Per tre italiani su 10 meglio i “superfood” dei farmaci

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Gli italiani sono perennemente più salutisti e attente al cibo che mangiano. 1/3 considererei Super food, tutti quei cibi che garantiscono benefici al corpo, completamente come possibili sostituti dei farmaci. Molta pregiudizi apprezzati di fagioli, il tè e il salmone. Anche yogurt e noci, però, i cibi salutari preferiti dalla prevalenza degli italiani, venendo consumati costantemente da 59% e 49% degli intervistati.

I dati emergono dall’indagine della società di ricerca Nielsen “Health/Wellness: food as medicine” condotta su un campione di 30.000 individui in 63 Paesi, tra i quali l’Italia, con lo scopo di analizzare l’evoluzione degli stili alimentari e cogliere nuovi trend in anticipo. Questi dati evidenziano che la dieta degli italiani non è più solo un “regime di consumo alimentare”, è diventata bensì un vero e proprio stile di vita, come dichiara il 40% della popolazione.

La Penisola è prima tra i grandi Paesi europei per il consumo di bacche di Goji (16% degli intervistati vs meno del 6% in Germania, Gran Bretagna e Spagna). Sette italiani su dieci (68%) sono convinti che questa bacca possa essere utilizzata a scopo curativo (multivitaminico naturale, sostegno al sistema immunitario, regolazione della glicemia, etc.). Il secondo superfood ritenuto più salutare è la curcuma, spezia giudicata benefica dal 62% degli italiani. Il 27% consuma spesso anche un altro tipo di bacca, ovvero il mirtillo.

Alla domanda: come intendi variare la tua alimentazione nei prossimi 12 mesi? il 40% risponde che mangerà più frutta e verdura, il 29% ridurrà il consumo di alimenti ricchi di zuccheri, il 29% ridurrà il consumo di dolciumi, il 27% ridurrà il consumo di alimenti a elevato contenuto di grassi saturi e insaturi, il 25% consumerà porzioni ridotte, il 23% mangerà snack meno frequentemente, il 22% ridurrà il consumo di alimenti ad alto contenuto di carboidrati, il 20% mangerà più riso o cereali, il 19% mangerà più superfood mentre il 25% non intende modificare le proprie abitudini alimentari.

Un’attenzione particolare all’interno della survey di Nielsen è riservata al packaging , vista anche la rilevanza che il tema ha assunto in Commissione Europea dopo l’apertura della procedura d’infrazione contro il governo britannico nel 2014. Il 48% degli intervistati legge le etichette nutrizionali con particolare attenzione, mentre per il 34% sono il mezzo fondamentale per verificare la genuinità degli ingredienti. Le indicazioni riportate sulle confezioni risultano essere utilizzate dal 28% degli intervistati. I dati riscontrati in Italia sono allineati con quelli degli altri Paesi. Oltre a packaging ed etichette, si evidenzia che il 21% degli intervistati dichiara di ricorrere direttamente al parere di medici, famigliari e siti web sulla salute, il 20% fa ricorso a dietologi o a riviste, il 14% a programmi televisivi o alle etichette sugli scaffali, il 10% a blog dei consumatori.

Salute o Piacere? Entrambi!

E possibile uno stile alimentare sano e gustoso? Certo! Il piacere del cibo può essere un buon alleato della salute. In questa guida parleremo dei principali nutrienti e dei vari gruppi di alimenti. I legumi e il pesce godranno di un’attenzione particolare perché possono contribuire in modo significativo al mantenimento, o al recupero, della nostra salute.
Uno strumento su tutti sarà analizzato con attenzione: le etichette, con il loro mondo di immagini e colori. Imparare a decifrarle è il primo passo verso una dieta che assicuri piacere e salute. Il nostro Paese segue per tradizione la dieta mediterranea, che ha grande valore nutrizionale e preventivo; i dati sulle persone obese o in sovrappeso sono però preoccupanti.
In Italia ci sono oggi quattro milioni di adulti obesi (erano tre milioni negli anni Novanta) e quelli in sovrappeso sono oltre 15 milioni. Ancora più allarmante la situazione tra i più giovani, con punte negative in alcune aree dell’Italia meridionale: fino a due bambini obesi su cinque’.

Osservando da vicino i nostri comportamenti notiamo che:

» dedichiamo sempre meno tempo all’acquisto, alla preparazione del cibo e alla nostra cultura alimentare; siamo consumatori poco consapevoli, passivi di fronte alle suggestioni della comunicazione commerciale;
» di conseguenza prodotti a elevata densità calorica,
con alti livelli di trasformazione industriale, ricchi in zuccheri e grassi poco salutari, entrano nella nostra dieta quotidiana a scapito di cibi più completi, non raffinati industrialmente, che richiedono un lasso di tempo maggiore per l’acquisto o la preparazione, ma ci restituiscono un sicuro guadagno in termini di salute e benessere.
Il tempo dedicato all’acquisto, alla trasformazione e al consumo di cibo di qualità è un “investimento” in piacere immediato e salute futura.
Il sovrappeso e l’obesità, infatti, non sono solo un fattore estetico ma rappresentano i sintomi premonitori di problemi di salute anche molto seri: “diabesità” è la nuova parola, usata dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) per evidenziare come diabete e obesità si influenzino e sostengano a vicenda.

Quindi che si fa?

Bisogna stare attenti al nostro stile di vita: che cosa e come mangiamo e quanta attività fìsica pratichiamo. Due questioni importanti riguardano lo stile alimentare.
» I cibi poco raffinati, ricchi in fibre e con un apporto calorico moderato (cioè poveri di zuccheri semplici e grassi) ci allontanano dal sovrappeso e dal diabete. La dieta mediterranea consiglia almeno tre porzioni al giorno di verdura e non più di due di frutta, a cui associare cereali integrali, o poco raffinati, e legumi. Ma deve essere frutta o verdura coltivata con metodi sostenibili, di stagione e quanto più possibile locale. Altrimenti avrà solo il nome della frutta e della verdura, ma sarà stanca, di scarso sapore, povera di nutrienti e sicuramente poco invitante e salutare.

» Dobbiamo ridurre il consumo di proteine di origine animale. Nella quota che caratterizzerà la nostra dieta, privilegeremo il pesce (ma facendo attenzione al tipo e alla provenienza) rispetto alla carne e, nella piccola quota di carne, le carni bianche e i tagli minori rispetto alle carni rosse e ai tagli “nobili”. L’attività fìsica è altrettanto importante e deve essere costante, quotidiana: camminate a passo veloce, spostamenti in bicicletta, utilizzo delle scale, regolari attività sportive, anche non intense, sono un ottimo strumento per guadagnare in salute.

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