliano, Emanuela Setti Carraro e Carlo Alberto Dalla Chiesa, ancora Ninni Cassarà, Francesca Morvillo, Antonio Montinaro sono queste alcune vittime Innocenti della mafia che sono state menzionate nella giornata di ieri in un manifesto apparso ad Ercolano e rivolto proprio Totò Riina.

Ai lati del Manifesto nella città degli Scavi è apparsa la foto dei due magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. In seguito alla pubblicazione di questi manifesti, è intervenuta l’associazione Fai antiracket e nello specifico a parlare è stato Pasquale Del Prete, Presidente dell’Associazione il quale ha riferito: “La notizia della morte di Totò Riina non ci lascia indifferenti. Né gioia né tristezza ma la consapevolezza che con la sua scomparsa la mafia ancora esiste, ed ancora persegue il disegno criminoso nella gestione di ogni attività illecita ed illegale. Troppi morti, e troppe sentenze di morte hanno caratterizzato la vita di questo individuo. Non dimentichiamolo. Nel ricordo di tutte le vittime innocenti, cadute per mani mafiose o della criminalità organizzata, la nostra attività di contrasto non deve mai abbassare la guardia. Questa giornata va dedicata alla loro memoria”.

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