Tumore all’ovaio, l’appello dell’oncologa “Fate il test Jolie”

Tutte le donne colpite da tumore all’ovaio facciano il test per la mutazione del gene Brca e lo richiedano al proprio oncologo, perché è fondamentale per loro stesse ma anche per le loro figlie”, è questo l’appello lanciato dalla presidente eletta dell’associazione italiana di oncologia medica Stefania Gori in occasione del Congresso dell’Associazione avvenuta a Roma. La presidente ha voluto lanciare questo appello a fronte di un dato ovvero quello secondo cui un paziente su 3 con questo tipo di neoplasia si sottopone a tale test genetico noto come test Jolie dal caso dell’attrice Angelina Jolie che presentando la mutazione ha deciso di rimuovere le ovaie.

Purtroppo il tumore ovarico sembra essere una delle neoplasie più frequenti soltanto in Italia sono previsti circa 5200 casi di questa terapia particolarmente insidiosa e grave perché molto spesso non ha sintomi evidenti e la diagnosi nella gran parte dei casi avviene in fase avanzata.

Secondo Gori fare questo tipo di test significa poter avere un’importante possibilità di cura in più. “La presenza della mutazione dei geni Brca1 e Brca2 può favorire l’insorgenza del cancro all’ovaio e al seno. Quindi, se una donna colpita da tumore all’ovaio ha questa mutazione, sarà opportuno fare il test anche, ad esempio, alle sue figlie sane. Se anche loro presentassero tale mutazione, dal momento che il tumore all’ovaio è una malattia influenzata da fattori ereditari, si potrebbe eventualmente ed in alcuni casi procedere alla rimozione delle ovaie e delle tube. Una misura preventiva che riduce fino all’85% il rischio di ammalarsi di cancro all’ovaio”, ha aggiunto ancora l’esperta.

In occasione del congresso è intervenuta anche Nicoletta Colombo direttore della divisione di ginecologia oncologica medica dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano secondo cui se tutte le donne a cui viene diagnosticato un carcinoma ovarico facesse il test per la ricerca delle mutazioni Brca, potrebbero con largo anticipo  raggiungere tutte le famiglie ad alto rischio ereditario di questa neoplasia.

Come abbiamo già detto, i sintomi del tumore ovarico stavolta sono tardivi e nello specifico si manifestano soltanto in fase avanzata. Ma quali sono effettivamente questi sintomi? Si parla di perdita di appetito e problemi digestivi gonfiore o dolore addominale, stitichezza, diarrea e dolore nella regione lombare. La mortalità di questo tumore è purtroppo tra le più alte ed è ad oggi la quarta causa di morte oncologica prima dei 50 anni della quinta dopo quest’età. “Oggi il 39% delle donne riesce a sconfiggerla contro l’87% registrato nel tumore del seno. Risulta quindi particolarmente importante sviluppare una conoscenza ed un’informazione diffusa su questa patologia neoplastica”, a dichiarato ancora Carmine Pinto, Presidente Nazional AIOM.

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