Treviso shock per gli alunni: Professoressa totalmente ubriaca a scuola, portata via dal 118 e ricoverata

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Una professoressa, di circa 45 anni, si è presentata a scuola, dove erano in corso alcune iniziative nell’ambito della “settimana dello sport”, completamente ubriaca. E’ successo in un istituto del Trevigiano

Ciò che accade ogni giorno non solo in Italia ma in tutto il mondo non dovrebbe più scioccare, invece, purtroppo accadono delle cose che lasciano davvero senza parole. E’ il caso di un’insegnante di 45 anni la quale nei giorni scorsi, si è presentata a scuola, dove erano in corso alcune iniziative nell’ambito della settimana dello sport, completamente ubriaca. E’ questo quanto accaduto in un istituto del Trevigiano, l’Istituto superiore di Treviso dove un’insegnante si è presentata a scuola completamente ubriaca, durante l’orario di lezione nei giorni scorsi, in occasione della settimana dedicata allo sport organizzata all’interno dell’Istituto. Il comportamento della docente per colpa del tasso alcolemico sarebbe stato alterato diventando ben presto aggressivo. “La dipendente scolastica aveva bevuto, tant’è che il suo comportamento dettato dallo stato alcolemico alterato è diventato aggressivo“, è questo quanto si legge in un noto quotidiano locale.

La donna di 45 anni pare si sia presentata a scuola come ogni mattina ma ai presenti, dopo il suono della campanella, è ben presto saltato agli occhi che c’era qualcosa che non andava; l’insegnante avrebbe avuto un comportamento aggressivo al punto da iniziare a discutere in maniera animata con un gruppo di studenti. A questo punto il Preside della scuola ha deciso di intervenire, e d’accordo con alcuni genitori ed alunni presenti alla manifestazione sportiva, ha richiesto l’intervento dell’ambulanza e nella mattinata di sabato la donna è stata soccorsa ed immediatamente ricoverata in ospedale. Una volta arrivata al pronto soccorso, la donna è stata messa in osservazione per fargli smaltire l’intossicazione da alcol; in tanti, presenti alla scena, l’hanno descritta come molto imbarazzante e tutto fa pensare che di questo episodio se ne parlerà a lungo.

L’istituto scolastico valuterà adesso quali provvedimenti potrebbero essere presi nei suoi confronti. Inizialmente sembra che la donna si sia rifiutata di seguire i paramedici che hanno insistito fino a convincerla che era necessario curarla, aiutandola a riprendersi; la donna è stata soccorsa, e pare abbia assunto dei farmaci rimanendo per diverse ore a riposo, e poi nel corso della giornata di sabato è stata dimessa,  ma solo dopo aver recuperato la tranquillità e la ragionevolezza.

Nei giorni successivi si è appreso che purtroppo per l’insegnante non si tratta del primo episodio e sono emersi, dunque, problemi legati all’alcol. Purtroppo l’alcolismo rimane un problema sociale piuttosto diffuso che ha bisogno di interventi farmacologici e psicologici, anche se il primo aiuto deve arrivare a se stessi e dalla famiglia di appartenenza. L’alcol è uno dei principali fattori di rischio per la salute ed a differenza del fumo i cui effetti negativi per la salute si possono subire dopo decenni, l’alcol può esporre a forti rischi anche in seguito ad un singolo episodio di consumo.

L’alcol è uno dei principali fattori di rischio per la salute; bere è una libera scelta individuale e familiare, ma è necessario essere consapevoli che rappresenta comunque un rischio per la propria salute e, spesso, anche per quella degli altri. A differenza del fumo, i cui effetti negativi sulla salute si possono subire dopo decenni di uso abituale di sigarette, l’alcol può esporre a forti rischi anche in seguito ad un singolo episodio di consumo, spesso erroneamente valutato come moderato. In termini di sicurezza stradale è infatti noto che possono essere sufficienti appena due bicchieri di una bevanda alcolica per incrementare notevolmente il rischio di incidenti causati dall’inevitabile rallentamento della capacità di reagire prontamente agli stimoli acustici, luminosi e spaziali. Anche per questa ragione non è possibile sulla base delle conoscenze attuali identificare quantità di consumo alcolico raccomandabili o “sicure” per la salute. Sarebbe peraltro improprio “raccomandare” l’assunzione di una sostanza tossica (lo stato di ebbrezza non a caso si definisce “intossicazione alcolica”) o capace di indurre dipendenza, essendo una droga. Oggi è considerato più adeguato per la tutela della salute dell’individuo parlare di quantità a basso rischio, evidenziando che il rischio esiste a qualunque livello di consumo ed aumenta progressivamente con l’incremento delle quantità di bevande alcoliche consumate. La regola generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) è : Alcol? Meno è meglio!

COS’E’?L’ALCOL? L’alcol è una sostanza tossica, potenzialmente cancerogena e capace di indurre dipendenza (alcol-dipendenza) superiore rispetto alle sostanze o droghe illegali più conosciute. I giovani (al di sotto dei 16 anni), le donne e gli anziani sono in genere più vulnerabili agli effetti delle bevande alcoliche a causa di una ridotta capacità dell’organismo a metabolizzare l’alcol. L’alcol, pur apportando circa 7 Kcalorie per grammo, non è un nutriente (come le proteine, i carboidrati o i grassi alimentari) e il suo consumo non è utile all’organismo o alle sue funzioni; risulta invece fonte di danno diretto delle cellule di molti organi tra cui i più vulnerabili sono il fegato e il sistema nervoso centrale.

N.B.: Sulle etichette di qualsiasi bevanda alcolica è riportato il contenuto di alcol, ma è espresso in gradi, cioè in volume su 100 ml. Per ottenere i grammi di alcol in 100 ml bisogna moltiplicare tale valore per 0.8. L’apporto calorico è riferito alla quantità riportata in tabella e tiene conto anche di eventuali calorie apportate da altri componenti, principalmente zucchero.

Assorbimento ed eliminazione dell’alcol L’alcol viene assorbito per il 20% dallo stomaco e per il restante 80% dalla prima parte dell’intestino. Se lo stomaco è vuoto, l’assorbimento sarà più rapido. L’alcol assorbito passa nel sangue e dal sangue al fegato, che ha il compito di metabolizzarlo. Finché il fegato non ha completato la digestione enzimatica attraverso l’alcoldeidrogenasi, l’alcol continua a circolare diffondendosi nei vari organi. Circa il 90%-98% dell’alcol ingerito viene rimosso dal fegato e torna in circolo attraverso la circolazione del sangue. Il restante 2-10% viene eliminato attraverso l’urina, le feci, il respiro, il latte materno, le lacrime, il sudore, la traspirazione. Le quantità di alcol che vengono metabolizzate dall’organismo variano da 60 a 200 mg/kg/ora. Questo significa che un soggetto di 70 kg può metabolizzare circa 7 g di alcol ogni ora. In alcuni individui, in alcuni gruppi etnici negli adolescenti e nei giovani in genere, negli anziani e nelle donne l’efficienza di questo sistema è molto ridotta: queste persone sono quindi più vulnerabili all’alcol. A causa dei citati tempi fisiologici di metabolismo dell’alcol è raccomandabile non concentrare in breve tempo il consumo di bevande alcoliche onde evitare di “saturare” il sistema di rimozione dell’alcol dal sangue determinando la libera diffusione dell’alcol immodificato negli organi e nei tessuti dell’organismo; tali conseguenze sono evitabili a fronte di un modifica delle abitudini e dello stile di consumo.

L’inquadramento diagnostico Cosa sono i problemi e le patologie alcol-correlati (PPAC)? Tutte le situazioni di disturbo riconducibili all’uso episodico e/o protratto di bevande alcoliche. Cos’è l’ubriachezza? Uno stato di intossicazione acuta. Cos’è l’alcolismo? Un disturbo a genesi multifattoriale (bio-psico-sociale) associato all’assunzione (episodica e cronica) di bevande alcoliche, con presenza o meno di dipendenza, capace di provocare una sofferenza multidimensionale che si manifesta in maniera diversa da individuo a individuo. L’alcolismo è definito dalla contemporanea presenza di: a) perdita di controllo del consumo di alcolici evidenziabile dal “fenomeno del primo bicchiere”, dai tentativi inefficaci di controllo, dalla continuazione del potus nonostante le gravi conseguenze legate a tale consumo b) modificazione del modello di consumo con comparsa di desiderio compulsivo di assumere alcolici anche in assenza di intossicazione in atto (craving) c) dipendenza incapacità di rinunciare all’assunzione di alcol e conseguente sforzo per procurarselo, dovuto all’irresistibile desiderio legato al piacere dell’assunzione ( dipendenza psichica ), con tendenza ad aumentare la dose per mantenere il medesimo effetto ( tolleranza ) e al timore dell’insorgenza della sintomatologia organica di privazione o astinenza (dipendenza fisica) d) cambiamento dello stile di vita caratterizzato dalla tendenza all’isolamento, dal deterioramento fino alla perdita delle abituali relazioni sociali. e) problemi familiari, o comunque della rete sociale personale, di diversa entità, che possono giungere alla disgregazione del tessuto familiare e alla comparsa di franche manifestazioni di sofferenza psichica, emozionale e relazionale nel partner e negli altri conviventi.

Identificare correttamente i problemi e le patologie alcol-correlate e la dipendenza può essere difficoltoso perché i portatori di tali problemi: • non sono facili al dialogo • generalmente non ammettono di avere un problema con l’alcol • tendono a non riferire in modo corretto i dati anamnestici o non ne attribuiscono una relazione con l’alcol • I problemi alcol-correlati sono spesso minimizzati dalla famiglia e dagli amici. Sono soggetti che spesso negano o minimizzano • con negazione si intende un atteggiamento di non riconoscimento di quanto è evidenziato dal dato di realtà ( “non è vero che…” ) • con minimizzazione si intende un atteggiamento simile ma più blando e che tende a giustificare ( “ è vero, ma…”/ “ posso fare da solo/non è così grave/da domani cambio senza problemi…” ) Per questo motivo è importante raccogliere quanti più elementi diretti e indiretti da tutte le fonti a disposizione: • soggetto • familiari • altri referenti significativi: amici, compagni di lavoro • medico di medicina generale • assistente sociale • pediatra • figure significative della comunità locale • cartelle cliniche • agenzie sanitarie, territoriali, del privato sociale Si ricordi che sono elementi indiretti anche: • incidenti stradali e traumatismi in genere • incidenti domestici • licenziamenti e frequenti cambi di lavoro • ripetuto utilizzo del pronto soccorso (stati ansiosi, stati confusivi) • lesioni/percosse ai familiari • ritiro patente • problemi legali (arresti per oltraggio, risse, abusi sessuali.. ) • comportamenti aggressivi • violenza su minori.

Criteri diagnostici L’inquadramento diagnostico delle patologie alcol-correlate avviene seguendo i criteri diagnostici comunemente accettati a livello internazionale: il DSM IV (Manuale Statistico e Diagnostico delle Malattie Mentali, IV ed.) e la Classificazione Internazionale delle Malattie dell’OMS (ICD-10). DSM IV: • L’alcolismo viene definito un “disturbo del comportamento in cui può sfociare una modalità patologica di consumo di bevande alcoliche che compromette le attività sociali, professionali del soggetto”. • Per poter diagnosticare la presenza di alcoldipendenza il soggetto deve aver presentato almeno 3 dei seguenti criteri diagnostici: 1. presenza di tolleranza, ovvero necessità di aumentare il consumo per raggiungere gli stessi effetti psichici, oppure effetti clinici ridotti mantenendo costante il consumo; 2. sintomi di astinenza ( tremore grossolano alle mani, alla lingua o alle palpebre, sudorazione, nausea o vomito, astenia, iperattività autonomica, ansietà, umore depresso o irritabilità, allucinazioni transitorie, cefalea, insonnia, convulsioni epilettiformi ecc.) e assunzione della sostanza per ridurre i sintomi di astinenza; 3. assunzione della sostanza per periodi prolungati o in quantità maggiori di quelle previste dal soggetto; 4. persistente desiderio di smettere o di ridurre il consumo alcolico con ripetuti insuccessi; 5. una grande quantità di tempo spesa in attività necessarie a procurarsi l’alcol, ad assumerlo o a riprendersi dagli effetti; 6. interruzione o riduzione di importanti attività sociali, lavorative o ricreative a causa dell’uso di alcol; 7. uso continuativo dell’alcol nonostante la consapevolezza di avere un problema, persistente o ricorrente, di natura fisica o psicologica causato o esacerbato dall’uso di alcol.

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