Tumore, l’pertermia funziona a Terni: uccide le cellule tumorali con il calore

Curare il cancro con il calore. Si trova a Terni uno dei tre centri medici in Italia (l’unico in Umbria) autorizzati alla cura delle patologie tumorali mediante l’utilizzo della ipertermia capacitiva profonda. La tecnica, utilizzata dal Centro medico Demetra di Terni, fondato nel 2007 da Marco Ballerini e da Valter Cassutti, si basa su un principio semplice: l’utilizzo delle onde elettromagnetiche che, generando calore nel corpo del paziente, agiscono selettivamente sulle cellule malate. Queste, avendo una struttura diversa da quelle sane, si indeboliscono diventando quindi più facilmente aggredibili dai farmaci tradizionali.

Che cos’è l’ipertermia? Ipertermia significa alta temperatura e si riferisce all’uso del calore per curare il cancro. L’ipertermia crea febbre, che è il meccanismo naturale del corpo per combattere le malattie. L’ipertermia è il processo per cedere energia ed elevare la temperatura delle cellule cancerogene allo scopo di distruggere o danneggiare il tumore. Le alte temperature possono distruggere un tumore maligno senza riscaldare e danneggiare i tessuti sani vicini.

L’idea che il calore possa distruggere il tumore non è nuova e risale al 1800, quando un medico si accorse che un paziente con febbre molto elevata a seguito di erisipela aveva avuto una remissione della sua malattia tumorale. Sino a pochi anni fa non esisteva la possibilità di aumentare la temperatura del paziente senza creargli rischi. Oggi, con le apparecchiature avanzate e le nuove conoscenze è possibile riscaldare il tumore senza determinare effetti collaterali importanti e con pochissimo rischio. L’ipertermia può aumentare l’efficacia delle terapie in uso quali la chirurgia, la chemioterapia, la radioterapia e le terapie biologiche.

In alcuni casi si può raddoppiare l’efficacia della radioterapia e della chemioterapia, riducendo contemporaneamente gli effetti collaterali della cura. Come funziona l’ipertermia? L’energia prodotta dalle microonde o dalle onde di radiofrequenza scalda il tumore sino ad una temperatura di circa 42.5°C. Il calore colpisce più le cellule cancerose che quelle sane. La maggior parte delle cellule tumorali ha un ridotto sistema vascolare e non riesce a dissipare il calore in eccesso; le cellule normali sono invece ben irrorate dal sangue e possono facilmente eliminare il calore in più ricevuto.

L’ipertermia uccide le cellule tumorali in una fase diversa rispetto a quanto avviene con le altre terapie antitumorali e pertanto essa agisce dove le altre terapie non sono efficaci. L’ipertermia produce effetti collaterali? L’ipertermia non causa tossicità. Non sono stati segnalati effetti collaterali a distanza di tempo e solo nel 10% dei casi può insorgere una specie di febbre. Pochi pazienti hanno riferito qualche bruciatura o qualche dolore nella sede dove l’ipertermia viene concentrata. In pochi casi si è segnalata una ulcerazione a seguito della troppo rapida regressione del tumore.

Tutti gli effetti collaterali sono trattabili e scompaiono una volta che il trattamento si è concluso. Perché l’ipertermia è usualmente combinata con la radioterapia e la chemioterapia?Il vantaggio dell’ipertermia è che essa può aumentare gli effetti di queste terapie e ridurne gli effetti collaterali. Studi clinici hanno dimostrato che l’aggiunta della ipertermia a queste terapie può raddoppiarne l’effetto, senza aumentare i danni ai tessuti normali.

La radioterapia di solito è efficace nel colpire le cellule del tumore ben ossigenate, mentre è meno efficace nel caso delle cellule poco ossigenate. L’inverso avviene per l’ipertermia, per cui sommando la radioterapia all’ipertermia si uccidono un maggior numero di cellule neoplastiche. Inoltre l’ipertermia impedisce alle cellule tumorali irradiate di recuperare il danno prodotto dalle radiazioni e di ripararlo. Se il paziente riceve contemporaneamente ipertermia e radioterapia, le cellule tumorali, che normalmente sono in grado di riparare parzialmente il danno subito dall’irradiazione, non riescono più a recuperare e vanno incontro a morte.

Diversi studi clinici hanno inoltre dimostrato che basse dosi di radiazioni combinate con ipertermia possono essere efficaci contro il cancro come le alte dosi da sole. Ecco quindi che combinando il calore con le radiazioni si possono effettuare trattamenti efficaci riducendo gli effetti collaterali delle alte dosi e migliorare la qualità di vita dei pazienti. Alcuni tumori vengono trattati con la triplice combinazione della ipertermia, chemioterapia e radioterapia.

L’ipertermia è una terapia fisica innovativa che consente di ottenere un apporto di calore controllato e mirato ad una certa profondità corporea. Consiste in onde elettromagnetiche che generano un preciso e costante aumento di temperatura nei tessuti profondi di una regione del corpo ben definita. Il riscaldamento desiderato è ottenuto con l’applicazione di energia elettromagnetica che viene irradiata in direzione ortogonale alla superficie del corpo. Le microonde si propagano dalla superficie dei tessuti verso l’interno e mentre attraversano i tessuti perdono energia elettromagnetica che si trasforma in calore. Un’ apparecchiatura di ipertemia utilizza due sorgenti di calore: – una sorgente endogena a microonde per riscaldare i tessuti profondi – una sorgente esogena riscaldante-refrigerante i tessuti esterni , collegata tramite un circuito idraulico ad una borsa di interposizione con la cute (bolus). Con l’ipertermia è dunque possibile riscaldare in profondità mantenendo i tessuti esterni ad una temperatura controllata.

Effetti biologici: L’azione del calore sui tessuti determina:  Vasodilatazione con il conseguente aumento del flusso sanguigno utile in tutte le patologie ischemiche.  Aumento del metabolismo cellulare accelerando la riparazione dei tessuti danneggiati.  Azione antalgica per innalzamento della soglia del dolore dovuto all’azione del calore  Azione antiflogistica con riduzione di infiltrati infiammatori, dell’edema e degli essudati  Riduzione della rigidità articolare e degli spasmi muscolari  Aumento dell’elasticità delle fibre collagene di tendini, capsule articolari, cicatrici  Un probabile effetto di cell-killing, ovviamente molto moderato, che stimola la ricostruzione di nuovi tessuti. Requisiti generali per il sistema di ipertermia: – Omogeneità del risultato. – Mantenimento della condizione ipertermia per tutto il tempo necessario. – L’ipertermia può essere selettiva, ovvero invio dell’energia limitatamente alla zona da trattare. – Riproducibilità ovvero la ripetibilità delle stesse indicazioni di trattamento fra seduta e seduta. Indicazioni l’ipertermia è indicata per: patologie tendinee, muscolari, osteo-articolari, neurali.  Patologie tendinee ( i tendini sono poco vascolarizzati): peritendiniti, tendiniti, tenosinoviti, tendinopatie inserzionali, tendinosi.  Tutte le patologie muscolari: contratture, contusioni, elongazioni ( o stiramenti), strappi, miositi, ecc.  Patologie osteo-cartilaginee: contusioni, distorsioni, periostiti, artrosi.  Neurali: neuromi, sindromi canicolari ( tunnel carpale e tunnel tarsale)  Borsiti, Fasciti. Controindicazioni assolute per il trattamento:  La patologia in fase acuta  Gravi deficit circolatori  Una insufficienza del microcircolo  Neoplasie.  Tubercolosi  Stati infettivi sia locali che sistemici  Pace-makers  Le infezioni cutanee nella sede da trattare  Donne in gravidanza Controindicazioni relative per il trattamento:  Presenza di tessuti ischemici.  L’obesità.  Cartilagine in accrescimento.  Nelle malattie trombotiche o emorragiche.  Nelle aree di anestesia.  Presenza di metallo intratissutale (protesi o impianti metallici).

I termini cancro e tumore sono spesso utilizzati senza alcuna distinzione nel parlato comune ma, in ambito biologico hanno significati differenti. Tumore ( dal latino Tumor) rigonfiamento significa è stato coniato sulla base dell’aspetto macroscopico della maggior parte dei tumori che si presentano spesso, ma non sempre, con una massa rilevante sul sito anatomico di origine. NEOPLASIA significa nuova formazione, è sinonimo del precedente ma prende in considerazione, più che l’aspetto esteriore della massa, il contenuto cellulare della stessa che è costituito da cellule di “nuova formazione”. L’oncologia è la branca della medicina che si occupa dello studio e della cura delle neoplasie. La neoplasia può essere benigna o maligna. Si utilizza poi il termine CANCRO (granchio) poiché le cellule neoplasiche, come il crostaceo con la sua preda, durante la loro formazione e il loro sviluppo circondano le cellule sane vicine e le distruggono. Si utilizza cancro quando la crescita della massa intacca gli organi adiacenti.

LA CELLULA IMPAZZISCE Il tumore ha origine da un’unica cellula ,poi il numero delle cellule aumenta esponenzialmente man mano che esse si dividono. Il cancro non è un’unica malattia ma, poiché può avere molteplici cause e può colpire organi e tessuti differenti possiamo dire che è un’insieme di molteplici malattie. Infatti, a seconda del tipo di cancro abbiamo cure e metodi di diagnosi differenti. Le cellule tumorali hanno subito all’interno del loro assetto cromo somatico un cambiamento riguardante i cromosomi, posso essere mutati o in numero maggiore, o mancanti.Possiamo dire che ad un certo punto la cellula impazzisce poiché perde alcune sue caratteristiche fondamentali e ne assume di nuove ed inizia a moltiplicarsi senza controllo. Le cellule tumorali hanno la caratteristica di sapersi riprodurre molto velocemente, un maggior numero di cellule tumorali si moltiplica rispetto a quelle che muoiono( con l’aumentare della massa tumorale la crescita delle cellule tumorali aumenta notevolmente). Caratteristiche della crescita delle cellule cancerose: Crescita indipendente da ancoraggio (cellule normali che non riescono ad aderire ad un substrato vanno incontro ad apoptosi, cioè il suicidio programmato della cellula).

Crescita non inibita dalla densità cellulare:le cellule normali formano monostrati, cellule cancerose ammassi. •Hanno un numero divisione cellulari indefinito-illimitato (meccanismi che evitano accorciamento telomeri). Questo è dovuto ad un enzima chiamato telomerasi, che permette la ricostruzione del telomero che si trova nel 90% delle cellule cancerose. Assenza della matrice extracellulare che favorisce l’invasione dei tessuti adiacenti. Angiogenesi: nuova formazione di vasi sanguigni che permettono alla massa tumorale di alimentarsi. Differenza tra neoplasia benigna e maligna: I tumori benigni sono riconoscibili per una crescita lenta ma progressiva, senza invasione dei tessuti vicini né diffusione a distanza, sono quindi poco aggressivi e in genere non mettono in pericolo la vita dell’individuo (es. polipi, cisti). I tumori maligni invece, sono caratterizzati da crescita rapida, dalla capacità di invadere i tessuti circostanti e di disseminarsi a distanza; sono perciò molto aggressivi e possono determinare la morte se non curati in tempo (es. cancro, sarcoma). Questa distinzione rimane comunque schematica e clinica, esistono infatti molte forme intermedie e ogni tumore nel tempo può esprimere nuove caratteristiche che modificano la propria aggressività.

DIFFERENZE DI TUMORI: I tumori vengono classificati in base al tipo di cellule che vengono attaccate: Carcinoma:è un tumore maligno di origine epiteliale.E’ la forma più frequente di cancro e gli organi prevalentemente colpiti sono la prostata, i polmoni, la mammella, la pelle, l’apparato gastroenterico, la laringe, il rene ecc. Sarcoma: E’ un tumore dei tessuti connettivi, quali nervi, muscoli, articolazioni, ossa, vasi sanguigni. Può insorgere in qualunque parte del corpo e spesso è nascosto in profondità negli arti.(ossa, muscoli, cartilagini…) Linfoma: è un tumore del tessuto linfoide. Il linfoma ha molti tratti in comune alle leucemie, tuttavia si indica con il termine linfoma un tumore che si presenta sotto forma di masse distinte (in un tessuto linfoide periferico, generalmente). Leucemie: è un tumore delle cellule del sangue. Le cellule del midollo osseo vengono intaccate, i globuli rossi e quelli bianchi. Le cellule tumorali dei pazienti leucemici non hanno una massa localizzata, poiché le cellule coinvolte sono globuli rossi,bianchi o piastrine si trovano in tutto l’organismo.

METASTASI Le metastasi sono cellule tumorali che si spostano dalla cellula di origine e vanno ad intaccare altri organi e altri parti del corpo. Si possono diffondere localmente o per diffusione. Lo spostamento della massa tumorale per diffusione significa che le cellule maligne utilizzano i canali dell’organismo( linfatici, vasi sanguigni) per spostarsi dentro di esso e riescono ad arrivare in punti lontani dal sito di origine .Gli esami medici che permettono la diagnosi della metastasi sono la scientigrafia ossea(somministrazione di un farmaco radioattivo), la TAC, e risonanza magnetica.

CAUSE TUMORI Non vi è un’unica causa per i tumori, solitamente si generano più frequentemente dopo i 55 anni poiché le cellule possono aver accumulato nel corso degli anni modificazioni genetiche durante la loro riproduzione. Non ci sono vere e proprie cause genetiche ma, possiamo dire che ci sono organismi che sono più predisposti a malattie tumorali. Un ambiente e uno stile di vita sano possono incidere molto sui tumori. Infatti, i tumori sono causati da fattori come: fumo, sole e raggi ultravioletti, sedentarietà, alcol e alimentazione. Altri importanti fattori sono agenti chimici che si trovano nell’ambiente in cui viviamo per esempio l’amianto, gas, etc..

METODI DI CURA: Vi sono diversi metodi per la cura del cancro: La cosiddetta sorveglianza attiva è riservata alle forme tumorali a lentissimo accrescimento, significa non fare nulla e tenere solo la malattia sotto stretta osservazione con esami ripetuti. Solo se si nota una improvvisa accelerazione dell’evoluzione allora si passa a vere e proprie cure. La chirurgia è l’opzione principale nella maggior parte dei tumori solidi. Talvolta, per facilitare il lavoro del bisturi, si tenta di ridurre la dimensione del tumore con una chemioterapia o una radioterapia pre-operatoria. La chemioterapia utilizza farmaci citotossici (ovvero tossici per le cellule). In genere il loro effetto è quello di bloccare la divisione delle cellule in rapida replicazione, senza però distinguere tra cellule sane e cellule malate. La radioterapia utilizza raggi X ad altissima potenza per distruggere le cellule cancerose. In genere viene concentrata il più possibile nell’area affetta dalla malattia per evitare di danneggiare le cellule sane. Può essere usata prima della chirurgia per ridurre la dimensione di un tumore solido o, talvolta, come unica terapia, se il tumore è molto sensibile all’effetto delle radiazioni. La terapia ormonale altera l’equilibrio di determinati ormoni nell’organismo. Si utilizza soprattutto per tenere a bada i cosiddetti tumori ormono-sensibili (come quello della mammella e della prostata), in cui tali sostanze hanno una funzione di stimolo della divisione cellulare. I farmaci biologici sono sostanze che anche l’organismo potrebbe produrre naturalmente per combattere la malattia. In genere si tratta di anticorpi in grado di “riconoscere” la cellula tumorale e promuoverne la distruzione da parte del sistema immunitario. L’immunoterapia consiste nella creazione di vaccini capaci di “risvegliare” il sistema immunitario contro le cellule tumorali. Sono disponibili vaccini contro il melanoma e, in forma sperimentale, contro alcuni tipi di tumori del colon-retto. In Europa nessuno di questi prodotti è ancora stato approvato, ma diversi approcci sono in fase avanzata di studio. Quando si guarisce? Il concetto di guarigione, nel caso del cancro, è legato al fattore tempo: proprio perché nella maggior parte dei casi non si può essere del tutto certi che la malattia, sebbene localizzata, sia stata rimossa del tutto e che non vi siano in giro per l’organismo cellule maligne pronte a dare luogo a recidive locali o a metastasi, si considera generalmente guarita la persona che, dopo 5 anni dal termine delle cure, non manifesti più segni o sintomi di malattia. In alcuni casi si preferisce aspettare anche dieci anni prima di dichiarare la completa guarigione del paziente.

RADIOTERAPIA La radioterapia è un particolare tipo di terapia fisica che utilizza le radiazioni, in genere i raggi X, nella cura dei tumori. Queste radiazioni sono dette radiazioni ionizzanti. I raggi X sono noti in medicina da tempo: sono stati scoperti più di un secolo fa, e da allora sono utilizzati sia a scopo diagnostico, come nel caso delle radiografie, sia a scopo terapeutico, nel caso appunto della radioterapia. Si utilizzano i raggi X:

 Negli esami diagnostici permettono di “vedere” all’interno del corpo – per esempio per accertare se c’è una frattura di un osso – provocando danni minimi ai tessuti.  Nella radioterapia, invece, si utilizzano proprio per colpire e distruggere le cellule tumorali, cercando di evitare quelle sane, la radioterapia viene unita nella cura contro il cancro con la chemioterapia e l’operazione chirurgica La radioterapia utilizza radiazioni ad alta energia, emesse da sostanze radioattive (per esempio iodio o cobalto) oppure prodotte da specifiche apparecchiature chiamate acceleratori lineari. Le radiazioni sono dirette contro la massa tumorale e danneggiano in particolare le cellule cancerose così le cellule tumorali non sono più in grado di moltiplicarsi, capita però che vengano colpite anche le cellule sane attorno alla massa tumorale ma esse, sanno riparare al meglio i danni delle radiazioni. Le grande precisione con cui le radiazioni colpiscono le cellule e una buona risposta delle cellule sane al trattamento radioterapico fa sì che si verifichino un numero esiguo di effetti collaterali. Vi sono due modi per somministrare la radioterapia:  radioterapia esterna si chiama così perché la fonte di raggi è posizionata all’esterno del corpo.  radioterapia interna si chiama così la radioterapia somministrata dall’interno del corpo. Ciò può avvenire in vari modi: mediante minuscole sonde di metallo radioattivo che vengono posizionate direttamente all’interno del tumore o molto vicino a esso , oppure attraverso un liquido radioattivo da bere o da iniettare in vena, che viene captato in maniera specifica dalle cellule tumorali. EFFETTI COLLATERALI DELLA RADIOTERAPIA Gli effetti collaterali della radioterapia sono soggettivi, variano dalle condizione di salute generale del paziente e variano molto da un paziente all’altro. Gli effetti collaterali che si manifestano durante la cura cessano solitamente dopo qualche settimana, solo in pochi casi durano più a lungo o richiedono altre cure.

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