Treviso shock: Finti vaccini, dubbi su oltre 20 mila dosi

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L’assistente sanitaria ha lavorato a Codroipo dal 2009 al 2015. La stessa azienda sanitaria ha ammesso: “Verosimile che abbia finto di fare le punture”. Settemila bimbi sotto i 12 mesi sono da rivaccinare.

L’azienda sanitaria ha deciso di richiamare circa 7 mila bambini, che potrebbero essere stati seguiti dalla Petrillo somministrando di nuovo 20 mila dosi di vaccini. Nel dettaglio si tratta di 7.500 vaccinazioni per Esavalente (difterite, tetano, pertosse, poliomielite, emofilo B, epatite B); 4mila per Mnrv (morbillo, parotite, rosolia, varicella); 2mila per pneumococco; 4.700 per Tbe (encefalite da zecche) e 350 per Hpv (papilloma virus). “Questi fatti sono accaduti e, al di là di sterili polemiche che non giovano agli effettivi bisogni di informazione e celere risposta della comunità, ciò che conta è che abbiamo lavorato per monitorare subito la situazione e soprattutto attuare la massima precauzione nei confronti dei bambini e della comunità”, ha replicato l’assessore regionale alla Salute, Maria Sandra Telesca. “Confidiamo tuttavia in una ampia collaborazione da parte di tutti, perché anche l’aspetto legale sia definito in modo completo”.

“Rifaremo tutte le dosi ‘dubbie’, eseguite nei giorni in cui l’assistente sanitaria era in servizio”, ha detto il direttore generale dell’Aas 3 Pier Paolo Benetollo, in attesa dei dati definitivi dei controlli e delle analisi già svolte.

Per primi, verranno richiamati i 2.400 bambini/ragazzi che hanno effettuato l’intero ciclo in giorni in cui era effettivamente in servizio l’assistente trevigiana. Durante la vaccinazione, è bene ricordarlo ricordiamo, ci sono almeno due assistenti sanitarie: una che accoglie i neo vaccinati e l’altra che effettua la profilassi.

“È chiaro che si pone il problema di acquisire elementi utilizzabili processualmente e preservare le possibili prove evitando che scompaiano a seguito della nuova vaccinazione”, ha dichiarato il procuratore di Udine Antonio De Nicolo, che ha delegato i primi atti di indagine ai Carabinieri del Nas. “Se anche per loro le percentuali fossero simili alle mie non ci sarebbe più un’anomalia”. “Dovrebbero poi spiegarmi perché e con quali criteri avrei scelto i bambini da vaccinare rispetto a quelli da non vaccinare“. Ora lo sarebbe nuovamente sia a Treviso che a Udine.

Un’azione collettiva, e se a promuoverla è una mamma ferita, per altre mamme ferite, facile pensare che l’obiettivo sarà centrato. Le reazioni alla presunta mancata vaccinazione dei bambini da parte di un assistente sanitaria non si sono fatte attendere, in giro non si parla d’altro. In attesa che il tribunale faccia le sue mosse, le mamme si stanno organizzando. È partita una raccolta di testimonianze e adesioni per un’azione collettiva che grida giustizia e pretende scuse e tutte. Tantissime mamme stanno ancora aspettando che arrivi la convocazione dell’azienda sanitaria, poche si sono attivate chiamando l’usl per avere informazioni. Avviso che nelle prossime settimane arriverà a tutti i 500 piccoli e alle rispettive famiglie vaccinarli tra 25 gennaio e l’8 giugno 2016.

Il presidente dell’Ordine dei medici di Udine, Maurizio Rocco, ha sottolineato l’importanza del richiamo: “Quei bambini sottoposti alle verifiche sono scoperti, almeno le vaccinazioni obbligatorie vanno rifatte”. Una situazione allarmante, come segnala il direttore generale dell’Aas 3, Pier Paolo Benetollo: “I primissimi dati ci dicono che sarà necessario intervenire”. Tutti vaccinati a Codroipo dal 2009 al 2015, periodo in cui Emanuela Petrillo ha lavorato in quella azienda sanitaria. Udine – Un terzo delle dosi somministrate in Friuli ai bimbi sotto l’anno di età e circa la metà di quelle date ai bambini più grandi dall’assistente sanitaria trevigiana sospettata di aver finto le vaccinazioni non sarebbero state somministrate correttamente. Attuando il principio della massima precauzione, la task force sanitaria interaziendale ha deciso di ripetere le vaccinazioni a circa 7000 bambini, somministrando di nuovo circa 20mila dosi, per una spesa di qualche centinaio di migliaia di euro. L’inchiesta è partita da Treviso, dove attualmente presta servizio un’operatrice sanitaria precedentemente impegnata proprio in Friuli, accusata di aver solo finto di vaccinare i piccoli pazienti. Ma l’Usl 2 non la pensa così, e infatti sta seguendo un doppio percorso: da una parte insieme a Procura e Nas sta raccogliendo le prove facendo prelievi di sangue a un campione di bimbi non vaccinati dalla Petrillo per compararlo con quello dei vaccinati dalla Petrillo; dall’altra, richiamare tutti i bimbi presunti non vaccinati dalla Petrillo a Treviso, che sono 500. I fatti sono stati resi noti dal direttore generale Francesco Benazzi. Il problema è che alcuni bambini potrebbero aver ricevuto alcune dosi corretti del vaccino da altre infermiere, e altre dosi ‘simulate’ dall’infermiera Petrillo: “Per questo non possiamo avere certezza che la loro protezione duri per tutta la vita o per il tempo che è previsto”. L’Asl ritiene che si sia configurata “una grave violazione dei doveri professionali e degli obblighi assistenziali”. Il piano straordinario, con i richiami dei bambini e le vaccinazioni degli adulti, sara’ completato entro 6 mesi. L’Aas 3 ha subito informato la Procura di Udine per fare luce sui comportamenti dell’assistente sanitaria. La donna è indagata per omissione in atti d’ufficio.

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