Tragedia in aereo da Dubai a Monaco : bambina di 7 anni in volo con febbre alta e muore

La Emirates ha confermato il decesso di un minore durante un volo martedì da Dubai a Monaco: la compagnia aerea non ha reso noto l’età, il sesso o le cause della morte del passeggero. Secondo quanto riferito da Cna, la piccola è svenuta circa 45 minuti dopo il decollo. Il volo Emirates EK049 del 10 ottobre ha così fatto scalo nell’aeroporto internazionale di Kuwait.

Nella giornata di martedì, la compagnia dell’Emirato Arabo ha confermato il decesso attraverso un portavoce: “Abbiamo effettuato un atterraggio d’emergenza ma non è bastato, purtroppo il medico intervenuto non ha potuto far altro che constatare il decesso”.

Febbre: quale termometro scegliere?

La temperatura del corpo umano è in genere inferiore ai 37°C, anche se varia di circa 0,5 °C nel corso della giornata (variazione dovuta a cambiamenti fisiologici della durata di circa 24 ore, perciò chiamati ritmi circadiani) e in relazione a vari fattori come l’ esercizio fisico, l’alimentazione, la temperatura esterna. Inoltre nei bambini la temperatura è in genere più elevata rispetto agli adulti.
Quando la temperatura corporea supera i 37°C, se misurata per via cutanea (ascellare), o i 37,5 °C, se misurata per via rettale o orale, si parla di febbre. La febbre non è una malattia, ma il segno di una reazione di difesa del corpo nei confronti, generalmente, di una infezione da virus o batteri. Al rialzo della temperatura del corpo si aggiungono di solito alcuni altri sintomi di malessere, variabili per intensità da persona a persona e rappresentati da brividi, mal di testa e dolori muscolari. Il termometro clinico è lo strumento che consente di misurare temperatura del corpo: una corretta misurazione è importante sempre quando c’è il sospetto di febbre, ed in particolar modo nei bambini, nei quali vi è il rischio che elevati rialzi della temperatura provochino le cosiddette “convulsioni febbrili”.

Come si misura la febbre?
Per limitare le possibilità di errori durante la rilevazione, è meglio misurare la temperatura in condizioni costanti: stesso termometro, stesso luogo, stesso orario, lontano da sforzi e pasti.
La misurazione per via ascellare (o esterna) è attualmente la più diffusa, ma può dare risultati variabili in quanto più influenzata dalla temperatura ambiente; necessita inoltre di tempi di rilevazione piuttosto lunghi (fino a 10 minuti a seconda del termometro).
Un altro sistema di misurazione della temperatura esterna è quello frontale, che utilizza termometri elettronici in grado di misurare i raggi infrarossi emessi dal corpo.
La misurazione per via orale richiede il rispetto di alcune semplici regole per evitare risultati falsati: il termometro deve essere posto sotto la lingua, con l’estremità a contatto della parte posteriore della bocca. La bocca va mantenuta chiusa per tutta la durata della misurazione. Alcuni fattori, come la precedente assunzione di cibi e bevande calde o fredde, il tabagismo, o la masticazione possono influenzare i risultati e vanno perciò evitati nei minuti precedenti alla misurazione. La misurazione orale e rettale inoltre produce rsultati affidabili poiché scarsamente influenzati da fattori esterni ed è idonea, oltre che negli adulti, anche nei neonati e nei bambini più piccoli, la cui irrequietezza può rendere difficile la misurazione ascellare. La misurazione della temperatura per via auricolare , permette infine di rilevare la temperatura della membrana timpanica attraverso termometri a raggi infrarossi. Anche in questo caso è molto importante seguire attentamente le istruzioni riportate sulla confezione del termometro per evitare errori.
A seconda del termometro utilizzato i tempi di misurazione variano da pochi secondi per i termometri auricolari e frontali, a un minuto per i termometri digitali e a quattro-cinque minuti, infine, per quelli tradizionali a mercurio.

Quale termometro scegliere?
I termometri a mercurio sono attualmente gli strumenti più utilizzati, sia per la precisione e l’affidabilità, sia per il basso costo. Tuttavia, l’Unione Europea ne ha recentemente decretato la loro scomparsa dal mercato nel giro di alcuni anni per problemi relativi alla tossicità ambientale del mercurio e alle difficoltà legate al suo smaltimento.* Una alternativa ai termometri a mercurio è rappresentata dai termometri che utilizzano una lega di gallio-indio-stagno (Galinstan – in commercio con il nome di Termometro Ecosturm): introdotti sul mercato da poco tempo sono particolarmente interessanti per chi desidera un termometro di tipo tradizionale senza gli svantaggi del mercurio, dal momento che questa lega è ritenuta priva di tossicità ambientale.
I termometri digitali o “elettronici” , caratterizzati da un display in cui si visualizza la temperatura, rappresentano probabilmente la scelta migliore perché coniugano un’elevata affidabilità ad un basso costo. Possono essere impiegati sia per via rettale (se hanno sonda flessibile) sia per via orale e ascellare.
I termometri a cristalli liquidi, sono costituiti da strisce di plastica che misurano la temperatura quando appoggiate sulla fronte, non sono raccomandabili per la bassa affidabilità dovuta alla scarsa precisione.

I termometri a raggi infrarossi sono di tre tipi: quelli auricolari, grazie alla speciale forma a cono, una volta inseriti nell’orecchio, rilevano la temperatura del timpano. Fra i vantaggi si possono elencare la rapidità, la facilità d’uso, l’innocuità e l’accettabilità da parte del paziente, ma, per contro, vanno impiegati con molta cautela, soprattutto nei bambini piccoli: se non utilizzati correttamente possono infatti determinare letture errate (anche di qualche grado). E’ dunque essenziale attenersi alle istruzioni allegate all’apparecchio. Gli altri due tipi, di recente commercializzazione, impiegano i raggi infrarossi per rilevare la temperatura della fronte o per contatto (es. Thermocontact) oppure, grazie ad un puntatore ottico, a distanza (es. Thermofocus). Questi strumenti presentano un grado di precisione paragonabile ai termometri elettronici e, come quelli auricolari, sono rapidi nella rilevazione, semplici da usare e bene accetti dai piccoli pazienti. Anche per questi è necessario attenersi alle istruzioni d’uso.

ASPETTI MEDICI DEI VIAGGI IN AEREO E ALL’ESTERO VIAGGI AEREI

Le caratteristiche degli aerei moderni comportano rischi medici e ambientali importanti, anche se infrequenti. Per gli individui che vivono in prossimità di grandi aeroporti, l’alto grado di inquinamento acustico e dell’aria può aggravare un’ampia varietà di patologie e condizioni psicologiche. I mezzi utilizzati per far fronte agli incidenti aerei, siti nei pressi degli aeroporti, hanno lo scopo di provvedere alle cure iniziali dei traumi e delle ustioni più gravi tra i sopravvissuti a un disastro aereo.
I viaggi aerei possono provocare o aggravare alcune patologie. Sono pochissime le condizioni patologiche che controindicano in maniera assoluta il viaggio aereo, ad ogni modo, alcuni pazienti dovranno prendere le dovute precauzioni e pianificarlo attentamente. Durante un volo, in caso di malore può essere richiesto l’intervento medico, in tutti i voli di linea nazionali degli Stati Uniti è obbligatoria la presenza di un pronto soccorso e di farmaci di primo intervento.

Effetti fisiologici
Cambiamenti della pressione barometrica: alcuni aerei di piccole dimensioni, che di solito volano a quote inferiori ai 3000 metri, non sono dotati di pressurizzazione, al contrario, nei moderni jet aerei, la pressione nelle cabine è equivalente a quella atmosferica compresa tra 1525-2440 metri, indipendentemente dall’altitudine raggiunta. A tali livelli pressori, l’aria libera nelle cavità corporee si espande di circa il 25% e ciò può aggravare alcune condizioni mediche. L’infiammazione delle alte vie respiratorie o le allergie possono comportare un’ostruzione delle trombe di Eustachio e degli orifizi dei seni paranasali, a cui possono conseguire una barotite media (infiammazione dell’orecchio ) o una barosinusite (infiammazione di uno o più seni paranasali). Quando si modifica la pressione dell’aria, si possono verificare dolori facciali di origine dentale. Queste condizioni possono essere prevenute o alleviate dall’esecuzione di sbadigli, deglutizioni a naso chiuso durante la discesa o con l’uso di spray nasali decongestionanti o di antistaminici prima o durante il volo. I bambini sono particolarmente sensibili alla barotite media e quindi bisogna dare loro liquidi o cibo durante la discesa aerea, per stimolare la deglutizione. L’improvvisa perdita della pressurizzazione della cabina, che può avvenire accidentalmente, può essere causa di ulteriori problemi.

II viaggio aereo è controindicato nei pazienti affetti da pneumotorace (formazione ed accumulo di aria nella cavità pleurica, che determina il collasso del polmone) e in coloro che presentano intrappolamento viscerale di aria o gas, che espandendosi possono causare dolori o danni tissutali (p. es., pazienti che hanno subito di recente [< 10 giorni] interventi toracici o addominali, o pazienti sottoposti a iniezione intraoculare di gas). I pazienti con una colostomia (abboccamento chirurgico tra colon e parete addominale per permettere al contenuto fecale di fuoriuscire attraverso una via alternativa a quella naturale) devono indossare una sacca ampia e aspettarsi un frequente riempimento.

Diminuzione della tensione di O2: la pressione di una cabina aerea, equivalente alla pressione presente a 2640 m di altitudine, corrisponde a una PaO2 di circa 70 mm Hg, che è ben tollerata dai viaggiatori sani. In genere, chiunque possa percorrere circa 46 m o salire una rampa di scale senza presentare un aggravamento dei propri sintomi, può tollerare le normali condizioni di una cabina aerea, senza ulteriore somministrazione di O2. Tuttavia, possono insorgere problemi in pazienti con: malattie polmonari moderate o gravi (p. es., asma, enfisema (gli alveoli polmonari perdono la loro elasticità, si dilatano, si atrofizzano e riducono la loro capacità funzionale, cosicché il sangue tende a sovraccaricarsi di anidride carbonica), fibrosi cistica), insufficienza cardiaca, anemia, grave angina pectoris (dolore al torace provocato dall’insufficiente ossigenazione del muscolo cardiaco a causa di una transitoria diminuzione del flusso sanguigno attraverso le arterie coronariche), alcune malattie cardiache congenite. Questi pazienti, di solito, possono volare tranquillamente con appositi erogatori di O2 continuo, che devono essere forniti dalle linee aeree (è richiesto però un preavviso minimo di 72 h). I pazienti convalescenti da un IMA (infarto miocardico acuto) possono viaggiare quando le loro condizioni cliniche si siano stabilizzate, di solito entro 10-14 gg dall’evento acuto. Frequentemente, durante i voli lunghi può svilupparsi un lieve edema (gonfiore), conseguente alla stasi venosa, che non deve essere confuso con l’insufficienza cardiaca. Il fumo può aggravare una leggera ipossia e deve essere evitato prima del volo. L’ipossia e l’affaticamento possono aggravare gli effetti dell’alcol.

Turbolenza: la turbolenza può provocare mal d’aria o traumi, quindi i passeggeri devono tenere allacciate le cinture di sicurezza per tutto il tempo. Disritmia circadiana (circa diem “intorno al giorno”) (malattia da fuso orario, jet-lag): un viaggio nell’arco di poche ore o giorni, che attraversa vari fusi orari, interrompe il normale ritmo circadiano. Poiché la luce solare regola il nostro orologio biologico, l’esposizione alla luce nel tardo pomeriggio ritarda l’inizio del ciclo fisiologico del sonno, mentre un’esposizione alla luce nel primo mattino anticipa l’orologio biologico (la durata del sonno sarà più breve della norma). Stress psicologico: la paura del volo e la claustrofobia sono stati psicologici non influenzabili dalla ragione; l’ipnosi e la modificazione del comportamento hanno ridotto, in alcune persone, la paura del volo. I passeggeri impauriti possono trarre beneficio dal trattamento con leggeri sedativi, prima e durante il volo. Gli stati psicotici possono divenire più acuti e manifesti durante il volo, i soggetti con tendenze violente o imprevedibili devono essere accompagnati da un assistente e adeguatamente sedati.

Precauzioni
Una trombosi (coagulazione intravascoiare localizzata) delle vene profonde può svilupparsi in qualunque individuo che stia in posizione seduta per lungo tempo, particolarmente nelle donne in gravidanza e nei soggetti affetti da flebopatie (malattie delie vene), e rappresenta un rischio di embolia polmonare. Si raccomanda quindi di eseguire frequenti passeggiate all’interno della cabina ed esercizi isometrici, mentre si è seduti. La disidratazione, che può verificarsi per il basso livello di umidità nella cabina, può essere facilmente evitata assumendo adeguate quantità di liquidi ed eliminando gli alcolici. Coloro che portano lenti a contatto devono usare frequentemente un collirio, per evitare l’irritazione della cornea, provocata dalla scarsa umidità nella cabina. Le malattie contagiose possono rappresentare una minaccia per gli altri passeggeri dell’aereo. Le richieste di vaccinazione internazionale cambiano frequentemente; le informazioni necessarie possono essere ottenute dagli Uffici di Sanità Aerea e Marittima.

I viaggiatori dovrebbero portare con sé una scorta adeguata di farmaci essenziali, sufficienti ad assicurare loro la continuazione della terapia, in caso di perdita dei bagagli o di arrivo in ritardo a destinazione, di furto in albergo o di indisponibilità dei farmaci stessi sul luogo di destinazione. I pazienti che devono portare quantitativi insolitamente elevati di qualsiasi tipo di farmaco, devono avere una lettera di accompagnamento con verifica da parte di un medico, per evitare possibili complicanze alla dogana. La documentazione medica del paziente (compreso un ECG) sarebbe di valore inestimabile, se questi dovesse ammalarsi lontano da casa. I pazienti affetti da malattie inabilitanti (p. es., epilessia) o croniche devono indossare un braccialetto di identificazione medica. È prudente da un punto di vista precauzionale sottoporsi, poco prima di intraprendere il viaggio, a una visita odontoiatrica di controllo e fornirsi di un paio di occhiali di scorta e di pile di ricambio per apparecchi acustici.

I modelli più recenti di pacemaker sono efficacemente schermati dalle interferenze causate dai dispositivi di sicurezza. Le parti metalliche dei pacemaker, i mezzi di sintesi e le protesi ortopediche possono far scattare gli allarmi di sicurezza, quindi il paziente deve portare con sé la lettera di un medico per evitare difficoltà con i servizi di sicurezza.Una gravidanza senza complicanze fino alla 36a sett. non rappresenta una controindicazione ai viaggi aerei, al contrario, le gestanti con gravidanza ad alto rischio devono essere valutate individualmente. Un viaggio aereo durante il nono mese richiede l’approvazione scritta del medico, redatta non prima di 72 h dalla partenza e con l’indicazione della presunta data del parto. Le donne in gravidanza devono allacciare le cinture di sicurezza sotto l’addome, lungo i fianchi.Ai bambini < 7 gg di età non viene consentito il viaggio aereo. Per bambini con malattie croniche (p. es., disturbi cardiaci congeniti, disturbi polmonari cronici, anemia) vengono applicate le stesse precauzioni adottate nei confronti degli adulti.

Su richiesta, le linee aeree si attivano per accogliere pazienti portatori di handicap, compresi coloro che sono costretti su una sedia a rotelle o in barella. È necessario il servizio di ambulanza aerea quando i pazienti non possano essere trasportati sugli aerei di linea. Alcune linee aeree accettano pazienti che hanno bisogno di uno speciale equipaggiamento (p. es., liquidi EV, respiratori), purché siano accompagnati da personale competente e sia stato preso precedentemente un accordo. È possibile ottenere cibi speciali in volo, come alimenti a basso contenuto di sodio o di grassi e cibi per diabetici, purché si richiedano con congruo preavviso. Ulteriori informazioni riguardanti il viaggio possono essere ottenute dal servizio medico delle maggiori compagnie aeree oppure dal Regional Flight Surgeon della Federal Aviation Administration [in Italia rivolgersi agli Uffici Sanitari Marittimi e Aerei presso i porti e gli aeroporti o presso le AUSL di appartenenza]. Speciali accordi (p. es., per somministrazioni di O2, sedie a rotelle) possono essere presi tramite gli impiegati addetti alle prenotazioni, ma bisogna avvisare almeno con 72 h di anticipo.

VIAGGI ALL’ESTERO
Circa 1 persona su 30 che si rechi in viaggio all’estero necessita di trattamenti d’emergenza. Ammalarsi in un paese straniero può comportare notevoli difficoltà, anche perché molte assicurazioni non sono valide nei paesi stranieri; gli ospedali esteri richiedono un consistente deposito cauzionale in contanti, nonostante l’assicurazione. Presso le agenzie di viaggio e le maggiori compagnie fornitrici di carte di credito sono disponibili programmi assicurativi, alcuni dei quali prevedono il rimpatrio d’emergenza.
Viaggiare nei paesi in via di sviluppo può essere pericoloso. Le principali cause di morte o ferimento dei viaggiatori sono rappresentate dagli incidenti automobilistici, specialmente notturni, e dagli annegamenti; anche i disturbi gastrointestinali rappresentano un problema frequente, si devono quindi consumare soltanto liquidi bolliti, correttamente imbottigliati o addizionati di anidride carbonica: tali precauzioni riducono il rischio di infezioni veicolate dall’acqua. Non devono mai essere ingeriti cubetti di ghiaccio e acqua di rubinetto (p. es., porre attenzione quando si fa la doccia o si lavano i denti) e si dovranno consumare solo cibi cotti a 70°C; le infezioni possono essere veicolate da insalate, prodotti caseari e frutti di mare. Particolare importanza dovrà essere data alle procedure per una corretta prassi igienica nella preparazione e distribuzione del cibo e alla pulizia degli ambienti.

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